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Martedì, 18 Giugno 2019

E' considerato uno degli artefici della svolta sovranista della Lega ma è famoso soprattutto per essere il fidanzato di Marion Le Pen, nipote della leader del Front National. Ora per Vincenzo Sofo, classe 1986, milanese figlio di calabresi, fondatore del blog «Il Talebano» (sottotitolo: “Come si fa una destra”) e tra gli animatori del laboratorio politico collegato “Mille voci”, potrebbero aprirsi le porte del Parlamento europeo: il leader della Lega, Matteo Salvini, sarebbe intenzionato a candidarlo nella circoscrizione Sud alle elezioni del 26 maggio.

Vincenzo Sofo, e il leghista italiano intraprendente e attivo in politica, Vincenzo Sofo ha conquistato grande notorietà come politico, e non solo anche la sua vita privata è fatta di tante soddisfazioni professionali e personali per cui si è affermato nello scenario dei giovani del Carroccio, in Lombardia. E tra un impegno lavorativo e la passione per la Lega Nord, c’è tempo anche per l’amore…Ecco chi è e cosa sappiamo della sua biografia e del suo legame con la più giovane parlamentare della Francia repubblicana…

Sono nato a Milano nel 1986 scrive Vicenzo Sofo nella sua biografia da sangue 100% calabrese e sono cresciuto tra le strade, le scuole, i campi da calcio e le palestre di karate dei quartieri Lorenteggio-Giambellino-Foppa-Solari.

Mi sono laureato in Economia all’Università alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, a seguito di un percorso triennale in Management e di una successiva specializzazione biennale in Politiche del Settore Pubblico.

Durante il mio percorso accademico ho concentrato molto l’interesse per lo studio della cosa pubblica e lo sviluppo di idee per governarla: l’oggetto della mia tesi di laurea triennale è stato l’evoluzione di Milano da città e metropoli, concentrandomi sulle dinamiche demografiche (tema oggi diventato centrale nel dibattito politico) che stavano investendo il capoluogo lombardo e sulle loro conseguenze in termini di politiche amministrative per il futuro; come oggetto di tesi magistrale invece ho svolto un lavoro di analisi sui sistemi di finanziamento e di governance dei sistemi sanitari, con particolare attenzione a quello lombardo.

Concluso il percorso universitario, ho avviato la esperienza lavorativa nel settore della consulenza alla Pubblica Amministrazione: dapprima formandomi in una società attiva nel supporto normativo, fiscale e gestionale agli Enti Locali, poi occupandomi di politiche culturali in Regione Lombardia.

Parallelamente alla mia attività formativa/lavorativa ho portato avanti la mia attività politica/culturale. Nel 2009 ho co-fondato il think tank ‘IlTalebano.com’ (che ho diretto fino al 2017), con lo scopo di sensibilizzare la politica alla valorizzazione dei concetti sociali di identità sovranità e comunità, ponendo l’accento sull’importanza dell’apporto intellettuale nella costruzione di progetti politici per il Paese e attivando svariate collaborazioni con importanti esponenti politici, intellettuali e giornalisti.

Con ‘Il Talebano’ ci siamo in particolare concentrati sul rapporto di collaborazione con Matteo Salvini, che abbiamo supportato attraverso un’intenso lavoro culturale e di opinione nella trasformazione della Lega da movimento indipendentista del Nord a movimento nazionale. Un progetto che con ‘Il Talebano’ siamo stati i primi in Italia a invocare come necessaria svolta culturale/politica per portare le istanze sovraniste al governo del nostro Paese.

Una convinzione figlia del mio fortissimo senso di appartenenza alle origini meridionali che mi ha sempre fatto vedere la Lega come un movimento identitario non in quanto alimentatore di un conflitto tra Nord e Sud bensì come promotore della difesa delle identità e specificità locali e di un’alleanza tra territori per il rilancio dell’Italia. Motivo per il quale nel 2011, nell’occasione della mia elezione a consigliere del Municipio 6 di Milano, mi presentai provocatoriamente in campagna elettorale come “il diversamente padano”.

Marion Maréchal Le Pen, nipote della leader del partito di ultradestra francese Marine, racconta al Corriere della Sera il primo incontro con il compagno Vincenzo Sofo, candidato alle prossime elezioni europee con la Lega.  

Ci siamo conosciuti tra anni fa, in Italia, in occasione di alcune conferenze sul sovranismo e l'Europa che Vincenzo aveva organizzato. Gli ospiti erano Salvini e Giorgetti. Ero stata invitata come deputata del Front National. Lo charme italiano probabilmente ha fatto il resto...". 

"Vincenzo è in campo da molti anni dice Marion al Corriere della sera : il lavoro fatto da Il Talebano a sostegno del progetto sovranista di Matteo Salvini è arrivato anche in Francia e condivido pienamente la sua idea circa la necessità di un'alleanza franco-italiana".

Marion Le Pen negli ultimi anni è stata uno dei volti principali del Front National, partito che ha molti punti in comune con il Carroccio di Matteo Salvini , "Stiamo assistendo a un grande momento populista. Termine che molti interpretano negativamente nel senso del risveglio dei bassi istinti del popolo, come se le élite non avessero altro che istinti elevati. E che invece consiste nel risveglio della maggioranza silenziosa. Per la prima volta la maggioranza assoluta del gruppo destra-centro-sinistra europeista può essere rimessa in discussione".Tra i grandi ispiratori del sovranismo internazionale c'è Steve Bannon, già guru di Donald Trump: una figura che, secondo Le Pen, non dovrebbe spaventare.

 

 

 

 

Oggi, dopo tante battaglie, tutte rigorosamente vinte, Roberta Angelilli però non ha alcuna voglia di fermarsi e accetta una nuova sfida insieme a Giorgia Meloni, quella di cambiare l'Europa; ricordandoci che con i Fratelli d'Italia combatterà con caparbietà sperando di cambiare in meglio le cose.  

Sono 15 le candidature di Fratelli d'Italia nell'Italia centrale per le prossime elezioni europee. A Giorgia Meloni capolista, seguono i nomi, in ordine alfabetico: Francesco Acquaroli, Arianna Alessandrini, Roberta Angelilli, Alfredo Antoniozzi, Monica Stefania Baldi, Marco Bertolini, Ida Collu, Fabrizio Ghera, Alessio Pestelli, Diego Petrucci, Federica Picchi, Nicola Procaccini, Luca Romagnoli, Michele Sciurpa.“

Roberta Angelilli, 52 anni, nata a Roma. Esperta di Diritto europeo.

Laureata in Scienze politiche. Master in Diritto europeo, Master in Euro progettazione e accesso ai finanziamenti comunitari, Master in Comunicazione e media digitali, Master in Diritto amministrativo. Volontaria della Croce Rossa Italiana. Fondatrice e attivista dell'Associazione ambientalista "Fare Verde" e dell'organizzazione di volontariato internazionale "Movimento Comunità". Giovanissima inizia la sua attività politica militando nei nuclei studenteschi della Capitale, diventando Segretario provinciale di Roma del Fronte della gioventù (Movimento Sociale Italiano) e poi Presidente provinciale di Azione giovani (Alleanza Nazionale).
Dal 1994 al 2014 è Deputato al Parlamento europeo.
Da Luglio 2009 a Giugno 2014 è Vicepresidente del Parlamento europeo, Mediatore per i casi di sottrazione internazionale di minori, Presidente del Gruppo di alto livello per l'uguaglianza di genere e la diversità, rappresentante per il Parlamento europeo al Forum internazionale per i diritti dei minori...

Nel 1980 inizia la sua attività politica nei nuclei studenteschi di Roma.

Nel 1993 è eletta segretario provinciale della Provincia di Roma del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Alle elezioni europee del 1994 è eletta per la prima volta al Parlamento Europeo nelle liste di Alleanza Nazionale. Dal 1996 al 1997 è presidente provinciale di Azione Giovani, organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale.


Nel 1998 è nominata dirigente provinciale di Roma di Alleanza Nazionale. Alle elezioni europee del 1999 viene riconfermata al Parlamento Europeo, seconda della lista di Alleanza nazionale subito dopo Gianfranco Fini, con oltre 50.000 preferenze. Nel 2000 è nominata Commissario Straordinario della Federazione, prima donna a guidare Alleanza Nazionale a Roma. Nel 2002 è nominata Coordinatrice regionale di Alleanza Nazionale per il Lazio, incarico che mantiene per tre anni.

Alle elezioni europee del 2004 ottiene il terzo mandato al Parlamento Europeo nella lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione centro, ricevendo oltre 87 000 preferenze. È stata iscritta al gruppo Unione per l'Europa delle nazioni, è capo delegazione di Alleanza Nazionale, membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo regionale; della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, compreso lo Yemen, della Delegazione per le relazioni con Svizzera, Islanda e Norvegia.

Nel 2005 ha fatto parte dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale. Alle elezioni del Parlamento europeo del 2009 è eletta per la quarta volta nelle liste del Popolo della Libertà, risultando seconda nella circoscrizione Italia centrale e aderisce al Partito popolare europeo.
Il 14 luglio 2009 è eletta al terzo turno, con 274 voti su 644 voti validi, vicepresidente del Parlamento Europeo.[1]. Il 18 gennaio 2012 è stata confermata nella carica con 246 voti su 672[.

A Bruxelles è componente della Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, della Commissione per i Diritti della Donna e l'Uguaglianza di Genere e della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali. È membro della delegazione per le relazioni con l'Afghanistan e con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo. Presso l'ufficio di Presidenza del Parlamento europeo ha la delega ai diritti dei minori, al personale ed è responsabile dell'Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea. È stata relatrice della Direttiva Europea contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale minorile e la pedopornografia approvata il 27 ottobre 2011.

Nel giugno 2012 si mostra attiva sul tema della messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.[4] Il 16 novembre 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano per cui è candidata alle successive Elezioni europee del 2014 (Italia) nella Circoscrizione Italia centrale ma con 25.443 preferenze non viene eletta arrivando terza.
Nel 2015 abbandona il Nuovo Centrodestra ed aderisce ad IDeA-Identità e Azione di Gaetano Quagliariello.
Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il "no" al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No).

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2018 in virtù di un accordo tra IDeA e Forza Italia, viene candidata al Consiglio regionale all'interno delle liste di Forza Italia, in provincia di Roma.[7] Prima dei non eletti, ad agosto subentra a Adriano Palozzi, sospeso come conseguenza del suo arresto, e si iscrive al gruppo del candidato Presidente Stefano Parisi. La supplenza della Angelilli terminerà nel dicembre dello stesso anno con il reintegro di Palozzi in consiglio.

Il 9 dicembre dello stesso anno il movimento “Cuori Italiani” di cui fa parte si federa con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni in vista delle elezioni europee del 2019.
Attualmente è componente dell'European Parliament former members Association.

Questa e una tra le sue battaglie di questo anno : “Una situazione di degrado assoluto, tonnellate di rifiuti, molto peggio degli scorsi mesi. Qui non c’è lo Stato”. Così l'ex vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, nel corso di un sopralluogo al campo nomadi di via Salviati insieme ai rappresentanti di alcuni comitati civici della periferia est della Capitale.

Ha consegnato al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, una petizione sull’emergenza dei roghi tossici e del trattamento illegale dei rifiuti nei campi rom a Roma. “Nonostante le rassicurazioni fatte dall’Italia alla Commissione Europea per chiudere la procedura di indagine avviata, le istituzioni italiane non hanno dato assolutamente seguito agli impegni presi”, evidenzia Angelilli. “Abbiamo deciso di richiedere un intervento alle istituzioni europee perché la situazione nei campi rom e nelle zone limitrofe è talmente grave da violare tutte le direttive europee sul trattamento dei rifiuti e sul rispetto dell’ambiente e la qualità dell’aria”, dichiarano i rappresentanti dei comitati e delle associazioni che hanno sottoscritto la petizione.

Un altra sua la battaglia per la chiusura di Cupinoro, una delle discariche più fuorilegge d’Europa. “Non ci siamo rassegnati e dopo anni di lotte al fianco dei cittadini e dei territori della zona Bracciano/Ladispoli/Cerveteri, l’abbiamo fatta chiudere. E dopo non ci siamo fermati! Passo dopo passo stiamo chiudendo ogni ipotesi di costruire ecomostri in zone protette. Ora vigiliamo per risanare completamente la zona. Hanno vinto i cittadini!”, dichiara Roberta Angelilli.

Il suo posto è accanto ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. E’ al fianco di imprese balneari e degli operatori del commercio su aree pubbliche contro la direttiva Bolkestein allo scopo di tutelare sia le aziende coinvolte che i lavoratori impegnati in questi settori.

Nel 2016 è tra i promotori della campagna per il “no” al referendum costituzionale di Renzi (Comitato Civici e Riformatori per il No). “Abbiamo manifestato a Montecitorio con centinaia di persone contro chi, dai palazzi del potere, avrebbe voluto calpestare la sovranità popolare. Alla fine, anche questa battaglia l’abbiamo vinta noi!”

Ci eravamo visti alla stampa estera in una conferenza stampa molto interessante politicamente parlando e gia dal suo discorso appassionato con i miei colleghi, avevo intuito che il professor Rinaldi era pronto, era pronto ad andare nella politica dove lui da grande economista che è e dalle sue apparizioni ai talk show spiegava il suo modello politico di economia .... cosi quando ho saputo da lui che si presentava alle elezioni Europee ho voluto presentarlo ai nostri lettori ...

"La Lega – spiegano dal partito di Salvini – punta per le elezioni europee su candidati che arrivano prevalentemente da esperienze amministrative, dai comuni per portare a Bruxelles le esigenze e le sensibilità dei territori. Numerose le conferme tra gli uscenti ma nessun nome “famoso” proveniente dal mondo dello spettacolo o dello sport con tutto il rispetto per le categorie. Matteo Salvini capolista in tutte le circoscrizioni".

Nella circoscrizione Italia Centrale ci sono Antonio Maria Rinaldi e il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi, mentre la signora Eurexit Francesca Donato è candidata nelle isole al secondo posto dietro Matteo Salvini (che peraltro è capolista in tutte le circoscrizioni). Vincenzo Sofo, fondatore de Il Talebano, noto per la sua relazione con Marion Marechal, nipote di Marine Le Pen, è invece candidato nella circoscrizione Italia meridionale.  

Se andrò a Bruxelles presenterò subito una mozione di sfiducia nei confronti della Commissione presieduta da Juncker, la peggiore della storia, non possiamo aspettare certo la scadenza naturale di novembre ci dichiara al Corriere del sud, il professor Rinaldi
 
Rinaldi Antonio Maria, nato a Roma il 27 febbraio 1955.  l'economista ,  volto noto televisivo perché spesso ospite nei talk politici, nella lista dei candidati della Lega per le elezioni europee del 26 maggio. Correrà nel collegio del Centro Italia. "Noi sovranisti siamo al servizio della comunità", dice. Non ha peli sulla lingua, Rinaldi. Va dritto al sodo  :".

E non nasconde, intervistato dall'AdnKronos, che non ci saranno sconti contro burocrati e banchieri. "La nuova Commissione dovrà impegnarsi formalmente a rispettare il principio che prima ci sono i cittadini e poi tutto il resto". Rinaldi promette scintille: "Ora è da cambiare completamente il rapporto fra istituzioni europee e cittadini". Perché non dobbiamo più essere "ostaggio dei poteri dominanti che hanno perseguito solo i loro interessi". Tra le cose da fare "la tutela delle nostre micro e piccole aziende e dei commercianti ormai al collasso, mentre Bruxelles si preoccupa solo delle multinazionali".

Sull'euro il professore che non ha mai nascosto le sue critiche alla moneta unica: "La Ue deve prendere atto che l’euro deve essere una moneta che si mette al servizio dell’economia reale e non un rigido dogma, fondato su assurde regole". "La politica riprenda il suo ruolo centrale per correggere gli effetti delle crisi e non lasciare ai meccanismi automatici il governo della moneta", chiede Rinaldi.

"Credo fermamente che gli italiani abbiano finalmente capito che a Bruxelles ci dobbiamo andare non più per subire passivamente le decisioni, ma a concorrere a determinarle anche nel nostro interesse, esattamente come fanno da sempre tutti gli altri partner", è l'obiettivo con cui si appella al voto del 26 maggio.

Subito a casa il presidente della commissione europea Juncker”. Parte da Orte l’avviso di sfatto. Glielo presenta Antonio Maria Rinaldi.

Economista, sovranista. Così lo chiamano, per le sue intemperanze in trasmissioni tv dove è richiestissimo per il suo carattere.

Lancia strali nel locale ortano come lo fa in tv: “Siamo dei fessi, siamo tra i primi contribuenti e manco siamo capaci a spendere i contributi che abbiamo. Non lo saremo più”.

Non è certo uno che passa inosservato. Non lo ha fatto nemmeno a Orte. Ai locali del dopo lavoro ferroviario è ospite della Lega. Per il partito di Salvini è candidato al parlamento europeo.

“Le europee – spiega Rinaldi – finora sono state elezioni con scarso interesse, ma stavolta è diverso, perché gli italiani hanno capito come molti problemi derivano da certe scelte in Europa e noi che non abbiamo fatto valere le nostre scelte”.

È certo che la Lega porterà una squadra che per numero sarà la prima o la seconda. “Questa volta ci devono dare retta, chiediamo pari dignità, siamo tutti di serie A. Si andrà a votare per decidere quale Europa vogliamo. E non è questa”.

Si prende subito un impegno. “Se dovessi essere eletto – osserva Rinaldi – mi impegno formalmente come prima azione da eurodeputato a un’azione di sfiducia dell’attuale commissione europea e del suo presidente Junker”. Non decade immediatamente dopo il voto.

Vuole rimettere i cittadini, l’agricoltura e l’economia reale in primo piano. “Non le multi nazionali che hanno ammazzato le industrie italiane. La nostra forza sono le piccole e micro imprese”. E scatta l’applauso.

Dall’Europa alla Tuscia. “Grazie al senatore Fusco – ricorda Rinaldi – sul territorio della Tuscia e anche a Rieti ha fatto la Lega. Evidentemente è stato bravo”. È proprio Fusco ad aprire la strada a Rinaldi.

“Questo territorio ha bisogno dello sguardo dell’Europa – spiega Fusco – troppo spesso, ci sono progetti che non arrivano a Bruxelles. Serve uno sportello europeo”. Lo dice rivolgendosi a Rinaldi. Nel caso in cui sia eletto se ne ricorderà.

“Io non sono mai stato iscritto a nessun partito – racconta il Professore Antonio Maria Rinaldi – sin dai tempi dell’Università. Mi è arrivata una telefonata di una persona che conosco da molti anni, che mi ha semplicemente detto ‘Antonio vuoi fare parte della squadra? Abbiamo bisogno di persone che vadano a Bruxelles per poter ribadire il ruolo dell’Italia come fino adesso non è avvenuto’. Io ne ho parlato, ho condiviso il programma e ho accettato con estremo piacere“.

“E’ Matteo Salvini che mi dà questa opportunità – spiega Rinaldi – perché io considero un’opportunità il fatto di andare a Bruxelles e far valere finalmente i nostri sacrosanti diritti. Mi impegno, per una questione di principio, a portare la vera Italia, quella che vuole realmente far parte a testa alta di questa Europa. Abbiamo delle potenzialità incredibili, ma veniamo considerati gli ultimi della classe”.

 

Antonio Maria Rinaldi le informazioni derivano dalle sue biografie pubblicate su portali dedicati al mondo dell’economia su cui, fra l’altro, è possibile rintracciare molti articoli del noto economica..

Tra i maestri proprio il Prof. Paolo Savona con il quale ha realizzato una proposta per il “consolidamento del debito pubblico italiano”. La carriera di Antonio Maria Rinaldi inizia con la laurea in economia alla Luiss. Poi gli incarichi in banche italiane fino a raggiungere il Servizio Borsa della Consob alla Sofid, società capogruppo finanziaria dell’ENI.

Antonio Maria Rinaldi oggi, oltre che professore di Economia Politica alla Link Campus University di Roma, insegna Finanza Aziendale all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Intanto le pubblicazioni. Note quelle nel 2011 dal titolo “Il fallimento dell’euro?” e nel 2013 dal titolo “Europa Kaputt, (s)venduti all’euro”.

 

Sul sito ufficiale della Link Campus University leggiamo:
“Antonio Maria Rinaldi, dopo molte esperienze nel campo finanziario mobiliare è stato funzionario del Servizio Borsa della Consob, Direttore Generale della SOFID, Capogruppo Finanziaria dell’ENI, e attualmente svolge la libera professione nel settore della consulenza finanziaria alle aziende. Ha nel suo attivo pubblicazioni scientifiche sul debito pubblico italiano ed è autore di libri sull’aggregazione monetaria europea. Presidente dell’Associazione scientifica “Riscossa Italiana, Diritto ed Economia per la Democrazia Costituzionale”. È docente di Organizzazione dei processi economici del Corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale Internazionale e del Corso di Laurea Magistrale in Gestione Aziendale dell’Università degli Studi Link Campus University.”  

 

 

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