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Maturità, domani la prima prova

Gli studenti alle prese con la maturità pensano al voto finale anche in termini di curriculum. Anche se decisamente in forma minoritaria:
solo uno su dieci infatti sgobba sui libri in vista dell'esame sperando di ottenere il punteggio massimo, vale a dire 100. E lo
considera importante anche poco meno della metà del campione. Tuttavia sull'esito finale - come spiega un sondaggio di Skuola.net realizzato
tra i maturandi - pesano tanti fattori, visto che la questione non è legata soltanto al merito: i maggiori imputati sono la 'lotteria' dei
commissari esterni, la scuola frequentata e il mito della maturità più facile in alcune regioni. Per questo la maggioranza dei maturandi
interpellati risulta essere contraria a considerare il voto di maturità nei test d'ingresso per l'Università.
Poco meno della metà degli studenti considera importante il voto preso alla maturità, infatti sono convinti che nel curriculum sarà un punto
a loro favore per la ricerca del lavoro. Uno studente su tre è invece convinto che solo ciò che dimostrerà di aver imparato potrà fare la
differenza. I restanti non si curano della riuscita dell'esame, perché tanto si iscriverà all'università e quindi saranno altri i risultati
importanti.

Nonostante oltre il 50% dei maturandi non sembri giudicare importante il voto di maturità per il proprio futuro, solo il 5% si
accontenterebbe del "60 e sto". Più di uno studente su dieci ambisce addirittura al 100, magari anche con lode. Ma la maggior parte è
convinta che si attesterà su uno dei voti intermedi.

Purtroppo quasi due studenti su tre sono convinti che un buon voto non dipenda tanto dalla propria preparazione, quanto dai professori
assegnati alla commissione d'esame. Solo il 5% dei votanti cita i Commissari, in particolare quelli esterni, come un elemento che
livella la difficoltà dell'esame tra scuola e scuola.

Infine il mito che la difficoltà dell'esame dipenda dalla regione in cui si studia. Considerando la media dei votanti su scala nazionale,
meno di due studenti su dieci pensano che il voto abbia una correlazione con l'ubicazione della scuola. Tuttavia questa
percentuale sale guardando i dati rilevati per i soli studenti del Nord, dove tre studenti su dieci sono convinti che il voto dipenda
dalla regione, confermando la credenza che al Sud sia più facile prendere la maturità con voti migliori.

Nessun malumore per il fatto che anche quest'anno il voto di maturità non conterà ai fini dei test di ingresso universitari. Per tre
studenti su dieci questo é giusto proprio perché ci sono scuole in cui è più facile prendere voti alti. Il 44% degli studenti ritiene giusto
essere valutato solo per quanto dimostrato attraverso il test di ingresso. Ma a chi ha sempre studiato ed è andato bene a scuola la
cosa non va giù.

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