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  Lettere al Direttore Total Articles : 107  
Inviato da admin il 22/11/2010 17:54:16 (0 letture)

Sono Carmela Sermino vedova di Giuseppe Veropalumbo padre e marito esemplare ucciso la notte di Capodanno 2007 da una pallottola vagante, mentre insieme alla mia famiglia si stava trascorrendo l'ultimo dell'anno seduti a tavolo
aspettavamo la mezzanotte nella nostra casa a Torre Annunziata. Mio marito era seduta a tavolo giocando a carte quando esploso questo colpo ha perforato i vetri ed entrato nel polmone di mio marito. Da quella maledetta sera, notte, la mia vita è cambiata totalmente. Dal nostro amore è nata nel 2006 Ludovica, una bambina speciale e forte ma che ha sempre la carenza di un padre. Io faccio salti mortali per andare avanti tra angosce rabbie paure, senza far mancare
nulla a mia figlia. Vivo quotidianamente con un dolore insopportabile, lenito dalla presenza di mai figlia e dal mio trasferimento ad Acerra. Si perchè di fronte a tanta assurda barbaria mi sono arresa. Ho detto addio alla città che mi ha tolto nella maniera più incredibile mio marito la cosa più preziosa della mia vita. La mia angoscia e la mia disperazione, compagne oramai quotidiane, si acuiscono al pensiero di non aver ancora potuto guardare in volto l'assassino mio marito Giuseppe. Le indagini sono ancora in corso ma difficilissime anche per troppa omertà, considerando anche l'ambiente nel quale è maturato
l'omicidio. Da quella maledetta notte ho ricevuto tante solidarietà da parte dei cittadini, persone fuori dalla Campania. Ai funerali di mio marito celebrati il 3 gennaio 2008 dopo tanti appelli è venuto anche Nino D'Angelo
perchè mio marito era un suo gran fan. Con lui venne anche l'ex assessore alle politiche sociali Rosetta D'Amelio mi diedero la possibilità di lavorare al teatro Trianon Viviani di Napoli. Mi assunsero il 4 marzo 2008 con un contratto di inserimento e lavoro con scadenza di 18 mesi. Scaduto questo tipo di contratto il nuovo presidente della società Trianon Viviani S.p.A. mi fece un contratto a progetto con una scadenza di 1 anno. Dopo due anni di lavoro precario al teatro Trianon,anche io come i tanti lavoratori dell'antico teatro di Napoli, sto pagando le conseguenze del fallimento della struttura. E, ancora
una volta, per me che non chiedo elemosine, ma dignità, si è aperto il baratro della depressione. La mia rabbia che non si è mai sopita è che in Italia non esiste una legge che possa riconoscere mio marito vittima della criminalità che non è stato ucciso con un fuoco d'artificio, ma con un'arma da fuoco. Se io fossi riconosciuta vedova di camorra otterrei u n vitalizio un posto di lavoro
per poter crescere mia figlia con dignità. Adesso che ho perso il lavoro, il teatro Trianon è in serie difficoltà economiche. Come farò??? come crescerò mia figlia?
Sermino Carmela

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