
Assoluzione per incapacità di intendere e di volere ma applicazione di due anni in Residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza (Rems) per pericolosità sociale.
E' il verdetto emesso dalla gip di Ascoli Piceno Angela Miccoli che ha assolto per vizio di mente un 25enne originario del Gambia accusato di plurime ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate per una serie di aggressioni ad agenti del Commissariato di San Benedetto, tra i quali una poliziotta che venne morsa ad un dito per cui subì l'amputazione della falange ungueale, e a personale infermieristico dell'ospedale Madonna del Soccorso.
I fatti risalgono al 7 febbraio scorso a San Benedetto del Tronto.
La perizia psichiatrica disposta dal gip ha stabilito che, al momento dei fatti, l’imputato non era in grado di intendere e di volere. Allo stesso tempo, l’esame lo ha ritenuto socialmente pericoloso e bisognoso di un percorso terapeutico. Per questo motivo, pur pronunciando l’assoluzione, il giudice ha ordinato che l’uomo venga inserito per due anni in una Rems, in linea con la richiesta avanzata dalla Procura di Ascoli, che ha condiviso integralmente le conclusioni del perito.
Secondo lo specialista, il 25enne non era neppure in condizioni di partecipare lucidamente a un processo, poiché si trovava “in fase acuta di psicosi”. Anche la difesa dell’uomo, già accusato in passato del furto di un portafogli a Pesaro, si è associata alla richiesta di assoluzione formulata dalla procura ascolana.
Pur nel rispetto del lavoro della magistratura, la sentenza lascia sgomenti». Così la segretaria della Lega Marche, la deputata Giorgia Latini, commenta l’assoluzione del 25enne gambiano che, durante un controllo su un treno, aveva staccato a morsi una falange a una poliziotta del commissariato di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).
«Esprimiamo la nostra preoccupazione e la più profonda solidarietà all’agente che porterà per sempre i segni di una violenza inaccettabile – prosegue Latini –. Non possiamo tollerare che chi provoca lesioni permanenti a un servitore dello Stato possa non rispondere adeguatamente, sottraendosi a qualsiasi responsabilità effettiva. Una decisione del genere mette a rischio non solo la sicurezza degli operatori, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Chi indossa una divisa ha il diritto di sapere che lo Stato è al suo fianco: deve proteggerlo, non abbandonarlo».
Sulla stessa linea Laura Gorini, segretaria della Lega di San Benedetto del Tronto: «La comunità sambenedettese è turbata dal verdetto. La sicurezza dei cittadini e degli operatori non può essere relegata in secondo piano. Pur nel massimo rispetto della magistratura, è una decisione che – come denunciano da tempo i sindacati di polizia – rischia di indebolire la credibilità dello Stato e di demotivare chi ogni giorno si espone per garantire la sicurezza della collettività».
Fonte Ansa e varie agenzie


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