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Lunedì, 25 Ottobre 2021

Malaparte. Vies et légendes

Maurizio Serra, diplomatico e saggista, è ambasciatore d'Italia all'Unesco. Il suo ultimo libro, Malaparte. Vies et légendes, ha vinto il Goncourt de la Biographie 2011 ed è di prossima uscita in Italia. Nella “Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea”, diretta da Francesco Perfetti per la casa Le Lettere, esce La Francia di Vichy (pp. X + 300, € 28).

Questo studio di Serra fu pubblicato originariamente nel 1980. Viene riproposto con un saggio che l’aggiorna dopo un trentennio di dibattito storiografico. La prima edizione trovò il favore di Renzo De Felice, il quale ne propiziò la pubblicazione come di un volume che avrebbe fatto "a lungo testo". Merito di Serra era affrontare "uno degli aspetti fondamentali e più controversi" della realtà di Vichy, "quello della cultura, non limitandosi però agli anni di Vichy, ma risalendo negli anni Trenta e anche più indietro, così da tracciare un convincente profilo della tradizione antirepubblicana e poter poi vedere come le diverse componenti di questa tradizione abbiano giocato e si siano atteggiate nel 1940-‘44".

Il lavoro di Serra sviluppa così lo studio del caso di Vichy come "esempio storico di cultura autoritaria al potere", per riflettere più ampiamente sul rapporto fra cultura e autorità. Ne escono nomi come Ernest Renan, Maurice Barrès, Charles Maurras, Charles Péguy. Come nota Perfetti, a ragione Serra sostiene che, per comprendere Vichy, è necessario capire pure ciò che accadde a Parigi e che fu espresso appunto dal "collaborazionismo intellettuale". Questo collaborazionismo fece registrare meno punti di condivisione di quanto si pensi con la "rivoluzione nazionale", fu più di questa eterodiretto, non ebbe un profondo radicamento popolare, ma, paradossalmente, non si rivelò il portato casuale ed effimero di avverse circostanze della storia francese. I suoi più noti esponenti, da Céline a Drieu La Rochelle, da Benoist-Méchin a Brasillach, hanno continuato a fungere da sotterranei e inquietanti protagonisti, sia pure impresentabili e maledetti, della letteratura francese contemporanea e delle pulsioni della cultura europea, a fronte delle sfide della modernità.

 

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