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Sabato, 19 Ottobre 2019

Gentile direttore

Sono Vincenzo Cesareo, direttore sanitario del Presidio Ospedaliero di Praia a Mare (CS), uno dei sette medici “indagati” per le cosiddette scarcerazioni facili per “motivi di salute” di alcuni soggetti ritenuti pericolosi boss della ‘ndrangheta. Tutti i quotidiani, anche nazionali, ne hanno dato, giustamente, ampia notizia ma in modo poco chiaro ed approssimativo. Difatti il lettore, che non conosce l’iter necessario perché un detenuto sia dichiarato incompatibile con il sistema di carcerazione, ha avuto la percezione distorta di come ciò possa avvenire. Innanzitutto La prego di correggere il Suo giornale in riferimento alla notizia che mi vede raggiunto da avviso di garanzia, ho registrato soltanto una umiliante ed ingiustificata perquisizione, per come cercherò di dimostrare appresso. Non ne ho ricevuti, né, allo stato, sono ritenuto persona a conoscenza di fatti. Magari avessi avuto avviso di garanzia: mi avrebbe consentito di dare risposte esaurienti in riferimento alla cosiddetta operazione Reale che ha registrato il 12 dicembre 2010 ben n. 12 arresti per voto di scambio ed altro. Invece niente, né avvisi di garanzia, né possibilità di dimostrare la mia estraneità a quel che sono costretto a leggere sulla stampa, che riporta frasi frammentate e contraddittorie, provenienti da intercettazioni ambientali che dovrebbero rappresentare segreto istruttorio e che da ormai sei mesi mi vede, sempre secondo la stampa, attore, mio malgrado, di situazioni a me del tutto estranee. Per tornare alla giusta informazione senza la quale non c’è conoscenza e, quindi, né libertà, né democrazia, mi permetta di ricostruire come è possibile che un detenuto venga riconosciuto incompatibile col sistema carcerario. È il medico del carcere, sempre uno specialista del settore, che ha in osservazione e cura il detenuto, che solleva, eventualmente, il problema della salute. Dopo di che il legale chiede ed ottiene che una perizia di parte venga eseguita da un medico di fiducia, di solito uno specialista in medicina legale, perizia che viene allegata all’istanza di scarcerazione. È, poi, il giudice di sorveglianza che decide, confortato dalle carte mediche e dal parere dei medici e degli psicologi del carcere, che dispone dove inviare il detenuto. Pertanto constatare se nelle case di cura accreditate o, addirittura in un ospedale sia stato ricoverato o abbia avuto prestazioni di natura sanitaria un detenuto che senso ha visto che avviene come sopra scritto? Mica è uscito autonomamente dal carcere! Se “aiuti” hanno avuto a raggiungere l’obiettivo, li si cerchino, senza sconti a nessuno, da dove questi sono pervenuti evitando di mettere nell’arena mediatica chi non ha né può avere responsabilità di alcun genere. Nel caso specifico il sottoscritto, da sempre, svolge attività di dipendente pubblico, non ha studi privati, non svolge funzioni di C.T.U., non è specialista né in medicina legale, né in psichiatria, che ruolo e che peso, quindi, avrebbe potuto avere? Mi consenta, infine, di ribadire che riportare i nomi di persone indagate sulla stampa è violazione della legge sulla privacy, violazione che non fa onore a chi, in modo approssimativo a conoscenza di fatti, provoca gravi danni alla persona, alla sua dignità che, comunque, va sempre salvaguardata.

Cosenza

Gentile Direttore,

le chiediamo di voler dare spazio, all’interno della Sua testata a questa nostra missiva indirizzata a tutti gli amministratori del nostro territorio, attori primari nella gestione della questione ambientale e sanitaria che deriva dalla vicenda dell’uso di scorie industriali nell’edilizia residenziale e scolastica.

Siamo i genitori degli alunni dell’Istituto comprensivo Alcmeone, reso tristemente noto per quanto emerso dall’ indagine della Procura della Repubblica di Crotone denominata “Black Mountains”: il plesso frequentato dai bambini della scuola dell’infanzia e dalle prime due classi della scuola primaria è uno dei 24 siti extra SIN interessati dallo  smaltimento illegale delle scorie Cubilot dell’ex Pertusola Sud di Crotone.

Ci rivolgiamo pertanto al Sindaco della città di Crotone Avv. Vallone ed al Vice Sindaco – che detiene la delega all’ambiente - Dott. Crugliano Pantisano; al Presidente della provincia (che detiene la delega all’ambiente) Sig. Zurlo; all’Assessore regionale all’ambiente Dr. Pugliano ed al Presidente della Regione Dott. Scopelliti.

Scriviamo per sostenere ed accompagnare le dichiarazioni di sdegno ed indignazione che tutti gli amministratori destinatari di tale missiva, siamo certi intenderanno manifestare nei confronti di Syndial, oltre che un secco e deciso diniego della proposta avanzata dalla stessa nella gestione della caratterizzazione dei siti interessati dallo smaltimento illegale delle scorie Cubilot dell’ex Pertusola Sud.

La notizia di per sé sembra una burla, eppure corrisponde a verità: la società Syndial, in questi giorni,  ha avanzato proposta di voler realizzare essa stessa, gli interventi di caratterizzazione, previsti dal Piano di caratterizzazione approvato dalla Giunta del Comune di Crotone lo scorso 30 dicembre, e finanziato dalla Regione Calabria  con una somma pari ad € 923.812,82 (Decreto 24 febbraio 2010 n. 1792).

Da questo, scaturisce, per noi genitori, la necessità di manifestare pieno sostegno all’Amministrazione comunale  che, in qualità di ente attuatore dell’intervento di caratterizzazione, siamo sicuri, risponderà, come detto sopra, con un secco ed inequivocabile diniego a Syndial che nuovamente articola proposte che umiliano la nostra città (come quando ha inteso presentare l’istanza di costituzione di parte civile nel processo scaturito dall’indagine “Black Mountains”), avocando a sé la titolarità dell’intervento e pubblicando nell’immediato il bando per l’affidamento delle operazioni di caratterizzazione.

Manifestiamo altresì pieno sostegno all’Amministrazione Regionale, che certamente  vorrà dare medesima lettura all’iniziativa di Syndial, e per la quale la somma di 923.81,82  non potrà essere dirottata su iniziative diverse da quelle d’origine: la caratterizzazione dei 24 siti, ivi compreso il plesso dell’Istituto comprensivo Alcmeone, definita dai nostri bambini “la bella scuola gialla”, un “esempio” nel campo dell’edilizia scolastica che a causa degli “oscuri” meccanismi burocratici e di partito, rischia di diventare l’ennesimo spreco pubblico.

Tutto rimanda un po’ alla Legge di Murphy “Se qualcosa può andar male, lo farà” ed a due dei suoi corollari: “Niente è così facile come sembra”, ma ancora più: “Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio

Ribadiamo la necessità per  l’ente gestore (Comune di Crotone) di procedere con la pubblicazione dei bandi per l’affidamento dei piani di caratterizzazione dei 24 siti, appositamente approvati e finanziati, in tempi immediati, perché troppo tempo è già andato sprecato e perché la caratterizzazione è solo il primo passo verso il risanamento e la bonifica dei siti e la restituzione degli stessi alla società civile: i nostri figli, noi genitori, il quartiere di San Francesco attendono e pretendono la restituzione del plesso bonificato.

I nostri bambini devono ritornare nella bella scuola gialla.

Sabato scorso, sfogliando la pagina della cultura di un noto quotidiano, ho trovato una grande foto di Fabrizio Corona, presente in serata in un locale e indicato come l'evento culturale più importante del giorno.

Mi sono sentito offeso perché un delinquente con tanto di condanna a 3anni e 8 mesi per estorsione, indagato per spaccio di banconote false e guida senza patente, ha trovato spazio in una pagina dedicata alla cultura: con quali meriti? .quelli di beffarsi della giustizia vantandosi delle sue bravate?

Corona compare come attore in fiction importanti, viene invitato nelle trasmissioni televisive e come ospite d'onore nei locali e nelle discoteche di tutta Italia, dove viene presentato ai giovani come un modello da seguire.

Ma le persone che lo invitano, sia in televisione che nei locali, hanno una famiglia? Magari una moglie o un marito che spieghi loro che stanno facendo il doppio gioco: buoni genitori in casa e procacciatori di audience a tutti i costi fuori, anche svendendo il futuro dei loro figli e di quelli degli altri? Come possono gli insegnanti educare alla cittadinanza gli studenti se alcuni loro genitori, quelli che hanno in mano i media e gestiscono locali frequentati dai giovani, propongono come modello vincente un uomo che è l'antitesi del cittadino?

Tutti riconoscono che l'immagine di Corona è negativa, ma scaricano sempre la responsabilità sugli altri. Come in una filiera la colpa oscilla dal produttore al consumatore, ma è di tutti: di quelli che lo accettano come attore, del giornale che ne parla (e non si rifiuta di dare la notizia tra le pagine della cultura), dei padri e delle madri che non cambiano canale quando viene presentato in televisione e probabilmente anche mia, che ho comprato quel giornale per leggere la notizia e ho perso tempo a scrivere queste inutili parole, continuando a parlarne.


Ruggero Da Ros
Vittorio Veneto TV

Sig. Berlusconi,

in poche settimane lei mi ha creato più problemi di quanti nella vita me ne siano potuti capitare per situazioni avverse. Ho lavorato per quarant’anni ed, oggi, a sessantacinque anni, continuo a lavorare, insieme a mia moglie, per poter crescere due splendide figlie, farle studiare, inculcare loro quei valori sociali, morali ed educativi che sono alla base di una civile convivenza. Eppure io, come penso tanti altri genitori, avverto oggi la necessità di spiegare a queste ragazze, che si trovano nella fascia d’età delle tante fanciulle che hanno frequentato le sue ville ed i suoi appartamenti, perché devono continuare ad impegnarsi ed a lottare per cercare d’inserirsi in un mondo lavorativo che offre, al più, poche centinaia di euro al mese, sovente in maniera precaria, a fronte di un impegno quotidiano e costante, senza alcuna certezza sul futuro e senza neppure immaginare di poter a breve formare una nuova famiglia, mentre poi ci sono coetanee che per  le loro “prestazioni”, e sappiamo bene a quali squallidi mercimoni ci riferiamo, guadagnano, con facilità cifre a tre zero di euro in una sola serata, come riferiscono le cronache oramai quotidiane. E non parliamo di “professioniste”, che sono sempre esistite, ma di giovani che, per la loro inesperienza, si sono lasciati abbacinare dal successo e dal facile guadagno, indotti a tanto da chi avrebbe dovuto contribuire, anche con l’esempio, ad iniziarli e a supportarli verso ben altri e più consoni percorsi di vita. Oltre alle tante questioni che oggi, a giusta ragione, deve affrontare nelle aule di giustizia, lei porterà per sempre sulla coscienza questa sorta di condanna civile: di aver leso, con le vicende che la coinvolgono, il lavoro di tante persone perbene, di madri e di padri che con sacrifico ed impegno hanno cercato di formare una generazione sana che potesse dare lustro alla Nazione. Certo, la giustizia degli uomini non potrà mai condannarla per questo danno alle oneste ed operose famiglie italiane. L’auspicio, però, è che, per il pessimo esempio che ha dato a milioni di persone, che avevano riposto in lei fiducia ed attese, affidandole, peraltro, le sorti del Paese, la sua coscienza possa rimorderle per il resto dei suoi giorni e che la giustizia divina, pur nella sua veste misericordiosa, possa un giorno ripagarla del tanto male che ha fatto durante la sua vita terrena.

 

Gennaro Capodanno - Napoli

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