Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 19 Gennaio 2019

Open Day al Nautico

Gen 16, 2019 Hits:271 Crotone

Sanremo: i premi di Miche…

Gen 14, 2019 Hits:845 Crotone

La Beethoven tra Santa Se…

Gen 08, 2019 Hits:1074 Crotone

La befana fa visita al Re…

Gen 08, 2019 Hits:1061 Crotone

Una originale lettura di …

Gen 07, 2019 Hits:1079 Crotone

Maria Taglioni dance proj…

Gen 04, 2019 Hits:1355 Crotone

Rotary club Crotone e coo…

Dic 21, 2018 Hits:1480 Crotone

image (1)

Maria Luisa Macellaro La Franca è un’affermata pianista dal temperamento forte e dolce al tempo stesso; è meritatamente considerata una fra le più stimate compositore e direttore d’orchestra italiane in Francia. Nata a Palermo, già in tenera età frequenta il Conservatorio V. Bellini, presso il quale consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti. Successivamente, inizia lo studio di composizione e direzione d’orchestra, dimostrando una sempre più spiccata attitudine verso la musica.

Per coronare il suo percorso accademico, frequenta la prestigiosa “Università di Alto Perfezionamento” di Zurigo e sotto la guida di K. Scherbakov ottiene vari diplomi, sempre con lodevole profitto.

Quindi, un amore per le Arti musicali che lei esprime in tutte le svariate modalità, portando i suoi concerti in tantissime parti del mondo, fra un successo e l’altro. Maria Luisa attualmente vive a Bordeaux (Francia) con la sua famiglia.

Insomma, l’incessante attività di una talentuosa artista, proveniente dalla Patria del “Bel Canto”, con all’attivo un bagaglio d’esperienza sorprendente, considerata la sua giovane età.

Il suo primo approccio con il pianoforte risale all’infanzia. Immagino siano stati i suoi genitori ad intuire la sua straordinaria attitudine per la musica. Un ricordo che l’ha toccata particolarmente nel corso dell’ esperienza in Conservatorio?

Si , effettivamente i miei genitori mi hanno sempre spinta, fin dall'infanzia, allo studio di uno strumento per la mia crescita culturale; ma la scelta del pianoforte è stata completamente casuale. In casa avevo una piccola tastiera ( regalo di compleanno per i miei 7 anni) ed adoravo strimpellare delle musiche che ascoltavo alla tv o che inventavo .

Con la mia ammissione al Conservatorio V. Bellini di Palermo invece dal gioco sono passata ai concorsi di pianoforte ed ai concerti, con il mio debutto a 13 anni in un primo recital per gli "Amici della Musica" di Palermo .

Il mio ricordo più bello è di avere condiviso gli studi con mia sorella ,che è una brillantissima pianista.

Il suo amore ed il suo modo di suonare il pianoforte sono stati per me lo stimolo più forte, al fine della mia crescita musicale e personale .

Lei ha frequentato la Zuerich Musikhochschule, un’università per l’alto perfezionamento della musica. Quale diploma ha conseguito?

Ho conseguito il Konzertdiplom in pianoforte con K. Scherbakov e diversi altri diplomi in musica da camera, jazz , musica antica su strumenti d'epoca, per i quali nutro da sempre un grande passione e musica contemporanea.

Lo studio della musica impone rigore, disciplina, continuità, diligenza; regole che paragonerei agevolmente al mondo della danza. Questo lungo percorso accademico ha forgiato in qualche modo il suo carattere?

Eccome ! Mi ha insegnato il rigore, ma anche la libertà di esprimere la mia indole, il mio aspetto intrinseco, attraverso la musica .

Chiaramente gli anni dello studio sono stati i più difficili , ma tutti i sacrifici fatti mi hanno permesso di vivere oggi della mia passione, si pura passione , poichè non riesco ancora ad immaginare la musica, intesa come un lavoro!

Ho ascoltato alcune sue esibizioni al pianoforte e sono rimasta particolarmente colpita dal Valzer di Chopin. Intenso il suo dialogo con le note, grazie ad un eccezionale virtuosismo. Potrebbe spiegarmi l’emozione e le sensazioni che si provano nel suonare il pianoforte, o altri strumenti appartenuti a musicisti famosi?

Suonare il pianoforte è una esperienza fisica e mentale molto forte , suonare "il pianoforte " di Chopin o di Liszt, come sto facendo da qualche mese , invece è una esperienza trascendentale …

Suonare Chopin su di un “Pleyel Chopin” é una sensazione assolutamente mistica, difficile da spiegare e senza nessun paragone possibile.

Il mio debutto sul “Pleyel Chopin”, ( che il compositore ha posseduto nel suo ultimo anno di vita), il 21 marzo scorso a Châteauroux ( Francia) é stato per me un vero colpo di fulmine! Un concerto che diventerà un disco il 18 settembre, per l'etichetta francese “LUX CLASSIC”.

Qualche anno fa è stata direttrice stabile dell’orchestra sinfonica di Bordeaux, un incarico autorevole. Successivamente ha iniziato la direzione dell’associazione Ensemble Orchestral “Sans Frontieres”, composta da 40 musicisti professionisti ed amatoriali. Quali generi musicali siete soliti rappresentare, oltre la Musica Barocca?

L'Ensemble Orchestral è abituato ad ogni sorta di repertorio dal quello sinfonico a quello moderno.

Abbiamo creato diverse opere ed accompagnato diversi solisti internazionali.

Come è nata la sua collaborazione sia come pianista, che come direttore d’orchestra con E. Peclard, S. Rougier, S. O’Brien ed altri illustri musicisti?

Una splendida esperienza; infatti, mi sono trovata a condividere con loro qualche concerto, sia come compositore che come direttore e pianista.

Il Maestro Peclard, che è uno dei più grandi violoncellisti francesi ,mi ha commissionato “SHARADE” uno studio da concerto per il suo "piccolo": un nuovo violoncello creato da un liutaio appositamente per lui. E' partito in tournée in giro per l'Europa con il mio pezzo, questo è stato un grandissimo sogno che ho realizzato come compositore .

A maggio prossimo condividerò ancora qualche concerto con lui e Stephane Rougier, in trio su un pianoforte “Clementi 1823” e presenteremo un repertorio di compositori sconosciuti francesi dell'epoca romantica.

Sempre con Rougier, il prossimo 14 agosto suonerò al grande “Festival internazionale di Bayonne”, dove presenteremo anche stavolta un compositore "dimenticato": Delphin Alard.

Sarah O’Brien invece la conosco dai tempi della Svizzera , durante i miei 6 anni passati a Zurigo tra studio e vita ed abbiamo intrecciato una bella amicizia, che dura nel tempo e si è arricchita di qualche concerto con lei Solista e la sottoscritta, nei panni di Direttore d'Orchestra .

La sua emozionante opera “Cantate pour la morte de Falcone et Borsellino”, rappresentata in prima assoluta in Francia, nel 2012 è arrivata in Italia. Cosa ricorda della prima a Palermo, la sua città natale?

L'emozione grandissima di avere nel pubblico la Famiglia Falcone e la Famiglia Borsellino.

Le lacrime di commozione versate da Rita Borsellino e dai familiari del giudice Falcone resteranno sempre impresse nel mio cuore.

E poi eseguire la mia Cantate nella mia Sicilia, ( la Terra da cui sono fuggita), é stata come una sfida, lottare

contro la mafia in Sicilia è sempre una sfida …è il mio "grido" d'artista che dice NO alla Mafia e all’omertà.

Interessante ed encomiabile il suo impegno a sostegno dei diritti umani. Vorrebbe parlarmi della sua opera in corso di realizzazione, che parla dei genocidi in Africa?

Da qualche hanno utilizzo le mie opere per parlare di problemi “umani " che mi stanno a cuore ; così è stato con La “Cantate per la Mafia” , con Emes Symphonie , per le vittime dell'olocausto e lo farò ancora con la “MESSE POUR LA PAIX” dedicato ai "problemi" dello sfruttamento delle popolazioni africani .

Genocidi , virus sicuramente messi li di proposito, problemi politici gravissimi, fame e sete, sono solo una minima parte dei "problemi" dell'Africa; ma, purtroppo, tutto ciò non sembra turbare più di tanto l'opinione pubblica.

Anche stavolta ho scelto di non chiudere gli occhi, nella piena consapevolezza che i testi della mia nuova opera faranno ancora "baccano", ma non posso esimermi, altrimenti non potrò più guardarmi allo specchio.

Un sano impegno civile rientra fra i doveri morali dell’artista, che dovrebbe consapevolmente utilizzare la sua arte a sostegno di cause nobili.

La musica é un linguaggio universale e come tale ha il privilegio di essere un ottimo specchio per le cause umanitarie e in ogni caso per me rappresenta esattamente ciò.

Dall’inizio di quest’anno si sta attivamente dedicando ad un singolare progetto musicale, rivolto alla scoperta di autori nuovi e alla riscoperta di autori non più pubblicati. Come pensa di strutturarne la realizzazione?

Ho in cantiere diversi concerti e dischi con un repertorio completamente sconosciuto.

Ho avuto la fortuna di tenere fra le mie mani spartiti manoscritti di grandi autori molto conosciuti nel 1800 , e completamente dimenticati oggi. Il mio progetto è di restituire a questi artisti la visibilità che meritano.

I suoi dischi, generalmente, sono accompagnati da letture di poemi inediti del romanticismo francese, reperiti dal famoso musicologo Jean Yves Patte, fra l’altro il più grande esperto al mondo di componimenti storici “chopeniani”. Vorrebbe parlarmi di questa singolare esperienza, che accomuna musica e poesia, due modalità espressive dell’arte diverse ma fondamentalmente empatiche?

Ho conosciuto Jean Yves Patte attraverso un suo bellissimo libro e ho deciso di scrivergli una lettera d'ammirazione due anni fa.

Da quel giorno siamo diventati molto amici e condividiamo diverse produzioni artistiche, che vedono come protagonisti , appunto, autori sconosciuti oggi, ma celeberrimi nel periodo romantico francese .

Adoro suonare ed ascoltare il suono che si coniuga alla parola , creando una magica atmosfera, che secondo me costituisce una bellissima e valida alternativa al recital pianistico classico.

Il pubblico sembra apprezzare , ed io trovo che questa formula racchiuda sostanzialmente tutto quello che mi piace.

Lei è un’artista a tutto tondo, musicista, compositore e direttore d’orchestra ed attualmente abita a Bordeaux. Pensa che in futuro continuerà a vivere all’estero?

Sicuramente , la Francia è stata il trampolino di lancio per la mia carriera , sono quasi sicura che in Italia non avrei potuto avere le stesse opportunità; purtroppo professionalmente in Italia non è tutto oro quel che luccica, ( a buon intenditor..)

l’Italia ha dato i natali a tantissimi artisti, che hanno contribuito a tener alto il prestigio del nostro Paese nel mondo. La creatività ci appartiene da sempre, fa parte del nostro DNA. Quale potrebbe essere il suo messaggio di esortazione rivolto ai più giovani, in un momento di difficoltà, come quello che stiamo attraversando?

Io esorto i giovani a spegnere gli schermi del web, ( facebook, twitter, videogiochi, email etc etc ) ed aprire un buon libro, andare ai concerti che, fra l’altro, spesso sono anche gratuiti ed informarsi in modo indipendente.

Solo la cultura ci salverà dall'oblio .

Crotone - Il film racconta la storia di Max e Kevin, due grandi amici. I due ragazzi avevano dei problemi, Max era un ragazzo sano, ma molto solo e indifeso, spesso vittima di una banda di bulli. Kevin invece era un ragazzo molto malato, affetto da una sindrome che lo ha portato alla morte. Max e Kevin, insieme, aiutandosi a vicenda, diventarono un corpo solo, Kevin la mente e Max il braccio. I due sono inseparabili, proprio come dovrebbero essere due veri amici. Oggi è molto difficile trovare un vero amico, un vero amico ti sta accanto nel momento del bisogno, è sempre pronto ad ascoltarti, ti difende dalle cattiverie e sapere di avere qualcuno su cui contare ti fa sentire più forte, perché sai di non essere solo. Per me questa è la vera amicizia. Tutti devono sapersi comportare bene, evitare di fare del male perché nella vita ci si ricorda solo delle persone buone, quelle cattive è meglio dimenticarle. Il proverbio di mia nonna dice: “ chi semina bene raccoglie frutti buoni “.Purtroppo ci sono ragazzi che sono più bravi a mettersi nei guai, preferiscono fare i bulli e i duri per mettersi in mostra, ma in verità sono i più deboli e i più soli. La nostra società si è molto incattivita, nessuno dà una mano a chi ha più bisogno, siamo tutti egoisti e insoddisfatti. Bisogna prendere esempio da Max e Kevin che nonostante i loro difficili problemi hanno trovato la forza nella loro amicizia, sostenendosi a vicenda.

Emanuele Pupa

IC, "Anna Frank"

Per me la storia di Max e Kevin è stata molto commovente perché questi due ragazzi si aiutavano a vicenda, quando uno era in difficoltà l’altro correva ad aiutarlo. Max e Kevin erano come un'unica persona, uno era il corpo e l’altro era la mente.

Insieme vivevano tante avventure affrontando coraggiosamente tutti i malfattori. Il finale del film è stato molto commovente, Kevin, per natale, regala un libro vuoto a Max, così che lo possa scrivere lui stesso.

Dopo la morte di Kevin, Max inizia a scrivere le loro avventure così il loro ricordo rimarrà indelebile su quelle pagine. Penso che sia molto importante volersi bene e non importa se le persone o amici siano sani o malati, anzi forse è più importante stare vicino ad un ammalato per dargli gioia e conforto visto che ha sofferto già tanto.

Perciò l’insegnamento che mi ha dato è che bisogna aiutarsi e volersi bene senza compromessi.

Vincenzo Niccolò Iuliano
IC, "Anna Frank"


Basta guardare il cielo, per me è stato un film emozionante ma soprattutto significativo, poiché ci ha fatto capire cos’è l’amicizia.Ma cos’è l’amicizia?Per alcuni è solo una semplice parola, ma qual è il suo significato e soprattutto quando si trova, su cosa si basa?L’amicizia è fiducia, in particolar modo nei momenti di bisogno, è aiuto reciproco, specialmente donarsi amore l’uno verso l’altro.Ormai quasi tutti ci definiamo amici, in realtà c’è differenza tra amici e conoscenti.Una vera amicizia è come quella di Max e Kevin.Erano opposti, ma dopotutto gli opposti si attraggono; possiamo dire che erano due cavalieri, però cosa sono i cavalieri?I cavalieri sono quelle persone coraggiose che mettono la loro vita in pericolo per salvare gli altri, sono quelli che combattono per la giustizia e dimostrano il loro coraggio con le gesta.Infatti più tardi loro diventarono una cosa sola, uno la mente e l’altro il corpo.Decisero di donare il loro aiuto ai più deboli aiutando la società.A cosa serve comportarsi bene per la società?Nella vita bisogna comportarsi bene poiché la società è il nostro futuro, solo se ci comportiamo bene tutti staremo meglio, infatti chi è stato grande una volta sarà grande per sempre; ecco perché ognuno di noi potrebbe e dovrebbe diventare un cavaliere.Purtroppo nel film Kevin muore, ma proprio persone come lui saranno ricordate nella storia.Dopotutto Kevin era un cavaliere che uccideva draghi, salvava principesse e camminava sopra il mondo.

Sara Giulia Borrelli
IC, "Anna Frank"


L’amicizia è un sentimento che ci permette di vivere bene con gli altri.Sin da piccini i nostri genitori ce lo insegnano.Poi a scuola i professori continuano a insegnarcelo.Però non sono i nostri genitori e nemmeno gli insegnanti a decidere le nostre amicizie.I compagni che frequentiamo a scuola sono solo conoscenti, con alcuni si diventa amici con altri no.L’amico vero è quella persona che trova posto nel nostro cuore.Agli amici si racconta tutto.Con gli amici veri si ride, si scherza, si litiga, si piange e ci si arrabbia e poi si fa pace.enza amici si vivrebbe una vita triste e solitaria.Con gli amici si deve stare bene e non si deve mai criticare e mai tradire.Per questo l’amicizia deve essere virtuosa .Nella vita però non dobbiamo comportarci bene solo con gli amici, ma con tutti.Quando si commette una cattiva azione verra’ ricordata per sempre.Anche quando facciamo una bella azione verra’ ricordata.Purtroppo viviamo in una societa’ dove non ci sono molte persone virtuose.Infatti a scuola i prof spesso ci devono ricordare di non litigare, di volerci bene, e di non offenderci con brutte parole.Amicizia vuol dire anche avere coraggio.Infatti certe volte capita che un amico per difenderci è costretto a mettersi contro altri suoi amici.Però se è un' amicizia vera, vale la pena rischiare.

Alessandra Vallias

IC, "Anna Frank"

Aiutarsi , offrirsi , donarsi

Senza mai abbandonare

la mano di colui che ti chiede aiuto.

Dona te stesso senza compromessi,

dona gioia a chi è triste,

dona fiducia a chi è insicuro,

dona la forza ai più deboli.

Essere sempre pronto

ad ascoltare problemi e difficoltà.

Condividere i bei momenti

e quelli meno belli.

Essere sinceri e rispettare le idee altrui,

essere sempre pronti ad un sorriso

e ad un abbraccio ,

sempre pronti a consolare e a gioire.

Matteo Pupa
IC, "Anna Frank"

Lui era là ed io ero qua
Solo era lui ma solo ero anche io
Tristezza e solitudine
Nient’altro .
Il sole illuminò i suoi ricci capelli
Cosi non vidi più le sue difficoltà
Ma solo il suo volto
Aveva la stessa mia età
Lo guardai e lui mi guardò
Mi avvicinai e da quel giorno
Diventammo una persona sola
Nulla poteva dividerci
E nulla mai ci dividerà
perché l’amicizia vera
unisce sempre due amici per la pelle.

Fausto Rotella
IC, "Anna Frank"

Che cos’ è l’amicizia?

Max e Kevin ragazzi uniti da un insolito destino

Uno deriso l’altro malato

insieme un unico elemento

inscindibile indivisibile.

Questa è amicizia.

Cavalieri senza macchia e senza paura

Pronti a donare ciò che hanno.

Questa è amicizia.

Hanno affrontato ogni difficoltà

Questo è coraggio.

Amicizia, amore e coraggio

la morte potrà mai spegnerli.

Cos'è l'amicizia?

L'amicizia è il perdono, l'affetto e l'aiuto reciproco.

L'amico è quella persona che ti sta accanto,

ti protegge, ti perdona per ogni offesa.

Una persona può essere alta o bassa,

grande o piccola,

in salute oppure no,

ma l'importante è che egli ti stia sempre accanto.

L'amico è come un cavaliere,

che ti segue e ti protegge

e con la sua armatura e la sua spada

ti dà gloria e grande aiuto.

L'amico ti può aiutare leggendo e scrivendo,

facendoti doposcuola se hai qualche problema.

Gli amici, però saranno sempre nel tuo cuore,

ma un giorno ti dovranno lasciare.

Tu devi cercare di non soffrire

e devi ricordarti che un vero amico resterà sempre, 

sia nel tuo cuore, che nella tua anima,

perché l'amico fa parte di te.

Federica Marcello
IC, "Anna Frank"

Questa è la storia di Max e Kevin due ragazzi, tutte e due con problemi e con questa amicizia, così profonda, si completano a vicenda; poiché Kevin aveva "la testa" (l'intelligenza) e Max le gambe ed insieme facevano la forza. ("cavalieri").
Non si facevano far prendere in giro da nessuno e difendevano tutti, soprattutto i più deboli.

La loro amicizia non l'avevano cercata perché l'amicizia è un sentimento che nasce dal cuore; il rispetto è alla base dell'amicizia così come l'amore e la stima.

Un vero amico ti vuole bene, ti accetta come sei e ti fa capire i tuoi sbagli.
Con lui condividi tutto perché sai che custodisce i tuoi più intimi segreti.

"L'amicizia é un universo fatto di momenti e per ognuno di questi nasce una stella"

"Se ti comporti bene verrai ricordato sempre". 

Queste frasi ci insegnano l'importanza della vita e come ci si deve comportare per darle un senso.

Ognuno di noi deve vivere ogni momento intensamente senza lasciare niente per scontato.

La conclusione mi ha fatto capire quanto era sincera l'amicizia tra Max e Kevin;

Il rifiuto da parte di Max,nell'inseguire l'ambulanza per non lasciare Kevin è stato toccante, ma ancora più commovente le parole della mamma "aveva il cuore troppo grande per la sua testa".

Il ricordo di Kevin non svanirà poiché Max lo ha reso indelebile nel suo libro: 
"L'amicizia non si può cancellare.!."

Andrea D'Angerio
IC, "Anna Frank"

Guardando il film” Basta Guardare il cielo” ho riflettuto sul valore dell’amicizia.

Il film narra la storia di due ragazzi molto diversi tra loro: Kevin, molto magro a causa di una malattia, ma tanto intelligente, e Max più robusto e molto timido, tanto da essere preso in giro dagli altri ragazzi.

Tra i due nasce una profonda amicizia che li renderà inseparabili tanto da affrontare diverse disavventure.

Da questo film ho capito quanto è importante condividere i momenti più belli con gli amici che occupano un posto nella nostra vita.

Possono essere compagni di scuola, coloro con cui facciamo sport o ragazzi che conosciamo da quando eravamo piccoli.

Con quelli più intimi, ad esempio, trascorro intere giornate a ridere e scherzare.

L’importanza di questo sentimento vale più di quanto sembra. Ci aiuta infatti a capire la parola fiducia, perché siamo noi a scegliere gli amici che meritano di più le nostre confidenze.

Ma c’è una cosa che ci aiuta a capire, nonostante i nostri genitori e insegnanti lo ripetono continuamente, ovvero il rispetto.

Imparando a stare con gli amici, impariamo anche a rispettare tutti perché come nel film, molti hanno delle storie tristi in famiglia e non meritano di essere derisi e allontanati.

Infatti se ci mostriamo gentili e disponibili ad aiutare chi abbiamo vicino, sarà difficile non essere ricambiati con affetto sincero. In fondo siamo tutti uguali, non c’è differenza di religione, razza o lingua, tutti abbiamo bisogno di dare e ricevere così da grandi saremo uomini corretti e sensibili. Sia che facciamo del bene o del male a qualcuno questo gesto rimarrà nel ricordo di chi lo riceve e verremo giudicati in base a questo.

Soprattutto non bisogna dimenticare che facendo del male da piccoli, potremmo continuare a farlo da grandi con chiunque, diventando non solo un brutto esempio per gli altri, ma rischiando anche di diventare nel periodo della scuola dei bulli che non hanno alcun rispetto.

Domenico Ruggiero
IC, "Anna Frank"



Due valorosi cavalieri senza paura,

camminano fianco a fianco lungo i sentieri della vita.

Insieme ridono e piangono, superando ogni difficoltà,

nessuna ferita li potrà mai separare,

ma potrà solo rafforzare la loro amicizia.

Non servono ricchezze,

poiché il loro tesoro è l’ amicizia,

che durerà per tutta la vita.

I due amici uniscono l’ intelligenza e la forza,

per diventare invincibili.

Un cavaliere deve combattere per i valori in cui crede,

onore, onestà e giustizia,

solo così si potrà vivere in un mondo migliore.

Manuel Giungato
IC, "Anna Frank"
 

 

Crotone - «Grazie Signore per avermi donato la vita», questa è una delle frasi che Piscine Molitor Patel, chiamato Pi, protagonista del film Vita di Pi, dice nel film che io e i miei compagni di scuola abbiamo visto e che, secondo me, può riassumere tutto il significato del film.Vita di Pi racconta la personale avventura di un ragazzo indiano che si ritrova naufrago nel mezzo dell'Oceano Pacifico con una pericolosissima compagna di viaggio: una tigre del bengala.La storia ha inizio quando Pi è ancora un bambino e vive in India con la sua famiglia che possiede un grande zoo. Qui cresce imparando a conoscere ed amare gli animali circondato da una natura meravigliosa, poi quasi adolescente si appassiona alla religione e si mostra sin da subito curioso e intelligente, ma soprattutto dotato di una fantasia e di una sensibilità particolari. In seguito è costretto a trasferirsi in Canada, ma durante la traversata a causa di una violenta tempesta la nave affonda tra le onde e Pi si ritrova, unico sopravvissuto dell'equipaggio su una scialuppa di salvataggio insieme a Richard Parker, la feroce tigre che Pi sin da bambino ha amato e temuto.La sua avventura , piena di significati, è basata soprattutto sulla paura, sulla fiducia, sulla speranza e sul credere in Dio.La ferocia della tigre potrebbe rappresentare il fatto che Pi, in quel momento non credeva più in Dio perché si sentiva solo ed abbandonato da tutto e da tutti mentre, successivamente, quando Pi cerca di addomesticare la tigre, sembra avvicinarsi a Dio e quindi la tigre diventa più docile. L'isola galleggiante su cui Pi e la tigre sbarcano rappresenta i momenti belli e i momenti brutti della vita perché di giorno nell'isola tutto era bello, Pi poteva mangiare i frutti e poteva stare tranquillo, mentre di notte l'isola era spietata e uccideva le creature che l'abitavano. L'abbandono dell'isola, secondo me, potrebbe significare che si deve avere il coraggio di allontanarsi e trovare un'altra via che può essere migliore. Alla fine la tigre non si volterà verso Pi, ciò può essere significativo del fatto che ormai Pi credeva in Dio e quindi la tigre, cioè la parte di Pi che non credeva, era scomparsa per non tornare mai più. Tanti significati, tanti momenti belli e brutti, tanti pensieri e una sola conclusione: tutto ciò che ci fa paura è solo ciò che non conosciamo.

 

Matteo Postiglione

I F, I.C. “V. Alfieri”

«Occuparmi di lui è il mio scopo» questo film Life of Pi mi ha colpito molto perché nella vita ci sono molte difficoltà che pian piano diminuiscono tranne una: la difficoltà di farsi un amico.Pi ha lottato molto contro la sua paura, ma non ce l'ha fatta, per questo, finita la sua avventura Pi si arrende. Arrivato in Messico lui con il suo amico Rikard Parker si dividono; Pi viene portato in ospedale da alcuni uomini sulla spiaggia e Rikard Parker insegue la sua natura nella giungla.

Teresa Ruberto
I F, I.C."V. Alfieri"

«La vita e' un atto di separazione dobbiamo trovare il momento giusto di dirci addio.» Questa è la frase che mi ha colpito di più del film Life of Pi che parla di Pi, un ragazzo che ha perso la sua famiglia in un nubifragio. La frase ci fa capire che noi prima o poi ci dobbiamo separare anche dalla cosa più preziosache abbiamo e dobbiamo avere il coraggio,   la fiducia e la speranza che ha avuto Pi.

 

Emma Adolfini
I F, I.C. "V. Alfieri"

La speranza è sempre l'ultima a morire; questo sentimento accompagna Pi quando si trova in mezzo al mare disperso con una tigre in seguito al naufragio di una nave sulla quale si era imbarcato insieme alla sua famiglia.L'avventura di Pi insegna che anche dinanzi a situazioni di pericolo, paura, incertezza è possibile trovare una via di scampo se si confida nel proprio istinto, nel proprio coraggio e nella propria forza d'animo.La lezione ha una valore maggiore, perché viene dalle azioni e reazioni di un giovane;è un bell'esempio di incoraggiamento.

 Marco Coluccio
I F, I.C. "V. Alfieri"

La vita è fatta di separazioni, ma la cosa peggiore è non avere l'attimo giusto per dirsi addio.Pi nasce in India è un bambino che ama molto gli animali e i suoi genitori sono proprietari di uno zoo. l genitori decidono di trasferirsi in Canada e durante il viaggio la nave affonda e Pi rimane in balia delle onde su una scialuppa con una zebra, un orango, una iena e una tigre del Bengala.Ben presto Pi si ritrova solo con la tigre. Comincia così la sua avventura piena di paura di morire e istinto di sopravvivenza. Impara a pescare e nei momenti più difficili trova il coraggio nella fede e in se stesso diventando forte e sicuro.

 

Michele Spina

I F, I.C. “V. Alfieri”

Io e la tigre

Mi ritrovai sulla barca, faccia a faccia con la  tigre.

«Mi guardava minacciosa.

Sembrava che volesse affondare le sue fauci nella mia carne. Le offrii un pesce, ma lei lo rifiutò.

Preso dalla rabbia, scagliai il pesce in acqua.

Non ne rimase nulla,venne divorato in un solo attimo dai piranha. L'acqua sottostante divenne un tumulto di pesci,lì regnava il pericolo. Negli occhi della mia terribile compagna vedevo il mio terrore. Eravamo soli, nell'immenso oceano!

La tigre mi si avvicinò,e come un gatto poggiò la sua testa sulla mia pancia. Tremavo, e non tentai di toccarla.

La sentivo respirare sul mio ventre.

Da quel momento in poi niente ci separò. Avevamo fatto un patto silenzioso....

Lei sarebbe stata la mia salvezza!»

Lara Levato

I A, "Anna Frank"

«La paura è stata ciò che mi ha salvato, mi ha aiutato ad essere prudente, è stata uno sprone a non arrendermi sulla barca in mezzo al mare, come avrebbero fatto tanti altri.La paura mi ha imposto il coraggio per combattere una battaglia, la battaglia per la mia vita...Se mi fossi salvato, avrei provato una gioia immensa nel sapere di essere speciale.Dopo mesi di navigazione alla deriva avevo quasi perso la speranza,mapoi capii che la speranza è l'ultima a morire, perché probabilmente se non avessi sperato di sopravvivere non ce l'avrei fatta.Sopravvivere era quasi impossibile, ma la mia fede mi teneva in vita. Solo quando ormai ero sano e salvo capii che persone come me ne esistevano poche al mondo, ero stato diciamo "fortunato" perché in quel mare immenso avevo vissuto l'avventura più grande della mia vita: avevo visto spettacoli di luce emanati da meduse, mi erano schizzati dei pesci in faccia e soprattutto ero stato naufrago con una tigre!Perché sono sopravvissuto solo Dio lo sa,ma dopo questa avventura hocapito che la mia vita è un dono prezioso e va vissuta ogni giorno al massimo!

FRANCESCO GROTTERIA

Mi presento mi chiamo Pi
«Ho
vissuto una vita di paura, ma è stata proprio la paura a darmi il coraggio per andare avanti in qualsiasi difficoltà. Ho dovuto affrontare pericoli enormi, ma ce l'ho fatta. Credo che tutto questo sia dovuto alla forza che sono riuscito a darmi, alla volontà di sopravvivere, pur essendo stato su un'imbarcazione in mezzo al mare senza cibo, senza acqua e con una tigre che mi avrebbe potuto sbranare in qualsiasi momento.Eppure non l'ha fatto, anzi mi ha trattato come un compagno di viaggio e di avventura. Questa è la cosa più rincuorante della brutta esperienza che ho affrontato. Forse l'unico rammarico che posso avere di tutto questo è che la tigre o come la chiamavo io con il suo nome, Richard Parker, non si sia voltata, dopo tutte le avventure passate insieme, né mi abbia degnato di uno sguardo. Me lo aveva detto mio padre che le tigri sono fatte così. Dopo tutto questo, io penso che alla fine la vita non sia altro che un atto di separazione, ma la cosa che crea dolore è non prendersi un momento per un giusto addio! lo ho imparato da questa esperienza che dalla paura bisogna prendere il coraggio per superare le difficoltà della vita.»

Francesco Stingi
I A, "Anna Frank"

Ero solo nell'Oceano

«Ero solo sulla barca, e pensavo: - Come farò a sopravvivere con una tigre? Dovrò darle da mangiare per evitare che lei mangi me!-Tanti pensieri affollavano la mia mente, ma soprattutto la paura, che diventava terrore quando vedevo nei suoi occhi la ferocia dell'animale selvaggio.Passarono i minuti, le ore, i giorni, i mesi....Quando arrivammo sull'isola e realizzai che ero ancora vivo, la vidi allontanarsi verso la foresta.Non si voltò a salutarmi. Mi sentii tanto triste.Eravamo stati insieme giorni e giorni nell'oceano a sfidare la morte e lei non si girò. Mi si spezzò il cuore. Mi ero illuso di essere suo amico.Ero solo uno sciocco.Si può diventare amici di una tigre?»

 GEORGIANA PRUTEANU
I A, "Anna Frank"

 

 

 

 IO HO FIDUCIA IN DIO

 Caro Pi, anch'io mi sento come te insicuro e pieno di paure

a volte mi chiedo il perché

e penso alle mie avventure.

Mi sconvolge l'idea di un terremoto o di una tempesta, di un incendio o di un terribile uragano,

di perdermi in una fitta ed oscura foresta,

 in un luogo solitario e per me molto lontano.

 Nei miei sogni incontro animali feroci:

tigri, leoni e velenosi serpenti; uomini che causano dolori atroci, furbi, scaltri e malviventi.

E che dire, poi, del pensiero dell'Inferno, di questo posto tanto tenebroso

o dell'assenza del Padre Eterno

 che rende il mondo triste e doloroso?

Quando, però, osservo la natura, tornano in me la fiducia e la speranza e la vita appare bella e sicura,

i pericoli non hanno più importanza.

 Anche tigri e leoni amano i loro piccoli e si arrabbiano solo per difendersi,

non tutti gli uomini sono violenti o ridicoli e, spesso, sanno anche comprendersi.

 Ora, Dio mi appare in ogni cosa, lo sento sempre più vicino,

la mia giornata si fa gioiosa se c'è Lui sul mio cammino.

 Nudo Lorenzo

I A, "Anna Frank"

Io nei tuoi occhi

Io nei tuoi occhi vedo …

La mia famiglia sprofondare

Sparire sotto le grinfie dell’oceano e del mare.

Io nei tuoi occhi vedo …

La speranza di salvarmi

La paura che ho dentro

Mi aiuta a non arrendermi.

Sono sicuro che con te

Riuscirò un giorno a tornare

In una terra molto lontana

al di là di questo mare.

Io nei tuoi occhi vedo …

Una luce che non si oscurerà mai

Perché tu con me sopravviverai.

Io nei tuoi occhi vedo …

Un’amicizia che non perderemo

E che mai scorderemo

… finché vita avremo.

Gioia Folino e Saida Rocco

I A, “Anna Frank”

La vita di P i tratta argomenti che non sono alla portata di tutti e su cui sta o cade l'intera resa del film, perché qui si discute apertamente di Dio senza escamotage di sorta.

   L'intento è dichiarato fin dall'inizio: prendere o lasciare. Un film tanto intelligente quanto  obbiettivamente compiacente; con quel suo tenersi in equilibrio precario tra l'esigenza di risultare appetibile al grande pubblico e quella invece di stimolare riflessioni più alte anche a costo di irritare lo spettatore. Il film è leggibile su più livelli e cuce insieme spunti diversi presentandoli in una chiave quasi fiabesca. Il messaggio è che per vivere meglio tutte le cose vanno prese così come sono lasciandosi andare, a volte, a qualsiasi cosa invisibile agli occhi, ma non alla mente e solo la fede può esserne la risposta.Il racconto Vita di Pi è tratto dal libro Life of Pi dello scrittore canadese Yann Martel.La storia è piena di metafore, lo è il racconto stesso, infatti, secondo me, il momento in cui Pi, il protagonista, si trova solo per l'oceano con la tigre Richard Parker sta ad indicare la difficoltà, per un ragazzo, di passare dalla giovane età a quella adulta.Un'altra metafora può essere l'isola cannibale che indica un po' la nostra "isola sicura" in cui ci rifugiamo, ma il solo pensiero di rimanere intrappolati, allontanandoci dalla vita reale, ci spinge a pensarla come una prigione in cui noi siamo obbligati a rimanere per tutta la vita e facciamo tutto il possibile per scappare. Questo è quello che fa Pi quando capisce che l'isola non è più sicura.Anche la morte della famiglia di Pi è una metafora: indica la perdita di tante persone care che ci sono sempre state vicine per aiutarci, ma una volta andate via non possiamo contare più su di loro e dobbiamo imparare a gestirci da soli, che non è una cosa impossibile, bisogna solo provarci per riuscirei.Complessivamente, quello che la storia vuole farci capire, è che tutti gli ostacoli che incontriamo ogni giorno della nostra vita non sono impossibili da superare, perché l'unico vero ostacolo è la paura di non essere pronti a diventare grandi e prendersi ognuno le proprie responsabilità, ma con l'impegno e la voglia di riuscirei anche questa non è impossibile da superare.

Giuliano Pugliese

II A, "Anna Frank"

Per me questo film è veramente bello, non solo per gli effetti speciali spettacolari, ma anche perché fa capire alcuni dei valori più importanti della vita come: il coraggio, l’amicizia, il rispetto nei confronti degli animali. Questo film affronta anche l’adolescenza, facendo capire inoltre le differenze e le similitudini tra gli adolescenti dei paesi occidentali e dei paesi orientali, in questo caso l’India. Per me il protagonista vede nella tigre se stesso, la sua parte peggiore, quella che fa di tutto pur di sopravvivere. Questa sua parte peggiore prende il sopravvento su di lui quando dopo moltissimi giorni in mare pur di mangiare qualcosa uccide in modo brutale un pesce dai colori sgargianti, che rappresenta la sua parte umana schiacciata dalla sua peggiore, quella animale.

Emanuel Manica

II A “Anna Frank”

Questo film è davvero uno dei migliori che abbia mai visto,non soltanto per la sua trama anche per gliinsegnamenti che trasmette, per le emozioni, per le sensazioni. lo mi sono commosso nel guardarlo, era come se io fossi Pi. Questo film mi ha trasmesso molti sentimenti tra i quali felicità e in alcune parti stupore, era meraviglioso guardare Pi che escogitava mille soluzioni per la sua sopravvivenza con Richard Parker. Questo film mi ha insegnato moltissime cose, cose sull'amicizia,sulla sopravvivenza, ma soprattutto anche sulla speranza e la volontà. Mi ha insegnato che per essere amici non bisogna essere uguali ma, soprattutto mi ha insegnato a non arrendersi mai, perche anche quando le cose sembrano brutte c'è sempre una soluzione, ad esempio Pi era sul punto di arrendersi,di mollare tutto ma, grazie alla sua forza fisica e mentale è riuscito ad andare avanti, a sopravvivere. Questo film mi ha insegnato a lottare per ciò che voglio ottenere, mi ha insegnato a non guardare solo le cose negative, ma anche quelle positive e a valorizzarle moltissimo.!Infine questo film ci insegna ad apprezzare le cose belle della vita e a non arrendersi mai.
Samuele Poelo
II A, "Anna Frank"



Barbara Scavelli
II A, "Anna Frank"

Nel film Vita di Pi sono numerosi gli insegnamenti presenti, ma mi ha colpito di più quello della serenità e di una amicizia inaspettata.Infatti, Pi, dopo aver perso la sua famiglia, rimane solo su di una scialuppa in mezzo all'oceano con una tigre, Richard Parker e, grazie alla sua serenità, Pi è riuscito a rimanere in vita ma, soprattutto, mi ha fatto capire che con la calma e la serenità anche un lupo può fare amicizia con un agnellino: è questo che è accaduto in una delle scene più belle del film ovvero quando Pi abbraccia Richard Parker.E' questo, secondo me, l'insegnamento fondamentale, quello che resterà nella vita futura con le persone più scontrose, meno amichevoli e poco propense a stringere amicizia: solo con la serenità e la calma possiamo avvicinare quelle persone, delle tigri,  a noi.Infine, questo non è però l'unico argomento di cui parla il Film, vi sono anche molti altri spunti di riflessione che questo film suscita ma, come detto prima, per me è quello più rilevante.

 

Elio Manica

 II A, "Anna Frank"

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI