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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Il caso Galileo

Firenze, 26-30 maggio 2009:si tiene un convegno internazionale di studi, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sul tema Il caso Galileo. L’evento, inteso a offrire “una rilettura storica,filosofica, teologica” della complessa vicenda galileana e del suo contesto, riveste anche una sua particolare importanza, come si legge nelle pagine introduttive, perché per la prima volta dopo quattrocento anni si sono ritrovate insieme istituzioni scientifiche e culturali interessate al caso e a lungo attraversate da tensioni. Importanza particolare anche per il fatto che gli illustri componenti del Comitato scientifico sin dall’inizio dei lavori preparatori si sono trovati d’accordo su tre punti: 1) il Convegno non doveva essere celebrativo, 2) non doveva essere un Convegno di “galileologi”,3) non doveva essere un Convegno in cui si iniziasse a parlare di Galileo per poi discutere d’altro” .

Il volume raccoglie gli Atti (a cura di Massimo Bucciantini,Michele Camerota,Franco Giudice) ed è accompagnato da un DVD dell’Istituto Niels Stensen e del Museo Galileo, comprendente le riprese della Tavola rotonda finale organizzata presso la Villa Il Gioiello (interventi di Evandro Agazzi, Paolo Galluzzi, comitati Promotore, Istituzionale,Scientifico,Organizzativo,comitati costituiti da storici, scienziati, filologi,esperti, tutti di grande spessore). Nelle ultime pagine brevi profili bibliografici degli Autori e l’indice dei nomi.

Le “Lectiones magistrales” sono tenute da Nicola Cabibbo (L’eredità di Galileo) e Paolo Rossi (Gli storici e il processo a Galileo). Seguono quattro sezioni, dedicate alla condanna del 1616, ai due processi considerati nelle premesse e nei contesti, al Caso visto tra ‘600 e ‘700, al Caso visto tra ‘800 e ‘900.Nell’insieme il volume della “Biblioteca di Galilaeana”è uno spaccato di storia della scienza e della cultura, della teologia e della Chiesa, ma è soprattutto una storia degli approcci a Galileo ieri e oggi. Qua e là si possono leggere, anche attraverso le note, spunti di atteggiamenti ideologici di cui è ricca la letteratura galileana e da cui gli illustri convegnisti prendono o dichiarano di prendere- le distanze. Michele Ciliberto (il suo intervento si intitola, ma il titolo non ne rende la robustezza, Galileo e Bruno martiri del libero pensiero), dopo aver richiamato l’attenzione su noti momenti interpretativi della “nova filosofia” bruniana,nutriti di spirito anticristiano, sottolinea come la situazione cambi “profondamente nella seconda metà dell’Ottocento,quando la figura di Bruno assume i caratteri del ‘martire del libero pensiero’,campione della libertà dei moderni in opposizione alla Chiesa di Roma… che vuole – e qui si cita Labriola- ‘difendere in Campo dei Fiori un ultimo lembo di potere temporale’.Basta,del resto,scorrere la Bibliografia del Salvestrini per vedere come Bruno” e Galileo siano “metafora d’altro” e come intorno ai loro nomi si addensino i problemi più “scottanti del dibattito etico-politico e culturale di quegli anni nel vivo di contrapposizioni che, già esplose con la formazione del nuovo stato unitario,si erano ulteriormente irrigidite e avvelenate con la conquista violenta della nuova capitale” (p.368). Chi legge Ciliberto non può non leggere Luciano Malusa che nel saggio su Il giudizio dei neotomisti dell’Ottocento su Galileo Galilei traccia una sintesi di storia della filosofia (e della teologia) e della scienza e dei loro rapporti ricca di spunti illuminanti. Con riferimento all’opera di Salis-Seewis ricorda che “lungi dal dare alla filosofia cristiana il colpo di grazia, Galileo la compie”. E ancora:”Come la metafisica dovette a lungo aspettare i potenti ingegni degli scolastici che la portassero alla sua perfezione,così la fisica aspettava l’uomo che le desse un nuovo impulso. E quest’uomo si trovò,e fu Galileo. Egli credente, e credenti quei che costruirono il nuovo edificio delle scienze naturali. Togliete alle scienze naturali tutto ciò che si deve ai credenti:che ne resta?” (p.422).

Risulta ampiamente citato dai relatori Walter Brandmuller, “galileologo” attrezzato e sereno. Di lui si potrebbe ricordare un volumetto apparso nel lontano 1970 nella collana delle Edizioni Paoline “Punti scottanti di teologia”:il grande studioso nel suo Il caso Galileo ricostruisce la vicenda di un “conflitto” (Chiesa-scienza) con rigore,con lo sguardo sui documenti,con stile limpido e soprattutto con semplicità: col metodo che raggiunge i giovani che sempre aspirano alla chiarezza.

Francesco Pistoia

 

 

 

M.BUCCIANTINI-M.CAMEROTA-F.GIUDICE (a cura di), Il caso Galileo,Leo S.Olschki Editore, Firenze 2011, pp. XIV-520

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