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Martedì, 23 Maggio 2017

La Rosa Bianca: dal film alle riflessioni

Crotone - A marzo, io e la mia classe, abbiamo assistito alla proiezione di un film molto toccante (presso la biblioteca Pier Giorgio Frassati), che parlava della libertà di stampa, vietata ai tempi di Hitler. Questo film si intitolava “La Rosa Bianca”, in onore del movimento, fondato e portato avanti da giovani studenti universitari, che capirono il male che Hitler stava procurando alla loro patria e si ribellarono. I protagonisti della vicenda, erano i quattro ragazzi iniziatori di questo movimento. Essi, armati di carta, macchina da scrivere e di una buona porzione di coraggio, hanno tentato dio diffondere i loro ideali, tramite il potere di un volantino. Che fine hanno fatto, lo si può immaginare. Come tutti coloro che osavano opporsi ad Hitler, vennero processati e buttati sotto una lama di ferro, che gli tagliò il capo. Sinceramente io penso che non l’avrei mai fatto. Ok. Può essere che ci troviamo in tempi diversi, con situazioni ed ideali diversi, anzi è sicuramente per questo. Ma perché difendere i tuoi ideali, perdendo la vita, se poi nessuno te la può ridare, o può restituirti i tuoi sogni? Forse dico tutto ciò, per il semplice fatto, che non ho il coraggio di questi ragazzi, e forse è per questo che mi è piaciuto questo film: per il grande coraggio di questi ragazzi, che nonostante sapevano di perdere la vita, hanno continuato a portare avanti i propri ideali, sempre e comunque, andando contro tutto e tutti. Penso, inoltre, che non si dovrebbe mai più ripetere l’errore di una guerra. Questo errore è irrimediabile per l’umanità. Ma non tanto le migliaia di uomini persi per uno scopo così sciocco, ma per i sogni distrutti. I soldati distruggono i loro sogni, per andare a distruggere quelli degli altri. Chi sopravvive, infatti, non può avere un sogno, non può essere felice. Quell’illusione che tutto si sistemerà svanirà nel nulla, come la polvere che lo circonda. Avrà per sempre impressa nella mente quelle terribili immagini. Immagini buie, cupe, spente dal dolore della morte, dalla sofferenza, dalla terribile visione di quei giovani corpi morti ingiustamente. Tutto questo è imperdonabile. E ancora oggi, a distanza di anni, non capisco il perchè di questa situazione. Non capisco, come una persona come me possa provare tanto odio. Com’è possibile?

 

Ilaria Buzza

Anna Frank III C




Questo film mi ha indotto, personalmente, a riflettere su cosa significhi essere libero. Essere libero significa non essere soggetto al dominio o all’autorità altrui, avere la facoltà di agire a proprio arbitrio, senza subire costrizioni esterne, che ne limitano, moralmente e materialmente, la propria volontà. Durante la Germania di Hitler la libertà non esisteva e quei ragazzi hanno trovato un coraggio immenso di andare contro Hitler per far conoscere le proprie idee, i propri pensieri e sono sicura che sono stati pochi a trovare questo coraggio, forse perché erano accecati da ciò che il fuhrer prometteva, ma che non si sarebbe mai realizzato.

 

Domiziana Cappa

Anna Frank III C

Il 13 gennaio 2012, la mia classe, III E, assieme alla professoressa Asturi di lettere, è
andata alla biblioteca Frassati per trattare come argomento il nazismo.Per questa tematica, abbiamo visto il film: "La Rosa bianca".Questo film, è ambientato nella città di monaco in Germania nel 1943, mentre la
guerra di Hitler distrugge l'Europa, un gruppo di coraggiosi giovani universitari,
decide di ribellarsi al nazismo.Proprio così, nacque la "Rosa Bianca", un movimento di opposizione al Terzo Reich.
Sophie Scholl, è l'unica donna che si unisce al gruppo.Quest'ultima, un giorno, assieme al fratello Hans, vennero arrestati mentre
distribuivano volantini all'università.Per diversi giorni, Sophie, venne interrogata, da un ufficiale della Gestapo, e
quest'interrogatorio, può essere definito un vero e proprio duello psicologico, nel
quale la giovane ragazza, per niente intimorita, riuscì anche a disarmare con coraggio
e forza il suo avversario, ma le prove erano schiaccianti e l'ufficiale le offre di evitare
la condanna a morte se rinnegava le proprie idee, ma Sophie rifiutò firmando da sola
la sua condanna a morte insieme al fratello e ad un loro amico.Vedendo questo film mi ha colpito molto l'interrogatorio, la ragazza con coraggio
affronta l'ufficiale aggrappandosi alla fede in Dio, dove emerge giustizia vera e
riscatto delle sofferenze, senza aver paura di morire, richiamando così i valori di
fratellanza e uguaglianza fra gli uomini, mentre per l'ufficiale emerge una mente
inquadrata, e ubbidienza cieca ad un regime totalitario e dispotico.Questo interrogatorio mette in risalto l'umanità di Sophie e la freddezza autoritaria e dittatoriale dell'ufficiale.Guardando il film, colpisce molto e stupisce il coraggio della ragazza che si ribella
senza paura alla schiavitù e al dominio nazista, accettando e scegliendo di morire pur
di non rinunciare in ciò che crede.

 

BASILE Giulia Maria Rita

 

III E Giovanni XXIII


 

 


 

Giorno 13-01-2012, io e la mia classe 3°E accompagnati dalla
professoressa Asturi siamo andati alla Biblioteca Frassati per portare avanti
il progetto "Dossier Storia". E' stato trattato il nazismo con diverse riflessioni
e poi abbiamo avuto l'opportunità di vedere il film "La Rosa Bianca" la cui
trama è la seguente: mentre la guerra di Hitler distrugge, terrorizza e devasta
tutta l'Europa, un piccolo gruppo di giovani e coraggiosi universitari decide
di ribellarsi al nazismo che continuava incessantemente a causare morti
innocenti. Una matura combattente audace e tenace di nome Sophie Scholl si
congiunge al gruppo. Vive con il fratello Hans e insieme scrivono sui muri
frasi rivolte al nazismo e alla guerra ma sfortunatamente distribuendo
volantini ai ragazzi universitari nel tentativo di diffondere le idee create e
pensate dal gruppo e dai lei, venne notata e condotta in una caserma dove
peraltro la separarono subito dal fratello. Nei giorni seguenti l'interrogatorio
di Sophie da parte di un ufficiale della Gestabo, la ragazza tenne testa:mentii, negò, ricorse a strategie, lo affrontò con fierezza pur di difendere il fratello e i compagni. I fratelli Scholl furono i primi ad affrontare il processo.
Nel corso di un breve dibattimento furono reputati colpevoli e ghigliottinati il
giorno stesso. Gli altri membri chiave del gruppo, vennero processati e
furono anch'essi trovati colpevoli e decapitati nei mesi successivi. Il
movimento creato contro il nazismo di nome" La Rosa Bianca" divenne una
rappresentazione della forma di opposizione alla tirannia. lo penso che in un momento drammatico come l'ascesa di Hitler, una donna come tante altre si sia distinta perché ha portato avanti le sue idee contro quelle naziste. Ha
affrontato infine la morte senza segni di paura o pentimento sul suo volto.
Aveva dato tutta se stessa per far trionfare la bontà, i diritti e la libertà dei
singoli. Ciò a cui aspirava principalmente era che ogni individuo potesse
vivere in un mondo umano, senza torture o ingiustizie.

Dominici Danila
III E Giovanni XXIII

 

Il mese scorso al “Leggifilm” ho visto “LA ROSA BIANCA”. E’ ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e tratta di un gruppo di ragazzi, tra i quali Sophie Scholl e il fratello Hans Scholl, che abitano a Berlino e si oppongono al Nazismo e di conseguenza anche a Hitler. I ragazzi decidono che il modo migliore per diffondere i loro ideali e le loro idee contro il Nazismo sia quello di diffondere dei volantini di propaganda antinazista in diversi luoghi pubblici della città, in modo che tutti possano leggerli. Mentre i due fratelli li diffondono nell’università, i ragazzi, vengono scoperti da alcuni uomini della polizia tedesca, la “Gestapo” perciò vengono accompagnati alla centrale. Qui i giovani vengono sottoposti a molte domande, i ragazzi, sapendo che potevano essere scoperti si erano costruiti un alibi e, dopo essere stati interrogati a lungo dagli agenti della polizia, vengono portati nelle loro celle solo per una notte. Il giorno successivo i ragazzi avendo convinto gli agenti vengono lasciati liberi, ma prima che questo accada un agente riceve una telefonata in cui incastrano i due fratelli. Dopo aver subito le pressioni da parte degli agenti per confessare i ragazzi vengono portati nelle proprie celle. Il giorno seguente ancora, essi vengono portati davanti al giudice e a tutto il governo Nazista e alla fine la corte li dichiara colpevoli con l’accusa di aver sparso per l’Università i volantini di propaganda antinazista e di aver cospirato contro il proprio paese perciò vengono condannati alla ghigliottina. I ragazzi a questo punto hanno solo 5 giorni prima di essere condannati, in questo modo hanno il tempo di pregare e di scrivere il proprio testamento e anche il tempo di salutare i genitori (di Sophie Scholl e di Hans) i quali sono straziati nel vedere i figli per l’ultima volta. Passati i 5 giorni vengono portati davanti alla ghigliottina e qui vengono uccisi.

La cosa che mi ha colpito del film è stato il coraggio di questi ragazzi che pur essendo giovani sono riusciti a opporsi al Nazismo e a diffondere i loro ideali. A me è piaciuto molto il personaggio di Sophie Scholl perché è stata lei a dare coraggio ai genitori e agli altri ragazzi, la sua ultima frase è:

“ IL SOLE SORGE ANCORA” come per lanciare un messaggio di speranza.

 

Martina De Cola

 

Anna Frank III C



I ragazzi della Rosa Bianca mi hanno fatto capire il coraggio, la forza che hanno dimostrato a lottare per qualcosa in cui credevano, in cui riversavano le proprie speranze. Essi hanno dato il cuore, la loro volontà, la loro costanza, il loro lavoro e non si sono arresi. Nonostante le difficoltà, i pericoli che correvano, hanno voluto lottare fino alla fine, sono voluti andare avanti fino alla morte.

Sophie Scholl si affidava a Dio, pregava, e vedeva nel cielo azzurro, nel sole che splendeva, la speranza di andare avanti, di non arrendersi mai. I ragazzi della Rosa Bianca sapevano i rischi e i pericoli che correvano nel protestare contro Hitler, ma non gli davano importanza; volevano far capire alle persone che la guerra con lui si sarebbe prolungata, aggravata, e non sarebbe mai finita. Purtroppo dovevano farlo di nascosto, lasciando volantini senza che nessuno li vedesse, altrimenti, come è accaduto poi, sarebbero stati mandati in galera e sottoposti alla pena di morte con la ghigliottina. Solo pochi avrebbero fatto quello che hanno fatto loro. Bisogna sempre farsi valere, lottare per quello in cui si crede e non arrendersi mai.

 

Sara Monaco

Anna Frank   III E

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