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Sabato, 11 Luglio 2020

''Al Senato si può riscrivere la norma sulla responsabilità civile''

"Credo che si possa quanto meno arrivare ad una riscrittura della norma" sulla responsabilità civile dei magistrati. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani parlando con i giornalisti al termine di una visita al carcere di Regina Coeli. "Io sono dell'idea - ha proseguito - che su temi delicati come questi sia necessario ed utile il confronto, il rasserenamento dei fronti, così come ho detto anche per quanto riguarda le intercettazioni".
Schifani, che ha specificato che il ddl Comunitaria approvato dalla Camera avrà bisogno di qualche mese per completare il suo iter al Senato, ha rilevato "segnali positivi di apertura del Pdl e questo mi lascia ben sperare. Spero che si possa arrivare ad una soluzione condivisa perché il tema è delicato"


Rispetto al decreto sulle liberalizzazioni, ha poi detto Schifani, "ciascuna categoria si lamenta. Io penso che qualche lamentela degli avvocati non sia del tutto infondata. Ma saranno l'aula e le commissioni ad affrontare la questione".


Schifani ha risposto ai giornalisti anche sulla legge elettorale. "Non mi innamoro più di chi deve occuparsi della riforma elettorale, bensì dell'esigenza di dover riformare la legge elettorale in modo che i cittadini abbiano davvero la possibilità di scelta dei loro candidati e dei loro rappresentanti" ha affermato il presidente del Senato.


Quanto all'emergenza carceri, "la politica, le istituzioni, il Parlamento, il governo: tutti noi bisogna che ci si metta in discussione perché se non riusciamo a risolvere questo problema è giusto che ciascuno faccia un passo indietro. L'emergenza carceraria - ha sottolineato - è ormai un fatto ineludibile, perché ne va del senso di civiltà del nostro Paese. Dobbiamo avere questo coraggio: metterci in discussione" perché, ha scandito Schifani, "si può privare della libertà un individuo che sbaglia, ma non privarlo della sua dignità".


"Da parte mia - ha annunciato - chiederò al governo un nuovo dibattito sull'emergenza carceraria in Senato, dando la disponibilità del Parlamento ad essere pronto ad affrontare e a recepire legislativamente provvedimenti volti anche a dotare di ulteriori risorse la polizia penitenziaria a cui non possiamo che dire grazie".


Mentre decidere sull'amnistia "non compete al sottoscritto ma è un diritto sovrano del Parlamento per il quale occorre una maggioranza qualificata". "E' giunto il momento - ha aggiunto - che ognuno faccia la propria parte perché siamo quasi ad un punto di non ritorno. Ha ragione il ministro Severino: lo stato di civiltà di un Paese si riconosce anche dallo stato delle proprie carceri".

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