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Venerdì, 19 Luglio 2019

Il World Wide Web come lo conosciamo, oggi, nasce, ufficialmente annunciato dal CERN, nel 1991, Ad oggi, Internet conta più di 2 miliardi di utenti in tutto il mondo e in pochi dubitano la sua esistenza come principale mezzo di comunicazione di massa. Con internet abbiamo la possibilità di condividere, conoscere guadagnare, ricercare; non per nulla la risposta, a quasi ogni dubbio che ci poniamo è : “Cerchiamo su Internet”. A questo punto, però, va detto, dal lato dei buoni usi di internet, che i “comuni mortali” navigano tranquillamente sul web, magari con una connessione Internet adsl e le loro mosse risultano facilmente rintracciabili, grazie all’uso dei motori di ricerca. Si pensi che gli italiani non solo acquistano tecnologia più di altri in Europa, ma sono, anche, quelli che la usano di più per restare in contatto con la propria famiglia(lo dice lo Studio Samsung Technomic Index). Dall’altro lato, dei cattivi usi di internet, invece, va detto senza mezzi termini, che chi ha intenzioni criminose o segrete ha un altro modo di accedere alla rete e ad un mondo dove i soldi esistono, ma sono virtuali. Sono centinaia le bande “specializzate” nella clonazione di carte bancomat e carte di credito, che si aggirano per l’Italia a caccia di risparmiatori disattenti. La clonazione di una carta di credito è un reato. Solitamente i falsari tendono ad agire dopo l’orario di chiusura degli sportelli o nel week end, ed a spendere subito cifre molto sostanziose, acquistando fisicamente dei beni, oppure, usufruendo di servizi. Ecco alcuni esempi: dei possessori di iPhone e iPad sono stati presi di mira da un hacker che aveva bloccato i dispositivi chiedendo 55 sterline, per riattivarli(lo ha rilevato il britannico Telegraph). Ancora, un’operazione

‘zombie’, in grado di infettare ben 500mila-1milione di computer nel mondo di Internet, 10mila in Italia. A questo punto si stima un danno economico di 100milioni di euro. In conclusione, noi ci auguriamo che presto abbiano attuazione alcune proposte emerse dall’Internet Governance Forum che si è concluso a Istambul, il 5 settembre scorso: 3.000 addetti del mondo digitale hanno dialogato su come evitare la frammentazione di internet e della sua Governance, a livello mondiale.

 

Taglio del nastro ufficiale, questa mattina, per il gran finale delGelato World Tour, la “Formula Uno” del gelato artigianale. Dalle 11 alle 24, per tre giorni, palette e coppette saranno messe a dura prova dall’abilità dei più grandi Maestri gelatieri internazionali, intenti a sfidarsi per il miglior gusto gelato del mondo.

All’inaugurazione sono intervenuti Jamil Sadegholvaad, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Rimini; Lorenzo Cagnoni, Presidente di Rimini Fiera; Achille Sassoli, Direttore Gelato World Tour; Patrizia Cecchi, Direttore Business Unit 1– Rimini Fiera; Gianfranco Tonti, Presidente IFI SpA; Ennio Arcangeli, MEC3; Fabrizio Moretti, Presidente provinciale CNA Rimini; Mauro Gardenghi, Segretario provinciale Confartigianato Rimini. Presenti autorità come Maurizio Melucci, assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna, Francesca Fabbri Fellini, nipote del noto regista, Chiara Rabbiosi dell’Università di Bologna, rappresentanti di istituzioni e associazioni, nonché un folto pubblico di cittadini e turisti.

“L'iniziativa – ricorda il presidente di Rimini Fiera Cagnoni – è stata creata congiuntamente da Carpigiani e SIGEP, grazie al supporto di aziende leader quali IFI e MEC3, con l'obiettivo di diffondere la cultura del gelato fresco ai consumatori di tutto il mondo. Il grande successo ottenuto nelle tappe che ci hanno condotto fin qui testimonia la bontà della scelta e il grande prestigio raggiunto dal gelato artigianale, grazie all’alto livello qualitativo dimostrato dai Maestri gelatieri coinvolti. Da oggi a domenica i prescelti si sfidano in una grande "agorà del gusto", producendo il gelato davanti al pubblico e servendolo ai visitatori che potranno anche votare il loro preferito. E’ dunque un grande progetto internazionale, che aiuta a promuovere e diffondere la cultura del gelato artigianale nei cinque continenti. E che, non a caso, trova il suo momento conclusivo in una città come Rimini che nel settore turistico e in quello fieristico fa scuola nel mondo”.

“Una rapida carrellata sui mercati internazionali può meglio rappresentare il quadro complessivo – diceEnrico Amesso, Direttore Commerciale Carpigiani Professional -.Il consumo pro capite di gelato, in Italia, è cresciuto dai 7,6 chili del 1996 ai 9,7 del 2013. Se 18 anni fa gelato industriale e gelato artigianale se la giocavano alla pari, con il  50% di quote di mercato ciascuno, nel 2013 il comparto artigianale è cresciuto fino ad occupare il 66% del totale. Ma la sfida oggi è soprattutto all’estero: se in Italia si contano 39.000 gelaterie, in Germania 9000 ed in Spagna 2000 (l’Europa vanta 50.000 gelaterie), continenti come Nord America , Asia e Oceania hanno numeri assolutamente ridotti rispetto alle potenzialità del mercato: 900 le gelaterie negli Stati Uniti, oltre 1000 in Giappone, circa 200 in Australia, 300 in Medio Oriente, tra Cina e Sud Est Asiatico circa 500, non a caso tutte queste sono mete di Gelato World Tour”.

In Italia il settore fa oltre 2,7 miliardi di euro di giro d'affari - 2 miliardi arrivano direttamente da coni, coppette e vaschette, 300 milioni li realizza l'industria delle macchine specializzate, 15 imprese e 450 dipendenti, senza considerare i 500 milioni di ricavi e i 500 occupati per gli arredamenti e le attrezzature specializzate,  mentre 450 milioni totalizza il business dell'industria di ingredienti e semilavorati, forte di 80 marchi e 1.600 addetti - e che dà lavoro a oltre 150mila persone. Oggi sono oltre 20.500 le gelaterie-pasticcerie della Penisola e, se si sommano i bar che vendono gelato sfuso, si arriva a quota 39mila (in tutta Europa si contano invece 50mila gelaterie). Artigiani, industria dei semilavorati e costruttori di macchine per gelati sono i tre segmenti della filiera grazie ai quali il nostro Paese è leader indiscusso a livello mondiale.

Ma torniamo al Gran Finale di Rimini. L’evento è organizzato da Carpigiani Gelato UniversitySigep-Rimini Fiera, in partnership con Ifi (l’azienda italiana conosciuta in tutto il mondo per le sue vetrine per il gelato artigianale) e Mec3 (azienda leader di settore nella produzione di ingredienti per gelateria artigianale e pasticceria) e, grazie ad una formula coinvolgente, in un anno ha conquistato palati estremamente diversi in città come Roma, Valencia, Melbourne, Dubai, Austin e Berlino. Il “Villaggio” è aperto al pubblico, con ingresso libero. È’ dunque possibile partecipare gratuitamente alle dimostrazioni per saperne di più sul mondo del gelato artigianale ed incontrare i miglioriMaestri gelatieri di tutto il mondo. Al Villaggio si può seguire il mini – corso della Carpigiani Gelato University “Che cosa è il gelato?”, frequentare il laboratorio didattico del Gelato Museum Carpigiani “Viaggio nella storia del gelato” e quello “La mia prima gelateria” condotto da IFI per raccontare come aprire e gestire  una gelateria di successo o, ancora, partecipare ai mini corsi emozionali rivolti ai ‘non addetti ai lavori’ dal titolo “Scopri i mille gusti del gelato” organizzati da Mec3 e tenuti dai Maestri gelatieri della International School of Gelato eai workshop “Non solo latte” by Parmalat.. E visto che siamo nell’anno dei mondiali di calcio, Mec3 proporrà nella sua vetrina Gelatinho, il gusto autentico del Brasile che ha fatto goal in 3000 gelaterie!. Per la prima volta al mondo, sarà inoltre possibile vedere una vetrina gelato opera d’arte, premiata con l’oscar del design, il Compasso d’Oro: Bellevue di IFIQuartopiano Suite Restaurant organizza golosi show cookingdedicati al gelato gastronomico. Il 7 settembre sarà estratto anche il fortunato vincitore del concorso “Gelato for life” che per 10 anni avrà diritto ad un gelato gratis al giorno in una delle gelaterie del network di MyGelato App, l’applicazione gratuita di Carpigiani che porta le gelaterie artigianali negli smartphone iOS e Android.

il Palazzo della Scienza e della Cultura

«Assorti dalla danza, assorti in sé stessi, assorti nel sole, assorti nel cielo… Chi fu il primo ad andare avanti?...Chi nemici chi amici…E chi non riusciva ad addormentarsi prima di inventare le frontiere», così il poeta polacco contemporaneo, Marek Grechuta, nelle sue opere cantò l'anima sentimentale di questo paese dalla storia tormentata. Situata nel cuore dell' Europa, la Polonia è stata in passato un luogo di unione e di divisione tra l'Europa orientale e quella occidentale. Oggi la Polonia, che conta otto milioni di visitatori all'anno, è il paese che meglio risponde alle aspettative del turista, curioso di visitare e vedere come una nazione riesca a reinventare se stessa.

esterno del Barbacane di Varsavia

Varsavia è basilare per i trasporti nazionali e internazionali grazie all'aeroporto Warsaw Chopin che è nella periferia meridionale, a circa 13 chilometri dal centro cittadino, collegato come è alla capitale dal servizio ferroviario metropolitano. La stazione ferroviaria principale si trova invece nel centro della città, quella degli autobus è immediatamente ad ovest. Per le informazioni turistiche di Varsavia, la capitale della Polonia dal 1611, è attivo il sito www.warsawtour.pl. dell’Ufficio turistico di Varsavia diretto da Barbara Tekieli. Per informazioni sulla Polonia si può consultare il sito dell’ Ente Nazionale Polacco per il Turismo: www.polonia.travel/it. Varsavia, bagnata dal fiume Vistola, che attraversa La Polonia da sud a nord, prende il nome da due innamorati ai quali una fiaba medievale attribuisce il ruolo di fondatori della città. In un racconto tradizionale si riferisce che dal fiume sarebbe uscita una sirena, la quale avrebbe convinto i due innamorati Warsa e Sava a fondarla. Esistono più versioni della leggenda legata alla sirena. Secondo quella più popolare, che ci ha raccontato la nostra esperta guida, Bogumila Ilczuk, la sirena, nuotando dal Baltico, risalendo la Vistola, si riposò nella zona dell’attuale città vecchia. La sirena fu catturata e imprigionata da un commerciante per essere poi mostrata nei mercati, ma mosso a pietà di lei il figlio di un pescatore la liberò e la sirena per ringraziarlo promise il suo aiuto in caso di necessità. Ecco che armata di spada e di scudo la sirena da allora protegge Varsavia. Due statue sono a lei dedicate quale emblema della città e collocate nella piazza del mercato e anche nella zona del ponte Swietokryski. Ricco di significato è che come modella fu scelta dallo scultore Nitschowa, la giovane poetessa Krystyna Krahelska, che nella rivolta si era adoperata come infermiera, morta nel secondo giorno dell’Insurrezione del ‘44, di cui quest’anno ricorrono i settanta anni. Nel 2004 è stato realizzato “Il Museo dell’Insurrezione di Varsavia” nel grande edificio in mattoni rossi, che era la centrale elettrica dei tram. Il museo, che a tutt’oggi ha registrato cinque milioni di visitatori, si estende su una superficie di tremila metri quadrati dove si possono vedere reperti, fotografie e numerosi filmati. L’atmosfera all’interno è cupa e si può anche ascoltare un suono simile al battito del cuore, che intende ricordare la difficile vita di Varsavia al tempo dei nazisti, quando la città ed il suo centro storico furono distrutti quasi totalmente e oggi, proprio per la sua perfetta ricostruzione, sono stati inseriti nel Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

la Sirena di Varsavia

A testimoniare come si viveva in clandestinità al tempo della guerra ci sono anche macchinari tipografici che servivano per stampare manifesti di propaganda e giornali ciclostilati. Per non dimenticare il lavoro di tanti che sacrificarono la loro vita, oggi ci sono alcuni anziani che da volontari sono presenti quali testimoni del passato, come Henryk Wasilewski, che all’epoca aveva 26 anni e oggi porta il peso dei suoi 96 anni. La mostra illustra la storia sanguinosa dell’insurrezione, vissuta strenuamente con sacrificio e coraggio da tanti uomini, donne e bambini che fecero parte della resistenza polacca. Tra i pezzi più significativi c’è la replica del bombardiere B-24J e ci sono anche ricostruzioni di parti di cunicoli fognari che si possono percorrere sempre per dimostrare, soprattutto alle giovani generazioni, che la guerra non è un videogioco. Per visitare la Polonia è consigliabile l'inizio dell'autunno, quando il clima è ancora caldo. Le celebrazioni religiose sono di grande importanza nella vita sociale polacca ed in qualsiasi domenica si può constatare il loro fervore religioso. Varsavia è un fiorente centro culturale, con concerti di musica contemporanea in autunno e di jazz alla fine di ottobre. Da non dimenticare che Chopin è stato molto legato a Varsavia e tanti sono i posti che lo ricordano. A lui è stato dedicato il Concorso internazionale di pianoforte che si tiene ogni cinque anni dal 1927. Non mancano i concerti nel parco reale di Lazienki, che si tengono ogni domenica fino alla fine di settembre in un’atmosfera da sogno nel giardino delle rose, sotto il suo monumento. Nel parco ci si può sedere su panchine multimediali, uniche nel loro genere, installate nel 2010 nel duecentesimo anniversario della sua nascita, che permettono, premendo un pulsante, di poter ascoltare le composizioni più significative del grande maestro.

Varsavia  il Palazzo_Ujazdowski

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