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Martedì, 12 Novembre 2019

In Italia il 12% dei farmaci in dotazione alle strutture sanitarie pubbliche scade senza essere utilizzato, per una perdita di circa 900 milioni di euro. Un quinto degli errori clinici commessi nei reparti ospedalieri riguarda la cattiva gestione del farmaco, in troppi casi all’origine del decesso dei pazienti. 
Zanardo Servizi Logistici spa, grazie a un modello di efficienza e innovazione per la gestione del farmaco negli ospedali, sta cambiando questo stato di cose. Lo sta facendo con il rivoluzionario sistema di logistica sanitaria Log-Os che ha ricevuto questo pomeriggio a Roma  per la categoria amministrativo-gestionale il Premio Innova S@lute, iniziativa promossa da FPA e Allea all’interno della Manifestazione S@lute 2017.

La rivoluzione 4.0, infatti, con Zanardo è entrata nella sanità italiana da più di dieci anni. Merito del pioneristico Hub di Logistica Sanitaria a Caerano San Marco. Nato da una collaborazione tra l'azienda e l’allora Ulss n. 8 Asolo, il modello organizzativo Log-Os dal 2005 contribuisce in diversi ospedali italiani a innalzare la sicurezza del paziente, creando e gestendo un flusso informatizzato di tracciatura fisica ed informativa del farmaco, del dispositivo medico, del materiale sanitario.

I risultati sono positivi anche sotto il profilo economico. Minore è l’immobilizzo finanziario, per effetto di una oculata gestione degli ordini. Le giacenze si sono ridotte del 30%. Il valore dei farmaci scaduti rimasti nei reparti si è più che dimezzato, mentre si sono completamente azzerate le dispersioni fraudolente o dovute a un negligente uso di farmaci e beni sanitari.

“Il paziente – sottolinea il Presidente di Zanardo Spa, Damaso Zanardo –è al centro di un processo di supply chain che inizia dal momento del suo ricovero, e quindi con la prima prescrizione medica, e finisce con la somministrazione dei medicinali. Un modello di Industria 4.0 della logistica, che richiede sistemi  di gestione, hardware, interconnessione reti, robot e carrelli intelligenti e, non ultima una buona formazione all'interno del personale sanitario per far sì che sicurezza ed efficienza trovino effettivo riscontro. Questo è un esempio, che ci rende orgogliosi, di come chi si occupa di logistica possa contribuire a modificare e migliorare l'"industria" sanitaria, soprattutto quando al centro c’è la persona, ancor prima che il processo”. 

Damaso Zanardo ha presentato i dati raccolti negli anni di utilizzo di Log-Os. Con 1355 punti di consegna serviti, un valore stock di magazzino di oltre 8 milioni 360 mila euro, 25 mila cinquecento pallet spediti mediamente ogni anno, Log-Os è ormai un punto di riferimento dell’innovazione sanitaria italiana.
Ad appena un anno dalla sua nascita, Forum PA gli ha assegnato il Premio assoluto per l’Ingegnerizzazione degli Ospedali. Oggi sono numerose le strutture ospedaliere che hanno adottato il modello Log-Os. Tra questi, il reparto di Cardiologia dell’Ospedale Civile di Venezia, che anche grazie a Log-Os di Zanardo, si è classificato tra i primi tre migliori reparti ospedalieri italiani secondo le ultime rilevazioni Agenas (Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali). 

“L'unità operativa di cardiologia ed emodinamica dell'ospedale S.S. Giovanni e Paolo di Venezia- dichiara il direttore Giuseppe Grassi- è caratterizzata da una complessità clinica di elevato livello. In questo ambiente delicato siamo riusciti a digitalizzare l'attività logistica grazie ad un armadio robotizzato, carrelli servitori computerizzati, riconoscimento digitale del paziente e somministrazione informatizzata della terapia farmacologica. Il tutto colloquia direttamente con l'Hub logistico e ci consente un ri-approvvigionamento immediato e totalmente tracciabile che riduce il rischio clinico dovuto a somministrazioni errate di farmaci contribuendo all'innalzamento del livello di sicurezza dei pazienti.

La Zanardo Servizi Logistici spa è impegnata anche nel settore Beverage & Grocery. Ha chiuso il bilancio 2016 con un fatturato di 41 milioni 652 mila euro, con un incremento del 5,3% sul 2015, in controtendenza rispetto al settore. In aumento anche gli addetti, che ormai sfiorano le 130 unità, oltre ai 250 dell’indotto. Cresce anche la redditività, con un Ebitda salito, in solo un biennio, dal 3,15% dei ricavi 2014 al 4,51% dell’anno scorso.  La Zanardo è inoltre riconosciuta come "pioniera" nell'esplorare mercati di nicchia (peculiarità per la quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio "Le Fonti Award" a fine del 2016).

lL’innovazione, nell’ottica di Logistica 4.0, è il principio guida per l’azienda nel suo complesso: circa 15 milioni di investimenti nell’ultimo biennio per nuovi macchinari e impianti per la logistica, automezzi rispettosi dell’ambiente e della sicurezza stradale e attività di ricerca e sviluppo in-house, adozione di politiche di Disaster Recovery e Business Continuity e utilizzo di infrastrutture in fibra ottica.

Tra le leve della crescita di Zanardo Servizi Logistici c’è l’integrazione digitale dei processi produttivi, che favorisce una piena tracciabilità delle movimentazioni e delle operazioni in genere, nonché il rispetto dei canoni di sostenibilità ambientale (logistica paperless).

Un’azienda strettamente legata alla cultura non solo economica del proprio territorio. Nel 2016 ha inaugurato il nuovo polo logistico di Treviso, che nasce dall'acquisizione e dal recupero dell'ex-Pagnossin, un’area industriale di circa 100.000 metri quadrati che si va ad aggiungere a Venezia e Lodi e ai vari magazzini in outsourcing del progetto Log-Os, arricchendo la "mappa" degli hub di Zanardo spa. In questo caso si tratta di qualcosa di più rispetto a un "semplice" hub logistico. Open Dream è il brand con cui si sta pianificando la riconversione di questa storica fabbrica del territorio trevigiano e della relativa area dismessa, trasformandola in una cittadella laboratorio per la valorizzazione dei beni/prodotti del made in Italy, dei servizi turistici, delle stesse testimonianze architettoniche – in un contesto dove storia, comunità, cultura e sapienza produttiva si integrano in una sola vetrina: un mix che fa del sito trevigiano un unicum nel Triveneto.

Una cura di vitamina B3, che si trova naturalmente nella carne e nelle verdure, potrebbe rivelarsi un efficace trattamento preventivo contro il rischio di aborti in gravidanza a causa del deficit di una molecola nel corpo, secondo uno studio scientifico australiano presentato in data odierna. La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, dimostra che la molecola, nicotinammide adenina dinucleotide (n), ha bisogno di un tasso sufficiente di vitamina B3 per svilupparsi. E che il disavanzo in donne in gravidanza durante lo sviluppo dell'embrione, può provocare aborti spontanei e disabilità in alcuni casi documentati. "Dopo 12 anni di ricerca, il nostro team ha scoperto che questa carenza può essere trattata assumendo una semplice vitamina impedendo aborti spontanei e disabilità alla nascita", ha spiegato Sally Dunwoodie, ricercatore presso l'Istituto di ricerca cardiaca Victor Chang. E si è dimostrato entusiasta per il "potenziale" di questa scoperta di riuscire a "ridurre il numero di aborti spontanei e disabilità alla nascita in tutto il mondo". Gli scienziati hanno studiato i geni in famiglie con maggiore tendenza alla disabilità alla nascita e aborti spontanei. Hanno scoperto che le mutazioni genetiche che influenzano la produzione della molecola “n”. Quindi hanno condotto test su topi femmina. Grazie all'assunzione di capsule di vitamina B3, nota anche come niacina, i ricercatori hanno scoperto un miglioramento sullo sviluppo dell'embrione di questi topi rispetto a quelli con una carenza di n. "Prima dell'introduzione di dosi di vitamina B3 nei confronti delle puerpere, gli embrioni sono stati persi in un aborto spontaneo o coloro che si sono sviluppati hanno sofferto di disabilità significativa", dice l'Istituto di Victor Chang. "Una volta che il cibo è stato cambiato, gli aborti spontanei e le disabilità alla nascita sono state totalmente evitate", ha aggiunto l'Istituto. Il prossimo passo per i ricercatori è quello di creare un test per identificare le donne che sono a rischio di carenza di n, al fine di assumere supplementi di vitamina B3. Si tratta, quindi, di una significativa scoperta, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che indipendentemente dagli sviluppi, suggerisce alle future mamme di avere una dieta equilibrata e con le giuste dosi di vitamina B3 sin dalle primissime fasi del concepimento.

Individuati all’IFOM di Milano alcuni meccanismi attraverso i quali la proteina BCR controlla la crescita di forme aggressive di linfoma non-Hodgkin, il primo autore un giovane ricercatore di Locri che ora continua la sua ricerca a New York dopo aver lavorato nell’Istituto milanese . I risultati indicano l’opportunità di monitorare con un semplice test di laboratorio l’espressione di BCR nelle cellule tumorali a partire dalla diagnosi. I nuovi dati indicano anche come migliorare le attuali terapie per la cura di diverse forme di linfomi e leucemie, proponendo approcci terapeutici basati su combinazioni di farmaci La ricerca, i cui risultati sono pubblicati recentemente sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Nature, è stata possibile grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard e di AIRC.

I linfomi sono tumori del sangue che colpiscono comunemente uno dei principali attori del sistema immunitario: i linfociti B.

Reclutati per difenderci dall'attacco di agenti quali virus e batteri, i linfociti B riconoscono gli intrusi catturandoli grazie a recettori esposti sulla loro superficie, detti immunoglobuline (o BCR, da B cell receptor). L’intercettazione di patogeni da parte del BCR stimola i linfociti a proliferare e quindi a rilasciare forme solubili delle stesse immunoglobuline che facilitano la rapida neutralizzazione dell’agente infettivo.

I linfociti B, mentre proliferano in risposta a un virus o batterio, acquisiscono mutazioni “benigne” a carico dei geni del BCR, necessarie a migliorare l’efficienza nel legare e neutralizzare il patogeno. Questo processo, non scevro da errori, può, a bassa frequenza, causare mutazioni in geni diversi dal BCR, che occasionalmente provocano l’insorgenza di linfomi o leucemie. In queste forme tumorali, il BCR rimane espresso sulla superficie dei linfociti B neoplastici, favorendone la crescita. Ciò ha reso il BCR, un bersaglio elettivo della terapia di diverse forme di linfoma non-Hodgkin, nonché della leucemia linfatica cronica, la forma più comune di leucemia dell’adulto. Gabriele Varano, ricercatore prima dell’IFOM di Milano e oggi dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York è primo autore con il suo maestro Stefano Casola, medico ricercatore direttore del programma “Immunologia molecolare e biologia dei linfomi” dell’IFOM di Milano, dello studio pubblicato recentemente  sull’autorevole rivista Nature. I risultati dello studio mettono in guardia dai potenziali rischi di terapie anti-BCR, svelando, allo stesso tempo, strategie per rendere tali terapie più efficaci. Studiando in topi di laboratorio il linfoma di Burkitt, una forma aggressiva di linfoma non-Hodgkin, i ricercatori hanno notato che cellule tumorali private del BCR continuavano sorprendentemente a crescere. Viceversa, le stesse soccombevano rapidamente quando conservavano il BCR. I risultati hanno portato a ipotizzare che il BCR avvantaggi le cellule di linfoma che lo esprimono e allo stesso tempo freni la crescita di quelle che lo perdono. Grazie alla consolidata e proficua collaborazione con il professor Fabio Facchetti dell’Università di Brescia, e il professor Maurilio Ponzoni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si è rapidamente passati dallo studio in topi di laboratorio all’analisi di campioni umani di linfoma di Burkitt.

“I risultati osservati nei topi di laboratorio ci hanno entusiasmato e spronato immediatamente a verificare l’esistenza di un meccanismo analogo nei corrispondenti linfomi umani – commenta Ponzoni –, e questo nonostante i risultati non fossero del tutto in linea con quanto finora universalmente accettato”. “Analizzando un’ampia casistica di biopsie di linfoma di Burkitt rigorosamente selezionata con test genetico-molecolari e utilizzando metodiche di morfologia molecolare a multipli marcatori, è stato possibile dimostrare – aggiunge Fabio Facchetti – che una parte di questi tumori non esprimono il BCR, talora nella larga maggioranza delle cellule linfomatose, in altri casi in una frazione di esse.” Sostenuto da queste osservazioni, Stefano Casola offre spunti di riflessione per nuove prospettive terapeutiche agli oncologi. “Mentre i farmaci anti-BCR inibiscono la maggioranza della popolazione tumorale di linfomi e leucemie che esprimono il BCR, essi rischiano paradossalmente di favorire la crescita di rare cellule tumorali prive del BCR, che a loro volta possono rendersi responsabili di una possibile ripresa della malattia”.

Lo studio pubblicato su Nature fornisce indicazioni su come sia possibile evitare questo scenario. Grazie a studi in topi di laboratorio – chiarisce Gabriele Varano, primo autore  – abbiamo identificato un tallone di Achille, per così dire, delle cellule di linfoma prive del BCR”. “Abbiamo scoperto – continua Varano – che queste cellule sono particolarmente sensibili a stress nutrizionali, e questo le rende bersagli preferenziali di farmaci quali la rapamicina”.

I risultati dello studio, se confermati in studi clinici prospettici, potrebbero portare alla revisione delle attuali procedure diagnostiche e terapeutiche di pazienti affetti da linfomi e leucemie a cellule B. Infatti, combinando un semplice test di laboratorio ad analisi istologiche su materiale ottenuto da biopsia o da un esame del sangue, si potrebbe monitorare lo stato del BCR nella popolazione delle cellule tumorali. Queste informazioni – conclude Casola – potrebbero aiutare l’oncologo a progettare terapie personalizzate in cui a inibitori farmacologici del BCR possano eventualmente essere abbinati farmaci quali la rapamicina per combattere la complessità e l’eterogeneità del tumore.

Questa ricerca non sarebbe stata possibile senza il contributo fondamentale, tra gli altri, della Fondazione Armenise-Harvard e dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e della Fondazione Umberto Veronesi per la borsa di studio di Gabriele Varano.

 

A Siracusa il 9 e 10 giugno 2017, nell’Auditorium del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”, si è svolto il convegno internazionale sulla psicoterapia della Gestalt organizzato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy, Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, diretto da Margherita Spagnuolo Lobb, in collaborazione con l’INDA. Il convegno, dal titolo “La danza tra psicoterapeuta e paziente. Dia-gnosi estetica e fenomenologica in psicoterapia della Gestalt”, ha descritto uno sguardo nuovo sulla cura della sofferenza relazionale. La dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, direttrice dell’Istituto, afferma che: “In un’epoca in cui le persone soffrono di desensibilizzazione, dissociazioni, disturbi d’ansia e depressione, la psicoterapia non può continuare a curare solo il sintomo, ma deve rivolgersi a ciò che accade tra terapeuta e paziente, al riconoscimento non solo del pensiero ma anche del processo corporeo del paziente. L’accento posto sul concetto psicoanalitico di neutralità oggi viene rivisitato considerando il coinvolgimento relazionale, che è considerato tra i fattori più importanti della cura psicoterapica”.

La dott.ssa Spagnuolo Lobb ha dialogato con Nancy McWilliams (Rutgers University, New Jersey, USA), una psicoanalista molto nota e particolarmente stimata per le sue qualità umane, curatrice del nuovo Manuale Diagnostico Psicodinamico, già presidente della Divisione di Psicoanalisi (29) dell’American Psychological Association (APA). Il prof. Santo Di Nuovo (Università di Catania), il dott. Paolo Migone (rivista “Psicoterapia e Scienze Umane”) e il dott. Pietro A. Cavaleri (Istituto di Gestalt HCC Italy) hanno commentato sia le relazioni che le sedute delle due psicoterapeute, creando ponti tra due linguaggi diversi ma entrambi aperti a sperimentare nuove metodiche. Sintonizzazione, risonanza, spontaneità, conoscenza relazionale estetica, sono stati alcuni dei concetti su cui i due approcci si sono confrontati.

Due sedute dal vivo condotte dalle due relatrici hanno consentito di applicare alla pratica clinica le aperture fenomenologiche della psicoanalisi e la focalizzazione sull’esperienza della psicoterapia della Gestalt.

Il confronto diretto e piuttosto insolito tra psicoanalisi e psicoterapia della Gestalt si è svolto di fronte ad un pubblico anch'esso eterogeneo: psicoterapeuti di vari approcci e di tutte le età e professionisti delle relazioni d'aiuto, provenienti da diverse parti d'Italia e non solo, si sono mostrati attenti e particolarmente incuriositi dall'evento.

Il convegno si è chiuso con progetti concreti di sviluppo di questo scambio e un appuntamento tra qualche anno a Siracusa..

Ci siamo trovati con la Dottoressa Veronica Catania allo suo studio dove lei lavora presso la clinica Mater Dei di Roma e le abbiamo fatto alcune domande in esclusiva per il Corriere del Sud della sua attivita di Medico Chirurgo:

Cara Veronica iniziamo un po parlando di te come hai iniziato:

Sono nata nata a Catania il 14/01/1979; e sono Iscritta all'Albo Professionale dei Medici-Chirurghi della Provincia di Catania dal 01/07/2004 (OM CT 12785)

I miei titoli sono :Diploma di Maturità Linguistica presso il Liceo Scientifico “E. Boggio Lera” di Catania nel 1997. Lingue studiate Inglese, Francese e Tedesco.

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Catania (Titolo della tesi:"Le malformazioni congenite della mano") 27/10/2003 con la votazione di 110/110 con lode (centodieci su centodieci con lode).

Abilitazione all'esercizio della professione di Medico e Chirurgo n. o. presso l'Università degli Studi di Catania nella prima sessione 2004 con la votazione di 200/200 (duecento su duecento).

Specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università degli Studi di Catania il 17/10/2008 (Titolo della Tesi:”Il Melanoma congenito in età pediatrica”) con la votazione di 70/70 con lode (settanta su settanta con lode).

L’obiettivo della medicina estetica è quello di rendere il volto di ogni donna o uomo il più naturale possibile, donando il massimo risultato in maniera armonica ed espressiva. Proprio per le  esigenze legate all’estetica del proprio viso e corpo è importante rivolgersi sempre a mani esperte e servirsi di prodotti altamente qualificati.

In che modo si può migliorare il proprio aspetto con la medicina estetica ? 

“Oggi – spiega la dottoressa Catania – si possono raggiungere risultati sorprendenti e duraturi e di grande  naturalezza. L’ideale per cominciare ad approcciarsi alla medicina estetica è iniziare a preparare la pelle creando un substrato idoneo attraverso trattamenti curativi che riescono a dare più tono,

elasticità e luminosità al volto senza alterare la sua naturale fisionomia. Questo avviene, attraverso delle infiltrazioni a base di acido ialuronico, pool vitaminico, antiossidanti e amminoacidi, con un ago di 4 mm di lunghezza, che si possono estendere oltre al viso, al collo, al décolleté. 

O se si vuole anche alle mani, inizialmente attraverso sedute ravvicinate tra loro e poi distanziate nel tempo che aiutano a stimolare collagene ed elastina e donare idratazione e grande luminosità”. A questi trattamenti, si possono aggiungere i riempitivi (o filler) con lo scopo di migliorare le regioni dello zigomo, del mento, il solco nasogenieno o aumentare il volume o migliorare il contorno delle labbra o recentemente anche di trattare la regione perioculare. “Inoltre – aggiunge la dottoressa – tramite questi prodotti è possibile modificare il profilo del viso per renderlo più equilibrato e piacevole e inoltre per correggere asimmetrie, irregolarità dei contorni e perdita dei volumi. Questo  avviene tramite prodotti riassorbibili, di estrema morbidezza sia al tatto sia visivamente e dotati di migliore maneggevolezza”. 

Infine, un valido trattamento per le rughe del contorno occhi e delle  rughe glabellari è la tossina botulinica che ci permette di mettere a riposo per alcuni mesi i muscoli mimici di quest’area migliorando l’aspetto estetico anche di queste regioni del volto.  “Oggi – sottolinea – grande interesse suscita l’utilizzo del proprio sangue per ricavare plasma ricco in piastrine che senza l’uso di materiali eterologhi ci permette di creare una ristrutturazione di diverse  aree del volto o di altre regioni anatomiche e anche prevenire la caduta dei capelli. I fattori di crescita contenuti nelle piastrine sono capaci di stimolare diversi meccanismi cellulari tra cui la  proliferazione e la migrazione dei fibroblasti, a livello del derma, e la sintesi del collagene, richiamando o riattivando le cellule staminali presenti nella zona che stiamo trattando e migliorando lo stato della  pelle”.

Queste sono le sue esperienze di lavoro : 

Internato presso Divisione di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell'Università di Catania come studente interno e poi come medico volontario dall'Ottobre 2000 al Novembre 2003, partecipando all'attività di reparto e svolgendo la Tesi di Laurea, sotto la Direzione del Prof. Paolo Siragò.

Nel febbraio 2005 ha frequentato il l’ U. O. di chirurgia d’Urgenza, diretto dal Prof. D. Russello.

Nel marzo 2005 ha frequentato il II servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia Iperbarica, diretto dal Prof. G. Palazzo.

Nel mese di aprile 2005 ha frequentato l’U.O. di Otorinolaringoiatria, Ospedale Cannizzaro di Catania diretto dal Prof. Giuseppe Licciardello Musumeci

Nei mesi di maggio e giugno 2005 ha frequentato la Struttura Operativa Complessa “Centro Grandi Ustionati e Chirurgia Plastica” Ospedale Cannizzaro di Catania, diretto dal prof. Giorgio Stracuzzi.

Training presso l’ U.O.C. di Chirurgia Plastica  dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) di Roma, diretto dal Prof. Clemente Potenza per un periodo di sei mesi, iniziato il 02/04/2007 e terminato il 30/07/2007. Durante tale periodo ha svolto attività clinica e di ricerca, partecipando a  103 interventi chirurgici anche come primo operatore.

Training presso il Dipartimento di Chirurgia Maxillo-facciale, Facoltà di Medicina e Chirurgia “la Sapienza”  dell’Università di Roma, diretta dal Prof. Giorgio Iannetti, per un periodo di sei mesi, iniziato il 01/10/2007 e terminato il 30/ 05 /2008. Durante tale periodo ha svolto attività clinica e di ricerca, partecipando a un gran numero di interventi chirurgici.

 Dal novembre 2008 al 2012 ha lavorato presso la Casa di cura “Villa Borghese Institute” insieme al prof Marco Gasparotti. All’ interno della clinica ha partecipato ed eseguito numerosi interventi anche come I operatore.

Ha frequentato nell’ anno 2010 e 2011 la scuola di chirurgia plastica a Porto Alegre (Brasile) diretta dal Prof Pedro Alexandre Da Motta Martins effettuando interventi come aiuto e primo operatore.

Da settembre 2011 ad oggi ha iniziato la sua attività lavorativa presso la clinica Mater Dei e Paideia di Roma collaborando con i prof Piero Cascone (chirurgia maxillo facciale), il dott Giuseppe Gensini (chirurgia plastica) ed eseguendo all’interno la sua personale attività di chirurgia plastica ambulatoriale ed estetica. Svolge la sua attività di consulenza presso lo SMOM (sovrano militare Ordine di Malta) sede in Roma e di visite e gli interventi di chirurgia plastica ed estetica presso la città di Catania.  Esegue interventi come I operatore anche presso la clinica Villa Valeria di Roma. 

Ha partecipato al Progetto GIPMe “Analisi della densità dei melanomi per sede anatomica” dal dicembre 2005 al Dicembre 2007.

Pubblicazioni Scientifiche

1. Catania G., Benfatto G., Buffone A., D’Antoni S., Puleo C., Catalano F., Scilletta S., Licari V., Tenaglia L., Catania V., Ragazzi S., Strano G., Ruggeri L. Day Surgery: percorso e continuità assistenziale.  Arch. Atti 104°  Congresso Soc. Ital. Chir. (Roma 13-16 ottobre 2002) Vol. 2° , Pozzi Ed.  pag. 323-337 , 2002.

 2. Ruggeri L., Troisi R., Ragazzi S., Strano G., Puleo G., Catania V. , Tenaglia L., Catania G. Emorroidectomia con Stapler circonferenziale “indolore” sec. Longo eseguita in One Day Surgery vs. Emorroidectomia sec. Milligan-Morgan. Confronto delle tecniche. Nostra esperienza. Boll. Soc. Med. Chir. Catania LXXXI 627-638, 2002

3. Ruggeri L., Tenaglia L.,  Scilletta S., Strano G., Catania G., Troisi R., Puleo G., Catania V., Ragazzi S.,  Anopessia con Stapler circolare nel trattamento della malattia emorroidaria Boll. Soc. Med. Chir. Catania LXXXI 613-618, 2002

4. Catania G., Benfatto G., Puleo C.,  Scilletta S., Tenaglia L., Strano G., Ruggeri L.., Ragazzi S., Troisi R.,  Catania V.  L’e-learning e la formazione continua in chirurgia Arch. Atti 105°  Congresso Soc. Ital. Chir. (Napoli 5-8 ottobre 2003) Vol. 2° , Pozzi Ed.  pag. 62-72, 2003.

5. Basile G, Di Mari P, Chiarenza S, Magri A, Primus A, Catania V, Buffone A.Surgical treatment of abdominal trauma in pediatric age  Ann Ital Chir. 2005 Jan-Feb;76(1):57-63.

6. Amore E, Tenaglia L, Trovato S, Catania V, Di Stefano C, Vacirca S, Iuppa G, Minona E, Scilletta S, Catania G  The use of dermic substitutes in the repair of cutaneous defect due to a phlebostatic wound G Chir. 2008 Mar;29(3):98-101.

7. Soma PF, Grasso G. Catania V, Siragò P Melanoma della cute e tecnologie emergenti. Catania Medica 2006

1. Soma PF, Seminara P., Catania V, Passanisi M. Grasso G.,  Siragò P: I carcinomi invasivi della teca cranica. Riv. Ital. Chir. Plastica – Clin. Exp.

2. Soma PF, Chibbaro S, Makiese O, Marsella M, Diemidio P, Fricia M, Passanisi M, Catania V, Siragò P, Ventura F. Aggressive scalp carcinoma with intracranial extension: a multidisciplinary experience of 25 patients with long-term follow-up. J Clin Neurosci. 2008 Sep;15(9):988-92..

 

Relatore a Congressi

XLIX Cong. Soc. Siliana di Chir. (Catania 22- 24 / 09 / 2005) sul tema: Protesi mammarie

1st European Meeting in Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery tenutosi a Palermo giugno 2006. Sul tema: Tumori cutanei e Melanoma

 Partecipazioni a Congressi

“La Pancreatite acuta” tenutosi a Catania 13 / 10 / 2000

“2° Workshop Naz. Day-Surgery and Surgical-Laser” tenutosi a Catania 18-20 / 04 / 2002

“Incontro dei centri  Siciliani di Riproduzione assistita” tenutosi a Catania 29 / 05 / 2002

XXVII Congr. Ass. Ital. Studio Pancreas (AISP) tenutosi a Catania 18-20 / 09 / 2002

II Giornata di Chirurgia Geriatria “Progress in liver diseases” tenutosi a Catania 28 / 09 / 2002

La Chirurgia radio e radioimmunoguidata tenutosi a Catania 6-8 Novembre 2003

“International Workshop on Diagnostic and Operative Digestive Endoscopy” tenutosi a Taormina dal 7 – 09 / 11 / 2002

105° Congresso SIC  - Società Italiana di Chirurgia tenutosi a Napoli 5 - 8 / 10 / 2003

“Approccio Oncologico in età geriatrica” tenutasi a Catania il 14/11/2003

“Giornata scientifica pediatrica” tenutoti presso la Clinica Pediatrica dell’Università di Catania il 12 / 12 / 2003.

“Mediterranean Conference on Anti-Aging Medicine tenutosi a Catania 14 – 17 / 10 / 2004

 “Melanoma e tumori cerebrali” tenutosi a Ragusa il 13 / 11 / 2004

 “Chirurgia del Futuro: Quale Chirurgo ? Congresso A.C.O.I. Sicilia Orientale tenutosi ad Acireale  il 26-27 / 11 / 2004

“2° Corso Base per la riabilitazione della mano” tenutosi a Caltagirone (CT) dal 24 al 26 / 06 / 2005

1° Corso residenziale per gli specializzandi dell’area chirurgica tenutosi a Catania il 4-6 / 07 / 2005

“La tecnica della liposcultura: dalla liporiparazione alla liporicostruzione”  Tenutosi presso l’Istituto Clinico Humanitas – Rozzano (MI) 16 / 09 / 2005

“Novità in tema di ringiovanimento cutaneo” tenutosi a Catania 22 / 10 / 2005

IX Congresso Internazionale S. I. E. S. “Novità e Aggiornamenti in tema di Medicina e Chirurgia Estetica tenutosi a Bologna il 25 – 26 febbraio 2006

“Giornate Siciliane di Medicina Estetica” tenutosi a Palermo dal 17 al 19 / 03 / 2006.

XVII Congreso Nazionale Soc. Ital. di Medicina Estetica “Metodologie correttive e preventive di medicina estetica” organizzato dalla Società Italiana di medicina Estetica tenutosi a Roma il 5-7 / 05 / 2006

1st European Meeting in Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery tenutosi a Palermo giugno 2006.

Workshop “Salute ambiente ed interazione con  i geni: Il danno biologico: i difetti congeniti. Taormina 29 / 07 / 2006

 “Aesthetic Surgery of the Breast: Safe Surgical approach. Pre-op and post-op Breast detection”. Second European Symposium” tenutosi a Milano 14-16 / 12 / 2006

XXVIII Congresso Nazionale Società Italiana di Medicina Estetica e II Congr. Nazionale Accademia Italiana di Medicina Anti-Aging tenutosi a Roma 4-6 / 05 / 2007

“Lesioni cutanee croniche e nutrizione”  tenutosi a Catania 29 / 09 / 2007

“Brest Milano 2008 “Aesthetic Surgery of the Breast. Safe Surgical approach. Pre-op breast detection. Second European Symposium” tenutosi a Milano 14-16 / 12 / 2008

II Meeting AICPE Chirurgia estetica: una realtà in continua evoluzione tenutosi a Firenze 14,15,16 Marzo 2014 diretto dal dottor Giovanni Botti

 

Corsi di Perfezionamento

Corso teorico pratico “I peelings medici di superficie, medi e di profondità” tenutosi a Milano 04 / 03 / 2006

Corso teorico pratico “La correzione degli inestetismi del viso con “filler riassorbibili”. Tecniche di base  e tecniche avanzate” tenutosi a Milano 11 / 03 / 2006

Stage in “Medicina Estetica” 3-4 / 06 / 2006 tenutosi a Giardini-Naxos (Messina)

II Corso teorico pratico “Nuove tecniche i Dermo-Cosmetica" tenutosi a Catania l’11 /11/2006 .

VII Corso di “Chirurgia funzionale ed estetica del naso” tenutosi a Comiso (RG) dal 29 al 29 / 11 / 2008

Corso teorico pratico: la tossina botulinica di tipo A e filler dermici per il trattamento delle rughe del volto tenutosi presso il Campus Biomedico di Roma il 16 Aprile 2014 e diretto dal dottore Mauricio De Maio

Corso teorico pratico: tecnologia VYCROSS nel ringiovanimento dell’area perioculare tenutosi a Roma il 24 Ottobre 2014 presso villa Anna Maria.

 

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