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Giovedì, 07 Luglio 2022

Anteprima Vitignoitalia a Napoli

Enzo D'Alessandro

Cento aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia e i panettoni del sole dei maestri pasticcieri campani sono stati al centro dell’attenzione di una serata davvero speciale all’Hotel Excelsior di Napoli per iniziare a brindare al prossimo anno con i vini più pregiati italiani. Presenti nel Salone degli Specchi operatori che hanno presentato le proprie produzioni. In degustazione più di cinquecento vini tra quelli altoatesini, toscani, veneti, marchigiani, campani e siciliani, proposti sia dagli stessi produttori sia dai sommelier. Tra i sommelier che abbiamo avvicinato, Anna Ciotola dell’AIS Delegazione di Napoli, che ci ha introdotto nel mondo del vino dell’Azienda Joaquin di Raffaele Pagano, figlio di produttori di vino a Montefalcione dove insiste il vigneto. Egli ha deciso di mettere su la cantina nel ’99 con il marchio Joaquin Wines. Si tratta di un produttore atipico che ha presentato nell’occasione pezzi unici come il vino di Capri, un blend di falanghina e junchese. Anche i Feudi di San Gregorio non potevano mancare all’appuntamento. A presentare i vini in degustazione (il Campanaro e il Serpico) il sommelier Gigi Esposito dell’AIS Delegazione napoletana. È stata una serata tutta dedicata all’XI edizione di Vitignoitalia (www.vitignoitalia.it), il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani, che si svolgerà dal 24 al 26 maggio prossimo a Castel dell’Ovo di Napoli con il patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli e Unioncamere Campania e ITA Italian Trade Agency. In degustazione anche alcune eccellenze gastronomiche della Campania e italiane in linea con un perfetto abbinamento con i vini presenti. Aspettando il Natale, uno spazio è stato riservato alla degustazione dei migliori panettoni artigianali dei maestri pasticcieri peraltro raccontati nel libro “I Panettoni del Sole” di Donatella Bernabò Silorata, edito da Malvarosa, perfetto connubio con i passiti in esposizione. Nell’occasione la storica azienda 'E Curti di Sant'Anastasia ha presentato per la prima volta a Napoli presentati i cru di Nucillo ‘E Curti 2014: Vesuvio, Positano, Cilento, Alto Casertano e Taurasi, che va in produzione per la prima volta quest’anno. «Nel mondo del grande vino - ha detto Enzo D’Alessandro, titolare dell’Azienda ‘E Curti di Sant’Anastasia - il concetto del terroir viene applicato alla liquoristica tradizionale per esaltare un prodotto artigianale, apprezzato in tutta Italia come prodotto di eccellenza, lasciando invariata la qualità delle noci, che viene chiamata juglans regia, più nota come “noce di Sorrento”». Gradazioni alcoliche e giorni di raccolta diversi, nonchè territori differenti danno vita a svariati prodotti, immediatamente percepibili prima per il colore e poi al naso e al palato.

il nucillo 'E Curti e il panettone di Casa Santini

Il nucillo è realizzato da ‘E Curti (www.ecurti.it) con tecniche squisitamente artigianali secondo un’antica tradizione, che proviene dagli zii di Enzo, Luigi e Antonio Ceriello, due fratelli nani di Sant’Anastasia che, attraverso i loro viaggi circensi, acquistarono una grande conoscenza di vini delle varie regioni italiane. Enzo ha acquisito i segreti di famiglia dallo zio Antonio quando aveva 18 anni. Fu nel ’52 che i due fratelli Luigi e Antonio rilevarono una locanda di uno zio monaco e cominciarono a produrre il liquore Nucillo proprio nell’osteria omonima, dove quest’anno si festeggeranno gli ottanta anni. «I malli delle noci come da tradizione - continua D’Alessandro - vengono colti a mano, a cavallo del 24 giugno, da piante selezionate in tutta la regione. Vengono acquistate duecento piante, ma ne vengono utilizzati i frutti solo di quarantacinque, il resto dovrà servire per la produzione dei cantuccini, che ben accompagnano il liquore. Vesuvio è il cru più importante, mentre a Capri e ad Ischia quest’anno non è stato possibile raccogliere noci adatte alla preparazione del nostro liquore».

il pubblico di Vitignoitalia

La ricetta segreta, ha solo tre spezie: chiodi di garofano, noce moscata e cannella, che si mettono a macerare al sole, in damigiane di vetro verde, nell’alcool con i malli delle noci tagliate a spicchi. La stessa ricetta viene tramandata per generazioni solo «alle femmine di casa, perché i maschi sono tutti bocche aperte», continua D’Alessandro, il quale rivela qualche segreto della produzione… « è dal corredo di mia zia Assuntina, zitella, ancora vivente, che ho recuperato i teli d’Olanda per fare i filtri in quanto quelli di acciaio conferiscono al prodotto un sapore diverso». La produzione del nucillo, iniziata da Enzo nella zona vesuviana si attesta su trentamila bottiglie all’anno. In degustazione all’Anteprima Vitignoitalia, insieme ai cinque cru di nucillo, è stato offerto il Panettone di “Casa Santini”, non ancora in vendita in quanto frutto di un progetto artigianale dei coniugi Marcello e Rita Santini di Bacoli (Na), che insieme portano avanti una filosofia di ristorazione, presso il ristorante del Lido Turistico, basata sul recupero delle colture tradizionali delle materie prime. Rita Martino Santini è la pasticciera di casa: formatasi alla scuola del maestro panificatore Piergiorgio Giorilli, si cimenta da qualche anno sui lievitati con buoni risultati. Il suo panettone è lavorato secondo la tradizione, con lievito madre, farcito di uvetta e canditi di agrumi siciliani e cotto nel forno di famiglia alimentato con legna di castagno che conferisce al panettone di Casa Santini un sapore unico, che non ritroviamo nei pur buoni panettoni artigianali.

Panettone Casa Santini

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