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Giovedì, 12 Marzo 2026

50 anni fa le donne italiane conquistarono l’indipendenza economica

Era il 1975 quando le donne italiane ottennero una conquista che avrebbe segnato un passaggio cruciale verso la parità di genere: per la prima volta, potevano amministrare i propri beni e aprire un conto corrente senza dover chiedere il consenso del marito o del padre. Cadeva così la cosiddetta autorizzazione maritale, retaggio patriarcale che subordinava la libertà economica femminile alla volontà maschile.

La norma fu introdotta nell’ambito della riforma del Diritto di Famiglia, approvata proprio in quell’anno: un autentico spartiacque legislativo che definì il ruolo della donna nella società italiana, sancendo l’uguaglianza tra coniugi nella gestione del patrimonio e dei rapporti familiari. Un cambiamento che andava ben oltre gli aspetti tecnici del diritto bancario: l’autonomia economica divenne strumento fondamentale di emancipazione.

A ricordare l’importanza di questa svolta, cinquant’anni dopo, è Claudia Cattani, presidente di Bnl Bnp Paribas, primo istituto bancario europeo guidato da due donne: lei stessa e l’amministratrice delegata Elena Goitini. Per Cattani, l’educazione finanziaria declinata anche al femminile resta oggi un tassello essenziale per colmare il divario ancora esistente in un settore a forte predominanza maschile. Ma avverte: "Talento e merito non hanno genere. Devono però basarsi sempre di più su studio, formazione continua e aggiornamento, in un contesto professionale in costante evoluzione".

Quanto al rapporto con Goitini, Cattani lo descrive come "un legame prima di tutto umano, fatto di complicità e condivisione", elementi che, a suo dire, contribuiscono a un ambiente lavorativo sano e produttivo. Ma precisa: "Ciò accade non perché siamo due donne, ma perché siamo due persone che credono nel rispetto, nell’ascolto e nel valore delle differenze come opportunità di crescita reciproca".

Cinquant’anni dopo quella riforma, il messaggio resta attuale: l’autonomia economica è ancora oggi un pilastro imprescindibile per l’emancipazione e la parità, e passa anche dalla valorizzazione del merito, al di là di ogni genere.

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