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Sabato, 11 Luglio 2020

Oggi la Giornata mondiale contro l'Aids

Il Lazio è, insieme alla Lombardia e il Piemonte, tra le regioni con l’incidenza più alta di casi di Aids. Per questo il primo dicembre assume un significato particolare. Nella Giornata Mondiale contro l’Aids ecco gli appuntamenti nella capitale
Medici e infermieri della Dermatologia Infettiva dell’Istituto San Gallicano di Roma eseguono test Hiv e un test innovativo per la diagnosi di sifilide. Lo screening per la sifilide si effettua su una goccia di sangue prelevata dal polpastrello, i risultati si ottengono in pochi minuti. Inoltre gli operatori effettueranno visite e consulenze sulla prevenzione dell’HIV e di altre infezioni sessualmente trasmissibili. L’Open Day vuole aprire le porte del San Gallicano soprattutto ai giovani, per informarli dell’ importanza della prevenzione al fine di contrastare la diffusione dell’infezione. Durante l’Open Day saranno anche trasmessi video informativi e distribuito materiale divulgativo. «L’Istituto - precisa ai giornalisti Antonio Cristaudo, responsabile del servizio Malattie Sessualmente Trasmesse precisa- ha di recente contribuito ad accertare il ruolo chiave che ha una malattia come la sifilide, nel promuovere il rischio individuale per Hiv. Per questa ragione durante l’evento, verrà anche utilizzato un test per la diagnosi rapida della sifilide che potrà essere utile per condurre programmi di screening che si avvicinino di più alle esigenze delle persone a più elevato rischio
L’emergenza Hiv sottovalutata nel mondo Occidentale. E quella dimenticata dell’Africa. nella Giornata mondiale per la lotta all’Aids, si torna a parlare di prevenzione e informazione nelle città italiane, ma c’è chi si preoccupa ancora - come sempre da due lustri - delle vittime che non hanno voce per farsi sentire nel mondo. Così assume un significato tutto particolare la tradizionale cena della Comunità di Sant’Egidio per il progetto Wine For Life. Si chiacchiera, assaggiando e commentando, tra amici chiamati a raccolta per una nobile causa. In cucina, quattro grandi chef, per sostenere la lotta all’Aids nell’Africa sub-sahariana, dal Mozambico al Kenya, dalla Repubblica di Guinea alla Nigeria. E’ il programma «Dream», avviato nel 2002 dalla Comunità di Sant’Egidio, e che ogni anno - il 2 dicembre sarà la decima edizione - invita alla cena di beneficenza Wine & Food for Life.
Finora sono un milione e mezzo coloro i quali usufruiscono del programma portato avanti dai 38 centri Dream in ben dieci paesi. E’ sui bambini, poi, che si gioca la carta più importante. Dei 215.000 pazienti assistiti, 36.600 hanno meno di 15 anni; mentre dei 90.700 in terapia antiretrovirale, 10 mila sono i bambini, e 21mila quelli nati sani da madri malate. Ma la notizia più bella è che delle duemila gravidanze seguite, il 98 per cento dei bambini nati da mamme sieropositive sono sani.

"Sappiamo che la prevenzione è una chiave, sappiamo anche che i preservativi non sono l'unico modo per fermare l'epidemia, ma è una parte importante per la risposta. Non è forse il tempo di cambiare la posizione della Chiesa?", ha chiesto un giornalista durante la conferenza stampa in volo e riportato dalle agenzie di stampa.

A poche ore dalla giornata mondiale della lotta all'Aids e durante il ritorno dal viaggio in Africa, non poteva mancare per Papa Francesco una domanda sull'uso di uno degli strumenti di prevenzione contestati dalla Chiesa: il preservativo.

uno dei metodi", ha risposto Bergoglio, spiegando però che "la morale della Chiesa si trova in questo punto davanti a una perplessità: difendere la vita o il rapporto sessuale aperto alla vita?". "Ma questo non è il problema", ha continuato il Pontefice, "Il problema è più grande. Ieri per esempio - ha raccontato il Pontefice - sono andato in un ospedale infantile, l'unico pediatrico di Bangui, e del paese: in terapia intensiva non hanno lo strumento per l'ossigeno.

E c'erano tanti bambini malnutriti, tanti. La dottoressa mi ha detto la maggioranza moriranno, perché hanno la malaria forte e sono malnutriti. Mi fa pensare alla domanda che rivolsero a Gesù: è lecito guarire il sabato? Non parliamo se si può usare questo o quel cerotto per una piccola ferita. La grande ferita è l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento dell’ambiente, la malnutrizione, il lavoro schiavo, la mancanza d’acqua potabile, il traffico d’anni... A me non piace scendere a riflessioni così casistiche. Le guerre sono il motivo di mortalità più grande. Non pensare se è lecito o no guarire il sabato. Io dirò all’umanità: fare giustizia. E quando tutti siano guariti, quando non ci sia ingiustizia, possiamo parlare del sabato".

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