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Laboratorio Prampolini alla Galleria d'arte moderna

Dopo oltre due anni di un accurato e specialistico restauro da parte dei tecnici dell’ICR la scultura di Venanzo Crocetti ritorna alla GAM. Acquistata nel 1960 dal Comune di Roma a seguito della VIII Quadriennale Nazionale d’Arte, l’opera rappresenta una delle prime sculture di Crocetti di grande formato dedicate al tema della danza, che già compare in vari bozzetti degli anni Quaranta e che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, diventerà tema ricorrente all’interno della sua produzione ma anche icona simbolo per molti scultori figurativi del secondo Novecento. La mostra è il risultato di un lungo lavoro di condivisione d’intenti fra istituzioni pubbliche e private con l’obiettivo di valorizzare al meglio le opere presenti nelle collezioni della Sovrintendenza Capitolina. L’esposizione anticipa anche le celebrazioni del Centenario della Galleria d’Arte Moderna di Roma (1925-2025) durante le quali sarà dato risalto alla collezione contemporanea del museo con una serie di mostre, eventi ma anche di restauri eccellenti, come nel caso dell’opera di Crocetti attualmente presentata al pubblico.

La mostra è promossa e organizzata da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con Ministero della Cultura - Istituto Centrale per il Restauro e Fondazione Venanzo Crocetti. Supporto organizzativo Zètema Progetto Cultura. A cura di Claudio Crescentini, Carla Ortolani e Livia Sforzini.

L’esposizione è concepita come un progetto esclusivo per mezzo del quale s’intende riportare l’attenzione sul multilinguismo artistico e l’interdisciplinarietà di Enrico Prampolini, nell’arco di tempo che va dagli anni Trenta ai Cinquanta del Novecento, all’apice quindi della carriera e dell’esuberanza progettuale dell’artista. In mostra progetti architettonici e scenografici, materiali grafici e documentali poco conosciuti e/o totalmente inediti provenienti dalle diverse donazioni degli Eredi Prampolini alla Sovrintendenza Capitolina. Donazioni iniziate nel 1992 e protrattasi fino al 2023. Dopo un periodo di studio e approfondimento dei nuovi materiali acquisiti, si è voluto tornare a rafforzare il senso del carattere laboratoriale e interdisciplinare dell’arte di Prampolini. In mostra anche una serie esclusiva di importanti dipinti, sempre degli anni Trenta-Cinquanta, provenienti da varie collezioni pubbliche (Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma, MART di Rovereto, Museo del Novecento di Firenze, ecc.) che arricchiscono un percorso visivo teso a rafforzare la cultura immaginista e d’avanguardia di Prampolini. Si passa quindi dalla pittura alla scenografia, dall’architettura alle arti applicate e alla grafica, senza dimenticare l’editoria, fino alla riflessione teorica, alla promozione e all’organizzazione culturale, fra cui l’attività critica e l’insegnamento.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. A cura di Alessandra Cappella, Claudio Crescentini, Flavia Pesci, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta. Radio partner: Dimensione Suono Soft. Catalogo: Silvana editoriale.

Accanto al dipinto Aeropittura (1934) di Osvaldo Peruzzi, appartenente alla collezione della Galleria d’Arte Moderna e ritenuto ormai come uno dei documenti pittorici più importanti delle nuove teorie estetiche futuriste, sono presentate circa trenta opere poco note, insieme ad un gruppo di disegni e documenti in gran parte mai esposti provenienti dalla Fondazione Primo Conti di Fiesole e dall’Archivio di Stato di Milano. Così strutturata la mostra intende mettere in evidenza la figura dell’artista nel panorama futurista degli anni Trenta e oltre, ma anche i rapporti e le corrispondenze della poetica di Peruzzi con Bruno Munari, Fillia ed Enrico Prampolini di cui in contemporanea si terrà una mostra sempre alla GAM, rafforzando quindi lo specchio dei riferimenti nell’ambito della cultura futurista romana fra prima e seconda metà del Novecento.

La mostra è promossa e organizzata da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con gli Archivi Gerardo Dottori e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura. È a cura di Massimo Duranti e Andrea Baffoni, che si sono avvalsi della collaborazione del Comune di Livorno, della Fondazione Livorno, della Fondazione Primo Conti di Fiesole, dell’Archivio di Stato di Milano.

 

Fonte Zetema

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