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Giovedì, 18 Luglio 2019

Il termine apparve per la prima volta negli Stati Uniti, dove fin dalla metà del 1800, ogni barista aveva l'abitudine di ornare variamente le bevande in modo da attirare maggiormente l'attenzione e l'interesse dei propri clienti. Si trattò inizialmente di un fatto puramente folkloristico esterno, destinato poi ad estendersi ai gusti ed agli aromi della stessa bevanda. In Europa la moda dei cocktail ebbe inizio negli anni venti, e da qui si diffuse rapidamente in tutto il resto del mondo. Come bevanda, il cocktail non è altro che una miscela di due o più prodotti alcolici, arricchita da succhi di frutta e variamente aromatizzata e decorata. Agli inizi tale miscela veniva fatta in modo molto elementare, senza alcuna precisa regola, secondo la disponibilità degli spiriti e degli aromi, secondo i gusti dei consumatori e gli usi locali. Oggi, tutta la materia non è più lasciata alla libera iniziativa del barista - anche se la sua fantasia non fa mai difetto - ma è stata per così dire codificata, regolamentata, dando vita a ricette che fissano la quantità e qualità degli spiriti, quali i frutti e gli aromi da impiegare. Oltre al modo da seguire per la preparazione e la presentazione dei cocktail. Così, tanto a Roma che a New York, Los Angeles e Tokyo, il consumatore potrà chiedere il suo cocktail preferito, certo di essere servito sempre della stessa bevanda.

Ed ecco due ricettine:

 

Gilmet

 

Dose per un bicchiere

1 cucchiaino abbondante di zucchero;

succo di mezzo limone;

3 cubetti di ghiaccio;

1.1/2 oz (45 ml.) di gin dry

Soda ghiacciata

 

Preparazione:

In un tumbler (bicchiere alto e stretto) mettete 1 cucchiaino di zucchero, aggiungete il succo di mezzo limone, mescolate bene, aggiungete 3 cubetti di ghiaccio e poi il gin dry; completate riempiendo il bicchiere con soda ghiacciata; mescolate con un cucchiaio e servite.

 

Sidecar

Dose per un bicchiere

Ghiaccio tritato;

Succo di mezzo limone;

¾ oz (23 ml.) di Cointreau;

1.34 oz (53 ml.) di brandy

 

Preparazione:

In uno shaker aggiungete ghiaccio tritato, succo di mezzo limone, il Cointreau, il brandy. Agitate bene, versate in un bicchiere da cocktail e servite.

 

 

 

Pitta

 

Da secoli durante il mese di Maggio, in tutto il meridione d’Italia e non solo, si susseguono eventi dedicati alla figura della Vergine Maria. Una delle ricorrenze più suggestive ed importanti si celebra a Crotone, dove il mese Mariano, dedicato alla SS Madonna di Capocolonna, offre tutto un susseguirsi di manifestazioni a carattere religioso e culturale, che culminano nel terzo fine settimana del mese con la processione a cavallo tra sabato notte e domenica, che vede i fedeli accompagnare l’icona della Vergine dalla Cattedrale della città fino al santuario Mariano di Capocolonna, lungo una strada costiera molto suggestiva. Altrettanto suggestivo è il ritorno in città dell’icona che avviene via mare, su di una barca di pescatori, scortata dalla flottiglia di pescherecci e barche private della città.

La tradizione del pellegrinaggio a Capocolonna è per i crotonesi essenza stessa del sentirsi tali: con esso si rinnova il ringraziamento all’Icona per avere salvato la città dalle scorrerie dei Turchi, ma anche dai terremoti o dagli alluvioni che si sono susseguite nei secoli, o più intimamente per rendere grazie per qualcosa di personale ricevuto; è una tradizione che sta nel DNA di ogni Crotonese che si tramanda da millenni: da ancora prima della nascita del cristianesimo infatti, già gli antichi Crotoniati usavano farsi pellegrini e portare doni nello stesso periodo dell’anno, al santuario della dea Hera, che si trovava nella stessa località. Terra Sacra da sempre quindi, gioia interiore per chi ne sa godere, ma anche Terra, perché Sacra, ancora di più offesa dal vilipendio continuo a cui è sottoposta ed all’incuria a cui è abbandonata. Spettacolo di tristezza e pianto per tutti quelli che la amano.

Tornando alla festa, quello che in tutta la Calabria è dolce tipico natalizio, la “pitta n’chiusa” a Crotone prende il nome di “Pitta della Madonna” ed è preparato particolarmente in questo periodo.

 

 

La ricetta:

Ingredienti:
Per la pasta:
un bicchiere di olio di oliva
un bicchiere di vino bianco
due uova
500 grammi di farina
lievito
un pizzico di sale

Per il ripieno:

200 grammi di noci tritate
50 grammi di pinoli

50 grammi di mandorle lavate
100 grammi di uva passa
250 grammi di miele
zucchero, q.b.
un pizzico di canella

Preparazione:
Riscaldate l'olio e il vino, versateli in un contenitore abbastanza grande, aggiungete le uova, il pizzico di sale e la farina. Impastate (se fosse necessario potete aggiungere un po' di farina in più) fino ad ottenere un impasto compatto.Poi aggiungete il lievito. Lavorate ancora il composto, fatene tre pezzi e preparate una sfoglia tonda e due quadrate. La tonda sarà adagiata su una teglia da forno unta con burro; su quelle quadrate invece, posate il ripieno precedentemente organizzato, mescolando a parte gli ingredienti. Tagliatela quindi in piccoli rettangoli, che arrotolati, andrete a posare sulla sfoglia rotonda, già pronta con zucchero, cannella e miele. Metteteli l'uno vicino all'altro e aprite leggermente l'orlo superiore dando loro la forma di petali. Circondate le rosette tutto intorno con una striscia di pasta e passate attorno al perimetro uno spago stretto abbastanza, per evitare che in cottura le rosette perdano compattezza. Infornate a fuoco moderato e se durante la cottura la pitta vi sembrasse piuttosto asciutta aggiungetevi del miele disciolto in un po' d'acqua.

Stephansdom, © WienTourismus - F 3

 

Con il motto “European Home Run“ l’Ente per il Turismo di Vienna lancia per la prima volta in sei Paesi europei un concorso di design dedicato al tema souvenir di Vienna.

Vienna vanta una lunga tradizione come centro creativo nel cuore dell'Europa. Intorno al primo Novecento la città fu la culla del Modernismo. Letteratura, arti visive, architettura, scienze e musica assistettero ad un periodo di grandissima fioritura. Numerosi sono i palazzi e le opere d'arte del'epoca che caratterizzano ancora oggi l'ambiente urbano. In musei, gallerie o negozi di antiquariato non mancano gli esempi di queste opere d'arte che attirano ogni anno milioni di visitatori a Vienna, visitatori che desiderano spesso portarsi a casa un "pezzetto" di Vienna, qualcosa che sia in grado di rappresentare tutto ciò che rende Vienna così unica: il passato imperiale ma anche il fascino giovane e creativo della città.

Finora nei souvenir di Vienna però questo elemento legato alla creatività di Vienna praticamente non era presente. Con il concorso di design "European Home Run" l'Ente per il Turismo di Vienna propone un nuovo approccio al classico souvenir: una sua interpretazione trasportata nel 21° secolo che rifletta dal punto di vista degli altri Paesi europei il volto attuale di Vienna in quanto città creativa.  Il concorso invita product designers provenienti da sei diverse nazioni europee a distillare le loro impressioni di una Vienna creativa ed al passo con i tempi in un progetto tridimensionale. Alcuni giovani e affermati studi di design che si sono già fatti notare a livello internazionale hanno colto questa impegnativa sfida: Vi partecipano i designer Ding 3000 dalla Germania, Big Game dalla Svizzera, Ionna Vautrin dalla Francia, Studio Formafantasma dall'Italia, Hector Serrano dalla Spagna e PearsonLloyd dal Regno Unito. I vincitori verranno stabiliti nel corso di diversi eventi del settore che avranno luogo nei relativi Paesi, e la decisione finale spetterà ad una giuria composta di esperti internazionali (tra cui Alice Rawsthorn/The Guardian e New York Times e Galit Garon, Direttrice del Design Museum Holon). In occasione della conferenza dell'Ente per il Turismo di Vienna che avrà luogo alla fine dell'ottobre 2012 a Vienna è prevista, infine, la presentazione dei vincitori. Austrian Airlines è vettore ufficiale del concorso .

 

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