Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 28 Maggio 2020

La Lega di Crotone unita …

Mag 25, 2020 Hits:163 Crotone

Lega Giovani: La mafia pu…

Mag 23, 2020 Hits:244 Crotone

Isola Capo Rizzuto - Gior…

Mag 23, 2020 Hits:234 Crotone

Tre anni fa il gemellaggi…

Mag 19, 2020 Hits:428 Crotone

Antica Kroton, la Lega in…

Mag 16, 2020 Hits:476 Crotone

Crotone in fiore

Mag 05, 2020 Hits:689 Crotone

Isola Capo Rizzuto - Il C…

Apr 08, 2020 Hits:1186 Crotone

Leggere la P2 fuori degli schemi fissi

Trent’anni di complottismo trovano un blocco nella conclamata necessità d’indagare a fondo su Carlos lo sciacallo (Ilich Ramirez Sanchez, terrorista filosovietico e filopalestinese), per chiarire motivazioni, ideatori e autori della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Da sinistra si replica all’iniziativa giudiziaria cercando di svilirla o d’irriderla: si ricorda come Francesco Cossiga fosse un convinto assertore della pista palestinese per arrivare alla verità sulla strage, verità che invece molti pretenderebbero di etichettare a priori nell’estrema destra.

Della questione si era già occupato Aldo A. Mola, in Italia massimo conoscitore della massoneria, nel denso volume Gelli e la P2 tra cronaca e storia (Bastogi, 2008), che ora viene tradotto in romeno con postfazione del generale Bartolomeu Constantin Savoiu, gran maestro della Gran Loggia Nazionale Romena “1880” (Bucarest, Editura Nestor, pp. 574). L’opera, presentata a Bucarest e riproposta in seconda edizione alla Fiera del libro massonico a Cannes (6-7 ottobre), costituisce un’occasione per andare più a fondo sulle trame e sui veri complotti per depistare le indagini e far perdere le tracce di mandanti e colpevoli.

A trent’anni dal falso scandalo della P2, documenta Mola nella prefazione all’edizione romena, l’unica certezza è il “compito storico” indicato dal costituzionalista Leopoldo Elia a Tina Anselmi, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2: “Con la giustizia (cioè con accuse artificiose e processi dalla durata eterna) determinare il cambiamento di una parte della classe dirigente del Paese, compresa quella della Democrazia cristiana”, cioè ribaltare governo e dirigenza, non con il voto, ma per via giudiziaria. È quanto avvenne con l’invenzione del golpismo, del piduismo e poi con tangentopoli: una strage di partiti e politici democratici, dalla quale scamparono quasi esclusivamente i comunisti e quanti accettarono di subirne l’egemonia.

Soprattutto, nessuno ha chiarito che cosa potessero tramare i piduisti che mai fra loro s’incontrarono, se non in numero insignificante. Gli stessi rapporti con Licio Gelli erano oltremodo limitati, sovente al solo primo incontro. Invece, la pubblicistica di un trentennio ha dipinto Gelli come un supermanovratore della politica e dell’economia italiana, al punto che lui stesso si diverte, nelle interviste, ad adattarsi a questo ruolo storicamente infondato e concretamente assurdo. A Mola va il merito di aver cercato di ricondurre la vicenda nei suoi limiti, all’interno della storia massonica.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI