Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 12 Luglio 2020

Copertina_pro_vita


Notizie Pro Vita, una nuova rivista mensile impegnata nella battaglia contro l’aborto e la legge 194. Questa nuova iniziativa, dedicata a Chiara Corbella Petrillo, vuole coinvolgere tutti coloro che - cristiani, credenti di altre religioni e non credenti - concordano sul fatto che l’aborto è il più ignobile degli omicidi, perché perpetrato contro una persona inerme, incapace di difendersi. Il primo numero di Ottobre è visibile  cliccando su
www.prolifenews.it/wp content/uploads/2012/10/ProVita_1_web.pdf.  Alla rivista è anche collegato un sito www.prolifenews.it, aggiornato quotidianamente. La rivista ed il sito contengono notizie Pro Life dall’Italia e dal mondo, articoli relativi al tema della Vita e diverse rubriche che trattano vari argomenti di carattere giuridico, scientifico, morale, economico e filosofico. Per abbonarsi cliccare su
http://www.prolifenews.it/rivista/, il costo per 11 numeri è solo di 30 euro all’anno.

Copertina_Cattolici_e_Risorgimento

Cattolici e Risorgimento

Appunti per una biografia di don Giacomo Margotti

Oscar Sanguinetti

Marco Invernizzi

D’Ettoris Editori

Collana: Biblioteca di studi conservatori

F.to 15 x 21 brossura cucito

pp. 160 €. 15,90

 

Dopo l’esperienza delle repubbliche mazziniane del 1848-1849, soprattutto di quella Romana, cadono le illusioni neoguelfe di un Risorgimento “battezzato”. Il Risorgimento si fa “scomunicato” e si compie senza o contro i cattolici. Anche se i cattolici-liberali sono fautori entusiasti non solo del processo di unificazione nazionale ma anche del processo di nazionalizzazione e di secolarizzazione dell’Italia, la major et sanior pars del cattolicesimo italiano, a partire dalla Santa Sede e dalle gerarchie episcopali — ma anche i ceti popolari —, ne resta emarginata. Così dicasi, a fortiori, del popolo e dei contadini del tutto esclusi dalla vita nazionale, poco sensibili alle istanze rivoluzionarie che avanzano non più, come un tempo, dietro le baionette francesi, bensì, ora, dietro lo sventolio dei vessilli tricolori sabaudi.

Fra i cattolici più fedeli al Papa si collocano i cosiddetti “intransigenti”, cioè quei cattolici che non solo ritenevano ingiusta l’abolizione del potere temporale dei pontefici, ma obiettavano anche esplicitamente e radicalmente contro il “risorgimento”, quella Rivoluzione culturale e sociale inscindibile dal progetto unitario, che voleva plasmare un nuovo ethos nazionale in antitesi con un

passato comune, carico di memorie religiose e di istanze universali.

Pioniere ed esponente di punta di questa corrente è don Giacomo Margotti (1823-1887), ligure ma attivo a Torino. Teologo e scrittore, è stato soprattutto — sebbene non fosse l’inclinazione maggiore della sua personalità — un giornalista, un giornalista cattolico, un polemista, dirigendo due delle principali testate cattoliche dell’Ottocento, L’Armonia e L’Unità Cattolica. Bersagli delle sue accese ma mai astiose polemiche i personaggi del Risorgimento e i “padrini” stranieri del Risorgimento stesso, soprattutto l’autocrate francese Napoleone III, ma anche i politici liberali inglesi. Sull’altro versante, il suo idolo, il suo avatar, la sua “bussola”, è il Papa. Antiliberale, ma non legittimista; filotemporalista ma non antiunitario; conservatore ma non reazionario, don Margotti è uno dei personaggi più eminenti di quell’“altra faccia del Risorgimento” che a poco a poco una storiografia indipendente, frantumando rigidi cliché “di tendenza” e mettendo in discussione posizioni accademiche di comodo, comincia a far riemergere.

 

Oscar Sanguinetti (Milano 1949) è ricercatore senior presso l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nonché docente a contratto presso l’ambito di Scienze Storiche dell’Università Europea di Roma. È autore di diversi saggi — fra i quali, nel 2004 per la D’Ettoris Editori una biografia del beato Carlo d’Austria, giunta alla terza ristampa — e ha promosso e curato diverse pubblicazioni di argomento storico e politico.

Collabora a il Timone, mensile di apologetica cattolica, e a Cristianità, il trimestrale di Alleanza Cattolica. Presso la D’Ettoris Editori dirige la collana Biblioteca di studi conservatori.

Copertina Canepa ultimo atto


Antonio Canepa ultimo atto è il titolo del libro di Salvo Barbagallo, uscito in questi giorni per Bonanno Editore. Il volume, con prefazione di Valter Vecellio, tratteggia il separatismo siciliano degli anni quaranta, e la figura di Antonio Canepa, creatore e capo dell’Evis (Esercito Volontario per l’Indipendenza Siciliana).

Un libro che oggi risulta di grande attualità, anche alla luce della recente nascita in Sicilia di numerosi movimenti che si richiamano apertamente al “sicilianismo”, all’autonomismo e in certi casi anche al separatismo.

Gli avvenimenti che si verificarono negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, il periodo dell’occupazione anglo-americana della Sicilia, i personaggi che ebbero ruoli determinanti, sicuramente costituiscono la linea di confine tra il noto e l’ignoto di ciò che è accaduto nell’Isola alla vigilia della rinascita dell’Italia dalle macerie provocate dal conflitto bellico. Barbagallo, con documentazione inedita, descrive i retroscena politici e militari mai a sufficienza spiegati: dalla Resistenza siciliana, al gioco tra servizi segreti, mafia, Chiesa per l’acquisizione del potere, alla trasformazione dei latifondisti in classe imprenditoriale dominante.

Il volume consente, poi, scavare più a fondo sulla fine di Antonio Canepa, perché quella morte, può forse rappresentare “la linea di confine tra il noto e l’ignoto di ciò che è accaduto in Sicilia”. L’uccisione di Canepa e dei suoi compagni è una tragica pagina che non è stata mai perfettamente chiarita. Conoscerne i contorni consente di comprendere meglio gli anni che seguirono, la vicenda di Salvatore Giuliano, e le azioni di criminalità politica che si sono verificate in Sicilia nei decenni del dopoguerra fino ai nostri giorni.

 

Salvo Barbagallo è nato a Trento nel 1938, vive da sempre in Sicilia. Giornalista professionista, ha scritto su varie testate nazionali. Negli anni di piombo si è dedicato alla contro-informazione. Negli anni ’80 ha svolto attività di capo cronista nel quotidiano “Espresso Sera” sino alla chiusura del giornale avvenuta nel 1993; ha proseguito l’attività giornalistica come caposervizio nel quotidiano “La Sicilia”. Ha realizzato tre lungometraggi-documentari (“La frontiera della libertà”) nella Germania Est e Ovest prima della caduta del Muro di Berlino; uno sulla contrapposizione navale militare USA-URSS nel Mediterraneo (“Mediterraneo mare affollato”) e uno sulle risorse della Sicilia (“La via del grano”). Dal 2006 dirige il quotidiano online “La Voce dell’Isola”.

 

S. Barbagallo, Antonio Canepa ultimo atto, Bonanno Editore, pp. 160, prezzo 14 euro

Cosa succede dentro e fuori i banchi di un istituto superiore, quali sono i discorsi, le idee, le letture, le aspettative, le preferenze, gli amori segreti, i valori, i drammi privati di studenti di questo tempo, in una città qualunque?

Ha provato a registrarne la voce, le voci ed a trascriverle in forma di diario di un anno scolastico qualunque, una professoressa, una di quelle che con i ragazzi ha saputo intessere relazioni colloquiali, saltando lo stacco generazionale; che ha spinto verso un confronto che procurasse risposte, anche interlocutorie, non risolutive, al malessere espresso da giovani interlocutori.

Il quadro che emerge dall’inchiesta è una fotografia dell’esistente, la risultante di un’operazione socratica di stimolo allo spiegarsi, un outing rivelatore del quotidiano attraverso una vetrina dell’interiorità, in aula ma anche del dopo il suono della campanella, di ciò che può diventare gioia, malinconia, abisso esistenziale.

A comunicare, come lunghi sms dialogici, con il proprio linguaggio senza veli pur sapendo che la docente che è di fronte riporterà in un diario quei momenti di un’esistenza che si va schiudendo, sono testimonianze autentiche, rese come confessioni-verità su quel mondo che a scuola vive ogni mattina mai uguale a se stesso, cangiante così come cambia in fretta l’età dell’adolescenza.

Cara Prof Diari di classe di Silvana Palazzo, prefazione di Giuseppe Greco, giudice presso il tribunale di Cosenza, edito dal Centro Jazz Calabria di Cosenza, è attualmente distribuito nelle principali librerie.

Copertina_fronte


Thomas E. Woods Jr

Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America

A cura di Maurizio Brunetti

D’Ettoris Editori

Collana: Magna Europa. Panorama e voci

F.to 15 x 21 brossura cucito

pp. 348 €. 24,90

ISBN: 978-88-89341-40-7

 

The Politically Incorrect Guide to American History, rivelatosi negli Stati Uniti d’America un vero e proprio best-seller, ha inaugurato nel 2004 la fortunata collana statunitense delle Guide politicamente scorrette della Regnery Publishing, che oggi ospita venti titoli, alcuni dei quali disponibili in lingua italiana. L’approccio di Woods alla storia americana, ha affermato lo storico Clyde N. Wilson, «è ardito, brillante, provocatorio e, cosa ancora più apprezzabile, è piacevole». L’opera, spiega l’autore nella sua prefazione, intende essere un’introduzione ad alcuni degli aspetti più controversi della storia americana – dalle origini coloniali fino all’«era Clinton» – quasi sempre presentati, anche di qua dell’oceano, con lenti ideologiche deformanti. Si potrà, allora, scoprire quanto gli ideali della guerra di indipendenza americana fossero lontani da quelli della Rivoluzione in Francia del 1789; che la cosiddetta «Guerra di secessione» non fu combattuta solo e principalmente per la schiavitù; che le politiche assistenziali nel New Deal e lo strapotere dei sindacati peggiorarono gli effetti della Grande Depressione; che l’infiltrazione comunista nelle stanze di Washington ai tempi del senatore McCarthy era reale; che la politica e la personalità di alcuni tra i presidenti più amati dall’establishment liberal – Abraham Lincoln, Franklin D. Roosevelt o John F. Kennedy – furono tutt’altro che esenti da ambiguità. Come per le altre Guide, al testo sono affiancati riquadri che ne vivacizzano la lettura: suggerimenti bibliografici, citazioni sorprendenti, soprattutto di «parte avversa», e incursioni nel bizzarro mondo del politicamente corretto.

 

Thomas E. Woods Jr. è docente di storia presso il Ludwig von Mises Institute. Lau-reatosi ad Harvard e specializzatosi presso la Columbia University, è autore di varie opere di economia, di storia e di diritto costituzionale statunitensi. I suoi libri sono stati tradotti in più di dieci lingue, fra cui il cinese, il russo, il polacco e il coreano. In italiano sono già usciti Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale (Cantagalli, 2007) e La Chiesa e il mercato (Liberilibri, 2008), libro per il quale è stato insignito del Templeton Enterprise Award. Decine di riviste, fra cui l’Ameri-can Historical Review, il Quarterly Journal of Austrian Economic, il Catholic Social Science Review e Human Events, hanno ospitato suoi contributi. È stato più volte fra i relatori dell’annuale CPAC, The Conservative Political Action Conference, e ospite dell’anchorman televisivo conservatore Glenn Beck. Nella galassia conservatrice americana Woods si sente idealmente vicino a Russell Kirk (1918-1994), Richard Weaver (1910-1963) e Robert Nisbet (1913-1996), per i quali – sia pur con diverse sfumature – lo statalismo e il laicismo militante sono due volti dello stesso nemico dell’ordine americano.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI