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Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, ha inviato stamane al Ministro dell’Interno una richiesta per la nomina di una Commissione per l’accesso agli atti della giunta e del Consiglio del Comune di Salemi.

 

«E’ una decisione - spiega Sgarbi, che ha avuto peraltro un colloquio con il Questore di Trapani - con la quale voglio evitare di dare spazio a strumentalizzazioni contro la dignità di Salemi. Sono dunque io a chiedere la nomina di una Commissione nell’assoluta certezza che nessun atto sia stato compiuto per richiesta o compiacimento esterni, al di fuoti delle mie decisioni e di quelle del vice sindaco Antonella Favuzza»

 

Questo il contenuto ingtegrale della lettera:

 

«Caro Ministro, valutando questi tre anni di amministrazione a Salemi, e non accettando le strumentalizzazioni di chi utilizza il nome della mafia per una battaglia politica che ha come obiettivo quello di infangare la straordinaria attività svolta in questi anni alla guida della città, ti chiedo di nominare una Commissione per l’accesso agli atti della giunta e del consiglio comunale. Perché appaia evidente e trasparente la perfetta legittimità di ogni determinazione, così come l’obiettivo del sindaco e degli assessori di raggiungere i migliori risultati per la promozione e la dignità di Salemi contro ogni mafia e contro chi ne usa il nome per i propri interessi politici»

Oltre al danno la beffa. Il Comune di Salemi, il cui sindaco Vittorio Sgarbi da anni conduce una dura battaglia contro lo sfregio del paesaggio da parte degli impianti eolici, sabato 11 maggio alle ore 12,00 sarà premiato a Selargius, in Sardegna, per essere risultato, in una classifica redatta da Legambiente, «tra i primi 50 comuni italiani dell’eolico», e dunque tra quelli «più virtuosi per la produzione di energia rinnovabile». Sulla base di questa classifica l’associazione «Città del Vino», di cui Salemi fa parte, consegnerà al sindaco l’attestato di «Città del Vino sostenibile 2011».

 

Un «primato» che il Comune non ha affatto inseguito, frutto di una mero elenco degli impianti che ricadono sul territorio (alcuni dei quali, tra l’altro, nemmeno funzionanti), e rispetto alla costruzione dei quali l’ente locale non ha alcun potere decisionale. Infatti tutti i processi autorizzzativi sono rilasciati dalla Regione Siciliana grazie a uno speciale iter riservato ai progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

 

Vittorio Sgarbi tuttavia andrà ugualmente a ritirare il premio. Non certo per compiacersi del posto in classifica riservato a Salemi, ma per fare in quell’occasione un discorso in difesa del paesaggio e per invocare ancora una volta l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché sia fatto rispettare l’articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»

chef  Costa con piatto

 

E’ Giuseppe Costa di Terrasini (Palermo) lo chef che ha vinto il Cous Cous Fest Preview, l’anticipo della 14\esima edizione del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale, che si è chiuso a San Vito Lo Capo con una grande affluenza di visitatori e pubblico. Con una ricetta originale, un arancino di cous cous, ripieno con frutti di mare, succo di pomodoro e fiori d’ulivo su un letto di gazpacho, si è imposto su altri cinque chef, provenienti da tutta Italia, Baldassare Sammaritano di Marsala, Salvatore Bonafede di Petrosino (Trapani), Marcello Ceccarelli da Rimini, Ottavio Rustignoli da Ravenna e Giorgio Trovato da Siena.

A giudicare i piatti è stata una giuria popolare, di 80 visitatori della manifestazione e una giuria tecnica, presieduta dal giornalista enogastronomico Paolo Marchi e composta da tre dei più rappresentativi chef sanvitesi, Antonella Pace, alla guida della squadra italiana dello scorso anno, Franco Cusenza, primo ristoratore della cittadina e Giovanni Torrente, al lavoro all’hotel Trinacria e, ieri, anche da Elia Rizzo, chef e patron con 2 stelle Michelin del celebre ristorante “Desco” a Verona.

Giuseppe Costa, che farà parte della squadra italiana in gara al Cous Cous Fest di settembre insieme a due chef sanvitesi, Vito Miceli ed Enzo Caradonna, ha un curriculum di tutto rispetto: ha lavorato con Carlo Cracco, Heinz Beck e Massimiliano Alajmo prima di aprire, sul lungomare di Terrasini, il ristorante “Bavaglino”.

“Ho scelto una ricetta simbolo della tradizione siciliana, come quella dell’arancina – ha detto lo chef – per interpretarla in maniera innovativa, con il cous cous. Adesso la vera sfida sarà a settembre, con la gara internazionale. Sarà dura ma ci proveremo”.

Il piatto di Costa “mi è piaciuto da pazzi”, ha detto Paolo Marchi, presidente della giuria, “è frutto di un grande lavoro mentale, di pensiero, che ha saputo vestire in maniera originale la tradizione”.

Durante il Cous Cous Fest Preview i visitatori hanno potuto degustare ghiotte ricette di cous cous della tradizione sanvitese, partecipare ai laboratori gastronomici e al mercato del pesce in compagnia di Fede&Tinto di Decanter ed Eliana Chiavetta.

Soddisfatto il sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo. "La cittadina si è riempita di turisti e visitatori - ha detto - segnale che, anche questo anticipo di giugno, è apprezzato dalla gente che ama il nostro mare, la nostra spiaggia, premiata come la più bella dal portale Trip Advisor, e la nostra squisita gastronomia".

Al tramonto del sole il festival si è animato con le note di grandi artisti e musicisti emergenti del concorso “Cous Cous Factor” e con l’esibizione dell’ospite più atteso, Paolo Belli accompagnato dalla band dei Qbeta e Lello Analfino, leader dei Tinturia.

Il Vice Sindaco Antonella Favuzza risponde al consigliere comunale del Partito Democratico Domenico Venuti che, nella seduta consiliare di lunedì 23 maggio ha utilizzato alcuni passaggi contenuti nel rapporto di Polizia dell’inchiesta «Salus iniqua» per trarne deduzioni personali completamente avulse dalla realtà dei fatti:

 

«Ho scoperto le innate doti inquisitorie dell’imberbe Venuti che, ignaro da dove viene e dove è andato, pretende di fare la morale senza mai aver pensato se egli è nelle condizioni di farla.

Io non sono e non sono mai stata beneficiaria di qualsivoglia prebenda legata al mondo della politica, come spesso avviene, per esempio, nel campo della formazione professionale, dal quale Venuti (certamente per i grandi meriti acquisiti e per la professionalità che tutti gli riconosciamo) trae di che vivere senza dover dire grazie a questo o a quel parlamentare che dal settore della formazione ottiene legittimi consensi.

E sarà per questo che vede in me un modello di autodeterminazione che non è il suo, e che dunque avversa, anche con l’arma dell’’insinuazione quando allude, per esempio, alle mie telefonate con l’ex deputato regionale Pino Giammarinaro (con il quale lui, forse incidentalmente, avrà pure colloquiato qualche volta), che sono limpidisime e inequivocabili, e che solo ricostruzioni di parte, equivoche o strumentali possono trasformare in altro.

Sono pertanto sorpresa dalle infami accuse che mi sono state mosse. E se ho profferito, in un momento di istintiva rabbia, una parola esagerata e infondata nel rispondergli, voglio chiarire, molto lealmente, che la mia allusione era al grande Piero Manzoni e alla sua celebre «Merda d’artista».

Conosco i miltanti del partito democratico di Salemi, gente per bene, laboriosa, leale, ma soprattutto rispettosa degli altri. E mai, dico mai, ho subìto la violenza verbale che Venuti mi ha riservato.

L’imberbe consigliere non è un Pubblico Ministero, non è un giudice e nemmeno un investigatore; lo invito pertanto a scusarsi pubblicamente – come io ho fatto con lui in consiglio comunale e faccio nuovamente adesso – e ad avere nei miei confronti quel rispetto che pretende la mia storia umana e professionale.

Mi auguro infine che lui, comunque, prima di fare il moralista con me o con chiunque altro, guardi nel suo ambito familiare per verificare sei i trascorsi di suoi congiunti indiretti, dai quali non mi pare si sia dissociato, lo possono mettere in grado di dare lezioni»

In riferimento al rapporto redatto dalla Divizione Anticrimine della Questura di Trapani che ha portato all’operazione denominata «Salus iniqua», nella seduta consiliare di ieri 23 maggio l’assessore Antonina Grillo e il Vice Sindaco Antonella Favuzza, nel corso del dibattito hanno fatto rilevare come alcune ricostruzioni fatte dagli investigatori, sebbene in larga parte prospettate con l’utilizzo del condizionale – riprese però da alcuni giornali quasi fossero fatti incontrovertibili, senza contraddittorio e adombrando sospetti sull’operato degli amministratori - non corrispondono assolutamente alla realtà dei fatti.

Considerato, altresì, che il rapporto investigativo di 388 pagine è stato recapitato ai giornalisti (e sul punto ci si aspetta chiarezza su chi e perché lo ha fatto avere ai giornalisti), si è costretti a rispondere con comunicati alla stampa, precisando che la giunta entro pochi giorni delibererà un documento di controdeduzioni da inviare agli organi competenti, oltre a formalizare una serie di denunce penali e civili per i profili della diffamazione a mezzo stampa ravvisabili in alcuni articoli pubblicati da quotidiani a diffusione regionale e nazionale.

 

 

 

 

  1. 1) L’ingegnere Capo del Comune di Salemi Vincenzo Leone

Contrariamente alle ricostruzioni investigative che lasciano intendere una supposta volontà delll’amministrazione di “chiedere la testa di Leone”, i fatti raccontano il contrario.

«L’amministrazione non ha mai preso in considerazione alcuna ipotesi di rimozione del tecnico. L’ingegnere Leone – spiega l’assessore all’Urbanistica Antonina Grillo - è stato addirittura promosso a Capo Settore unico dei Lavori Pubblici, ovvero gli sono stati riconosciuti più ampi poteri gestionali»

 

 

  1. 2) Unione dei Comuni

Nel rapporto gli investigatori riportano, come uno degli “elementi” che consentirebbe di provare le presunte pressioni di Giammarinaro sull’attività amministrativa, sarebbe la richiesta di quest’ultimo di indicare come delegato dell’Ente in seno all’Unione dei Comuni l’assessore Angelo Calistro.

«Calistro fa notare l’assessore Grillo - non è mai stato delegato in alcuna riunione dell’Unione dei Comuni. Tra l’altro, per statuto, si delega di volta in volta. E a tre riuoni il sindaco ha delegato me»

 

 

  1. 3) «Striscia la Notizia», il Vice Sindaco e gli impianti fotovoltaici

Nel rapporto della Questura si ammanta di sospetto una telefonata intercorsa tra il Vice Sindaco Antonella Favuzza e l’ex parlamentare Pino Giammarinaro che è invece limpidissima.

 

«La società «Gdf Suez» - spiega il Vice Sindaco Antonella Favuzza - ha realizzato sul territorio di Salemi un impianto eolico. Per compensare il danno al paesaggio la società s’era detta disponibile a riconoscere al Comune, a titolo di risarcimento, un indennizzo, tanto che siamo stati in Francia per conoscere nel dettaglio i termini della proposta.

Il sindaco non era d’accordo ad alcuna forma di risarcimento e ho così chiesto a Giammarinaro di parlargli e convincerlo a siglare l’accordo, preoccupata del rischio che la denuncia in televisione potesse compromettere la possibilità per il Comune di Salemi di ottenere l’indennizzo.

Il ragionamento che si è fatto, dunque, è stato questo: siccome la società ha ormai realizzato l’impianto, anche contro la volontà del Comune che non ha alcun potere di vincolo sui progetti delle energie elternative perché è la Regione che rilascia le autorizzazioni, tanto vale accettare un risarcimento, così come, del resto, hanno fatto decine di comuni in tutta Italia.

E’ stata dunque una trattativa limpidissima, alla luce del sole, che abbiamo reso pubblica alla stampa. Sarebbe bastato rileggere i giornali dell’epoca per capire i termini di quella proposta. Dove sta lo scandalo ?»

Progetto «Case a 1 euro»

Anche in questo caso si suscitano, in maniera infondata, allusioni e sospetti su una interlocuzione trasparente.

«Su invito del sindaco – aggiunge la Favuzza – ho telefonato a Giammarinaro per chiedergli di convincere i consiglieri che politicamente si riconoscevano nel suo gruppo politico di agevolare l’approvazione del progetto delle «Case a 1 euro», la cui attuazione gioverebbe alla città in termini di sviluppo economico e di opportunità occupazionali».

 

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