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Mercoledì, 03 Giugno 2020

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Se avessi il dono di evocare un personaggio... Dopo Inkheart gli studenti della Vittorio Alfieri si mettono all'opera

Crotone- “Vieni Peter voliamo insieme verso l’isola che non c’è”. “No, no Peter non te ne andare” Oh no, …, Mi ero di nuovo persa nella mia immaginazione e mi emozionavo ancora sognando di lui. Ah se potessi far rivivere Peter!... Quante cose farei insieme a lui. Peter Pan ha sempre rappresentato per noi ragazzi, la voglia di andare avanti senza aver paura degli ostacoli della vita. Ho scelto questo personaggio perché al giorno d’oggi noi ragazzi abbiamo paura di crescere e di diventare grandi, per affrontare i problemi della vita. Mi piacerebbe volare insieme a lui, scoprire cose nuove e, affrontare le mie paure.

Vorrei tanto ritornare bambina quando ogni cosa era un gioco, quando riuscivo a osservare tutto usando la fantasia, quando il mio desiderio più grande era quello di riuscire a volare e fare le cose che facevano i miei cartoni preferiti…

Eh si… Lo so che ho molta nostalgia dell’infanzia… Ma non esiste neanche una sola persona che non vorrebbe ritornare bambino…In ognuno di noi, anche negli adulti, si nasconde un bambino giocoso, pieno di gioia e di grande fantasia, pronto ogni giorno a rivivere quelle grandi emozioni, attraverso i propri figli. Te lo prometto Peter… Un giorno riusciremo a trovare il bambino che si nasconde in ogni persona!!... Anche quella che sembra indifferente al sorriso di un bambino, che non mostra sensazioni… Anche quella, te lo prometto, prenderà parte al nostro Grande girotondo!!!

 

 

Noemi Villirillo

Giuditta Gaglione

Martina Caccavaro

Chiara Zingrone

Danila Bonfanti

Letizia Matteo

 

II B I. C. Vittorio Alfieri



“Ci bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar…Ripeto basta il minimo, sapessi quanto è facile trovar quel che ti basta per campar…”. Ormai è tutta la mattina che ho in mente questa canzone…E’ la canzocina che canta Baloo uno dei personaggi del Libro della Giungla …Ah, se potessi tirarlo fuori dal libro, sarebbe fantastico …Forse oggi non è molto popolare, ma non importa, sicuramente è l’orso pacioccone di Baloo il mio migliore amico di sempre, che mi ha insegnato molte cose, che tutt’ora metto in pratica, cercando di rendere il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato. Nella figura del possente orso, che poi si verificava avere un animo nobile e un cuore fin troppo buono, rivedevo mio padre, per me molto importante, che rimarrà nella mia vita un punto fermo, che sempre prenderò come esempio. La cosa che mi faceva sorridere di più, la cosa che mi inteneriva e che tutt’oggi mi piace è il fatto che la “Bestia”nutre nei confronti del cucciolo d’uomo (Moglee) un amore così paterno, così genuino, così spontaneo che mi inteneriva al tal punto, da farmi strappare un sorriso, ed io che vedevo tutto ciò con gli occhi di una bambina piccola mi scioglievo come del burro fuso, esso voleva tanto bene a Moglee da farsi chiamare da lui “vecchio papà orso”. In quei momenti mi immedesimavo nel piccolo bambino sperduto nella giungla e dovevo essere salvata dal mio papà. Non potete neanche immaginare la luce nei miei occhi che brillavano come uno dei più scintillanti diamanti e l’emozione nel mio cuore, che batteva con la velocità di mille cavalli, quando mio padre varcava l’uscio di casa dopo una giornata di lavoro, ed io cucciolo d’uomo mi ritrovavo con il mio “papà orso” per vivere un’altra giornata di lavoro gioco, emozioni e amore nella giungla della vita. Sicuramente ognuno di noi ha da imparare da questo animale, perché anche se rappresenta un po’ la parte di noi “scansa fatiche”, è sempre pronto ad aiutare le persone a cui tiene e ogni volta è preparato a rimboccarsi le maniche per aiutare tutti, in cambio a volte di qualche sorriso e dovremmo essere dunque tutti più umili, si fa del bene non per ricevere, non per avere gloria e grazia. Ora però a pensarci bene lui non è reale, purtroppo, ma a dirla tutta non mi serve che esca fuori dal libro; in fondo io ho già una persona a me cara a fianco che mi protegge. Potrò ancora però con la mia fantasia volare sulle ali di un sogno, affrontando ormai le avventure e i problemi della vita che il destino ha in serbo per me, seguendo gli insegnamenti del mio vecchio papà orso.  

 

 

 

 

Erica Rende

II F I.C. Vittorio Alfieri

 










Se avessi il potere di Mortimer potrei far uscire dai libri personaggi che ci aiuterebbero nella nostra vita quotidiana, ed a affrontare tutti i problemi che affliggono la nostra società. Io vorrei che accanto a me ci fosse mago Merlino, anche se sembra stupida come citazione sarebbe molto utile nei tempi in cui viviamo. Con la sua saggezza e con la sua maestria con la bacchetta ci aiuterebbe a limitare i problemi che ci sono al giorno d’oggi. Nei telegiornali si sente spesso parlare di vite stroncate da pazzi o persino da amici, fidanzati e parenti, con l’aiuto di Merlino potremmo cambiare le cose! Potremmo tornare indietro e magari salvare molte vite. Quando si parla di violenza subito si pensa alle donne, ci sono state ragazze o addirittura bambine in tutto il mondo che hanno subito abusi da persone sia estranee alla famiglia, ma anche dagli stessi genitori. E bisogna tenere presente che quasi tutti i malfattori non vengono denunciati dalle vittime, un po’ per vergogna, ma soprattutto per le nostre leggi che prima di condannare qualcuno passano degli anni, e nel frattempo continuano distruggere le vite allegre e spensierate di molte ragazze. Potrei anche, con l’ausilio di una bacchetta, aiutare le persone che vivono in Africa o in altri paesi poveri che hanno bisogno di aiuto per accudire i propri figli e per loro stessi. Mi piacerebbe avere l’aiuto della magia di Merlino per sdoppiarmi e fare più cose contemporaneamente: assistere gli anziani soli per non fare affrontare alla famiglia il costo di una badante, che a volte si dimostra violenta verso di loro, far sì che le ragazze madri non abbandonino i loro figli, ma li donino a coppie che non ne possono avere, che i paesi che si dichiarano guerra imparino a parlarne e non subito venire alle armi che causa solamente la morte di vite innocenti.

 

 

Francesca Marullo

II F I.C. Vittorio Alfieri






Tra tanti libri che vidi quel giorno fui attratto da uno intitolato: "La Divina
Commedia
"; io non ne avevo conoscenza, non avevo mai sentito questo titolo in tutta
la mia vita, ed è proprio per questo che lo iniziai a leggere. Aprendo il libro lessi: “Nel
mezzo dl cammin di nostra mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era
smarrita”; si provava amore nella lettura di quei versetti ... Mi piacerebbe che tutti
provassero le stesse emozioni che ho provato io alla lettura della "Divina
Commedia".Il personaggio che vorrei tirare fuori dal libro è Dante Alighieri; certo
non è perché lo sto studiando quest'anno, ma perché rivedo in lui mio nonno: era uno
scrittore, scriveva approfondimenti sul suo luogo natio, un paese della provincia di
Taranto, e questi scritti parlavano della nascita, della storia, e dei monumenti della
città; sapevate che Taranto era un'importante colonia greca? Però tralasciamo anche
questi particolari. lo, ancora oggi, sono molto triste perché lo persi tre anni fa: era una
fonte d'ispirazione per me e non smettevo mai di imparare con lui accanto. Lo
paragono a Dante perché era importante per me, come il poeta è importante per
l'Italia. Ricordo che mio nonno nel suo scrivere evidenziava cultura e scrupolosi
riferimenti storici proprio come nelle opere di Dante, dove emergono capacità
poetiche e conoscenza delle opere a quell' epoca note. Alighieri scrisse così tante
opere di vario genere per quel tempo che non riesco nemmeno ad elencarle. La vita di
entrambi, come in un libro, ebbe una fine e visto che per me sono tutti e due
importanti li vorrei ricordare come il "poeta Alighieri"e lo "scrittore Spinosa".
Certamente per molti altri mio nonno non sarà stato un grande scrittore, ma per me ed
il mio cuore è stato e sarà per sempre il mio "Dante Alighieri".

 

 

Giuseppe Spinosa

II F I.C. Vittorio Alfieri


"Arcuro preparami due risotti ai funghi e uno alle erbette. Va bene chef"
Mi ero perso di nuovo nei miei sogni e, questa volta sognavo di essere in
una prestigiosa cucina di Parigi. Da grande vorrei fare lo chef, vorrei che le
mie ricette e il mio nome girassero per tutto il mondo. Per me questo
sogno è irrealizzabile però, se avessi uno chef accanto a me molto bravo,
mi potrebbe insegnare i segreti del mestiere. Se potessi tirare fuori dal
libro un personaggio farei apparire Ratatuille. Ratatuille è un topo che
voleva realizzare il suo sogno di diventare un cuoco e, lottando ce l'ha
fatta pur essendo una pantegana. Se io avessi un maestro come lui avrei
la speranza di farcela pure essendo un ragazzino di dodici anni. Ratatuille
nel suo libro dice che chiunque può cucinare e se il mondo, ascoltasse
l'idea di Ratatuille, dove chiunque può fare tutto non ci sarebbe
discriminazione, non ci sarebbero persone classiste. Ratatuille è molto
piccolo ma ha un cuore grande e una mente aperta a nuovi orizzonti.
Questo libro mi ha insegnato a non giudicare le persone dall'aspetto
esteriore ma dal carattere e le azioni che compiono,perché non è tutto
ora quello che luccica. Purtroppo il topolino dal coraggio immenso non
può uscire dal libro perché non è un personaggio reale. lo andrò avanti
con i miei piedi e le mie forze sperando di realizzare il mio sogno.

Arcuro Francesco II F

I. C. Vittorio Alfieri


                         

Leggendo molti libri sono venuto a conoscenza di personaggi fantastici,strambi o
molto divertenti. Se io avessi il dono di “tirar fuori dal libro”, il personaggio che vorrei
sicuramente farei uscire sarebbe Geronimo Stilton, un personaggio, anzi un topo di cui possiedo molti libri che leggevo da piccolo.

Geronimo è un topo molto intelligente,previdente ma soprattutto saggio.Mi piacerebbe
molto che Geronimo uscisse dal libro così potrei fargli tantissime domande.

Geronimo potrebbe dare molti consigli ai giovani d'oggi che stanno ore e ore davanti
al computer a chattare socializzando con il resto del mondo attraverso uno schermo e
una tastiera. Così facendo i rapporti umani vengono alterati,si perde la spontaneità di
un sorriso,di una parola detta con timidezza, di uno sguardo che dice tante cose .. I
rapporti veri sono questi!!! La voglia di litigare per poi fare pace,si questo vorrei
chiedere a Geronimo di aiutare i giovani a uscire da questo mondo troppo tecnologico. Insieme a lui farei uscire dallo stesso libro un suo amico di nome squittì dagli amici
chiamato "FICCANASO SQUITT"perché mette il naso in affari che non gli
riguardano.

Squitt porta sempre l'impermeabile giallo colore del suo frutto preferito le banane.
Come Geronimo è molto socievole ma soprattutto divertente.

lo se potessi far uscire questi personaggi dal loro libro vorrei far conoscere a tutto il
mondo la loro simpatia.

 

 

Adamo Simone II F I. C. Vittorio Alfieri


"Che differenza c'è tra uno scrittoio e un corvo?"

Il cappellaio matto, con i suoi bizzarri indovinelli, ci insegna da sempre a non giudicare il prossimo attraverso le apparenze, bensì da diversi punti di vista. Ed è lui il personaggio che vorrei assieme a me nel mondo reale. Nel libro di Lewis Carroll"Alice nel paese delle meraviglie" il Cappellaio Matto è un suddito della malvagia Regina di cuori, che lo costringe a cucire per lei cappelli dalle forme e colori più stravaganti. Ha una vera passione per gli orologi, specie quelli che segnano soltanto il giorno e il mese, e per il tè. A dire il vero mi piacerebbe molto sorseggiarne un po' con lui e partecipare a uno dei suoi tanti festini, magari con la sua inseparabile compagna di avventure, la lepre marzolina. Sì, è vero: sono matto, matto come un cappellaio! Adoro leggere libri di fantasia e, come un bravo lettore, riesco a calarmi nei panni del protagonista e a vivere le sue peripezie. Un libro non è altro che un oceano immenso, un'avventura senza fine, una finestra da cui osservare il mondo come non lo si è mai visto, un intersecarsi di emozioni e sentimenti che nessuno potrà mai comprendere. A volte rifletto e mi accorgo che il Cappellaio Matto è solo una metafora di come diventare adulti e lasciare da parte tutto ciò che consideriamo infantile sia difficoltoso per un adolescente come me. Di una cosa, però, sono certo: dentro ognuno di noi si nasconde un Cappellaio Matto eccentrico ed esuberante che attende solo di essere scovato.

Davide Pirillo Rocco

IIF I.C. Vittorio Alfieri



Non pensavamo di poter trarre insegnamenti da un gabbiano…!

Infatti è proprio un gabbiamo il personaggio protagonista che abbiamo letto. E’ un gabbiano che abbandona lo stormo dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo. Per Jonathan il volo perfetto è fonte di gioia, perciò a tutti i costi vuole ubbidire alla legge interiore e prova un piacere particolare nel fare bene le cose a cui si dedica. Con Jonathan il lettore viene trascinato in un’entusiasmante avventura che lo porterà prima all’esilio e poi lo riporterà al suo luogo natio dove ritornerà per insegnare a volare ai gabbiani più giovani. Noi vorremmo far uscire questo gabbiano dal libro per farlo conoscere ai nostri coetanei affinché possano, anche loro, trarre gli insegnamenti che ci ha trasmesso: ci ha fatto capire che bisogna coltivare i propri sogni anche se fare ciò richiede tanti sacrifici, tanta pazienza e tanta buona volontà. A volte per poterli realizzare bisogna superare le paure, gli scoraggiamenti o ci si deve scontrare con chi ci sta intorno e tenta di ostacolarci; l’importante però è raggiungere con perfezione la meta che c’eravamo prefissi! Solo così riusciremo a costruire un mondo migliore e coltivando le nostre passioni impareremo cosa vuol dire amare. Realizzando i nostri sogni riusciremo ad essere noi e saremo liberi. Solo chi tende verso alti traguardi riesce a vedere lontano ed è libero da ogni schiavitù.

 

 

M. Alfì, A. Figliuzzi, E.Sacco

II D I.C.Vittorio Alfieri

 



Se avessimo la possibilità di far uscire dei personaggi dai libri da noi letti, sceglieremo quello di Trilly.Trilly è presente nel libro di Petr Pan; è una fatina molto bella e dolce che aiuta il protagonista e per questo abbiamo pensato che sarebbe di aiuto anche a noi. Lei in caso di difficoltà sarebbe sempre con noi, esaudirebbe tutti i nostri desideri e con la sua polvere magica migliorerebbe tutto ciò che non và. Sarebbe la persona a quale confidare tutti i nostri segreti più intimi, soprattutto oggi che, coltivare il sentimento più bello: “l’amicizia”, diventa difficile. Con lei la nostra vita scorerebbe senza problemi, ci aiuterebbe ad andare avanti con più sicurezza, ci consiglierebbe nelle nostre scelte e farebbe qualunque cosa pur di non vederci tristi; sarebbe un’amica perfetta! Tutti i personaggi di questo libro ci hanno appassionato fin da piccole, sarebbe bellissimo poter conoscerli tutti e vivere insieme tantissime avventure sull’isola che non c’è!

 

Anna Scerra, Dalila Gumari e Emila Santoro

II D I.C.Vittorio Alfieri

 

 

 

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