Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 20 Gennaio 2022

Un grande nome del liberalismo: Vittorio Emanuele Orlando

A sessant’anni dalla morte di Vittorio Emanuele Orlando, l’editore Libro Aperto ne pubblica, a cura di Fabio Grassi Orsini, un’antologia di discorsi extraparlamentari col titolo Salvare l’Italia (pp. 294, € 15). Il ricco volume si articola in tre sezioni: discorsi della e sulla grande guerra; discorsi elettorali e commemorazioni; conferenze e prolusioni.

Orlando è oggi, anche per persone di cultura, poco più di un nome: ci si ricorda che fu uno dei maggiori costituzionalisti italiani, uno dei pochi docenti universitari a evitare il giuramento al fascismo, uno statista noto come il "Presidente della Vittoria" che, dopo la disfatta di Caporetto, chiamò gli italiani a "resistere, resistere, resistere" e resse il governo fino a Vittorio Veneto e oltre. Orlando fu, invero, pure un grande oratore, mirabile per efficacia. I suoi discorsi parlamentari, curati a suo tempo dallo stesso Grassi Orsini, ne dimostrano la chiarezza concettuale, la capacità argomentativa, la ricchezza di riferimenti e citazioni. Stupisce soprattutto, alla lettura (e ancor più doveva sembrare all’ascoltatore), l’abilità nel costruire il ragionamento. Quando parlava, Orlando era, insieme, il professore, il politico, lo studioso, l’avvocato. Quindi, diritto e storia, politica e cultura, s’intrecciavano, culminando nella passione che animava un’oratoria efficace già nello scritto.

Come ministro, resse la Pubblica Istruzione, la Giustizia, l’Interno. Probabilmente resta il maggior nome fra i costituzionalisti della prima metà del secolo: non è un caso che Giovanni Gentile affidasse a lui, pur ostile (dopo l’iniziale appoggio) al fascismo, la stesura della specifica voce sull’Enciclopedia Italiana. A suo danno restò sempre l’accusa di aver perso alla conferenza parigina della pace le conquiste pagate immane prezzo umano sul campo di battaglia: il suo nome resta, perciò, legato alla "vittoria mutilata", pur se non mancarono opposte critiche di pseudo imperialismo sulla frontiera orientale. Di queste divergenti accuse fa ragione Grassi Orsini, il quale dimostra le indubbie capacità politiche di Orlando, sempre nel solco delle tradizioni liberali.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI