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        <title>Il Corriere Del Sud :: Articolo</title>
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        <title>Il coraggio del presidente Berlusconi</title>
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        <description>Categoria: Prima PaginaMentre in Italia ci sono alcuni balordi per non dire altro che si permettono di affiggere manifesti col volto del presidente del consiglio con la scritta sotto: appuntamento a piazzale Loreto, all'estero Berlusconi viene lodato per il suo impegno internazionale, è il caso della Pajamastv, &lt;a href=&quot;http://www.pjtv.com&quot; title=&quot;www.pjtv.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.pjtv.com&lt;/a&gt;, network  americana, in una intervista Michael Ledeen, giornalista e scrittore della Foundation for Defense of Democracies (FDD) afferma che Silvio Berlusconi é il più coraggioso dei leader occidentali. E' stato l'unico ad avere coraggio di affermare verità scomode e politicamente scorrette sul mondo di oggi come sulla civiltà islamica, l'Iran e Israele. Per questo motivo va considerato uno dei più grandi fenomeni politici del nostro tempo. (Silvio Berlusconi, you should love him 9.2.2010) &lt;br /&gt; Infatti l'intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella Knesset, il Parlamento israeliano, é stato un vero trionfo. Un discorso incisivo e ispirato che ricorda quello del 2006 al Congresso Usa. Silvio Berlusconi, ha scritta una pagina di storia molto importante. Parlare nella Knesset è un onore riservato a pochi, che dovrebbe inorgoglire tutti gli italiani, che colma di gioia quanti si sono battuti per il rispetto della sicurezza israeliana, vedendo nella stella di David un simbolo di libertà e rispetto per lumanità.  (Davide Giacalone, Israele e l'Iran, 3.2.2010 Legnostorto).&lt;br /&gt; Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato Israele di esistere, Questo Parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio, se non l'unico, di democrazia e di libertà nel Medio oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista. Grazie di esistere.&lt;br /&gt; Berlusconi ha manifestato pubblicamente di stare dalla parte di Israele senza se e senza ma. Ha fortemente criticato la politica terroristica del governo iraniano di Ahamadinejad, che ogni giorno continua a minacciare di distruggere Israele, negando apertamente la Shoah, lo ha paragonato ai nazisti. Berlusconi ha assicurato il suo impegno per la più ampia intesa a livello internazionale volta a impedire e sconfiggere i disegni iraniani. Definendo &quot;la sicurezza di Israele e il suo diritto di esistere come stato ebraico una scelta etica e un imperativo morale&quot;. &lt;br /&gt; Non è concepibile che la comunità internazionale assista impassibile all'armamento atomico dell'Iran e nello stesso tempo alle minacce nei confronti di uno stato riconosciuto internazionalmente. Su questo punto non si possono ammettere cedimenti. &lt;br /&gt; Non sono parole facili  quelle di Berlusconi -  o di circostanza, perché siamo il primo partner commerciale dellIran e perché il governo Prodi, sventuratamente e nel silenzio quasi generale, inviò una lettera ufficiale con la quale riconosceva il diritto iraniano a essere potenza regionale. Una pura follia, che fece impallidire la politica filoaraba di stampo andreottiano. &lt;br /&gt; Il premier italiano auspica di vedere Israele membro a pieno titolo dell'Unione Europea. Per Berlusconi  Israele é uno &quot;stato libero e democratico in tutto eguale alle democrazie europee&quot;, il &quot;simbolo della possibilità di far vivere la democrazia anche al di fuori dei confini dell'Occidente&quot;, un &quot;avamposto della cultura europea e occidentale, che si basa sul primato della persona&quot;. E &quot;per questo - ha aggiunto - la vostra esistenza risulta intollerabile ai fanatici&quot;, mentre &quot;noi liberali di tutto il mondo vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere&quot;. &lt;br /&gt; Dopo l'11 settembre ha spiegato Berlusconi, &quot;abbiamo compreso che la sfida del terrorismo è rivolta contro tutti gli stati democratici e dell'Occidente, e contro i Paesi arabi moderati&quot;. Per questo occorre che tutti i popoli della terra siano uniti nella difesa della democrazia libera dal fanatismo, dal pregiudizio e dalla violenza che strumentalizza il nome di Dio. Quindi Berlusconi ha definito &quot;franca, aperta e reciproca&quot; l'amicizia che lega l'Italia a Israele, &quot;non solo verbale, ma un mito dell'anima e viene dal cuore&quot;. E' un imperativo che ci accomuna e che deriva dalla nostra fede e dalla cultura giudaico-cristiana&quot;.&lt;br /&gt;&quot;La battaglia per la sicurezza e l'esistenza di Israele è inseparabile dalla battaglia per la pace&quot; e &quot;di fronte alle minacce contro Israele e il suo popolo l'Italia non è indifferente&quot;.&lt;br /&gt; Israele è già Europa, e non solo perchè i suoi club calcistici partecipano alla Champions Leage, è un pezzo della nostra storia, un brano della nostra carne. Per questo abbandonarla sarebbe un suicidio. Infine Berlusconi ha auspicato che il processo di pace israelo-palestinese, continui. &lt;br /&gt; Berlusconi inoltre ha ricordato il sostegno italiano alla soluzione dei &quot;due Stati&quot; che vivano &quot;in pace e in sicurezza l'uno accanto all'altro&quot;.&lt;br /&gt; Il dialogo di Berlusconi con Israele è stato ignorato dai nostri politici di sinistra, tranne che da Peppino Caldarola che lo ha definito il fiore allocchiello della politica estera del centrodestra. Per anni la sinistra italiana ha sottovalutato la svolta filo-israeliana del Cavaliere  scrive Caldarola - Pochi scommettevano sulla sua durata, ancora meno sul suo spessore politico. Nessuno ha capito che si era anche creata una connessione sentimentale fra linformalità della classe dirigente israeliana e limprevedibilità, che rompeva tutti gli schemi, del modus operandi del premier.  Berlusconi ha prima degli altri occupato uno spazio vuoto nelle relazioni europee e occidentali di Israele, rompendone lisolamento, e ha sempre tenuto la stessa posizione. &lt;br /&gt; In poco tempo Israele,  - continua Caldarola - abituata alle doppiezze dei governi Dc (che ne proclamavano la difesa ma aprivano canali con un indifferenziato mondo arabo), e le incertezze di una sinistra che non ha mai voluto rompere neppure con i movimenti più estremisti dellarea palestinese, si è trovata di fronte un interlocutore serio che ne ha preso le difese in tutti i consessi internazionali anche nei momenti di maggiore difficoltà. Conclude Caldarola Il probabile successo della visita in Israele di Berlusconi consegna alla sinistra italiana un problema in più. Laccoglienza che Gerusalemme ha riservato allamico italiano e le parole di Berlusconi rivolte ad ammorbidire la parte arabo-palestinese costituiscono una novità con cui bisogna fare i conti. E forse, più che i conti, bisogna fare anche un'onesta autocritica. Aver privilegiato linterlocutore arabo senza distinguere fra moderati ed estremisti e laver lasciato solo Israele nei suoi momenti più difficili della sua storia recente costituiscono i due buchi neri della politica estera del centrosinistra. (Peppino Caldarola, Italia-Israele, la cosa migliore dell'era Berlusconi, 3.2.2010 Il Riformista).&lt;br /&gt;</description>
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