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Venerdì, 22 Gennaio 2021

Si è da poco conclusa la raccolta di sangue ed emoderivati  nelle  due giornate predisposte dall’Esercito nella  caserma “O. SALOMONE” di Capua, sede del 17°Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”,  da parte dei giovani del Reparto Addestrativo Volontari che vengono formati alla disciplina militare nella caserma dell’Esercito.

Il Reparto di Fanteria, che risale al 1703,  svolge da oltre 20 anni le funzioni di Reparto Addestrativo per i giovani di ambo i sessi provenienti da tutta Italia che saranno indirizzati alla carriera militare.

L’iniziativa è nata dall’appello del Dr  Michele Franco Presidente dell’ADMO Campania (Associazione Donatori di Midollo Osseo) e dalla Dott.ssa Angela Iacono, Presidente nazionale della Fondazione Italiana “LEONARDO GIAMBRONE” per la guarigione dalla Talassemia, con la collaborazione del Centro di Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Ospedale “Cardarelli” di Napoli. La Fondazione Italiana “Leonardo Giambrone” per la Guarigione dalla Talassemia e Drepanocitosi nasce il 19 giugno 1992 per volontà di tutta l'utenza talassemica italiana per  reperire fondi per i progetti di ricerca tendenti ad identificare e sperimentare i mezzi di cura definitivi delle talassemie. Si tratta di un gruppo di malattie ereditarie caratterizzate da un difetto genetico di sintesi dell’emoglobina, la proteina contenuta nei globuli rossi del sangue, diffuse in tutto il mondo, specialmente  nei Paesi dell’area del Mediterraneo, ma anche il Medio Oriente e nel Sudest asiatico. In Africa ogni anno nascono 120 mila bambini affetti da varie forme di anemia.

In Italia  è particolarmente diffusa in alcune regioni quali il Piemonte, la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Sardegna; i malati sono circa 9000 solo nel Delta Padano, nel Sud, in Sicilia e in Sardegna. Nel mondo i portatori sani di anemia mediterranea sono oltre 300 milioni,  di questi  93 milioni sono bambini.

Al termine delle due giornate di donazione di sangue i responsabili delle associazioni hanno voluto ringraziare personalmente i militari del 17° RAV per la numerosa partecipazione e la solidarietà  espressa, che ha permesso la raccolta di 123 sacche di sangue, indispensabili per la sopravvivenza, il trattamento e la profilassi delle patologie a carico del midollo osseo e della Talassemia, ciò conferma come si possa fare “di più insieme” per la collettività.

Il Comandante del 17° RAV, Colonnello Francesco Maione,  si è detto fiero dell’iniziativa,  e ha dichiarato: «Perché è possibile servire il Paese anche con una semplice donazione, soprattutto in un momento di particolare difficoltà  nazionale».

Il sangue  racchiude la necessità di metterlo a disposizione di altre persone che potrebbero trovarsi in situazione di bisogno.

Alessandro Fabbri, Five Winds, Caligola Records.

L'attacco dell'album è una rosa dei venti, afflati che sono folate di note, sospiri lirici, aliti armonici. Stiamo parlando di "Five Winds" disco edito da Caligola Records a nome di Alessandro Fabbri, batterista dall'innato spirito swing. Questi ha strutturato il nuovo progetto mettendo in vetrina una cinquina di fiati, tenore e soprano dell'ospite Pietro Tonolo, flauto di Sebastiano Bon e l'oboe di Simone Santini, ambedue anche al sax, in più il corno francese di Elio Venturini e il fagotto di Davide Maia. 
Con il risultato di creare vortici melodici e improvvisativi che, quasi fossero cinque venti, si rincorrono "ridendo, come in un gioco chiassoso".
Intanto la batteria non sta lì a riempire i vuoti della trama semmai ne organizza il telaio, ne articola gli orditi, ne riannoda i fili. Affiancato da Guido Zorn al contrabbasso, Fabbri rifugge dall'incaparbirsi sulle proprie abilità di strumentista, per pensare all'insieme e comporre per il collettivo.
Fra le nove tracce del disco ce ne sono comunque tre a firma di altri autori - oltre a "Four Winds" di Holland, "No Baby" di Lacy e "Silent Brother" di Flores - da cui traspaiono precisi riferimenti del leader a partire da Monk, il cui nome viene (quasi) anagrammato in "Melodious Tonk" e poi parafrasato in "Melodious Work".
Un lavorio artigianale, da "fornace" sonora in cui si fonde, con elementi classici, un jazz adamantino e trasparente come il vetro. Soffiato, naturalmente!


Fabio Accardi, Breathe, Mordente.

Dopo oltre trenta album da sideman e quattro a proprio nome, il batterista compositore e arrangiatore Fabio Accardi non rappresenta più una sorpresa per chi segue il jazz odierno. Ma l'ascolto di un suo nuovo album, è il caso di " Breathe", l'effetto-sorpresa lo fa sempre e comunque in positivo. 
Chi scrive, recensendo il precedente "Precious" della stessa label Mordente, ne aveva descritto l'"ecosofia" di base e che qui ritorna. 
Un'ecologia del suono anzitutto per i riferimenti ideali su cui è fondata, ambiente e habitat, sviluppo sostenibile ed energia pulita. Il che, a livello di pentagramma, si traduce in brani che scorrono fra fusion e ovattato neobop, attenti a non alterare gli equilibri del proprio "breathe". Accardi è batterista "spirometrico" nel senso che riesce a misurare con le bacchette la frequenza "respiratoria" dell'esecuzione ed a modularla, dilatandola o comprimendola a piacimento.
L'equipe al suo fianco pare selezionata a mezzo manifestazione "d'interesse" poiché si avverte lontano un miglio che i vari Gaetano Partipilo (sax alto e soprano), Claudio Filippini (piano), Francesco Poeti (chitarra elettrica) e Giorgio Vendola (contrabbasso) - i primi tre visti all'opera in "Precious" - si conformano, assecondanti e compiacenti, al flusso e deflusso dei temi esposti nei sei brani scritti da Accardi oltre "Daydreaming" dei Radiohead. Quest'ultima è la traccia sul cui schema aperto ed effettisticamente "ambient" si schiudono ulteriori orizzonti di elaborazione, arrangiamento, interpretazione. Per il disco che verrà.

Massimo Barbiero, Foglie d'erba, Music Studio.

Se l'arte può trasmettere l'impressione dell'oggetto come "visione" e non come "riconoscimento" (Šklovskji) allora Massimo Barbiero delinea, nella musica del compact "Foglie d'erba", oggetti e cose (mare, schiuma d'onda, prato, rupe, nube, pioggia, fiore), suggestioni (chimera), sensazioni (l'abbandono, la ferita) dando una percezione che è immagine imprevista, straniante, di quanto rappresentato.
Lo fa con l'ausilio di marimba timpani glockenspiels percussioni vibrafono cimbalo, apparecchiando un ventaglio di echi est-ovest / sud-nord, in uno spaziotempo indefinito e indelimitato.
Barbiero, lo afferma egli stesso nelle liner notes, ricerca il "rito" dell'esperienza in "solo" con la musica al centro della propria "preghiera laica", direbbe Pasolini. Un approccio, il suo, fra l'esperienza mistica e la connessione, d'impronta psicoanalitica, fra mente (creativa) e corpo in quanto terminale degli impulsi psichici che producono narrazione sonora tramite percussioni.
Non c'è in questo disco, a differenza di altri precedenti, un'indagine sul mito.
Lo sguardo stavolta è indirizzato più al terreno ed all'umano, alla pandemia, al suo sviluppo devastante. Una riflessione, la sua, affidata al Suono che esiste di per sé, a prescindere dalla musica: " è il suono ciò che conta" (Giacinto Scelsi).

A Napoli  nell’ottocento  fu fondato il "Circolo delle Dame Colte" con la finalità di «giovare alla considerazione e all'accettazione in società. Possono farne parte persone dotte, di buona creanza, di animo tollerante. Coltiva la cortesia. Ospita Dame e Cavalieri. Quale trovasi similmente raffigurato tengasi socio del Circolo e ne dia impulso a fini e iniziative» come prevede l’atto costitutivo. Successivamente  lo statuto fu aggiornato  specificando che il Circolo promuove il riconoscimento personale e la relazionalità, vi possono fare parte persone di cultura di ambo i sessi, di modi affabili, di spirito libero, è aconfessionale e apolitico, coltiva l'ospitalità reciproca.

Venendo ai giorni nostri, nell’epoca della comunicazione globale, tali valori costituiscono le radici da cui partire per comprendere la società contemporanea. Un valido esempio possiamo averlo nella giovane e attiva  Beatrice Gigli che ha fondato sei anni fa una società di comunicazione che porta il suo nome, la “Beatrice Gigli Communication”, che si occupa di relazioni pubbliche e istituzionali nonché di eventi di brand di eccellenza del Made in Italy legati alla moda, all’enogastronomia, al cinema e alla cultura. Inoltre si occupa di Media Relations, Partnership, Picking , operando su Milano, Roma, Napoli, Palermo e Parigi.

Nei suoi lavori lega giornalismo a merchandising. «Il merchandising è un ottimo veicolo per l’immagine pubblica, aziendale o personale che sia, e deve essere di altissima qualità. Basti pensare che il merchandising imperiale è stato inventato da Napoleone che è stato tra i più grandi comunicatori»

Napoleone ha inventato l’opinione pubblica e ha saputo promuovere la sua immagine mentre guidava la Grande Armée, oggetto questo di una ricerca del giornalista Roberto Race che ha portato alla pubblicazione di un libro, nel quale spiega le modalità ed eventi che segnano il primato del generale Bonaparte.  Beatrice tra le sue ultime campagne (diverse da quelle del Corso ma non per questo meno impegnative)  vi è quella  per il lancio del  marchio di abbigliamento e accessori di Vittorio Sgarbi.

Comunicare è non solo il suo lavoro, ma la sua passione, quasi una missione, perché negli eventi che organizza e nei social di cui si avvale Beatrice Gigli ci mette il cuore.

«Sto per lanciare il primo brand di gadgets e merchandising della mia azienda: il nome è “Circolo delle Dame Colte”. Lo scopo è quello di rafforzare in modo veramente particolare l’identità del marchio aziendale, trasformandolo quasi in un brand, attraverso uno storytelling culturale per raccontare il mio lavoro  -  riferisce Beatrice  -  il Circolo delle Dame Colte era un salotto sorto in età napoleonica e fondato da donne, ma erano ammessi anche i cavalieri, il cui obiettivo era quello di dare un notevole contributo al lavoro, alla cultura e alla politica attraverso le relazioni pubbliche, le iniziative e gli eventi». Il Circolo  è lo spunto perfetto per raccontare il  lavoro della  “Beatrice Gigli Communication” che fa tutte queste attività.

Chiediamo a Beatrice: perché riportare questa storia sui gadget aziendali ?  : « Perché lavoro molto sul marketing e il merchandising è un ottimo veicolo per l’immagine pubblica, aziendale o personale che sia, e proprio per questo la qualità dei materiali e delle grafiche deve essere alta.

Gadgets, T- shirt, tazze, agende, shopper bag ecc. avranno varie linee tra cui quella con

le “Dame Colte” e il logo della mia azienda - la nuvoletta del fumetto - sempre presente. Il messaggio che vorrei veicolare è quello che la cultura, il conoscere, il raccontare una storia può cambiarci la prospettiva di vedere le cose e,  naturalmente,  l’approccio con il nostro lavoro.

È un valore aggiunto molto importante. I gadgets sono promozionali ma ho previsto anche delle “capsule” destinate alla vendita a sostegno di cause benefiche».

Beatrice è una giovane donna manager che predilige i tailleur confezionati su misura per lei  da Nelly Marika su cui abbinare gli accessori giusti e una cravatta di E. Marinella,  per il quale  brand storico  sta preparando alcuni eventi.  «I miei tailleur sono d’ispirazione maschile, come l’abito Solaro dell’avvocato Agnelli,  adattati alla donna, in questo la mia stilista è specializzata. Non vesto da uomo, ne voglio sottolineare superiorità o inferiorità di genere», ha recentemente dichiarato Beatrice  Gigli che ha voluto sottolineare che la femminilità di una donna in carriera non deve essere necessariamente  messa da parte, ma può ben coesistere con un modo di presentarsi e di vestire proprio, distinguendosi nella società di oggi dove, a volte, l’apparire vale più dell’essere.

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