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Venerdì, 15 Maggio 2026

 “La mia ambizione è di integrare tutto ciò che vi è di vitale nell’arte moderna alla grande tradizione del Rinascimento perché fu proprio in quel momento che si raggiunse l’apogeo dei mezzi di espressione. Non c’è da temere la perfezione, non vi si arriva mai.” 

           (Salvador Dalì) 

 

 Nella calda giornata di ottobrata romana è stata presentata oggi la mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione” dove le oltre sessanta opere tra dipinti, disegni, documenti e materiali audiovisivi portano a Palazzo Cipolla di Roma l’universo visionario di Salvador Dalí (1904–1989), genio irriverente e maestro assoluto del Novecento. La mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione” si inserisce nel quadro delle attività culturali di Fondazione Roma, che ha voluto donare alla città un’istituzione museale a tutto tondo, mettendo al centro il visitatore e ispirandosi a valori fondamentali come inclusione, impegno per il territorio e promozione culturale. Dopo il grande successo della mostra dedicata a Picasso, nelle sale di Palazzo Cipolla si apre una nuova grande esposizione di portata internazionale dedicata al genio di Salvador Dalí, in continuità artistica e programmatica con il percorso dedicato ai grandi artisti internazionali. Il Museo del Corso – Polo museale, divenuto un vero e proprio spazio culturale e cuore pulsante della vita cittadina, ha aperto ufficialmente i battenti in occasione di uno degli eventi più significativi del Giubileo: l’esposizione gratuita del capolavoro di Marc Chagall, La crocifissione bianca, da novembre 2024 a gennaio 2025. Dalla sua inaugurazione, il Polo museale – che comprende Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra Colonna – ha già accolto oltre 220.000 visitatori.  «Con Dalí. Rivoluzione e Tradizione Fondazione Roma - sostiene il Presidente Franco Parasassi - conferma il proprio impegno nel promuovere la cultura come valore condiviso e motore di progresso civile per la comunità. Portare a Roma un progetto di tale respiro internazionale e di così insigne valore culturale rappresenta per noi motivo di orgoglio e testimonia la volontà di offrire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza artistica di altissimo livello. Dopo il successo della mostra dedicata a Picasso, l’arrivo dell’universo creativo di Salvador Dalí a Palazzo Cipolla segna una ulteriore tappa nel percorso che la Fondazione dedica ai grandi protagonisti dell’arte mondiale e al dialogo tra innovazione e tradizione, mantenendo ferma la cifra specifica di tutte le proprie iniziative, anche espositive, che consiste nell’attenzione privilegiata affinché la cultura diventi patrimonio accessibile a tutti e strumento di promozione umana e sociale. Attraverso il Museo del Corso – Polo museale, Fondazione Roma ha voluto creare un luogo aperto, inclusivo e dinamico, capace di connettere il territorio con la bellezza e l’arte. Ed è questo lo spirito che anima la mission del nostro spazio museale divenuto ormai un punto di riferimento per la vita culturale di Roma e luogo di incontro, partecipazione e bellezza condivisa.» Sotto la direzione scientifica di Montse Aguer, Direttrice dei Musei Dalí, e la curatela di Carme Ruiz González e Lucia Moni, l’esposizione Dalí. Rivoluzione e Tradizione si configura come uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione autunnale, e apre in concomitanza con la ricorrenza del centenario dalla prima mostra personale dell’artista spagnolo. Le opere provengono dalla Fundació Gala-Salvador Dalí, che ha collaborato al progetto con un nucleo straordinario di capolavori, e da alcuni dei più importanti musei internazionali e italiani: il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museu Picasso di Barcellona, le Gallerie degli Uffizi di Firenze. «È per me un onore portare a Roma una mostra che invita il pubblico italiano e internazionale a riscoprire la forza creativa di un artista, Salvador Dalí, che ha saputo sfidare i limiti dell'arte e del pensiero. Dalla Fondazione Dalí ribadiamo il nostro impegno a proteggere e diffondere la sua opera con la stessa passione e libertà che hanno guidato tutta la sua carriera», dichiara Jordi Mercader, Presidente della Fundació Gala-Salvador Dalí. E aggiunge Montse Aguer, Direttrice dei Musei Dalí, «la mostra approfondisce l'evoluzione dell'opera e del pensiero di Salvador Dalí, ci apre nuove strade per comprendere meglio la sua creazione e ci avvicina a un pittore universalmente conosciuto che, allo stesso tempo, necessita di essere analizzato con maggiore profondità e nuovi punti di vista. Questa mostra ci presenta un Dalí che si è consacrato come un grande maestro dell'arte, al pari di Picasso, Velázquez, Vermeer, Raffaello.» Promossa dalla Fondazione Roma, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, con il supporto organizzativo di MondoMostre e il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, l’esposizione sarà ospitata dal 17 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026 a Palazzo Cipolla, Museo del Corso - Polo museale.  

I mercati di Traiano, uno dei simboli storici e architettonici della Capitale, si vestono di nuova luce. È stata presentata la nuova illuminazione artistica del complesso, sito archeologico unico al mondo che rappresenta, allo stesso tempo, un’importante quinta scenica nel cuore di Roma.
I Mercati di Traiano, nonostante il nome, non erano un semplice mercato, ma un complesso multifunzionale che comprendeva anche uffici amministrativi, negozi e spazi per attività varie. 
Nel corso dei secoli, il complesso ha subito trasformazioni, diventando anche una residenza nobiliare, una fortezza militare e un convento. 
La Torre delle Milizie, che oggi caratterizza il profilo dei Mercati, è il risultato di diverse fasi edilizie medievali, con aggiunte e trasformazioni che ne hanno modificato l'aspetto originale. 
L'area esterna, oggi denominata Giardino delle Milizie, conserva tracce delle modifiche subite dal complesso nel Medioevo, con resti di un castello fortificato e di una cisterna medievale. 
In sintesi, i Mercati di Traiano rappresentano un esempio straordinario di come un sito archeologico possa essere oggetto di continui interventi di restauro e adattamento, mantenendo viva la sua storia e il suo fascino attraverso i secoli. 
All’evento hanno partecipato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il Sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e la Presidente di ACEA Barbara Marinali.
L’intervento è stato realizzato da Areti, società del Gruppo Acea che si occupa dell’illuminazione pubblica e artistica della Capitale, sulla base di un progetto redatto da professionalità interne all’azienda in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre.
Il progetto mira a esaltare l’architettura del complesso monumentale: sono state adottate soluzioni innovative, come un’illuminazione a proiezione per le mura esterne, che garantisce una luce morbida e uniforme sui diversi livelli, creando una lettura d’insieme del monumento come quinta urbana. La torre delle Milizie, le nicchie e l’ambulacro interno sono stati invece sottolineati con un’illuminazione in semi-radenza.
L’intervento non si è limitato alla sostituzione puntuale degli impianti esistenti, ma ha previsto una rimodulazione dell’impianto e l’integrazione delle zone con carenza di illuminazione, per un risultato più armonico e funzionale. La temperatura di colore calda (2700 Kelvin) si inserisce in continuità con l’illuminazione già presente sui monumenti in opus latericium, creando un’atmosfera accogliente e rispettosa dell’estetica storica. Grazie all’utilizzo di tecnologia LED di ultima generazione, sono stati installati 259 apparecchi con una potenza totale di circa 7,5 kW, riducendo significativamente i consumi energetici rispetto ai 107 apparecchi rimossi, che avevano una potenza complessiva di 11,5 kW. Inoltre il sistema di controllo intelligente permette di calibrare l’intensità di ogni singolo punto luce, riducendo ulteriormente i consumi energetici.
Barbara Marinali, Presidente di Acea, ha dichiarato: "È un privilegio poterci occupare di un patrimonio unico al mondo e, nel farlo, prestare una cura particolare al progetto e al modo in cui le architetture di luce possono ridisegnare questi luoghi, optando per l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione con alta resa cromatica che permettono di esaltare l’architettura nei singoli dettagli e di renderla fruibile, anche di notte, agli occhi del mondo”.
Fabrizio Palermo, AD di Acea, ha aggiunto: "Siamo orgogliosi di aver contribuito, con le Istituzioni, a questo progetto che unisce innovazione tecnologica e tutela del patrimonio storico. Questo dei Mercati rappresenta un esempio del know how all’avanguardia di Acea, che può vantare un team di professionisti specializzati nella progettazione e realizzazione di interventi di Illuminazione artistica, coniugando innovazione, efficienza energetica e valorizzazione del patrimonio.

L’Accademia Gilmont Italia promuove l’evento più audace e visionario dell’anno, dove arte, creatività e follia si fondono in una sfida senza precedenti.
L’appuntamento è per domenica 6 luglio 2025, a partire dalle 20:30, nella cornice del Teatro Lo Spazio, in via Locri 42 a Roma. "La Locura: la follia prende forma" è il titolo della serata che fornirà al pubblico un’esperienza inedita e fuori dagli schemi. Sul palco gli allievi dell’Accademia Gilmont metteranno in scena la sfida di Body Painting, mostrando le loro opere finali ispirate al tema della follia, in una vera e propria sfida artistica a colpi di colori, corpi e immaginazione.
Ogni performance sarà un’esplosione visiva, un viaggio emozionale caratterizzato da contrasti interiori in grado di restituire l’espressione più autentica dell’essere umano. Non uno spettacolo, ma un manifesto vivente di coraggio creativo. Un evento per chi ama l’arte che scuote, commuove e fa riflettere.
“Durante la serata –sottolineano, inoltre, Antonella e Giancarlo D’Amico, animatori dell’Accademia Gilmont Italia – al fine di promuovere l’imprenditorialità, celebreremo anche chi ha saputo trasformare la formazione in una vera carriera, premiando le “Eccellenze Gilmont”; un riconoscimento speciale ai nostri ex allievi, oggi professionisti, che si sono distinti per talento, determinazione e risultati raggiunti”.

Relazioni umane, relazioni materiali ma anche relazioni spirituali. Questo il fil rouge della mostra “La Proporzione Aurea: un viaggio tra emozioni, armonia e conoscenza” (laproporzioneaurea.com), proposta da Fondazione Relazionésimo ETS e in apertura il prossimo 10 luglio allo spazio WeGil di Roma. In esposizione ci saranno opere inedite di artisti di diverse generazioni: da Michelangelo Pistoletto, pittore e scultore di fama internazionale, fino a Erica Tamborini. Al centro ci sarà il concetto della “proporzione” come linguaggio universale che collega arte, scienza ed economia, mostrando come le grandi trasformazioni della storia siano sempre nate da dialoghi interdisciplinari. Un percorso tra arte, scienza e filosofia dedicato al concetto universale di armonia, con opere e installazioni originali di artisti di varie generazioni. Si parte dalle intuizioni di Luca Pacioli, matematico e frate francescano, maestro e amico di Leonardo da Vinci, che con il suo lavoro sulla «divina proporzione», in pieno umanesimo seppe intrecciare scienza, arte e spiritualità, estendendosi fino all’era contemporanea degli algoritmi, dell’economia, delle relazioni, del design parametrico fino alla modernità dell’intelligenza artificiale. Le connessioni tra economia, scienza e arte non sono semplici esercizi intellettuali, ma veri e propri strumenti per governare la complessità dell’oggi. Dal 10 luglio al 18 settembre, le sale di WeGil, storico edificio romano progettato da Luigi Moretti, diventano palcoscenico di un viaggio nel cuore di questo enigma, attraverso La Proporzione Aurea, organizzata da Fondazione Relazionésimo ETS.

 In un mondo che ha bisogno di nuove forme di interazione e cooperazione, “La Proporzione Aurea” diventa così un’occasione per riaffermare l’importanza del dialogo tra opposti, sia nella progettazione estetica sia nelle dinamiche sociali. “Abbiamo preferito parlare di proporzione piuttosto che di sezione aurea - spiega Ombretta Zulian, tra i curatori del progetto e fondatrice, con Ketty Panni, di Relazionésimo - perché volevamo evocare non solo un rapporto matematico, ma un principio di relazione, armonia e misura condivisa. Proporzione significa letteralmente “mettere in relazione”, trovare un equilibrio dinamico tra le parti.  Nella tradizione umanistica, la proporzione aurea è simbolo di bellezza, armonia e conoscenza. La proporzione aurea non è dunque una formula: è una visione. E oggi, forse più che mai, abbiamo bisogno di visioni capaci di ricomporre ciò che sembra diviso”.

 Il percorso espositivo, che sarà aperto dal prossimo 10 luglio fino al 18 settembre 2025, proporrà una serie di opere inedite di artisti che appartengono a generazioni culturali (ma non solo) profondamente differenti. “Ognuno – afferma Michelangelo Pistoletto – avendo un proprio segno, ha la chiave per entrare nella porta dell'arte, una porta che immette sia nello spazio riservato, intimo, personale, sia nello spazio degli incontri sociali”. Non solo Pistoletto ed Erica Tamborini, tra gli artisti in mostra ci saranno anche Jacopo Gonzato, Angelo Bonello, Duccio Forzano, Matteo Riva e Ludovica Sitajolo. Le loro creazioni non si limitano a illustrare un concetto matematico astratto: lo rendono visibile, tangibile, lo trasformano in esperienza diretta, sensoriale e riflessiva. 

 Il team curatoriale è composto da Ombretta Zulian (Fondazione Relazionésimo ETS), Rolando Bellini (emerito dell’Accademia di Brera), Fortunato D’Amico (Fondazione Pistoletto Cittadellarte), gli architetti Marcella Gabbiani, Chiara e Massimo Domenicucci e Marco Dotti, docente di Professioni dell’editoria al Corso di Laurea in Comunicazione Innovazione e Multimedialità dell’Università di Pavia.

 La location scelta è la prestigiosa WeGil, uno dei più importanti poli culturali nel cuore di Roma. L’edificio, inaugurato nel 1937 come sede della Gil, la Gioventù italiana del littorio, è un tipico esempio del razionalismo italiano progettato da Luigi Moretti, uno tra i massimi protagonisti dell’architettura del 20esimo secolo. “In rispettoso dialogo con la cornice del WeGil, progettato dall’architetto Moretti, la mostra mette in relazione artisti di diverse scuole e generazioni, da Michelangelo Pistoletto a Erica Tamborini, da Fibonacci a Leonardo, da Fidia a Luca Pacioli, tutti chiamati a confrontarsi con un tema al tempo stesso antico e attuale. Quale rapporto c’è tra arte e scienza e tra etica e forme del bello? Ma, soprattutto, possiamo davvero conoscere senza prima sentire? La risposta è nel percorso della mostra che, toccando temi e spunti classici, dalla sezione aurea alle proporzioni, li rende attuali nella forma dell’esperienza estetica”, spiega Rolando Bellini, critico e storico dell’arte, già professore di Storia dell’arte all’Accademia di Brera.

 La mostra, che è parte di un progetto itinerante che nel 2023 ha avuto la sua prima tappa nella Basilica Palladiana di Vicenza, ha un prestigioso network di patrocinatori, tra cui la Città Metropolitana di Roma Capitale, il Dicasterium de Cultura et Educatione, l’Ordine degli Architetti di RomaAla - Assoarchitetti e IngegneriRegione LazioLazio Crea e WeGil, e ha come sponsor Triton Hurricane e la catena alberghiera internazionale B&B HOTELS. Liliana Comitini, Presidente e AD di B&B HOTELS Italia, Slovenia e Ungheria, ha commentato: “Come B&B HOTELS crediamo fortemente nel valore delle partnership culturali che contribuiscono a valorizzare i territori in cui operiamo. La mostra La Proporzione Aurea rappresenta un'occasione straordinaria per riflettere, attraverso l’arte, sul concetto di armonia nelle sue molteplici forme. Siamo orgogliosi di supportare un progetto che unisce estetica, pensiero e relazione umana, in una cornice d’eccezione come Roma”.

 La Proporzione Aurea vuole contribuire a rafforzare un ponte, sempre più necessario, tra saperi, un luogo dove la fruizione estetica incontra il rigore scientifico, generando nuove domande e inedite consapevolezze. E ancora, la mostra sarà l’occasione anche per “spaziare”, grazie ad eventi collaterali (alcuni dei quali organizzati insieme agli ordini professionali).

 L’esposizione nasce dalla convinzione che la cultura possa essere un potente strumento di comprensione e trasformazione per riportare l’uomo e le sue relazioni al centro, favorendo una società più consapevole, inclusiva e capace di generare nuovi significati condivisi. L’esposizione si terrà dal 10 luglio al 18 settembre e sarà aperta tutti giorni dalle 10 alle 19 ad ingresso libero, per consentire a tutti di partecipare a questo viaggio tra armonia, emozioni e conoscenza.

Ha preso ufficialmente il via sabato 21 giugno, con una conferenza partecipata da istituzioni, artisti e pubblico, la prima edizione di Magliano Contemporanea, rassegna d’arte visiva ideata da Maria Grazia Londrino, organizzata da Dialogues Arte e sostenuta dal Comune di Magliano in Toscana. L'iniziativa nasce come progetto curatoriale di respiro, capace di attivare nuovi sguardi sul territorio, attraverso l’arte come esperienza viva e stratificata. 

Un’operazione che mette in relazione paesaggio e visione, storia e sperimentazione, con l’ambizione di trasformare Magliano in Toscana in un nuovo polo culturale per le arti visive nel cuore della Maremma. Il progetto, pensato per connettere l’arte contemporanea al paesaggio, alla memoria e alla vocazione culturale della Maremma, si svolgerà fino al 6 settembre 2025 e prevede tre mostre personali, un fotolibro d’autore dedicato al territorio e l’assegnazione del Premio Tavano-Amodeo, riconoscimento rivolto a un artista contemporaneo.

Ad aprire la serata inaugurale, le parole del sindaco di Magliano in Toscana, Gabriele Fusini, che ha evidenziato il valore strategico e identitario della manifestazione: «Magliano e la sua Comunità credono nella cultura come fattore di crescita turistica ed economica con la C maiuscola. Questa rassegna, ideata dalla curatrice Maria Grazia Londrino, vuole essere un’apertura ad un evento che nelle intenzioni potrebbe cambiare la ricezione turistica della nostra Maremma, o almeno esserne una delle di volta. Tre mostre d’arte, un fotolibro firmato dalle immagini del fotografo Federico Strinati, un premio dedicato ad artisti contemporanei, lanciato sulle pagine social del noto storico dell’arte Claudio Strinati e tanti ospiti che animeranno le serate del Festival. Un’occasione unica per scoprire ed ammirare la nostra terra e i dialoghi che ci offre.»

Maria Grazia Londrino, ideatrice e curatrice del progetto, ha ricordato come la rassegna sia nata da un’intuizione personale, radicata in un incontro con il paesaggio e le storie del luogo: «Nell’estate del 2021 mi innamoro. Scopro un territorio. Scopro il profumo della campagna maremmana la mattina appena alzata, durante la giornata e la sera gustando le prelibatezze del luogo. In quell’anno ho avuto il privilegio di produrre un film dedicato ai Maestri Manlio Amodeo e Savina Tavano, che fin dagli anni Ottanta hanno eletto questi luoghi e queste campagne come terreno di vita e di ispirazione d’arte. Da qui il passo è stato breve. Solo entrare a Magliano da Porta San Giovanni rappresentò per me un’esperienza da trattenere il fiato: è proprio camminando tra quei vicoli, entrando nelle chiese ed arrivando fino a Porta San Martino, che ti catapulta l’occhio e la mente nella maremma toscana più profonda, che mi fece pensare a Magliano Contemporanea. Quale migliore occasione di vivificare il dialogo tra le possenti architetture senesi e nomi di qualità del panorama artistico contemporaneo con un pizzico di creatività? Ed eccoci oggi alla prima edizione della rassegna che ha preso vita grazie alla lungimiranza degli amministratori della città, che ringrazio di tutto cuore. Che sia solo un inizio in un “andante con brio”.»

Nell'ambito dell'apertura della manifestazione, che ha visto come "padrino" d'eccezione il regista e sceneggiatore Enrico Vanzina, è stato presentato il fotolibro Di terra e di spirito di Federico Strinati, dedicato a Magliano, Montiano e Pereta, in cui fotografia e narrazione restituiscono un’immagine profonda, contemplativa e fortemente identitaria del territorio. Il volume gode di una introduzione del fotografo di fama mondiale Massimo Listri. «La realizzazione di questo fotolibro dedicato al territorio di Magliano in Toscana, nel cuore della Maremma grossetana, è stata un’esperienza potente e formativa per me. – ha raccontato Strinati – Indagare questi luoghi, transitando per le campagne tra gli approdi magici che ci regala, mi ha consentito di raccontare un triangolo di assoluta fascinazione tra Magliano in Toscana, Montiano e Pereta. Ognuno con la sua fisionomia e la sua storia, è stato come camminare in un sogno. Con l’arrivo ideale nei camminamenti delle mura senesi di Magliano, che da sole valgono l’esperienza di assaporare questi luoghi. Spero che le mie fotografie possano essere uno sprone per un turismo culturale sempre più attento e consapevole.»

A sottolineare la necessità e il valore dell’intera rassegna è intervenuto anche il prof. Claudio Strinati, storico dell’arte e promotore del Premio Tavano-Amodeo, dedicato ai due grandi artisti piemontesi che sin dagli anni Ottanta del Novecento hanno eletto la cittadina toscana come luogo di vita e atelier per oltre quarant’anni di attività.  «Magliano Contemporanea è la prima edizione di una rassegna d’arte che, a mio parere, era necessaria in quest’area. La Maremma è una contraddizione: luogo noto a tutti e non noto a tutti nello stesso momento. Tranne gli approdi costieri, meta di turismo ed over-tourism come nelle grandi città, l’entroterra è un mondo da scoprire ed assaporare piano. 

Questo il leitmotiv che la giovane curatrice Maria Grazia Londrino ha azzeccato: tre nomi di qualità legati alle arti contemporanee, da gustare con calma come primo piatto, un fotolibro dedicato al territorio come secondo di sostanza, e infine il premio “Tavano Amodeo” per dessert, una chicca. Che cos’è? Dalle mie pagine social partirà un contest dedicato ad artisti contemporanei che vedrà premiato il vincitore nella esclusiva serata conclusiva della rassegna, a Magliano, il prossimo 6 settembre. E ci sarà da divertirsi, credetemi.». Il premio verrà consegnato dalla pittrice Savina Tavano, alla presenza dei vertici del comune di Magliano e del popolare giornalista, conduttore televisivo e scrittore Corrado Augias, la cui presenza andrà ad impreziosire l’evento.

La mostra d’apertura, visitabile fino al 6 luglio presso lo Spazio Espositivo di via Garibaldi 8, è Parlare in silenzio dell’artista Beatrice Cignitti, accompagnata dal docufilm Il disegno è una preghiera laica di Federico Strinati. Undici opere che indagano con segno raffinatissimo l’intimità del quotidiano, restituendo oggetti e corpi in una dimensione sospesa, ieratica, potentemente evocativa.

A seguire, dal 20 luglio al 3 agosto, Blumen di Corinna Brandl, artista tedesca che coniuga psicologia e pittura in una ricerca aperta al viaggio, alla memoria e al simbolismo botanico, e dal 10 al 24 agosto Cuore cosmico di Valeria Mariotti, un’immersione nelle vibrazioni cromatiche della luce e nella forza emotiva del gesto pittorico.

Uff. St. E. Castiglioni

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