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Mercoledì, 08 Aprile 2020

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Domani domenica 15 maggio alle 19,00 riaprirà al pubblico la torre campanaria dell’ex Chiesa Madre di Salemi, in piazza Alicia, rimasta chiusa dal giorno del terremoto del 1968. Al suo interno saranno esposti i reperti della chiesa crollata rinvenuti durante i lavori di recupero. I lavori, realizzati dalla «Fondazione Sgrabi», costituiscono uno dei primi tasselli di un più ampio progetto di recupero del patrimonio artistico denominato «Ritorni».

Nell’ambito di questo progeto lo scorso 19 marzo è stata riaperta la cripta maggiore dell’ex Chiesa Madre; lo scopo è quello di sensibilizzare la coscienza dei cittadini al ripristino degli spazi abbandonati del centro storico e alla sua conseguente ripopolazione e rivalutazione.

Alle 20,00 interverrà il vescovo di Mazara, Monsignor Domenico Mogavero e allo scoccare della mezzanotte la campana della torre suonerà di nuovo 101 rintocchi, come non accadeva dal secondo dopoguerra.

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Domenica 14 maggio alle 21,00 al Cine Teatro Kim di Salemi (via Rocco Chinnici, ingresso gratuito) sarà proiettato «Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz» di Franco Maresco, il film che racconta la parabola insolita del grande musicista siculo-americano. Tony Scott era infatti lo pseudonimo di Anthony Joseph Sciacca. I genitori, emigrati negli Stati Uniti, erano originari di Salemi dove l’artista è ritornato negli anni parecchie volte.

Il film è stato presentato nell’agosto del 2010 al Festival di Locarno, alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

 

«Nella parte finale del film – spiega l’assessore alla Cultura Bernardo Tortorici – si chiama in causa il Comune di Salemi perché la salma è ospitata nella tomba dei parenti. Noi abbiamo fatto la nostra parte. E’ stato dato incarico a Mario Botta, uno dei più apprezzati architetti, per la realizzazione di un monumento funebre all’interno del cimitero comunale. Attendiamo ancora però il parere degli eredi di Scott. Se ci daranno il loro nulla osta, partiranno i lavori»

 

Scott – che è morto il 29 marzo 2007 a 86 anni - ha suonato con i più grandi jazzisti della cosiddetta «Epoca d’oro»: Erroll Garner, Buck Clayton, Billy Taylor, Trummy Young, Art Tatum, Ben Webster, Lester Young, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Thelonious Monk, Bud Powell, Fats Navarro, Sid Catlett, Charlie Shavers, Al Cohn, a Peggy Lee, Sarah Vaughan, Carmen McRae. Per la sua grande amica Billie Holiday è stato clarinettista, pianista, arrangiatore e leader dell'orchestra.

 

Il film, prodotto da Cinico Cinema, Rai Cinema e dalla Film Commission Sicilia, con la sceneggiatura dello stesso Maresco e di Claudia Uzzo è stato realizzato in tre anni e racconta dunque la vita del più grande clarinettista del jazz moderno.

Ripercorrere la vicenda  musicale e personale di Tony significa raccontare sessant'anni di jazz, di incontri umani e artistici incredibili, ma anche, nello stesso tempo, la storia americana della seconda metà del secolo scorso, con le sue battaglie per i diritti civili e umani, di cui Tony Scott fu uno dei principali e appassionati sostenitori.

Maresco lo fa avvalendosi di belle immagini provenienti dagli archivi cinematografici di tutto il mondo compresi quelli italiani dell’Istituto Luce e degli archivi Rai. E’ un viaggio nel passato e nel presente, arricchito dalla presenza di tanti contributi esterni. Al film hanno preso parte oltre cento testimoni, tra parenti, amici, musicisti e critici. Tra questi: Ira Gitler, Gunther Schuller, Enrico Rava, Glenn Ferris, Louis Porter, Buddy DeFranco, Bill Taylor, Gay Talese, Marcello Rosa, Mario Rusca, Stefano Zenni, Adriano Mazzoletti, Tony Arco, Dick Katz, Joe Lovano, Franco D'Andrea, Taylor Atkins, Fran Attaway (prima moglie di Tony), Pauline Wong (seconda moglie), Monica e Nina Sciacca(figlie di Tony), Mauro Verrone, Sandro Cerino, Gabriele Mirabassi, Mauro Negri, Paolo Tomelleri, Gianni Gebbia, Mario Raja, Filippo Bianchi, Luigi Onori, Gianni Gualberto, Eddie Gomez, Hank Jones, Lino Patruno, Cinzia Bastianon (terza moglie di Tony), Ed Schuller, Salvatore Bonafede.

 

Quella di Scott è una storia incredibile, caratterizzata da una parabola ascendente fintanto che l’artista si trova negli States. Tony fu sempre in prima linea contro ogni forma di discriminazione, politica o etnica, perché sapeva bene che cosa significa essere emarginati in un paese straniero. Era nato nel 1921 nel New Jersey, da genitori siciliani arrivati in America da Salemi (Trapani) all'inizio del Novecento e aveva vissuto sulla propria pelle l'umiliazione di essere definito un "dago", un italiano secondo la definizione razzista che ne davano gli americani. E come lui tanti altri erano chiamati mafiosi, molti italiani che sarebbero diventati grandi del jazz: Nick La Rocca, Eddie Lang (Salvatore Massaro), Joe Venuti, Louis Prima, Tony Parenti, Frankie Laine (Francesco Lo Vecchio), Frank Rosolino, George Wallington (Giacinto Figlia) e tanti altri.

La palestra di casa. La musica Tony la impara dallo zio, musicista in una banda di paese. Successivamente si forma alla celebre Juilliard School di New York, vera e propria scuola di talenti artistici. Ma è sulla Cinquantaduesima Strada che il genio artistico di Scott viene alla luce. E’ lì che Scott si forma, durante le jam-session con Charlie Mingus e Dizzy Gillespie. Del ’43 è l’incontro che gli cambia la vita, con Charlie Parker. Tony è uno dei pochissimi bianchi ammesso alla corte di Parker. “Can I play with you?”, chiese un giorno Parker ad uno stupefatto Scott. Per Tony fu l’inizio di una grande ascesa professionale.

Tony, musicista completo. Tony Scott è stato, insieme a Buddy DeFranco, il primo clarinettista a suonare il be-bop su uno strumento che sembrava inadatto per parlare la lingua di Charlie Parker. Pochi anni dopo, ai nomi di Tony e Buddy si aggiungerà quello di Jimmi Giuffrè, guarda caso anche lui italiano (siciliano come Tony). Naturalmente non è un caso se gli italiani sono stati i principali clarinettisti nel jazz moderno, e anche di questo il film parla. Ma Tony, a differenza degli altri clarinettisti, andò oltre uno stile (il be-bop) o un genere, col tempo divenne un musicista “Totale”, un visionario che anticipò di anni linguaggi e tendenze, come per esempio la musica atonale e quella elettronica. Negli anni Cinquanta la sua attività fu incredibile, suonando il jazz tradizionale e quello più all'avanguardia (la Third Stream con John Lewis e Gunther Schuller), componendo e arrangiando per la sua grande amica Billie Holiday (Lady sing the blues oppure la splendida Misery).

 

Bill Evans. il film racconta, con testimonianze di protagonisti di allora, che Tony fu il musicista più decisivo a portare Bill Evans nel jazz, facendogli incidere alcuni dei suoi primissimi dischi. E Bill gli fu sempre affezionato, come testimonia Eddie Gomez.

Harry Belafonte. Quanti sanno che Banana Boat, una delle più celebri canzoni del pianeta, fu l'arrangiamento di un canto di lavoro giamaicano scritto proprio da Tony Scott? Il celebre inizio"Day-o" fu una sua invenzione. Tony per decenni sostenne di essere stato defraudato dei diritti che gli spettavano, ma in realtà questa storia fu una delle tante ossessioni che con il trascorrere del tempo caratterizzeranno il Tony Scott della vecchiaia.

La World Music. Tony Scott alla fine degli anni Cinquanta lasciò gli Stati Uniti e andò a vivere in Oriente per cinque anni, tra Giappone, Indonesia e Thailandia. Qui mise a punto forse il primo vero esempio di World Music, di fusione di musica tradizionale orientale e improvvisazione. Il suo fu un contributo innovativo perché i musicisti di Koto, per esempio, non praticavano l'improvvisazione, che consideravano quasi un tabù. Nel 1964, Tony registrò Music For Zen Meditation. Uno dei dischi fondamentali degli anni Sessanta, che ha influenzato intere generazioni di musicisti.

Il regista. “Dei tanti sbagli che Tony Scott fece nella sua vita - dice il regista Franco Maresco, che con quest’opera palesa il suo grande amore per il jazz - il più grave fu senza dubbio quello di stabilirsi in Italia alla fine degli anni Sessanta. L'Italia con Tony dimostrerà di essere il paese incivile e imbarbarito che tutto il  mondo conosce. Certo Tony Scott fu un uomo tutt'altro che facile, soprattutto negli anni della maturità, ma il paese in cui erano nati i suoi genitori non lo capì, non ne capì la grandezza, o forse la capì e proprio per questo lo emarginò. A parte pochi amici che lo sostennero fino alla fine, per il resto col tempo si ridusse a suonare in giri che non erano certo alla sua altezza, senza che le istituzioni e i grandi festival lo invitassero mai a esibirsi sui loro palcoscenici. Il film racconta, per esempio, che nei "militanti" anni Settanta Tony fu visto dai musicisti dell'avanguardia di allora addirittura come un fascista, semplicemente perché vestiva di nero e aveva un quartetto con Romano Mussolini. Così, capitava che a un concerto il pubblico scattava sull’attenti, facendo schioccare i tacchi. Ci sarebbe da ridere se non fossimo già impegnati a piangere. Nella parabola discendente, anche un film con Piero Chiambretti. Ecco, seguendo Tony Scott, raccontiamo gli ultimi trent'anni di vita italiana. Uno peggiore dell'altro, fino alla deriva attuale. Tony Scott è la metafora della morte dell’arte. Lui amò veramente il jazz, più di quanto si possa immaginare. Per il jazz rinunciò ad arricchirsi, a diventare miliardario. Ma questo non è un film sul jazz ma un film sul personaggio, che permette allo spettatore di entrare nel vivo del musicista. Lo spettatore finisce per immedesimarsi in Tony Scott. Il grande clarinettista muore dimenticato da tutti nel 2007, a 86 anni, in un paese che non lo ha mai riconosciuto come il grande artista che era.”

 

 

Io sono Tony Scott, ovvero come l'Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz.

Nazione: Italia

Anno: 2010

Genere: Documentario

Durata: 128’

Regia: Franco Maresco

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Il 13 maggio 1860 Garibaldi entrava a Salemi, accolto con entusiasmo dalla popolazione. Dal Palazzo Torralta, nel cuore del centro storico, il Decurionato della città gli offrì la Dittatura del Regno delle Due Sicilie, in nome di Vittorio Emanuele, che il Generale avrebbe poi assunto ufficialmente il giorno seguente, nella sala consiliare del Municipio di piazza Dittatura.

 

Salemi dunque prima Capitale d’Italia, celebra l’anniversario dell’Unità con la «Festa della Dittatura» in memoria di quegli avvenimenti che la resero protagonista del processo di unificazione nazionale.

 

Qui di seguito il calendario delle iniziative:

 

-         Venerdì 13 maggio alle 20,30 al Castello normanno-svevo, «Rapsodia garibaldina», lo spettacolo teatrale tratto dal romanzo storico di Alessandro Catania «Gli illusi» per la regia di Ettore Safina e le coreografie di Emilia Mihaylova;

-         Sabato 14 maggio alle 11.00 nell’auditorium di San Giovanni, il convegno «Statuto e Costituzione. Quale futuro?», promosso dal Lions Club di Salemi Valle del Belice, Castelvetrano e Mazara. Interverranno l'On.le Baldo Gucciardi e gli avvocati Serena Caradonna, Eugenio D'Angelo, Eugenio Brillo e Gianfranco Amenta;

alle 18.00 presso l’Hotel Mokarta (via Mokarta 84/a), l’inaugurazione della mostra di pittura «Trentasei voci tricolore. Il verde, il bianco, il rosso per la creatività», a cura del gruppo «Propedeutica» con la direzione artistica del professor Vito Linares;

alle 19.00 al Castello normanno-svevo, l’inaugurazione della mostra fotografica di Danilo Susi «Colori d'Italia», aperta al pubblico fino al 12 giugno;

dalle 20.00 alle 2.00 a Palazzo dei Musei, «Notte dei Musei: Musei in danza»: ingresso gratuito ai musei ed esibizioni di danza a cura di «Emidance».

-         Domenica15 maggio dalle 8.00 nel centro storico, la gara podistica primo trofeo «Pani ed Altari», a cura dell’Associazione Podistica Salemitana e in collaborazione con la Pro Loco;

alle 12.00 in piazza Alicia, il concerto in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, a cura della banda musicale «Alberto Favara» diretta del maestro Pedone;

alle 18.00 al Centro Kim di via R. Chinnici, dopo il successo della prima edizione, il convegno «I rotoli del Mar Morto», a cura dell’Associazione «Amici dei Rotoli»;

alle 19.30 in piazza Alicia, il primo appuntamento di «Ritorni» con l’apertura della torre campanaria dell’ex Chiesa Madre. Interverrà il vescovo di Mazara, Monsignor Domenico Mogavero;

alle 21.00 al Centro Kim di via R. Chinnici, la proiezione del film «Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz» di Franco Maresco.

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Visita a sorpresa a Salemi, domenica scorsa, del ministro Renato Brunetta.

Il titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione e Innovazione, assieme alla compagna Giovanna Tommasoni, accompagnato dal senatore del Pdl Antonio D’Alì, è arrivato in città poco dopo le 12,30 «curioso – ha detto – di vedere le cose che ha fatto Vittorio in questa cittadina e di cui ho letto e sentito parlare molto».

E così la prima tappa è stata al «Museo della Mafia» realizzato da Cesare Inzerillo su idea di Oliviero Toscani e Vittorio Sgarbi, e dedicato alla memoria dello scrittore Leonardo Sciascia. Il commento all’uscita: «Straordinario e indubbiamente efficace dal punto di vista didattico. Una grande operazione di sensibilizzazione»

 

La visita è proseguita al «Museo del Paesaggio» e al «Museo del Risorgimento», anche questi pensati da Vittorio Sgarbi e diventati ormai meta di migliaia di visitatori paganti, e poi al Palazzo Municipale di Piazza Dittatura.

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A fare gli onori di casa c’erano il Vice Sindaco Antonella Favuzza, gli assessori Antonina Grillo e Bernardo Tortorici, il Comandante la Polizia Municipale Diego Muraca, la consulente legale del sindaco Chiara Donà Dalle Rose, il coordinatore locale del Pdl Antonino Scimemi e i ragazzi della «Fondazione Sgarbi» che hanno fatto da guide raccontando al rappresentante del Governo tutte le più importanti iniziative promosse dal 2008 – anno dell’elezione a sindaco di Vittorio Sgarbi – fino a oggi.

 

La visita si è conclusa con un sopralluogo in un’area del centro storico inserita nel progetto «Case a 1 euro», quella dietro di Piazza Alicia conosciuta come «Piano Cascia»: «Ecco, qui – ha detto Brunetta – mi piacerebbe ricostruire una di queste case. Parteciperò anch’io al bando e seguirò i lavori personalmente».

Prima di andare via il ministro ha telefonato a Vittorio Sgarbi esordendo così: «Vittorio, Salemi è bellissima e pure piena di turisti. Hai fatto un grande lavoro e spero che tu rimanga qui a continuarlo. Ci vediamo questa estate per la presentazione del mio prossimo libro che uscirà tra poche settimane»

 

 

Ad una settimana esatta dal “primo cammino” promosso per assistere alla Beatificazione di S.S. Giovanni Paolo II parte, domenica 8 maggio, dalla Sicilia, ed in particolare da Erice l’iniziativa pilota della “Camminata di solidarietà – Italia in cammino per un Mondo Migliore” che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su pensieri ed azioni per migliorare le condizioni economico-sociali dell’Italia e del Mondo.

 

“EtChampion per un Mondo Migliore” (ECMM): questo il titolo del progetto contenitore, promosso dal Comitato COEMM Internazionale sotto l’egida della Fondazione per un Mondo Migliore e dell’Associazione Papa Giovanni Paolo II per la Pace tra i Popoli. Progetto che, fra gli altri, ha ricevuto, per questo primo appuntamento, i patrocini della diocesi di Trapani e del comune di Erice.

 

L’atleta di Dio, il beato Giovanni Paolo II – spiega il vescovo di Trapani, S.E. Mons. Francesco Micciché – sarebbe stato felice di aderire alla camminata di solidarietà. Camminare tenendoci mano nella mano ci da forza e ci impegna a guardare con verità i fratelli che vivono in situazioni meno fortunate della nostra”.

Da Erice – aggiunge il sindaco della città Giacomo Tranchida – il “riavvio di un cammino di speranza ed insieme d’impegno per tentare di lasciare meglio le cose di come le abbiamo trovate a chi verrà domani”.

 

Ad Erice si ritroveranno domenica migliaia di persone per una “camminata” che partirà – alle ore 17,00 - da Piazza Matrice per arrivare, un’ora dopo, a Piazza Umberto I dove ci sarà un momento di festa. Alle 20 in Piazza San Giovanni di Erice un concerto bandistico, l’accensione e la benedizione del “Fuoco della Pace”, il volo delle colombe e la proclamazione della Piazza quale “Piazza del Sole Giovanni Paolo II per la Pace dei Popoli”.

 

La manifestazione avrà come Testimonial d’eccezione il campione della Juventus Sergio Brio che nel 1991, lasciando il calcio, promosse una campagna per le adozioni a distanza.

 

La prima edizione nazionale di “Italia in Cammino per un Mondo Migliore” si svolgerà il 1 maggio 2012 con una serie di appuntamenti nel maggior numero di Comuni d’Italia e in molte Città del Mondo.

Durante questi appuntamenti saranno presentate una serie di iniziative per lanciare nei Paesi in via di Sviluppo delle “Isole di Esempio” ove – spiegano i promotori – “promuovere il seme del modello economico della micro, piccola e media Impresa”

 

Da Erice (Città della Scienza e della Tecnica) si partirà, dunque, domenica 8 maggio, con questa campagna di Pace e Solidarietà che mira ad azioni di “esempio” come “motori di alta scuola” da proporre in diversi Paesi del mondo.

Maggiori dettagli nella Conferenza stampa che si terrà giorno 6 maggio alle ore 16.30 ad Erice Palazzo Comunale

(Piazza Umberto I)”.

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