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Martedì, 28 Gennaio 2020

Lettera aperta di un padre a Berlusconi

Sig. Berlusconi,

in poche settimane lei mi ha creato più problemi di quanti nella vita me ne siano potuti capitare per situazioni avverse. Ho lavorato per quarant’anni ed, oggi, a sessantacinque anni, continuo a lavorare, insieme a mia moglie, per poter crescere due splendide figlie, farle studiare, inculcare loro quei valori sociali, morali ed educativi che sono alla base di una civile convivenza. Eppure io, come penso tanti altri genitori, avverto oggi la necessità di spiegare a queste ragazze, che si trovano nella fascia d’età delle tante fanciulle che hanno frequentato le sue ville ed i suoi appartamenti, perché devono continuare ad impegnarsi ed a lottare per cercare d’inserirsi in un mondo lavorativo che offre, al più, poche centinaia di euro al mese, sovente in maniera precaria, a fronte di un impegno quotidiano e costante, senza alcuna certezza sul futuro e senza neppure immaginare di poter a breve formare una nuova famiglia, mentre poi ci sono coetanee che per  le loro “prestazioni”, e sappiamo bene a quali squallidi mercimoni ci riferiamo, guadagnano, con facilità cifre a tre zero di euro in una sola serata, come riferiscono le cronache oramai quotidiane. E non parliamo di “professioniste”, che sono sempre esistite, ma di giovani che, per la loro inesperienza, si sono lasciati abbacinare dal successo e dal facile guadagno, indotti a tanto da chi avrebbe dovuto contribuire, anche con l’esempio, ad iniziarli e a supportarli verso ben altri e più consoni percorsi di vita. Oltre alle tante questioni che oggi, a giusta ragione, deve affrontare nelle aule di giustizia, lei porterà per sempre sulla coscienza questa sorta di condanna civile: di aver leso, con le vicende che la coinvolgono, il lavoro di tante persone perbene, di madri e di padri che con sacrifico ed impegno hanno cercato di formare una generazione sana che potesse dare lustro alla Nazione. Certo, la giustizia degli uomini non potrà mai condannarla per questo danno alle oneste ed operose famiglie italiane. L’auspicio, però, è che, per il pessimo esempio che ha dato a milioni di persone, che avevano riposto in lei fiducia ed attese, affidandole, peraltro, le sorti del Paese, la sua coscienza possa rimorderle per il resto dei suoi giorni e che la giustizia divina, pur nella sua veste misericordiosa, possa un giorno ripagarla del tanto male che ha fatto durante la sua vita terrena.

 

Gennaro Capodanno - Napoli

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