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Il Consiglio Direttivo di Artglace - Confédération des Associations des Artisans Glaciers de la Communauté Européenne - ha stabilito le linee guida per la 2. Giornata europea dedicata al Gelato Artigianale.

Il gusto dell’anno 2014 sarà: “STRACCIATELLA D’EUROPA”, gelato di fior di latte, cioccolato e succo di arancia.

La “stracciatella” è stata scelta in ricordo del gelatiere artigianale Enrico Panattoni (scomparso nell’ottobre 2013), cui è attribuita la paternità del gusto. Si narra che egli, in una notte del 1953, mescolando la freschezza e la delicatezza della panna con il sapore robusto del cioccolato fondente, abbia creato quello che tutt’oggi rappresenta uno dei gusti più amati e apprezzati dai consumatori.

Il prezzo delle singole degustazioni sarà deciso da ogni nazione partecipante alla Giornata, ma sarà impegno del Presidente nazionale riferire all’Assemblea convocata alla Fiera di Rimini per lunedì 20 gennaio 2014, alle ore 14.30, presso la Sala Ciliegio – Hall Sud.

Inoltre, saranno calendarizzati tutti gli eventi della 2° Giornata Europea del Gelato Artigianale: ogni nazione comunicherà i propri programmi, che saranno inseriti e pubblicati nell’area news del sito Artglace a cui sarà data la più ampia visibilità attraverso note stampa e comunicazioni sui network (European Gelato Day ).

A tutte le Associazioni gelatieri delle nazioni aderenti ad Artglace, durante il Salone di Rimini, saranno consegnati i dischetti contenenti i file di materiale tipografico da riprodurre (vetrofanie, locandine, flyer in lingua etc.).

Nello stand G.A. (Hall Sud), presente al Sigep, sarà possibile prenotare/acquistare il kit della 2° Giornata Europea del Gelato Artigianale che comprenderà le coppette (mis. 16/b) e le palettine (in materiale biodegradabile e compostabile al 100%), i manifesti, le locandine e i flyers, come nella prima edizione del 2013.

Tutte le gelaterie partecipanti all’evento del 24 marzo 2014 saranno inserite sull’AppGelato che la società Cosmobile srl offre, a titolo gratuito, fino al 30 giugno 2014.Intanto :
Innovazione, digitalizzazione, cultura, comunicazione internazionale: ecco le parole d’ordine di Carpigiani per la 35^ edizione del SIGEP, la più importante manifestazione dedicata al settore della gelateria e pasticceria e artigianali.

 

Quest’anno, in uno spazio di oltre 700 mq, saranno allestiti 7 “laboratori artigianali” dove toccare con mano l’avanguardia tecnologica e la varietà di gamma dell’azienda con base ad Anzola dell’Emilia (Bologna). Qui si potrà anche avere un confronto ravvicinato con il mondo della formazione: 15 Maestri della Carpigiani Gelato University - decretata dalla stampa internazionale la più prestigiosa scuola di gelateria al mondo -, terranno oltre 200 mini-corsi. Il pubblico potrà avere anticipazioni sul nuovo percorso formativo di 4 settimane “Diventa Gelatiere”, sul corso “Gelato Smartfood” (realizzato in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia e Donna Brown) e sulla nuova “Gelato Week Retail Pioneers”, evoluzione del progetto con borse di studio “Gelato Pioneers”, al via da marzo 2014.

Anteprima mondiale per 5 innovazioni targate Carpigiani: IdeaTre, Labotronic HE, Maestro HE, Labo XPL P e XVL 3 Self Service. IdeaTre è una macchina che rivoluziona il mondo del food retail, sintetizzando perfettamente produzione, conservazione ed esposizione delle specialità di gelateria, pasticceria e gastronomia artigianali. Labotronic HE e Maestro HE sono i nuovi mantecatori Carpigiani, dotati di maggiore velocità produttiva, flessibilità e risparmio energetico. Labo XPL P è un mantecatore semplicissimo da gestire, grazie ad alcune novità strutturali. XVL Self Service è la macchina perfetta per le gelaterie self service, che mostrano trend positivi negli ultimi anni.

E’ al giro di boa la competizione internazionale di gelateria artigianale che sta conquistando il mondo, organizzata da Carpigiani Gelato University e Sigep – Rimini Fiera (main sponsor IFI e MEC3). Oltre 340.000 persone hanno partecipato alle prime tre tappe (Roma, Valencia e Melbourne) assaggiando e votando i gusti preferiti, seguendo lezioni di gelateria e workshop didattici, partecipando a golosi giochi e concorsi. 17.700 i kg di gelato prodotti, più di 800 i servizi giornalistici dedicati nei cinque continenti. Grande attesa per la prossima tappa, che si terrà dal 13 al 15 febbraio a Dubai all’ombra del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. E poi sarà la volta di Austin (USA), Shanghai (Cina), Berlino (Germania)… fino al Gran Finale di Rimini, a settembre 2014.

Presente al Sigep anche il Gelato Museum Carpigiani , che nell’area riservata a Carpigiani Gelato University presenterà il video “La storia del gelato in 4 minuti”. Quanta strada ha percorso questo dolce alimento? Il pubblico potrà esplorare il delizioso mondo del gelato tra golose curiosità, ricette millenarie, luoghi esotici e avventure che attraversano interi secoli di storia. E per chi vorrà immergersi in questa fantastica storia, durante le giornate del Sigep 2014, il museo effettuerà aperture straordinarie con possibilità di visita guidata anche senza prenotazione. Il museo vi aspetta sabato 18 gennaio dalle 14 alle 18 e da lunedì 20 a mercoledì 22 gennaio dalle 9.30 alle 18 (visite guidate ogni 30 minuti).

Carpigiani è inoltre fiera di essere sponsor della 6° edizione della Coppa del Mondo della Gelateria e metterà a disposizione dei Gelatieri partecipanti i suoi mantecatori top di gamma Maestro HCD 2 stelle, necessari per la realizzazione dell’evento. Undici squadre provenienti da tutto il mondo si sfideranno per realizzare la migliore creazione di gelato artigianale di sempre.

Infine, la Fondazione Bruto e Poerio Carpigiani è entusiasta di sostenere la 2^ Giornata Europea del Gelato Artigianale (24 Marzo 2014) e due deliziosi progetti artistici: il premio fotografico “Gelato Pixel Passion” e “The Art of Gelato 2014”, la prima gara internazionale annuale di arti visive per bambini e ragazzi organizzata da “Together in Arts Foundation”. L’obiettivo di questa nuova competizione è incoraggiare bambini e ragazzi a scoprire ed esprimere la propria creatività interiore, comunicandola attraverso le arti visive.

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Si chiama Pasqualina Tripodi (in arte Pasly) ed ha 26 anni. E’ una giovane creativa–designer di gioielli contemporanei che nel cassetto custodisce il sogno di realizzare se stessa e i propri obiettivi professionali senza abbandonare le proprie radici. Residente a Delianuova (Reggio Calabria), dopo la maturità artistica in Arte dei Metalli e dell’Oreficeria, ha continuato il suo percorso formativo prima a Roma, presso l’Università La Sapienza, e poi al Politecnico di Torino, conseguendo il Master in Ingegneria del Gioiello.

Cercando il giusto equilibrio tra sperimentazione e tradizione, Pasly realizza i propri lavori con la voglia di promuovere e valorizzare la terra dove è nata e cresciuta, senza mai mettere in secondo piano il rispetto della natura. Attualmente imprenditrice di se stessa, la giovane calabrese fa rivivere sotto una luce nuova materiali di scarto, elementi offerti dalla natura e metalli poveri, creando i suoi eco-gioielli partendo dalla natura e combinando pietre naturali, legno, perline e idee con creativa artigianalità.

La scopriamo in un’intervista, nella quale racconta la sua storia e la sua determinazione.

Da dove nasce la Sua passione per l'arte e l'artigianato, in particolare per i gioielli?

Credo che alcune passioni siano innate. Alcune volte le comprendi sin da piccolo, altre le scopri man mano, crescendo. Quando finalmente le hai scoperte, sei consapevole di averle sempre avute. Nel mio caso, la passione per l’arte e per l’artigianato sono da ricollegare alle esperienze fatte già da piccina quando, insieme a mia madre, mi ritrovavo tra tempere, tele e pennelli. Amo da sempre la manualità, il contatto con la materia, ma soprattutto amo cimentarmi in quante più tecniche possibili. Questo mi ha portato con il tempo a sperimentare anche nel campo del gioiello. L’amore per quest’arte raffinata, per tanto tempo ingiustamente relegata ad arte minore, mi appartiene già dai tempi degli studi superiori, dove frequentavo laboratori di metalli e oreficeria e studi di progettazione. Scavando nei miei ricordi, penso a quando da piccina sgattaiolavo di nascosto e andavo in camera di mia nonna, aprivo il suo portagioie e sistemavo con cura quello che c’era dentro. Osservavo tutto attentamente e ne rimanevo affascinata, stavo lì un tempo sufficiente da pormi tante domande. Amavo quel luccichio, quei colori, quella sensazione di delicata preziosità. Forse è stato proprio quel rito, quasi quotidiano, che mi ha portato con il tempo ad avvicinarmi a questo mondo.

Quale messaggio vuole trasmettere attraverso le Sue creazioni?

Parto dal presupposto che anche il gioiello, come le arti visive tradizionali, può trasmettere un concetto, una storia, un sentimento. Nel caso delle mie creazioni, a voler emergere sono l’amore e il rispetto per la natura, da cui traggo ispirazione e materiali. Mi piace guardare con altri occhi e dare un nuovo aspetto, una differente accezione, a materiali e cose che comunemente sarebbero visti solo per quello che sono: un pezzo di legno, un pezzo di metallo, un filo…e che invece con molta semplicità si ripropongono in un modo nuovo, che niente hanno da invidiare al gioiello classico. Gioielli a metà tra tradizione e innovazione: concettualmente, matericamente e tecnicamente.

Qual è il percorso che l'ha portata fin qui e quali saranno i suoi prossimi passi?

Dopo gli studi, pur lavorando per alcuni grandi marchi dell’alta gioielleria, mi frullava in testa la voglia di dare voce libera alle mie idee. Dopo un periodo di ricerche e lavoro entusiasmante, ma anche di tante paure, incertezze e riscontri non sempre positivi, arriva la mia prima importante occasione: ArtistarJewels, un’importante esposizione di gioielli contemporanei presso la fondazione Maimeri di Milano, durante la settimana della moda. A seguire, sempre nel capoluogo lombardo, ‘Ri-definire il gioiello’: progetto itinerante con l'obiettivo di valorizzare e diffondere una nuova estetica del gioiello contemporaneo tra artigianato, ricerca dei materiali e design. Ho avuto inoltre l’onore di essere apprezzata da due grandi donne come Marta Marzotto e Giuliana Cella, un’emozione indescrivibile. Ora è la volta di Design 20.40, l’esposizione internazionale sul gioiello contemporaneo d’autore che si svolgerà questo mese a Vicenza. I prossimi passi? Tante e nuove bellissime esperienze. L’obiettivo è soprattutto quello di farmi conoscere il più possibile attraverso le mie creazioni.

L'amore per la Sua terra influenza le Sue decisioni e le Sue creazioni? Quanto c'è della Sua terra nelle opere che realizza?

La mia terra è nel mio sangue, nella mia anima, nel mio cuore. Non posso essere diversa da quella che sono e nemmeno vorrei esserlo, anche quando non accetto certe situazioni o avvenimenti. La Calabria può essere raccontata anche attraverso il gioiello, attraverso pezzi unici nei quali si denota una forte artigianalità volutamente schietta e cruda, quasi arcaica. Un misto fatto di tradizione, di cui la nostra terra fortunatamente per certi versi ne è pervasa, e di originale modernità. Ad ogni angolo, in ogni momento, il suo paesaggio è fonte di ispirazione per me. Ricerco la storia, le tradizioni, i materiali per poi utilizzarli in modo del tutto personale.

Cos’è, per Lei, il gioiello?

Nella mia visione, il gioiello è un oggetto che può essere un’opera d’arte e puro ornamento al tempo stesso. I gioielli possono far contraddistinguere ed essere espressione di chi li indossa. Secondo il mio modo di vivere il gioiello, particolarità, originalità, unicità, sono tutti aggettivi indispensabili. Non devono essere necessariamente collegati alla preziosità dei materiali, ma essere unici e originali. Tutto sta nella sensibilità e nel gusto dell’artista/artigiano.

Stiamo vivendo un momento storico e politico particolare. Dove trova la forza, la determinazione e la voglia di mettersi in gioco giorno dopo giorno? C’è un messaggio che vorrebbe trasmettere ai calabresi e agli italiani?

In un periodo così difficile per tutti, soprattutto per noi giovani, mettersi in gioco non è per niente facile. Purtroppo quasi nessuno ti dà la possibilità di farlo e se lo fa, mai a tuo favore! Almeno questo è quello che è capitato a me. Vedevo tutto nero, poi mi sono chiesta: quali sono le mie qualità? Cosa so fare meglio? Piuttosto che continuare a piangermi addosso o aspettare che qualcuno si degnasse a prendermi seriamente in considerazione senza sfruttarmi, ho deciso di fare da me. Come si dice? Chi fa da sé, fa per tre! Così ho iniziato la mia avventura. Già, un’avventura…perché le incertezze sono tante, come anche i sacrifici, ma la passione e la speranza spazzano via tutto. È proprio questo quello che serve, pensare positivo anche quando non è facile farlo. Non so cosa ne sarà di me e del mio futuro, ma una cosa è certa:bisogna contare sempre su se stessi e sulle proprie qualità, e bisogna farlo bene. Può sembrare la classica frase detta e ridetta, ma i sogni possono diventare veramente realtà! A dirlo è una ragazza di 26 anni che, orgogliosamente senza raccomandazioni e grazie al sostegno di una semplicissima e splendida famiglia, vuole credere in un futuro migliore.

Pasqualina ha una pagina Facebook: ‘Pasly, la mia visione del gioiello’ e le sue creazioni si possono trovare sul portale Artistar (http://www.artistar.it), ArtigianaMente (http://artigianamente.it), e sul blog dell’Osservatorio dei Maestri d’Arte di Firenze (http://omaventiquaranta.blogspot.it).

da sin., Carpinelli, Ippolito,Wilhelmer

 

Si è svolta a Roma una interessante tavola rotonda nel corso della quale è stato presentato lo studio ‘Viaggiare slow per vivere l’ambiente’, sul rapporto tra il cosiddetto Slow Tourism, ovvero il ‘turismo lento’e il benessere psico-fisico, realizzato da Luna Carpinelli, psicologo clinico e di comunità, in collaborazione con l’Ente Nazionale Austriaco per il Turismo, l’operatore turistico Four Seasons Natura e Cultura e paginemediche.it.

Si tratta di una disamina interessante ed accattivante sulle dinamiche proprie dello Slow Tourism e delle correlazioni con il benessere fisico e psicologico degli degli utenti di tale formula. Durante l’incontro, è stato realizzato un collegamento web in cui numerosi bloggers commentavano la tematica attraverso Twitter. Lo studio e i contenuti sviluppati saranno oggetto di una campagna di comunicazione/divulgazione su www.paginemediche.it. Gli internauti che ‘visitino’ la campagna, hanno la possibilità di scaricare un coupon dedicato contenente un’offerta speciale per un viaggio in Austria, paese all’avanguardia nella predisposizione di servizi ed infrastrutture per un turismo accessibile e non invasivo. Non per niente, secondo Quality of Life Survey/Mercer Consulting Group,dal 2008 Vienna si classifica ai vertici tra le città con la miglior qualità di vita al mondo.

Per ‘Slow Tourism’, letteralmente ‘turismo lento’ s’intende un modo di viaggiare che rivolge l'attenzione al particolare. Si tratta quindi di viaggiare attraverso itinerari meno frequentati, lungo i quali l’anima dei luoghi e delle culture locali emerge in modo autentico, sentito, e non frettoloso, senza compromessi con la massificazione dell’offerta turistica che tutto uniforma, comprime. Essere un viaggiatore “lento” significa sostenere e dar valore all’ambiente che ci circonda. Lo “slow tourism” sta sempre più diffondendosi, ricercando relax, contatti con la natura, con uno stile di vita che esuli dai ritmi frenetici della quotidianità. acquisendo anche bagaglio di emozioni attraverso un viaggio realmente coinvolgente e gratificante.

E’ un turismo che prevede collegamenti reali e significativi con le persone, i luoghi, la cultura, il cibo, il patrimonio e l'ambiente. Ecco il decalogo del turista ‘lento’ come suggerisce lo studio della Carpinelli:

 

  1. Scegli con cognizione la destinazione e informati sul luogo che stai per visitare.
  2. Progetta la vacanza presso operatori turistici cui stanno a cuore la comunità ospitante e l’ambiente.
  3. Sii aperto alle esperienze offerte dal luogo che ti ospita con curiosità, voglia di conoscere e di sorprenderti.
  4. Muoviti anche fuori dai circuiti tradizionali della destinazione, prendendoti la libertà di fare soste e deviazioni, assecondando i tuoi ritmi.
  5. Stabilisci un contatto autentico con le persone con cui condividi il viaggio e con la gente che vive nei luoghi della tua destinazione.
  6. Adattati agli usi e ai costumi locali e attieniti alle regole del posto.
  7. Rispetta le norme comportamentali che regolano l’attività e il rispetto del patrimonio naturalistico e storico-culturale.
  8. Stai attento a non lasciare segni del tuo passaggio e a conoscere l’impegno eco-friendly delle strutture e dei servizi che utilizzi.
  9. Acquista prodotti e souvenir che valorizzino le identità territoriali.
  10. Al rientro, ritagliati del tempo per riflettere sull’esperienza vissuta, sulle persone incontrate e sulle cose viste.

 

Gli operatori turistici più sensibili, e Four Season è all’avanguardia tra questi, predispongono un’offerta di proposte che si inserisce in questa filosofia del viaggio, rendendo fruibili esperienze di vita anche economicamente attraenti.

 

Nunzio Malzone, business development manager di paginemediche.it ha presentato l’iniziativa seguito da Brigitte Wilhelmer, Responsabile Centro Sud Italia Ente Nazionale Austriaco per il Turismo con la proiezione del video “L’Austria”. Successivamente, Andrea Giorgi, Responsabile di Four Seasons Natura e Cultura ha commentato la proiezione del video “Lo slow tourism” , con una informativa sulle specificità di questa tipologia, in costante crescita, di segmento turistico, su cui l’operatore romano presenta annualmente un ventaglio di offerte nel suo catalogo. L’intervento della psicologa Carpinelli, ad illustrazione della sua ricerca, ha concluso l’incontro cui è seguito un dibattito tra i partecipanti.

 

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