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Mercoledì, 20 Marzo 2019

Il film Un'avventura, al cinema dal 14 febbraio, è da chiarire subito, non appartiene nè al genere dei musicarielli nė al biopic. È una commedia musicale con la caratteristica di sceneggiare la trama scritta da Isabella Aguilar mediante alcune canzoni della premiata coppia Mogol Battisti. Si tratta di titoli famosi come Acqua azzurra acqua chiara, Non è Francesca, Il vento, Ladro, Balla Linda, 10 ragazze, Io vivrò, Uno in più insomma il fior fiore di un songbook che ha fatto sognare e segnare in positivo almeno due generazioni. Non deve essere stato semplice per il regista Marco Danieli calare dall'empireo quelle musiche che sembravano poste su un intoccabile piedistallo da altare della patria (canora), rifuggendo da cut up e copia e incolla, per l'immersione nel Salento, location ideale, delle vicende sentimentali dei due protagonisti, il tarantino Michele Riondino, fuori dai panni del giovane Montalbano e Laura Chiatti - che scoperta la sua voce! - con spostamento frequente del set su Roma. La pellicola parte dolce nell'esporre una storia qualunque, forse prevedibile conoscendo giá i canovacci di molti testi (lui, lei, l'altra, l'altro) che plana gradualmente anche grazie tramite ai moderni arrangiamenti di Pivio e Aldo de Scalzi ed agli energici balzi in avanti in chiave musical delle coreografie di Luca Tomassini. Ma la curiosità per molti spettatori era testare quanto potesse funzionare quel tipo di format applicato alle composizioni mogolbattistiane. Ed è sorprendente averne scoperto la freschezza, l'attualitá, l'assenza di quella nostalgia che in realtà ha permeato alcuni film biografici prodotti di recente sui mostri sacri della musica italiana d'autore. Il remake fa apparire quelle melodie quasi fossero ideate oggi e cucite addosso a personaggi che sono alla fine tipi universali. Ed è qui la loro forza che ha resistito nel tempo, rinnovandosi, ancora colonna sonora per tanti di noi, a differenza di altri prodotti musicali dell'epoca, magari più "impegnati", e forse per questo destinati alla caducità. Un'avventura, la canzone, è il fil rouge che collega l'inizio al finale rosa a dimostrare come stavolta siano lei, e le musiche-sorelle, le vere interpreti principali del film, e dietro di esse, le quattro mani sapienti di un irripetibile binomio di autori. Ancora nel cast della produzione Lucky Red, Los Hermanos e Rai Cinema, Valeria Bilello (Linda), Giulio Beranek (Daniele), Alex Sparrow (Duncan), Gabriele Granito (Paolo), Simone Corbisiero (Sandro), Roberto Negri (Fausto), Dora Romano (Luisa), Barbara Chichiarelli (Veronica), Thomas Trabacchi (Pietro) e il cantautore Deodato.

«La nostra epoca ha rivelato il fiato corto di una visione dell’uomo individualisticamente inteso, prevalentemente consumatore, il cui profitto consisterebbe anzitutto in una ottimizzazione dei suoi guadagni pecuniari. La persona umana possiede infatti peculiarmente un’indole relazionale ed una razionalità alla perenne ricerca di un guadagno e di un benessere che siano interi, non riducibili ad una logica di consumo o agli aspetti economici della vita» (n.  9).  Tradotto in termini economici, come ha scritto l’economista italiano (docente all’Università di Chicago) Luigi Zingales, «gli individui devono massimizzare l’utilità, non il loro reddito. Dal punto di vista teorico, non è nulla di nuovo. Ma dal punto di vista pratico, si tratta di una rivoluzione copernicana. I capitani d’industria di una volta investivano per massimizzare la   propria utilità, non solo il rendimento finanziario.  Nel mondo d’oggi questo legame tra investimento e benefici non-monetari si è spezzato. Non solo perché molte imprese sono quotate e rispondono a una miriade di azionisti con obiettivi discordanti, ma soprattutto per come la teoria della finanza ha interpretato il ruolo del manager» («Oeconomicae et pecuniariae quaestiones»: rivoluzione copernicana, in L’Osservatore Romano, 25 gennaio 2019, p. 5).

Se è vero che non esiste né può esistere una “economia cattolica” od un sistema economico-finanziario cattolico, sicuramente la corretta applicazione della Dottrina sociale della Chiesa può e deve condurre gli individui e le aziende ad operare sui mercati in modo coerente e rispettoso delle persone e delle comunità. Partendo dai fondamenti dell’etica economica cristianamente ispirata, la prossima puntata di "Temi di Dottrina sociale della Chiesa", che andrà in onda su Radio Mater martedì 12 febbraio (ore 17.30-18.30), parlerà del “connubio” possibile tra Economia e Vangelo. Condotta dal giornalista e saggista Giuseppe Brienza assieme all’Ing. Guido Mastrobuono, blogger e docente di Dottrina sociale della Chiesa, la trasmissione illustrerà in sintesi il percorso logico che va dal bene comune dell’uomo e della famiglia, a quello individuabile nel mondo del lavoro e dell’economia, ricorrendo agli insegnamenti essenziali offerti in merito dal Catechismo della Chiesa Cattolica e dal Compendio di Dottrina sociale della Chiesa.

Durante la puntata ci sarà la possibilità di rivolgere domande o proporre interventi telefonando al numero 031/64.60.00 oppure scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per ascoltare Radio Mater ci si può collegare al sito www.radiomater.org oppure cercare la frequenza FM della propria città (a Roma e provincia: 93.500).

La cultura del cibo va custodita, valorizzata, tramandata e insegnata. È questo il senso di un prestigioso premio internazionale di pedagogia assegnato a due donne simbolo della cultura enogastronomica italiana: Pina Mengano Amarelli, presidente della secolare azienda di liquirizie “Amarelli” di Rossano Calabro e Livia Adario Iaccarino, fondatrice dello storico Boutique Hotel Ristorante “Don Alfonso 1890” di Sant’Agata sui Due Golfi, il ristorante italiano più famoso del mondo.

Entrambe sono state insignite ieri del Premio Internazionale “Elisa Frauenfelder”, ideato e promosso dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli in collaborazione con altre undici Università internazionali (dalla Spagna agli Stati Uniti) e con alcune delle più prestigiose istituzioni scientifiche italiane (dalla Società Italiana di Pedagogia all’Opera Nazionale Montessori). Un progetto nato con l’obiettivo di conservare e promuovere l’eredità scientifica e umana di una delle più importanti studiose della pedagogia italiana contemporanea scomparsa poco più di un anno fa il 31 dicembre 2017 dopo oltre mezzo secolo di lavoro accademico. Il Premio Frauenfelder, come spiega il suo coordinatore scientifico Fabrizio Manuel Sirignano, professore ordinario di Pedagogia generale al Suor Orsola, “guarda soprattutto al futuro per offrire ai giovani studiosi un esempio straordinario di rigore scientifico, innovazione pedagogica e passione per lo studio, intesi come volano di una autentica emancipazione e trasformazione sociale”.

“Un esempio della profonda unità tra la cultura umanistica e quella imprenditoriale che ha caratterizzato la più nobile tradizione meridionale. Stimata studiosa e docente di diritto, si è impegnata nella guida dell’antica azienda di Rossano Calabro che, dal 1731, data della sua fondazione, ha raggiunto fama e prestigio mondiali valorizzando, con amore e sapienza, la liquirizia calabra, ritenuta dall’Enciclopedia Britannica la migliore al mondo”. Sono queste le motivazioni del riconoscimento a Pina Amarelli, già insignita dalla Presidenza della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, che con Livia Iaccarino si è aggiudicata la prima edizione del Premio Frauenfelder nella sezione “Donne nelle Istituzioni, nella cultura e nell’arte” che costituisce una sezione speciale del Premio accanto alle sezioni di Scienze pedagogiche, Cultura e innovazione e Maestri d'Italia.

Per la fondatrice di “Don Alfonso 1890” le ragioni del premio assegnato da una prestigiosa giuria internazionale presieduta dal Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro, risiedono “nell’originalità della sua attività professionale e imprenditoriale nella quale da anni affianca all’attività storica nel campo dell’enogastronomia (alla sua scuola si sono formati importanti cuochi che hanno fatto grande la cucina italiana, sotto il segno della felice combinazione tra rigore tecnico e creatività liberatrice) un grande impegno nella valorizzazione e nella divulgazione dell’identità culturale meridionale e mediterranea”. Un impegno declinato anche sul versante della ricerca, come membro del Comitato scientifico del MedEatResearch, il primo centro di ricerca universitario italiano specificamente dedicato alla Dieta Mediterranea (fondato e diretto dagli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro), e del Dottorato di ricerca in “Identità e pratiche di distinzione sociale attraverso il consumo alimentare” dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

Nella sezione Maestri d’Italia la favola pedagogica del Bibliomotocarro lucano e il riconoscimento alla docente ‘eroe’ Franca Di Blasio accoltellata da un suo alunno in una scuola del casertano

In chiusura della cerimonia la premiazione della sezione “Maestri d’Italia” dove c’è stato il premio a due ‘eroi’ della pedagogia contemporanea. Franca Di Blasio, docente presso l’Istituto Bachelet-Majorana di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, sfregiata da una coltellata di un suo alunno lo scorso anno già insignita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. A lei il Premio Internazionale “Elisa Frauenfelder” perché “incarna eroicamente quei valori e quelle qualità che ogni docente dovrebbe avere quotidianamente nella propria esperienza professionale e per essere stata esempio di umanità, di passione autentica, di tenerezza, di capacità di dialogo e di sensibilità avendo mostrato di fronte all’aggressione subita da parte di un suo studente una profonda responsabilità formativa ed educativa che non solo la scuola deve ritrovare ma che la società tutta ha bisogno di riscoprire”.

Antonio La Cava, maestro lucano in pensione, di recente nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, riceverà il Premio Internazionale “Elisa Frauenfelder” proprio nell’anno del ventennale della sua straordinaria invenzione pedagogica: il bibliomotocarro. Un motocarro adibito a biblioteca con cui negli ultimi 20 anni ha percorso oltre 200mila chilometri per portare libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Basilicata, dove spesso non ci sono biblioteche o librerie.

 

 

 

 

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