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Giovedì, 06 Agosto 2020

Bianco come la vaniglia

Piemontese di nascita, romana per scelta, Paola Bottero, giornalista ed esperta di comunicazione pubblica e strategica, è diventata calabrese di adozione. Dall’inizio del nuovo millennio opera fra Cosenza e Reggio Calabria. La Calabria è stata l’ispiratrice di due suoi romanzi: Ius sanguinis (Città del Sole ed., 2009) e ‘Ndranghetown (Agenzia X ed., 2011). Esce ora, presso Sabbiarossa, Bianco come la vaniglia (pp. 208, € 12), commossa ricostruzione della semplice e breve vita di Francesco Inzitari, assassinato a diciotto anni.

L’Autrice dà voce sia alla sorella dell’ucciso sia, con fresca originalità, a un televisore, che funge da io narrante. Gli eventi, in fondo semplici, della tragica esistenza del protagonista sono raccontati con partecipazione, ricostruendo un clima ambientale deleterio e rendendo evidente i cambiamenti operati nel giovane, quando dovette d’improvviso maturare sostituendo il padre nella conduzione di una grande azienda. Accanto a pennellate paesaggistiche che meritano citazione (testimonianza dell’amore che la Bottero prova per la sua terra d’adozione), non si può tacere la tenerezza profonda di cui sono intessute le pagine, che suonano denuncia sia verso gli assassini, sia verso gli indifferenti, silenti complici del male che intorpidisce la regione.

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