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Giovedì, 26 Novembre 2020

Il primo giorno di scuola

I primi giorni di scuola, per i bambini, rappresentano un importante passo verso il mondo esterno, verso l’autonomia; sono un momento spesso indimenticabile, anche se carico di ansie e di aspettative. Infatti, crea ansia affrontare una esperienza nuova che richiede la rinuncia della presenza diretta della madre, e la separazione dalla propria realtà familiare, anche se provvisoria e momentanea, è spesso vissuta dai piccoli con trepidazione. Questa espe­rienza fa riaffiorare nella mente del bambino quelle situazioni di angoscia, già vissute in precedenza, sotto la cui inconscia sollecitazione aveva sospettato, e se ne era convinto, che la transitoria assenza della madre fosse, invece, definitiva. Solamente il ripetersi di tali esperienze gli fa capire che dopo ogni separazione la madre ritorna.

Non tutti i bambini, però, riescono ad accettare ed a vivere in modo più o meno sereno questi momenti, infatti ve ne sono alcuni, maggiormente insicuri a livello affettivo ed emotivo, per i quali non è facile conservare una positiva visione della madre anche nelle momentanee circostanze di assenza. Questi bambini sono portati a concepire e ad intendere il distacco come perdita definitiva.

Sono proprio questi quei bambini che, al momento del loro ingresso nell’aula scolastica, vengono immediatamente sopraffatti da un forte senso di insicurezza e di impoten­za ed avvertono non solo un forte disagio ma, soprattutto, sensazioni di definitivo distacco dalla figura genitoriale. Queste tormentose immagini che affiorano nella loro mente, nella quasi generalità dei casi, traggono origine da sensazioni e sentimenti di sconfitta, di fallimento, di perdita del bene più prezioso: la mamma. Spesse volte si tratta di esperienze, di fatto, già vissute dal minore a seguito di ricovero ospedaliero, di indifferibili impegni di lavoro o altre esigenze che portano la madre ad assentarsi per periodi più o meno lunghi da casa. In queste circostanze diventa particolarmente problematico e complesso sia l’adeguato ed idoneo inserimento del bambino nella classe, sia l’instaurarsi delle condizioni necessarie per la creazione di rapporti fiduciosi e sereni, che gli consentono di apprendere e di relazionarsi con gli altri.

In alcuni casi, però, sono proprio i genitori che stimolano la nascita della paura dell’abbandono e della separazione dalla madre e dalle altre figure parentali. Sono proprio loro che ricorrono ad astuzie e ad espedienti intesi come opportuno metodo disciplinare. Questi genitori non presentano ai figli questo importante momento in modo adeguato: invece che suscitare la loro curiosità e puntare sull’entusiasmo per “il nuovo”, invece di manifestare gioia per l’inizio di una interessante esperienza, troppe volte utilizzano i primi giorni di scuola per lanciare minacce, più o meno velate, su un futuro di “doveri”, di “disciplina”, di “punizioni”, “di valutazioni”.

In queste circostanze avvertimenti e intimidazioni, ritenute dai genitori un ottimo deterrente disciplinare, non fanno altro che accrescere l’inquietudine della separazione, rendendo l’ingresso dell’alunno nella scuola particolarmente problematico. Ed ecco che il personale docente deve, con immediatezza, limitare e frenare l’angoscia e il turbamento determinati dalla separazione dalla madre. Deve ricercare dei precisi elementi di riferimento da proporgli, necessari per arginare quelle sensazioni di inquietudine, di turbamento, di ansia e di apprensione provocati dalla separazione. Determinanti, in questo caso, risultano la cura e l’attenzione con cui l’insegnante predispone l’ambiente che accoglierà i piccoli alunni e l’organizzazione delle attività didattiche dei primi giorni di scuola. L’impatto visivo, gli oggetti che il bambino potrà manipolare, la gestione degli spazi e dei tempi costituiranno elementi fondamentali per mettere tutti a proprio agio. I docenti che si trovano a contatto con bambini che vivono per la prima volta l’esperienza scolastica, per consentire loro di adeguarsi alla nuova e diversa realtà e stabilire positive relazioni, devono cercare di comprendere le preoccupazioni, i turbamenti, le paure che essi avvertono, stimolando la nascita di sentimenti di sicurezza e di serenità. Agire in questo modo significa dare al bambino tranquillità e fiducia in se stesso; vuol dire fargli capire che anche l’insegnante gli vuole bene ed ha fiducia in lui.

Particolarmente importante è il ruolo svolto dalla famiglia; infatti una accoglienza gioiosa ed allegra da parte dei familiari al momento del rientro da scuola, concorre ad allontanare e dissolvere quei sentimenti di apprensione, di timore e di inquietudine determinati dalla recente circostanza della separazione. Un siffatto modo di ricevere il proprio figlio nel momento del suo ritorno non vuole significare solamente riavere la possibilità di un rapporto fisico rassicurante, ma rappresenta un potenziamento a livello psicologico, in quanto suscita un insieme di sentimenti di serenità e di pace in grado di tranquillizzarlo. E la tranquillità, l'equilibrio, la sicurezza che alcuni bambini dimostrano di possedere, sono frutto sia di un fecondo, concreto e sicuro rapporto affet­tivo, sia, e soprattutto, della presenza di una figura materna in grado di affrontare in maniera pacata e tranquilla, la separazione dal proprio figlio. Ed ecco che quel naturale turbamento determinato dal distacco e dalla separazione dalla madre diventa, così, proficuo e produttivo momento di pacificazione, di armonizzazione e di tranquilla accettazione; diventa il primo debutto in società del futuro “cittadino”.

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