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Venerdì, 15 Dicembre 2017

Niente di nuovo sul fronte occidentale. Riflessioni sulla Grande Guerra

Gli anni che vanno dal 1914 al 1945, furono i più tragici della storia contemporanea… Un massacro senza precedenti! Il film Niente di nuovo sul fronte occidentale è una perfetta testimonianza della “carneficina” di quei tempi. Ambientato in una trincea, luogo di combattimento durante la prima guerra mondiale, testimonia la crudeltà, l’orrore ed il logoramento a cui furono sottoposti migliaia di giovani. Anche se ormai è tutto passato, bisogna prenderne atto per evitare che un giorno possano accadere simili massacri. Non ha senso combattere, uccidere… La guerra semina solo distruzione, morte, violenza. Alla fine nessuno può dirsi “vincitore” perché comunque se ne esce devastati da tanto odio…L’odio può essere sconfitto solo con l’amore, con il pacifico confronto, con il dialogo tra i “grandi” della Terra. La scena del film che mi ha colpito di più è stata quella in cui il protagonista pugnala un soldato francese che si era rifugiato nella stessa buca per ripararsi da un’esplosione. Paul lo colpisce per difendersi, ma viene assalito da un’angoscia terribile, da un senso di colpa… Vorrebbe soccorrerlo, ed è proprio in questi momenti che scopre un senso di solidarietà umana che accomuna tutti i soldati indistintamente “costretti” a combattere non perché mossi dall’odio, ma dalle circostanze.

 Gioia Arabia

III B Anna Frank



Nel mese di dicembre io e i miei compagni accompagnati dalla nostra insegnante di

Lettere Asturi, siamo stati alla biblioteca Frassati per il progetto dossier storia. Abbiamo

parlato della prima guerra mondiale leggendo prima alcune pagine di un libro e poi

vedendo un film intitolato Niente di nuovo sul fronte occidentale. Niente di nuovo

sul fronte occidentale è un film tratto dal romanzo di E.M. Remarque. Sei giovani

studenti austriaci, partono come volontari per la guerra qui si vedono le sofferenze

che subiscono nelle trincee, infatti la guerra li cambia. Molti soldati muoiono o

tornano a casa feriti,sordi a causa del rumore delle bombe o impazziscono per tutto

quello che vedevano e sentivano nelle trincee. Finita la guerra, tornano a casa, ma poi

vengono richiamati per la seconda guerra mondiale e viene detto loro" niente di

nuovo sul fronte occidentale" . Questo film parla di come vivevano i soldati nelle

trincee ed esprime le loro emozioni ma, fa capire soprattutto che la guerra è molto negativa poiché oltre a distruggere gli ambienti e gli esseri umani distrugge in modo
particolare l'uomo psicologicamente e pertanto una terza guerra mondiale non capiti mai.

Adele Criscuolo III E Giovanni XXIII



Giorno 6 Dicembre, la professoressa Asturi, ha accompagnato la mia classe, alla biblioteca Frassati, dove abbiamo avuto l'opportunità, di partecipare, al progetto: Dossier Storia. La
dottoressa D' Ettoris, ha letto delle pagine di un romanzo, ambientato, sulla Prima guerra mondiale,
intitolato: Niente di nuovo sul fronte occidentale. Successivamente, abbiamo visto il film, tratto
dal libro autobiografico, su citato, e scritto da: Erich Maria Remarque. Narra delle vicende
dell'Impero Tedesco, durante la Prima guerra mondiale. Un gruppo di ragazzi diciannovenni, spinti
dal loro insegnante scolastico, Kantorek, si arruolano nell'esercito. Pensavano di .trascorrere un'
avventura, ma col passare del tempo, iniziarono a capire, che la guerra era spaventosa. Il
protagonista di questo romanzo, Paul Baumer, vede morire, molti suoi alleati. Alcuni soldati,
divennero sordi, a causa dello scoppio delle bombe, altri pazzi, e vennero chiusi in manicomi, altri
ancora, cercarono di suicidarsi. Questa guerra, portò terrore, morte, e distruzione. Le condizioni
igieniche dei soldati, lasciavano molto a desiderare. Essi vivevano nelle trincee, l'unico riparo dagli
attacchi nemici, ma, i cadaveri dei soldati caduti in guerra, emanavano un cattivo odore, che attirava
topi, scarafaggi, e altri insetti. Molti uomini, rischiarono la vita, pur di spostare i cadaveri. Col
passare dei giorni, tutti i compagni di Paul, morirono, e lui ferito, viene mandato in un ospedale,
dove viene curato. Decide, di tornare in città, a scuola, dal suo vecchio insegnante. Kantorek, era
fiero di avere avuto, come alunno, un arruolato dell'esercito, e si lamentava dei nuovi scolari, che
non erano coraggiosi come Paul, e i suoi compagni. Ma Paul, gli spiegò, che erano solo dei
bambini, che volevano giocare, invece di combattere una guerra. Dopo di che, andò a trovare, i
parenti dei suoi compagni defunti, e diede loro la brutta notizia. Infine, disse alla madre, che doveva
combattere la guerra fino alla fine, e tornare al fronte, perché ormai, era diventato la sua casa. E
così dicendo, partì nuovamente. Alla fine della guerra, molte altre vite, si spengono. Tra queste,
quella di PauI. Solo sei, su centocinquanta, erano sopravvissuti. Nelle altre Nazioni, si spande la
voce: "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Questo film, è stato molto interessante, e realistico,
e ci ha comunicato l'impegno sociale, e l'amor di patria, di alcuni giovanissimi studenti, i quali
hanno subito, delle conseguenze psicologiche, e fisiche, per aver combattuto la guerra.

Beatrice Crugliano
III E Giovanni XXIII


Il 6 Dicembre 2011, io e la mia classe, insieme alla professoressa Asturi siamo andati presso la
biblioteca Frassati per trattare il tema riguardante la prima guerra mondiale. Inizialmente abbiamo
discusso sull'argomento subito dopo abbiamo visto il film: "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Questo
parla di un gruppo di studenti tedeschi che, illusi dalla propaganda di guerra, partono per il fronte
sognando gloria e conquiste, anche se alla fine il tutto si rivela un vero e proprio massacro privo di senso.
Questo desiderio di andare in guerra, venne suscitato dalla stessa scuola nella quale si
metteva in evidenzia il valore della patria e quindi veniva intimato di partire per il fronte come volontari.
Quando i ragazzi arrivarono al fronte si accorsero della crudeltà della guerra per questo si rifugiarono nelle
trincee dove videro morire molti loro amici. A questo punto emerge la figura di un ragazzo, Paul, che
vedendo i suoi amici morire prende coscienza dell'assurdità della guerra e capisce in particolare che dietro
ogni nemico c'è anche un uomo. Questo lo capì dopo avere ucciso un francese, con il quale stette giorno e
notte per cercare di salvarlo senza purtroppo alcuna possibilità. Inoltre Paul venne anche ferito e ottenne la
possibilità di ritornare a casa per sedici giorni. A casa Paul comincia a sentirsi a disagio perché sente che la
sua vera casa è il fronte. In particolare si affeziona ad una persona, il comandante, il quale è ormai
diventato il padre amico. Dopo un po' muore anche lui, adesso il capo è Paul, ma distraendosi disegnando
un uccellino anche lui viene ucciso.Questo film riflettendo mi ha rattristato molto, però mi ha fatto capire meglio la crudeltà della guerra, come i potenti, chi vuole comandare sui popoli usano e istigano i giovani attraverso il loro facile entusiasmo a combattere fino ad uccidere un proprio simile per la gloria personale e per l'onore della patria giustificando e motivando il tutto come servizio reso.

Giulia Maria Rita Basile

III E Giovanni XXIII

 





 

Sognando la pace

 

C’erano dei ragazzi che come me amavan

la musica e la libertà,

avevan dei sogni, delle passioni

un cuor solo, mille emozioni…

Ma il destino volle e prescrisse,

una tragica fine…

Son partiti a far la guerra,

nelle trincee il destino è segnato!

Ancora una lacrima

scende sul viso,

ancora uno sparo

distrugge un sorriso.

C’eran dei ragazzi

che come me amavan

la vita e la fraternità,

sognavano la pace

in tutta la Terra,

sognavano un mondo

senza la guerra.

 

Erica Proietto o Donato

III B Anna Frank


Addio alla vita

 Vedo arrivare il mio traguardo

E rivolgo al campo l’ultimo sguardo,

angosciante e dolorosa è la mia attesa…

Morir trafitto da spine.

Guerra, che per amor tuo mi sono imbattuto

e anche la vita ho perduto,

le gioie del mio essere sto abbandonando…

Sapendo che pian piano me ne sto allontanando…

Il corpo è morto,

è l’anima viva

che ricorda ogni mio giorno giulivo

nell’attesa che avverrà

l’aspettata libertà!

 

Francesco Geremicca

III B Anna Frank


La prima guerra mondiale è stato un fenomeno che ha coinvolto tutto il mondo, causando migliaia di morti. Chi non è morto per i bombardamenti è rimasto scioccato e i familiari l’hanno chiuso in manicomio. Tutte le guerre che ci sono state e continuano ad esserci avvengono perché l’uomo, lì per se debole, vuole dimostrarsi forte, sottomettendo gli stati che si trovano indifesi e non pronti a difendere il proprio territorio. Durante questa Guerra, i soldati erano costretti a vivere in condizioni disumane in cui nemmeno gli animali dovrebbero vivere. La Prima Guerra Mondiale come la seconda, dovrebbe averci fatto capire che non servono a niente, ma solo all’attimo di gloria che quel capo di stato prova vedendo morire davanti ai suoi occhi quelle persone indifese.

 

Francesca Pedace

III D Anna Frank

 



La prima guerra mondiale è un evento disastroso che vide circa dieci milioni di morti, e la comparsa di nuove e terribili armi come i carri armati. Penso che quest’evento come altri si poteva evitare, ma la smania di avere potere ed essere considerato il più forte prenda il sopravvento sulla ragione, causando la morte di persone innocenti come l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato. Questa catastrofe va ricordata semplicemente per far capire a noi che costituiamo il domani gli errori che non dobbiamo commettere solo per avere cinque minuti di gloria, e che dobbiamo usare di più la testa perché è quella che ci rende davvero forti.

 

Erika Pedace

III D Anna Frank

 

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