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Venerdì, 15 Novembre 2019

Gentile direttore,

volendo rispondere ai quesiti posti da Roberto Prisco nella sua lettera intitolata Un solo battesimo, devo iniziare col dire che, l’articolo n. 1374 del Codice di Diritto Canonico (CIC) del 1983, pur essendo formalmente diverso dall’articolo 2335 del CIC pio-benedettino del 1917 che trattava della massoneria, non ne cambia la sostanza.

Se una persona appartiene alla massoneria, e quindi ha la doppia appartenenza con la Chiesa Cattolica, la scomunica latae sententiae rimane in vigore (cioè una scomunica immediata, per il solo fatto di porre in atto un delitto, sentenza che quindi non ha bisogno di essere dichiarata), e rimane in vigore anche la caduta nel peccato grave e l’impossibilità di accedere alla Comunione Eucaristica.

Il chiarimento sull’articolo n. 1374, in cui non si cita espressamente la massoneria come associazione proibita a differenza dell’antico Codice che invece la esplicitava chiaramente, è giunto da parte dell’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Card. Joseph Ratzinger, nel novembre del 1983. Tale dichiarazione dice palesemente: «Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione». Tale giudizio immutato vale anche per la scomunica latae sententiae che era in vigore precedentemente.

Per quanto riguarda il problema posto dal signor Prisco sul solo battesimo nella Professione di Fede Cattolica, occorre tenere in conto che il Battesimo ha come finalità proprio la remissione dei peccati, in quanto così insegna la Chiesa nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC; cf. n. 1262-1264). E’ costante insegnamento della Chiesa il fatto che il Battesimo sia per la conversione, per il perdono dei peccati, peccato originale e, in caso di adulti, peccati attuali. La venuta di Cristo con l’Incarnazione, ha una delle sue principali finalità e cause proprio nella salvezza dal peccato (cf Mt 1,21) e il battesimo è il sacramento necessario alla salvezza istituito da Gesù (cf Mt 28,19; CCC 1257).

Poste queste premesse, cadono a mio avviso le pregiudiziali sollecitate dal Prisco, in quanto le due interpretazioni a e b di cui Egli fa stato non sono in contrapposizione ma entrambe valide: cioè il battesimo è per la remissione dei peccati e, quello della Chiesa Cattolica, è l’unico battesimo che opera questa salvezza piena e questa trasformazione in nuova creatura. Quindi esso è il solo battesimo. Gli altri battesimi (quali?) o riti d’iniziazione non hanno questo potere in quanto non provengono pienamente e totalmente dalla morte e resurrezione di Cristo che è il fondamento di tutti i Sacramenti ed è il cardine della salvezza.

Solo il Battesimo istituito da Gesù ha questa efficacia e potere. Ciò non toglie che, come sappiamo e come insegna il Concilio Vaticano II, semi del Verbo, semi di Verità si possono trovare anche in altre Confessioni religiose, ma sempre dipendenti dall’unica Verità, Gesù Cristo che, sola, è la pienezza della Verità mediata dalla Chiesa Cattolica tramite cui ci giungono i mezzi di salvezza.

Don Giovanni Poggiali

Direttore spirituale del seminario dell’OMME di Filetto (MS).

Gentile direttore,

ho letto con interesse l’articolo di Giuseppe Brienza pubblicato nello scorso numero de Il Corriere del Sud relativo all’adesione alla massoneria dei cattolici (cfr. Tonaca e compasso: la Chiesa italiana davanti alla massoneria, n. 3 del 30 marzo 2012, p. 3). Vorrei proporle alcune noterelle fatte da una persona che non è pratica né di diritto canonico né di magistero né di esoterismo.

Ritengo che non dovrebbe essere necessaria una condanna esplicita dell’adesione alla massoneria, dovrebbe bastare l'enunciato del credo: “professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati”.

Dove evidentemente per Battesimo si deve intendere una iniziazione. Che non si debba intendere Battesimo cristiano in senso stretto risulta dal fatto che sarebbe inutile aver posto “un solo”. Quindi questo articolo del credo può soltanto significare che è vietata l’adesione a qualsiasi società iniziatica.

Dato che la massoneria è una società iniziatica, un credente che recita il credo domenicale deve sentirsi immediatamente escluso dalla possibilità di aderirvi, e questo indipendentemente dagli scopi, fossero pure lodevoli, che quella società persegue.

Una possibilità di equivoco potrebbe però derivare da un ambiguità che è presente nel testo (sia italiano sia latino) infatti il significato cambia se la dizione significa a) oppure b).

a) (credo in un solo Battesimo) per il perdono dei peccati;

b) credo in un solo (Battesimo per il perdono dei peccati).

In altri termini, il significato delle due versioni sarebbe:

a) credo in un solo Battesimo, così otterrò il perdono dei peccati;

b) credo che uno solo sia il Battesimo che fa ottenere il perdono dei peccati. Altri Battesimi potranno essere validi per altre finalità, ma non per ottenere il perdono. Cioè il perdono dipende dal credere in un solo Battesimo (soluzione a) oppure l'esclusività è limitata al Battesimo che fa perdonare i peccati (soluzione b) in modo da permettere l’adesione a società iniziatiche che non portino al perdono dei peccati?

Sarei contento se qualcuno più esperto di me potesse aiutarmi a comprendere il senso di quell’articolo del credo.

La saluto cordialmente

Roberto Prisco

(http://www.chesterton.it/)

Gent. Direttore,

siamo un gruppo di cittadini,ex abitanti del rione San Giovannello, i quali per esprimere la loro indignazione su alcuni argomenti si sono ricostituiti in un Comitato Spontaneo.

Questo Comitato che ha già vissuto, per tanti anni, le vicende traumatiche dell’abbandono obbligato della Comunità di San Giovannello, oggi deve costatare a quanto arriva l’incuria degli amministratori su alcune questioni che si continuano a vivere in queste zone.

Come argomento fondamentale su cui, Noi,tutti abitanti della zona, avremo l’obbligo di vigilare, riguarda l’eventuale messa in vendita degli alloggi.

Pensiamo che le questioni che concernano un bene primario qual’ è quello della casa, debbano trovare la partecipazione e la condivisione dei soggetti coinvolti. Proprio per questo , la nostra azione mira verso la piena trasparenza di tutte le procedure sapendo che saranno tante le questioni che toccano in modo pesante l’effettiva situazione giuridica oltre che strutturale di tutti gli edifici che insistono nella zona.

A questo proposito, ricordiamo che tutti gli abitanti di via Cava stanno vivendo il silenzio assordante del Comune su fattori fondamentali del vivere civile. Pensiamo alla mancanza di adeguati servizi( trasporti) e di inadeguate infrastrutture primarie quali per esempio: le fogne, lo status particolare dell’acqua,l’assenza di una costante e preventiva operazione di manutenzione.

Inoltre, in questa zona c’è un’area in completo abbandono, è quella che si trova fra le due schiere di palazzi. Una vasta area dove cresce e prolifera di tutto. Secondo l’originario progetto, invece sarebbero dovute essere costruire strutture dedicate allo sport e luoghi d’incontro per evitare, quello che è attualmente, sia per i giovani come per gli anziani il pesante disagio di vivere in un vero e proprio <<quartiere dormitorio>>.

Infine riteniamo utile portare alla conoscenza di tutta la comunità cittadina, l’esistenza dell’obbrobrio che sorge nell’area dove esisteva il vecchio rione di San Giovannello ( nessuno vede né tantomeno interviene).

Per l’area del vecchio rione, oltre 7 anni fa, il Sindaco dell’epoca firmò l’ordinanza di sgombero per necessità d’urgenza, peccato che, da allora è stato fatto ben poco; (infatti dopo lo sgombero si è proceduto all’abbattimento delle case e poi si è lasciato tutto all’abbandono.

Come cittadini non possiamo accettare questo stato di cose. Per questo chiediamo la partecipazione anche da parte di tutti i mass-media, perché basta la visione di questa area,peraltro ulteriormente aggravata da solerti nostri concittadini che depositano tutti i tipi materiali, per rendersi conto di una situazione allucinante non degna di nessuna comunità.

Un’area su cui,va anche ricordato, insistono abitazioni privati e luoghi pubblici che vivono in uno stato di disagio ma anche di pericolo per la loro stessa incolumità infatti, soprattutto di notte, diventa per davvero una << terra di nessuno>> da dove chiunque può dispiegare qualsiasi tipo di azione , sicuramente non caritatevole.

Ma c’è anche un pericolo di vera e propria emergenza sanitaria su cui, stranamente, nessuna entità istituzionale, fino ad oggi, ha ritenuto d’intervenire. Eppure basta vedere, fogne a cielo aperto, erbacce, e tutto quanto possa rappresentare un segno visibile di vera e propria emergenza ambientale in pieno centro cittadino.

Chiediamo a tutta la collettività uno scatto d’indignazione e a tutti i soggetti istituzionalI, partendo dal nuovo sindaco, una urgente e concreta presa di posizione verso una riqualificazione su cui potremo attivare altri tipi d’iniziativa, non escludendo nemmeno il ricorso a vie legali.

A questo proposito vorremmo sapere che fine hanno fatto i progetti previsti dove si parlava di strutture di socializzazione, assenti nella zona, quali per esempio un palazzetto dello sport ed un attrezzato parcheggio da utilizzare anche come supporto rispetto alle tante realtà ospedaliere e lo stesso Consiglio Regionale che gravitano in quest’area. Anche qui tutto è passato nel dimenticatoio o, peggio ancora, eventuale? dirottamento verso qualche festa).

Molto sommessamente ma con determinazione diciamo il nostro <<NO>> rispetto ad ipotesi di urbanizzazione dell’area perché questo sarebbe solo speculazione oltre che offesa agli abitanti del vecchio rione i quali sono stati obbligati ad un vero e proprio esodo definitivo.

Pensiamo che questi primi argomenti di semplice civiltà siano indispensabili da affrontare per queste zone. Proprio per questo invitiamo tutta la cittadinanza e i soggetti all’assemblea popolare che si terrà il giorno 19/11/2011 alle ore18,00 presso la piazza antistante il Condominio Lauro.

Invitiamo tutti alla partecipazione, perché solo così si potranno avviare a soluzione le tante problematiche che, quotidianamente, si vivono in questo quartiere.

 

 

COMITATO SAN GIOVANNELLO

“Italiana, calabrese, con la voglia di conoscere il mondo e I suoi mille colori e con l´intenzione, dopo diverse esperienze, di ritornare a casa e costruirsi il proprio futuro nei posti che ama, tra la gente che ama”.

E´in questi termini che parlerei di me, se non fosse che questo Paese, questi ministri (scritto volontariamente minuscolo) ,questi politici che avrebbero dovuto impegnarsi a costruire invece che a distruggere, non stessero sgretolando piano a piano tutti I miei sogni. Si, perché é questo quello che f anno. Si siedono a tavolino, intascano un sacco di soldi, vivono la loro vita con le spalle al sicuro e non si rendono conto che ogni loro scelta, ogni loro firma posata su un foglio, determina il corso della mia vita, sconvolgendomela lentamente.

La mia, come quella di milioni di persone che si trovano al mio posto.

Ho dovuto abbandonare la mia terra, il mio amato Sud (scritto volontariamente maiuscolo) e i sorrisi che hanno da sempre accompagnato la mia vita, per andare a studiare al Nord, perché qualcuno ha messo una firma su un foglio e ha fatto dissolvere in un bel nulla la mia volontá di iniziare e finire un percorso di studi nello stesso Campus Universitario dove avrei voluto uscirne da Dottoressa, a testa alta e fiera della mia Universitá.

Ho dovuto fare la valigia. E non per scelta.

Poi é stata la volta dell´Estero.

“Studiare in un ´Universitá straniera, vivere un´altra cultura, arricchirsi l´animo e ampliare le proprie conoscenze; imparare un´altra lingua e poter tornare a casa soddisfatta, consapevole di poter offrire di piú al proprio Paese; partire con la voglia di diventare una marcia in piú”.

E questo era l´obiettivo con il quale sono partita.

Peccato che il mio Paese, o meglio i ministri e tutti i bei politici che lo gestiscono senza troppi scrupoli, mi hanno lasciata a folle, con tutte le ruote a terra e senza nessuna di scorta.

Vivo da un anno e mezzo in una cittá estera che mi ha accolta, che mi ha dato la possibilitá di studiare e di trovare un tirocinio RETRIBUITO (in Italia non lo sarebbe stato) e di fare un ´esperienza in una firma internazionale. Ma ora, con i miei 25 anni inoltrati sulle spalle, vorrei poter essere LIBERA di tornare a casa e costruirmi un futuro nel Paese che amo tanto, che difendo a spada tratta quando qualcuno, per colpa del politico o del mafioso di turno, ne sgualcisce il candore.

E invece mi sento spiazzata, arrabbiata, delusa, punita, senza scelta.

“Pensi di tornare in Italia? E a fare cosa? “ Questo é quello che mi sento dire ogni volta che trasformo in voce il mio pensiero. Cosa fai in Italia?

Non puoi tornare a casa perché al Sud non hanno lasciato piú alcuna via d´uscita. Non ci sono imprese, il turismo lo uccidono anno dopo anno, non ci sono ambienti culturali da sfruttare, non c´ é alcuna chance di trovare un lavoro. Chi é rimasto giú si ritrova o in balia del primo politico di turno o a lavorare in nero o, anche se ha garantiti sulla carta i suoi diritti, si ritrova ufficiosamente a percepire la tredicesima dell ´anno prima solo il Natale dopo, se é fortunato.

Mesi non retribuiti che si sommano e sempre piú valigie che vengono preparate, imbarcate sul primo aereo e disfatte in qualche Paese che ti accoglie, ma che non chiamerai mai CASA.( Purtroppo molte valigie non conosceranno mai neanche l´oscillare del treno, perché i nostri cari politici non solo ci costringono a lasciare casa, ma ci tolgono contemporaneamente anche ogni possibilitá di ritornarci ogni qual volta che si puó. Addio lunghe percorrenze, eravate locomotive sporche e maltrattate, ma almeno mi riportavate a casa.)

Poi pensi al Nord come un´alternativa… ma sai che neanche il Nord ormai ti puó offrire molto.

E poi i conti si fanno da soli: all´estero hanno stipendi che sono il doppio dei nostri, hai sempre una chance anche se non hai esperienza, vedi riconosciuti i tuoi diritti e la tua laurea non é solo un pezzo di carta ma ti permette di ambire a posti migliori e meglio retribuiti.

Ma all´Estero non vedi tuo nipote che nasce e cresce, non dai un bacio a tua mamma ogni volta che lo desideri , all´estero non hai i tuoi amici di infanzia accanto, quelli che ti conoscono da decenni. Non segui da vicino le loro vite e non puoi condividerne le gioie e I dolori. Non hai il tuo mare, che ti ha sopportato ogni volta volevi sfogarti con lui. Non hai le tue abitudini, le strade che conosci , gli angoli dove ti sei innamorata per la prima volta. Non hai le persone che ami che ti appoggiano quando hai una giornata no e non hai un camino acceso dove le sere d inverno puoi fare quattro chiacchere con la tua famiglia e viverne la quotidianitá.

Hai una casa, vuota, una cucina che non userai spesso perché sei sola e cenare é diventato solo un dovere , hai un sabato e una domenica che non sai come sfruttare perché tutte le persone che ami non sono con te e hai una vita con un lavoro, ma senza amore.

E poi la rabbia. Il sangue nelle vene che pulsa, le lacrime che scivolano via.

Ma questo non lo sanno I nostri ministri, che non devono fare mille rinunce. No, loro assicurano il posto ai loro figli e parenti e mal che vada salgono sul loro aereo personale e distruggono le distanze . Loro non hanno i conti a fine mese, non devono dire di no perché non possono permetterselo.

Sono arrabbaiata. Per non poter scegliere, per non poter decidere di tornare a casa, perché a noi, al Sud, non ci pensa nessuno.

I figli dei nostril cari politici non si scontreranno mai con queste paure. Loro sono liberi di scegliere se stare vicino a mamma e papá, nel paese che amano, o in qualche altro lussuoso appartamento.

A noi ci lasciano fare i conti con i centesimi anche quando compriamo il pane.

Un grazie affettuoso, perché riuscite a rovinarmi lentamente la vita.

Calabrese triste

Eletto da qualche giorno coordinatore cittadino di SEL , tento di approcciarmi da subito ai problemi della città, in sintonia con la mia relazione programmatica, ringraziando gli iscritti che hanno avuto la bontà di ascoltare ed approvare.

E’ cosa alquanto facile individuare i problemi di una città, soprattutto se da anni sono gli stessi, non è affatto facile trovare soluzioni che non siano finalizzate alla polemica,che non forniscano immagini salvifiche non compatibili con la realtà e molto invece con la peggiore propaganda.

Una delle priorità su cui tutti gli addetti ai lavori dovranno confrontarsi rimane il tema : disoccupazione.

Problema questo non più rinviabile ,se vogliamo già molto discusso , ma indubbiamente irrisolto.

Non è esasperato pessimismo ritenere che superata la fase dello shock dovuta alla condizione di disoccupato , condizione questa che vede interessate varie generazioni, il tutto possa sfociare in denegati scenari : quali la lotta per la fame e la povertà.

La realtà che si apre a noi in termini di potenzialità rimane la stessa dagli anni 90 ovvero : energia, porto,turismo,terziario, chimica ,agricoltura.

Certo, oggi il tutto è costellato da una serie di nuove e importanti realtà quali il mutato eco-sistema,e quindi è richiesto un nuovo approccio in termini di impatto ambientale, con una globalizzazione che mette al centro i paesi in via di sviluppo e pertanto con grande disparità in termini di costo del lavoro tra i paesi industrializzati e quelli appunto che tentano di avvicinarsi all’ Occidente.

Ma guardando alla nostra realtà cittadina , dove forse basterebbe consumare alcuni passaggi per dare una boccata di ossigeno ad una economia ormai in ginocchio, rimane inspiegabile il perché tali passi non vengano consumati.

Oggettivamente qualcosa si è mossa in termini di marketing, ma rimangono atti isolati e molto spesso dal sapore nostrano e dai contorni folkloristici.

Andrebbe fatta un ‘azione di marketing che travalichi i confini provinciali e assuma una eco nazionale e oltre.

Chiedere la stipula delle convenzioni con le società elettriche, avendo cura di salvaguardare l’imprenditoria locale,non solo come enunciato ,ma chiedere investimenti che fungano da propulsore per altri investimenti credo sia qualcosa di attuabile oltre che un diritto per noi Brindisini.

Altro settore su cui si potrebbe intervenire è l’agricoltura già di per sé pronta e preparata dalla storia del nostro territorio a fornire prodotti ottimi e genuini.

Evidente che ognuno degli addetti ai lavori ovvero forze politiche ,sindacati, operatori di settore dovranno fornire idee e soluzioni adeguate. Penso al settore turismo ,dove da sempre le associazioni con i propri professionisti hanno prospettato soluzioni di tutto rispetto.

Certo le idee ed eventuali soluzioni devono trovare accoglimento nelle istituzioni. Qui il fallimento del centro destra che guida la città da sette anni è conclamato, al punto che non sono riusciti a favorire la cooperazione tra gli operatori e la valorizzazione delle potenzialità specifiche.

Affrontare la modernizzazione economica non è cosa facile , l’azione del centro destra si è frantumata

a causa delle spinte generate dai conservatorismi di parte e da intersessi dettati da porzioni di società.

Se lo scenario è questo e credo francamente che sia questo, rimane il centro- sinistra il polo deputato ad attuare il cambiamento.

E’richiesto quindi un centro –sinistra che dialoghi senza mitologie, scevra da massimalismi, che fornisca alleanze larghe e composte , ma giammai composite. In sostanza : una alleanza che si estende tra la federazione di sinistra e i moderati anti –berlusconiani.

Si deve avere contezza della propria storia, ma bisogna avvertire la necessità del cambiamento, rendendo compatibile l’esperienza di governo del centro con le istanze di una sinistra da sempre attenta allo stato sociale.

In sintesi, occorre lavorare intorno ad un progetto che tenga conto della storia di ognuno e con la prospettiva che Brindisi può e deve cambiare.

Su tale progetto noi dirigenti di SEL intendiamo profondere il nostro impegno, auspicando che si riesca a realizzare la succitata alleanza.

Il Coordinatore cittadino di SEL

Vito Gloria

 

 

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