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Lunedì, 20 Febbraio 2017

Enogastronomia, la capinera di Taormina vola in Nord Europa

La Capinera di Taormina vola in Nord Europa con il patron Pietro D’agostino, 1 stella Michelin, che sarà ambasciatore del gusto Made in Sicily nella Repubblica Ceca, in Bielorussia, Lussemburgo e Findandia.

Quattro appuntamenti stellati che faranno conoscere la Sicilia, il mare, l’Etna, le produzioni dop, il vino, le primizie a migliaia di cittadini d’Europa.

 

Lo chef stellato D’Agostino sarà ospite dal 20 al 22 settembre a un evento organizzato nella Repubblica Ceca e subito dopo dal 31 ottobre al 6 novembre in Bielorussia. Poi, dal 7 all’8 novembre si sposterà in Lussemburgo per una kermesse gastronomica organizzato dalla Camera di Commercio Italo-lussemburghese e dal 23 al 27 novembre in Finlandia per partecipare a una iniziativa organizzata dall’Istituto italiano di Cultura.

“Immagino la Sicilia come l'isola dei sapori e della bellezza, una terra del cibo di qualità, della cultura, della natura e dell’accoglienza, in un tripudio di colori: l’azzurro del mare, il nero e il rosso dell’Etna, il verde delle ricche vegetazioni, il giallo oro delle immense distese di grano che sono certo non lascerà indifferente le migliaia di visitatori che parteciperanno agli eventi in programma e che rappresentano per la Sicilia quel potenziale di turismo di qualità di cui la nostra economia ha bisogno”.

“Sarò lieto di far conoscere una Sicilia del gusto – aggiunge D’Agostino –percorsa in lungo e in largo alla ricerca di prodotti dop, unici per le loro caratteristiche e per l’habitat nel quale sono stati coltivati, per questo porterò in valigia il pomodorino di Pachino, pilastro della dieta mediterranea, raccolto nelle calde terre più a sud dell'isola, la tipica mandorla “pizzuta’ di Avola, nel siracusano; così come non possono mancare, la tipica cipolla rossa di Giarratana, il caciocavallo di Ragusa, i capperoni di Salina o l’occhio di pernice di Pantelleria. Immancabile l’olio extra vergine di oliva, il sale di Motia e l’ aglio di Nubia”.

“Noi chef siciliani abbiamo una grande responsabilità – conclude Pietro D’Agostino –perché la Sicilia non è affatto una terra sconosciuta, al contrario, tanti sanno quanto essa sia espressione di tantissime eccellenze, tanto nell’aspetto artistico-culturale e o storico-paesaggistico quanto in quello gastronomico, e pertanto la vera sfida consiste nel non deludere mai le aspettative di chi arriva nei nostri luoghi, e di mantenere sempre molto alti gli standard di qualità. Non basta saper cucinare bene, ma è necessario farlo utilizzando i prodotti e le materie prime migliori e mettere nei piatti quell’ingrediente “segreto” che è il ostro “dna” che quel siamo come popolo.

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