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Mercoledì, 24 Aprile 2019

Domenica scorsa, all'Angelus, per la festa della Beata Vergine Maria del Rosario, Papa Francesco invita i cattolici a recitare il Santo Rosario e pregare San Michele Arcangelo contro le insidie del demonio che vuole dividere la Chiesa. Da anni, dal 1981, c'è la Madonna a Medjugorje che appare ai veggenti dando dei messaggi e costantemente parla del diavolo, padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, nel 2006, in un testo, «Satana nei messaggi di Medjugorje», edito da SugarcoEdizioni, ne ha contate una ottantina.

In questo momento di grave crisi della Chiesa, spesso calunniata, leggere e riflettere sul testo di padre Livio non può che fare bene. Certamente è un libro di straordinaria attualità, perché aiuta a comprendere meglio la drammatica battaglia che si sta combattendo nel mondo e soprattutto all'interno della Chiesa stessa, che è sempre più divisa.

«Satana gode di ampia letteratura, - scrive padre Livio – ma la sua rappresentazione nell'immaginario collettivo del popolo cristiano è piuttosto distante dalla realtà della fede». Questo è dovuto secondo il direttore di Radio Maria, alla non predicazione, alla mancanza di studio degli addetti ai lavori, in particolare i teologi, predicatori, catechisti. Non si fa più riferimento al messaggio della divina Rivelazione, in particolare al Nuovo Testamento.

Nel libro, scritto nel 2006, il sacerdote riferiva di uno «strano silenzio, che coinvolge l'insieme della Chiesa, su satana e sulla sua funesta attività». E' perfino «patetico vedere come, di fronte al chiaro linguaggio del vangelo, i predicatori domenicali si arrampichino sugli specchi per interpretare, sminuire, dissimulare, e alla fine negare l'esistenza stessa dell'impero delle tenebre e dell'angelo ribelle che ne è a capo». Certo oggi, c'è il capo della Chiesa, che parla spesso del diavolo, ma ancora c'è troppo clero, troppi sacerdoti, che lo ignorano.

«La regina della pace lo chiama col suo nome biblico, che significa «avversario», «accusatore». E' l'avversario – scrive padre Livio – strenuo di Dio e dei suoi piani di pace e di misericordia, ma è anche l'avversario dell'uomo, che seduce con l'intento di allontanarlo dal Creatore e di portarlo alla rovina temporale ed eterna».

La Madonna non dà un insegnamento teorico, teologico, ma prettamente pratico, indicando l'attività di satana nelle situazioni concrete, proprio come fa Gesù nel Vangelo. Si tratta del maligno così come è rivelato nel Nuovo Testamento, come viene presentato dai documenti del Magistero e in particolare dal Catechismo della Chiesa Cattolica.

«Che la Madonna nei suoi messaggi non faccia che commentare la Sacra Scrittura è fuori discussione.- scrive padre Livio, - non solo i concetti che esprime, ma persino il linguaggio e le immagini che adopera sono impregnati dalla Parola di Dio. Il suo riferimento a “satana sciolto dalle catene” è senza dubbio una rievocazione esplicita dell'Apocalisse, il libro che descrive il grande combattimento soprannaturale che contrassegna la storia umana».

Padre Livio insiste nel sottolineare la drammaticità di questa battaglia, che ogni credente, ogni uomo e donna, dovrà combattere, è una «lotta invisibile, che si svolge innanzitutto a livello delle anime, delle menti, delle volontà e dei sentimenti e di cui ogni uomo è testimone in primo luogo dentro di sè».

Oggi credere all'esistenza del diavolo fa sorridere, «gli intelligenti di questo mondo, salvo poi ricorrere a lui mediante quei rituali che ben conoscono coloro che praticano maghi, cartomanti, sedicenti veggenti o superstizioni stupide e pericolose».

Tuttavia potrebbe essere comprensibile che certo mondo non creda al diavolo e al male, ma non è comprensibile che a negare l'esistenza di satana e dell'inferno eterno siano i credenti e i religiosi che hanno tante responsabilità nell'insegnare. Ancora oggi, nella parrocchie, nell'ora di insegnamento di religione nelle scuole non mancano catechisti,insegnanti che relegano satana nella categoria delle superstizioni medievali.

A Medjugorje, la Madonna si manifesta come l'inviata dall'Onnipotente per «risvegliare la fede e per preparare la Chiesa al grande combattimento escatologico contro le forze del male». Per padre Livio, molti tratti dei messaggi della Madonna a Medjugorje convergono con quelli di Fatima, dettati ai tre pastorelli, Francesco, Giacinta e Lucia. Non solo secondo padre Livio, Medjugorje, trova suggestive anticipazioni in alcune apparizioni mariane come a La Salette, ma anche nelle esperienze mistiche di persone di grande santità come papa Leone XIII, san Giovanni Bosco e la beata Caterina Emmerich.

Adesso però i messaggi della Madonna, sono più chiari, «satana viene chiaramente smascherato, senza nasconderne o sminuirne la potenza e l'odio distruttivo». Questo per padre Livio è una «grazia che la Madonna fa alla Chiesa è di inestimabile valore, perché nessun esercito può vincere se è ignaro del nemico e della sua presenza». Nel testo padre Livio sottolinea spesso con termini militareschi, i due eserciti che si danno battaglia, da una parte quello con a capo satana, dall'altra parte, c' è Lei stessa, la Regina della pace, «come la condottiera dell'esercito del bene, che lei ama contrassegnare con appellativi ricchi di straordinaria bellezza e significato».

Sostanzialmente per padre Livio, «si tratta davvero di “suoi” soldati, che lei ha formato in tutti questi anni e che hanno risposto alla sua chiamata».

La «Gospa», come viene chiamata a Medjugorje, conosce esattamente quello che satana trama, noi non vediamo, ma lei vede tutto. L'astuta serpe, come la chiama spesso, padre Livio, si mimetizza per catturare la preda con più facilità. «Tuttavia la tragedia sta nel fatto che a volte ci troviamo letteralmente nelle fauci del serpente, come i poveri ranocchi di certi documentari, senza nulla sospettare. Anzi, ci chiediamo se il demonio esista, mentre egli ci considera già suoi nella trappola dove ci ha attirati».

La Madonna ha insegnato ai veggenti a scoprire la presenza di satana nella loro vita quotidiana. La Gospa insegna il discernimento in modo molto pratico, per esempio come tenta di inserirsi fra i veggenti, fra i parrocchiani, nelle famiglie, provocando gelosie e litigi. Attenzione per padre Livio, la serpe infernale si è inserita perfino all'interno della Chiesa.

Padre Livio nel testo mette insieme come tessere di un mosaico, tutte le frasi della Madonna che riguardano il diavolo. Non possiamo elencarli tutte. Mi preme sottolinearne una, molto attuale:«Satana vuole distruggere le vostre famiglie». L'esperienza quotidiana ci dimostra quanto la Madonna abbia ragione. I giovani e le famiglie sono sotto attacco, satana vuole distruggere gli uni e le altre insieme. La legalizzazione del divorzio, dell'aborto, l'esaltazione delle convivenze, comprese quelle omosessuali, stanno spazzando via la famiglia tradizionale. Non ci sarà pace nel mondo, se prima non è accolta nel proprio cuore e non è vissuta nelle famiglie.

Dobbiamo imparare a riconoscere il demonio. E' la Madonna stessa che ce lo chiede. «Lei desidera che impariamo a scoprirlo da soli».

L'esortazione della regina della pace è tuttavia piena di speranza: con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre più violente e con l'arma del Santo Rosario il cristiano può affrontare satana con la certezza di vincerlo.

L’Associazione Provinciale Cuochi Cosentini, si è fatta promotore di un progetto Erasmus Plus che porterà un centinaio di giovani neodiplomati degli alberghieri calabresi e dell’omologo Istituto Mancini di Cosenza in alcuni Paesi europei, al fine di far vivere loro un’esperienza lavorativa sul campo.

Il progetto “Food and Wine” nasce dalla volontà di aiutare i giovani neodiplomati calabresi a mettersi in evidenza le loro capacità, per affermarsi nel campo della ristorazione d’eccellenza.

L’Associazione Provinciale Cuochi Cosentini, da sempre attenta alla formazione e ai bisogni esplorativi dei giovani, ha sentito fortemente il dovere di apportare il proprio contributo professionale e didattico di attività esterna alla scuola, per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani studenti in ambiti diversi da quelli locali e, al contempo, di contribuire fattivamente alla valorizzazione internazionale dei prodotti enogastronomici calabresi, missione di promozione ampiamente condivisa e attuata dall’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche di Calabria, partner del progetto insieme alla Camera di Commercio di Cosenza, alle rappresentanze locali di Slow Food e ad altre associazioni di settore.

Le mete che i giovanissimi cuochi dovranno raggiungere sono state identificate nel progetto in alcuni Paesi del continente europeo: Regno Unito, Francia, Belgio e Malta.

Un’esperienza formativa molto importante, che si svolgerà in contesti internazionali, dove i giovani studenti potranno migliorare anche le proprie competenze linguistiche.

L’Istituto Alberghiero Mancini di Cosenza, partner del progetto insieme ad altri omologhi istituti della Calabria, sin da subito ha creduto in questa significativa iniziativa esperienziale, che nasce anche da un rapporto di stretta collaborazione tra lo chef e docente dell’Istituto, Carmelo Fabbricatore, Presidente provinciale dell’APCC, e la dirigente scolastica Graziella Cammalleri, che si è detta certa del beneficio offerto da questa esperienza, che i ragazzi sapranno approfittare come vera opportunità di crescita professionale e culturale.

Giusy Versace è da ieri “Ambasciatore per la Calabria 2018”! Il prestigioso riconoscimento le è stato conferito ieri nella sede della Stampa Estera di Roma, direttamente dal presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.

Come si legge dalle motivazioni, il premio “Ambasciatore della Calabria” è stato assegnato a personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali come esempio di valori positivi e apprezzati sia a livello nazionale che sul piano internazionale. Figli della Calabria che, in alcuni casi, si sono fatti strada fuori dalla loro regione di origine, ma hanno mantenuto un rapporto forte e continuo con la loro terra. Ognuno di loro è un testimonial spontaneo positivo e un acceleratore delle potenzialità che la Calabria può esprimere.

“Sono milanese d'adozione ma ho la Calabria nel cuore ed un riconoscimento simile non può che inorgoglirmi – queste le parole di Giusy Versace - Credo molto nel potenziale della mia terra e dei giovani che la abitano. Servono stimoli ed entusiasmo. Serve coraggio e azioni propositive, affinché la Calabria possa davvero diventare grande. Se nel mio piccolo posso servire a dare un contributo di questo tipo, non posso che esserne fiera”.

Inoltre, ad ogni Ambasciatore è stata abbinata una realtà calabrese da promuovere per favorire le risorse regionali e produrre effetti positivi a livello nazionale e internazionale. A Giusy Versace è stata assegnato il “Centro Antiviolenza Fabiana” di Corigliano Calabro, istituito dalla onlus Mondiversi nel 2013 a seguito della tragica scomparsa della giovane Fabiana Luzzi, vittima di femminicidio a soli 16 anni. Il Centro accoglie donne che subiscono violenza da parte di uomini.
La Versace, da sempre impegnata nella lotta contro questo tipo di soprusi, a breve farà visita al Centro e si adopererà per aiutarlo a crescere e diventare sempre di più punto di riferimento per le donne vittime di violenza.

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