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Martedì, 19 Gennaio 2021

Batti 4et: Di Leone-Bernstein e XY Quartet in 2 cd

Peter Bernstein-Guido Di Leone Quartet, Tribute To Jim Hall, Abeat.

"Farsi in quattro" nel jazz. Un esempio al riguardo ci viene dall'album "Tribute To Jim Hall" a cura del Peter Bernstein-Guido Di Leone Quartet con Dario Deidda al basso e, batti 4et, Andy Watson alla batteria, altra social security del 4et.
Due chitarristi di spessore, un americano e un italiano, uniscono le loro "forze" per omaggiare un magister dello strumento. E lo fanno in modo "cool" - nel significato corrente - richiamandone, a sette anni dalla scomparsa, il sapiente gioco creativo sulle corde fatto di nitide scritture lineari, estese aperture armoniche, girevoli combinazioni improvvisative.
Spicca, nei due leader, la vicinanza di impasto nei suoni mentre non meraviglia, stante la caratura, la capacità "zelig" della sezione ritmica di immergersi nelle acque (artistiche) del progetto e calarsi nel ruolo di tributanti revisori del pensiero musicale di Hall.
I brani del compact sono quattro standards trattati con la dovuta eleganza, St. Thomas, How Deep is the ocean, I'm getting sentimental over you e I hear a rhapsody ed una quaterna di composizioni dello stesso Hall (Bon ami, Two's blues, All across the city, Waltz new).
La registrazione, del dicembre 2019, fatta in presa diretta al Teatro di Casalmaggiore (Cremona) riporta fedelmente gli applausi calorosi del pubblico. Il che, in questi tempi di chiusura dei teatri, è un piacere per le orecchie!

XY Quartet, QuartettoQuartetto, Nusica.org

Ma perché, se si trattava di un ottetto, i 4+4 di Nora Orlandi si chiamavano così?
La curiosità è tornata in mente guardando l'album "Quartetto Quartetto" di XY Quartet & Ensemble di percussioni Pedrollo edito da Nusica.org .
Dunque una collaborazione fra una formazione jazz ed una qualificata rappresentanza del Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza tendente a riorchestrare alcuni storici hits del gruppo su una base ritmica, dinamica, timbrica e sin-energica più ricca grazie all'affiancamento dei provetti percussionisti Christian Del Bianco, Paolo Zanin, Rossano Muzzupapa e Luca Gallo, con l'ausilio della classe di musica elettronica del detto istituto di alta formazione.
I quali supportano con marimbe gong campane tubolari archi timpani la tela sonora imbastita dall'l'XY Quartet dei rodati Alessandro Fedrigo (basso), Nicola Fazzini (sax), Saverio Tasca (vibrafono) e Luca Colussi (batteria), a livelli distinti.
Insomma "QuartettoQuartetto" non è una trovata per attrarre l'attenzione dei più bensì risponde alla logica di due separate identità, l'archetipo e l'applicazione, non il quadrato, sullo schema originale.
L'incipit, che precede Malcom Carpenter, è affidato a Titov, brano già presente in Orbite, disco del 2017, edito dalla stessa label, ma c'è anche Vale Vladi, riscrittura di Valentina Tereshkova e Vladimir Komarov dal disco appena citato.
Questa nuova missione nello spazio sonoro, stavolta contornata dai "rumori" percussivi dell'universo, prosegue con Spazio angusto, assemblaggio di elementi melodici e ritmici, Consecutio Temporum, dai tempi metricamente variabili, infine con la meditativa Pax Vobiscum e No Evidence, ispirata a Evidence di Monk ed a Essential di Tasca. Brani inseriti appieno nell'innovativo modello sistemico in cui ruota la musica dei "quattro più quattro".

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