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Martedì, 11 Dicembre 2018

Quattro le magnifiche località”: Canino,  Marta, Capodimonte, Vetralla e il capoluogo Viterbo,  unite da un comune intento: attrarre i flussi turistici.  Nei giorni scorsi si sono presentate nella loro migliore veste per un evento promozionale al fine di illustrare alla stampa e agli operatori turistici i progetti che sono risultati vincenti  del bando della Regione Lazio sulle “Reti d'Impresa su Strada.

Si è conclusa in tal modo con successo l'evento VisiTuscia nella provincia di Viterbo a cui  hanno preso parte ben 280 imprese del territorio organizzatesi nelle quattro Reti con la finalità di  accrescere  la capacità innovativa e produttiva con minori costi grazie alle economie di scala e all’aggregazione  fra imprese, cosa questa che consente di commercializzare e promuovere i prodotti turistici con un marketing innovativo,  mirato sia verso il pubblico che verso i turisti privati.  Questo l’obiettivo della decima edizione di  VisiTuscia,  promossa dal CAT - Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo,  presieduto da Vincenzo Peparello,  in partenariato con la Provincia di Viterbo e la Camera di Commercio viterbese  e  con il patrocinio dell’l'Enit-Agenzia, della  Regione Lazio e dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio. Uno dei pacchetti turistici prevede il giro del lago di Bolsena in Kayak proposto da inkayakbolsena. Tre giorni alla scoperta dei luoghi più reconditi del lago  e delle sue splendide isole, con soste presso alcuni camping del litorale, per poter vivere un’esperienza indimenticabile e ammirare da vicino numerose specie di uccelli acquatici.

Canino

Le origini della storia di Canino sono collegate  a quella della vicina città etrusca di Vulci.  Il borgo sorse inizialmente come piccolo villaggio agricolo, detto pagus, prendendo il nome di una delle più importanti e nobili famiglie della città di Vulci, la “gens Caninia”. Rivestì un’importanza crescente quando le invasioni romane e saracene e le dure condizioni di vita, spinsero la popolazione di Vulci verso altri centri tra cui quello dell’originario villaggio agricolo di Canino, che andò espandendosi progressivamente. La principale risorsa è il famoso olio extravergine di oliva Canino DOP che è ottenuto dai frutti della specie Olea europea L., ovvero Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio, presenti negli oliveti in misura non inferiore al 95%.  La Strada dell’Olio è un itinerario enogastronomico realizzato per l’accoglienza turistica in una zona storicamente vocata all’olivicoltura di qualità, ma anche di grande interesse culturale, storico ed archeologico. L’olio DOP è stato riconosciuto dal 2006 ed è considerato fra i migliori prodotti italiani.

Marta

La cittadina di Marta è situata  a 314 metri sul livello del mare, nel punto di uscita del fiume Marta, unico emissario del Lago di Bolsena. La pescosità delle acque e la fertilità del territorio attrassero i primi abitanti neolitici e le popolazione Etrusche. Conquistata dai Romani sopravvisse alle scorrerie di Longobardi e Saraceni e nel XIV secolo passò sotto il controllo dello Stato della Chiesa fino all’Unità d’Italia. Marta in questi ultimi anni è diventato un centro di smistamento ittico per tutto il Lazio che, in uno alle notevoli potenzialità di sviluppo nel settore turistico, ha spinto l’amministrazione a dare risposte concrete con interventi mirati e di grande impatto, come il nuovo porto e il centro visite turistiche. Marta vanta il primato del maggior numero di addetti alla pesca e alla commercializzazione del pesce di lago. Oltre venti famiglie  vivono di pesca utilizzando le tipiche barche. La città conserva intatta la memoria del suo passato e una vacanza a contatto con la sua gente ospitale e genuina regala esperienze indimenticabili. La natura e il clima sono un invito irresistibile per chi ama le escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta.  Il lago di Bolsena viene definito “il lago da bere” in quanto fino agli anni ’50 le acque erano considerate potabili e anche oggi è il lago più pulito d’Italia ed è interamente balneabile. I visitatori  attraversano con ammirazione i vecchi vicoli, le scalinate che portano al Castello e alla Torre dell’Orologio. Una così lunga tradizione ittica ha consentito lo svilupparsi di una gastronomia tipica della zona, a cominciare dall’anguilla (celebrata da Dante e da Pellegrino Artusi). Il luccio, la tinca, il coregone, il lattarino e il persico sono i pesci più conosciuti. L'intento del Comune è sempre più quello di abbinare il patrimonio culturale e ambientale alle risorse enogastronomiche. In questo territorio si produce  il vino Cannaiola, il primo a ritrovare  il procedimento antico è stato Antonio Castelli  che lo utilizza  ancora oggi per tutte le  annate,  producendo con passione un vino, destinato all’oblio, la cui identità e storia meglio rappresentano questa fortunata terra.

Capodimonte

Capodimonte, situata sul pittoresco promontorio che si protende verso il lago, è un incantevole centro turistico del lago di Bolsena. Sorge su di una piccola penisola pittoresca della riva sud del lago. La cinquecentesca imponente “Rocca” Farnese, a pianta ottagonale, è il suo monumento più importante. Fa parte del comune anche la stupenda isola Bisentina, che rappresenta un’interessante escursione, essendo collegata al paese da un efficiente servizio di motoscafi, muniti di guida turistica. Ha un attrezzato porto per barche a vela e a motore che, assieme all’accogliente spiaggia e al territorio ricco di storia, è motivo d’attrazione per un intenso turismo estivo. Capodimonte è considerata  la gemma del Lago di Bolsena e il Sindaco Mario  Fanelli è non solo il primo cittadino, ma anche il primo amante di questa terra:

Abbiamo  fatto di tutto per valorizzare  il turismo e in questi anni ci siamo riusciti.  Abbiamo realizzato un porto turistico per 400 posti barca e un campeggio  per 1000 persone sul  lungo lago dove vi sono platani secolari.  Abbiamo incrementato anche l'agricoltura  che è un settore trainante per Capodimonte, con la  pastorizia e la coltivazione di tipicità del luogo, come i cereali,  la vite e le olive che sono proprio  della  nostra zona collinare  tufacea.”

Viterbo

Per l'economia locale il turismo è fondamentale per lo sviluppo della città capoluogo della provincia. Sono ben 116 le aziende, all'inizio erano 117,  che si sono unite nella Rete d'Imprese per promuovere il territorio in un progetto condiviso da portare avanti insieme. Questa progettualità ha consentito di creare tutta una serie di attività in chiave innovativa nel senso più tecnologico e di realizzare una serie di prodotti molto evoluti che sono forse uno dei canali più  adeguati per incentivare un numero di turisti e di visitatori, potenziali clienti finali. Sicuramente la gestione di tali iniziative richiede un impegno molto complesso. La filiera, insieme all'altra rete che raggruppa le aziende del centro storico,  intendono  portare avanti un discorso turistico globale. La città di Viterbo in tal modo sarà più bella è più fruibile per tutti. In particolare il progetto di filiera turistica Enjoy Viterbo,  rappresenta imprese ed imprenditori che risiedono con la propria attività nel centro storico e nel resto del territorio con una specializzazione nel turismo e nel commercio e - più in generale - in una termalità diffusa.  Il Comune di Viterbo, tramite la rete,  porterà avanti tutta una serie di iniziative previste nelle varie macro-aree indicate nel progetto  finanziato dalla Regione Lazio, quali ad esempio: comunicazione; marketing di rete; animazione territoriale; iniziative promozionali e valorizzazione delle eccellenze;  azioni di web marketing con 12 campagne promozionali e spot televisivi; workshop per buyer italiani e stranieri;  predisposizione di servizi di collegamento e miglioramento di trasporti per le attività della rete, sia all’interno del centro storico che nell’intero territorio; servizi di accoglienza durante gli eventi programmati; realizzazione e distribuzione di stampati e pacchetti turistici da divulgare attraverso operatori professionali del settore e la stampa. La rete si è avvalsa della consulenza e progettualità del CAT- Centro assistenza tecnica sviluppo imprese della Confesercenti Viterbo. Un settore trainante per il turismo è quello termale,  che si sviluppa in un vasto territorio dove sono presenti sia le  zone  gratuite con le piscine naturali di Bagnaccio, Piscine Carletti e  Bullicame,   per gli amanti del contatto diretto con la natura che non pretendono particolari servizi . Negli stabilimenti  spesso si possono fruire di ottime offerte. I centri termali con annesso hotel sono strutture alberghiere a volte  di elevata qualità. Pur non disponendo di una sorgente o di acqua termale propria, propongono pacchetti soggiorno e terme in convenzione con i centri termali, che possono essere particolarmente  interessanti e a prezzi ottimi. Un’esperienza da non perdere  è quella di fare il bagno di notte sotto le stelle. L’area termale di Viterbo  è una delle più generose d’Italia sotto il profilo dell’estensione e della portata d’acqua.

Alla scoperta dei giacimenti del gusto per “toccare” con il palato le eccellenze enogastronomiche pugliesi. Fino a sabato 26 maggio in Puglia sono stati ospiti i ragazzi del college Paul Smith di New York in United States per studiare da ‘vicino’ e creare itinerari enogastronomici made in Puglia. Il progetto è stato commissionato da 3 tour operator americani con la collaborazione di Puglia in Rosé (la prima associazione dedicata ai vini rosati di Puglia), Consorzio della Burrata di Andria, Pasta Granoro, Oleificio Cassese, Comune di Villa Castelli e Salumificio Santoro.

La mission del college è quella di studiare il territorio pugliese, individuare le eccellenze turistiche legate all’enogastronomia, alla ruralità e alle biodiversità e creare attraverso degli itinerari dei veri e propri pacchetti turistici per gli Usa. 

“Abbiamo puntato in mete di rilevante interesse sia dal punto di vista enogastronomico che culturale - afferma Lucia Nettis, direttore di Puglia in Rosé - per creare l’emozione di un viaggio unico da vivere e raccontare. Il progetto nasce come risposta all’ampio mercato americano e per offrire in modo, specializzato e dedicato, itinerari che consentano la conoscenza dei nostri territori, della nostra cultura e della nostra enogastronomia. Proprio al nostro vino rosato, che rappresenta una tipicità enoica pugliese, sarà dedicata una puntata nella famosa trasmissione Brindiamo in onda nella prima stagione di Amazon prime”

Più di una bottiglia di vino su dieci consumate oggi nel mondo è rosé e le vendite mondiali progrediscono in un contesto di stagnazione globale degli altri vini. Gli Stati Uniti rappresentano un mercato di primaria importanza per il vino italiano e in particolare per il rosé pugliese.

Il fenomeno rosato è esploso 10 anni fa e in questi ultimi 5 anni ha subito una crescita esponenziale di circa l’80%. La Puglia è la regione più gettonata e la maggiore produttrice in Italia (con una produzione del 15% e 4 milioni di bottiglie), grazie anche ai suoi vitigni particolari come Negroamaro e Bombino che conferiscono al vino una buona acidità, sentori intesi, fruttati e floreali. E quasi tutte le aziende pugliese lo producono: 70% fermo, 20% frizzante e il 10% spumante. I principali mercati di sbocco attualmente sono Germania, Nord Europa, Giappone, Stati Uniti e Canada.

L’Associazione Puglia in Rosé, che coinvolge 45 produttori, per essere ancora più compitivi all’estero è presente negli Usa e ora anche in Svizzera con un trend positivo: ha creato una sua rete di vendita e organizza periodicamente eventi.

Chi beve vino rosato?

Il consumatore per eccellenza del vino rosato è donna (60%) Il suo identikit è piuttosto definito: ha tra i 18-38 anni in Italia e 21-38 in USA – per legal drinking age (i Millennials). Sono proprio le nuove generazioni ad essere i principali consumatori consapevoli delle novità e della qualità del fenomeno rosato.

Puglia in Rosé

L’Associazione nasce a Bari nel 2014 per condividere, insieme alle aziende vitivinicole pugliesi e a partner commerciali e istituzionali, il percorso di valorizzazione del vino rosato Pugliese.

Inserito in un fruttuoso trend di crescita nei livelli di produzione e di consumo a livello mondiale, il vino rosato rappresenta una particolare eccellenza enoica a cui la Puglia risulta particolarmente vocata, producendo buona parte del rosato nazionale e gratificando, grazie agli alti livelli di esportazione, i palati di tutto il mondo.

In considerazione di questa vocazione e delle politiche di sviluppo del territorio, l’Associazione Puglia in Rosé si occupa dell’organizzazione di eventi e della realizzazione di attività promozionali e commerciali (sul mercato nazionale e internazionale) per il settore wine, nello specifico per il vino rosato regionale.

 





 

 

 

 

 

Endless. Si chiama cosí il cd che il chitarrista campano Mino Lanzieri pubblica con Filibusta Records. Un album per appassionati della sei corde in chiave post/moderna  che si colloca in un ideale bacino sonoro fra Wes Montgomery e John Scofield, che questi non potranno che apprezzare. Specie considerando che ė affiancato da Reuben Rogers al contrabbasso e Gene Jackson alla batteria, come dire due nomi due rispettive garanzie. Lanzieri si propone oltre che quale interprete anche come compositore in Unconventional Mind e in Endless, cartina di tornasole  delle attitudini dialogiche del trio, capace potenzialmente di lasciare "senza fine" l'interplay tanto è timbricamente sfaccettato, ricco di colore, variabilitá metronomica e potenzialitá di sviluppo. C'è poi Media Luz che è un tuffo in un latin anche quí sussurrato, mai chiassoso, frutto del coordinato movimento fra chitarra e sezione ritmica, con la particolaritá che gli strumenti si lasciano ascoltare, tutti e tre, con piacevolezza, in simbiosi creativa e in assolo (qui brilla Rogers).

La delicata espressivitá del Nostro la ritroviamo in The Things We Did Last Summer di J. Styne, soffusa ballad dalle tinte classiche e nel traditional Shenandoah.

Fra uno standard (Fee Fi Fo Fum di Shorter) ed un brano del contrabbassista (Ting For Ray) si arriva al gran finale dedicato al Morricone di Playing Love, da La leggenda del pianista sull'oceano.   Divenuto, stavolta, chitarrista, su una distesa di corde armoniche. 

*

Di diverso tenore ma della stessa label l'album Drops, del chitarrista Marco Acquarelli in 4et con Daniele Tittarelli all'alto sax, Francesco Ponticelli al basso e Fabio Sasso alla batteria. Dunque un gruppo pianoless, ma non troppo nel senso che è presente in due brani una keyboard.

Il climax è di sperimentazione sul suono, di costante "gocciolio" di note snocciolate dagli strumenti, lo si percepisce sin dall'inizio. Per un'operazione condivisa dagli altri solisti che ne sposano in pieno merito e metodo. Alcuni frammenti sembrano richiamare frasi dello Steve Coleman versione Metrics. Ma è impressione fugace. 

In realtá è Acquarelli stesso a parlare di assenza di riferimenti nella ricerca stilistica del proprio percorso ispirativo e nella elaborazione che ha portato a definire le 8 tracce tutte originali del progetto. Il prodotto finale è, a dir poco, composito, comprensivo, compatto. Una notazione: la composizione PPP è dedicata a Pasolini, intellettuale corsaro: riferimento più che mai indovinato sui tipi della Filibusta.

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