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Vittorio Sgarbi sarà designato componente onorario del «Parlamento della Legalità», il movimento fondato da Nicola Mannino (consulente della Commissione antimafia) e noto per le numerose attività svolte nelle scuole siciliane.

Il «Parlamento della Legalità» ha come sede un immobile confiscato alla mafia a San Cipirrello.

«Confortato dalla volontà di numerosi giovani – spiega Mannino in un messaggio a Sgarbi – questa nomina vuole testimoniare la nostra riconoscenza per quello che hai fatto da sindaco di Salemi e comunque per la Sicilia. Il tuo lavoro di amministratore, nel segno dell’arte e della cultura, è un concreto esempio della cultura del riscatto contro ogni mafia, che va indicato certamente come modello. Grazie per quello che hai fatto, che stai facendo e che – ne siamo certi – continuerai a fare»

La designazione avverrà giovedì 6 ottobre nel corso di un’apposita cerimonia in programma al liceo artistico di Bagheria.

 

Il 50% dei mezzi che compongono il parco Ast nella provincia di Trapani, settanta pullman in tutto, necessita di un urgente manutenzione e rinnovo, una cinquantina i bus in strada e circa 15 quelli fermi da tempo ormai in deposito perché guasti. Una situazione di forte disagio, denuncia la Fit Cisl, che oggi ha causato grandi disservizi patiti a Custonaci da studenti e pendolari diretti a Trapani, che sono rimasti a piedi.

“Una condizione di disservizio che denunciamo da tempo” lamenta Giovanni Montana Segretario Fit Cisl di Trapani “e che ogni giorno penalizza studenti e lavoratori che devono spostarsi con orari certi e invece si ritrovano spesso accalcati nei pochi mezzi disponibili anche in piedi con scarsa cura per la sicurezza dei passeggeri”. Fra le cause oltre alla mancanza dei pullman molti dei quali con oltre 20 anni di utilizzo, anche la carenza di personale. Gli autisti denuncia la Federazione Trasporti della Cisl sono soltanto 48 a fronte di 45 turni. “Gli autisti così non possono permettersi ferie, malattie e permessi perché lascerebbero – aggiunge Montana – i passeggeri senza il servizio Ast”. Da qui le richieste della Fit, “il rinnovo del parco mezzi, la manutenzione di quelli fermi e nuovi autisti per migliorare e potenziare il servizio”. Montana, insieme al Segretario Generale della Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno, ribadisce poi la richiesta: “di un tavolo che coinvolga oltre l'Azienda, tutte le forze del territorio, sociali politiche economiche, per discutere insieme del potenziamento di un servizio fondamentale per la provincia anche per via della forte vocazione turistica del territorio trapanese”.

Vittorio Sgarbi ha deciso di rimodulare la giunta. Lasciano la carica Oliva Salviati, chiamata a nuovi impegni professionali che la porteranno all’estero, e Pasquale La Mura, l’assistente di Pubblica Sicurezza delegato circa un mese fa dal sindaco alle Manutenzioni.

 

La Salviati continuerà a collaborare con Sgarbi in materia di sanità: «Sopravvenuti impegni professionali – spiega la nobildonna di origini toscane non mi consentiranno di essere presente a Salemi come avevo previsto quando ho accolto l’invito di Vittorio. Avendo iniziato un lavoro sull’ospedale cittadino, rimarrò comunque nel ruolo di consulente, ovviamente a titolo gratuito».

La Salviati proprio la scorsa settimana ha incontrato all’Ars il Vice Presidente della Commissione Sanità, l’onorevole Giuseppe Lo Giudice, definendo la convocazione di un tavolo tecnico tra azienda sanitaria, parlamentari trapanesi e assessorato regionale alla Salute per verificare se sussistono le condizioni per potenziare l’ospedale «Vittorio Emanuele».

 

L’assessore uscente Pasquale La Mura rimarrà a Salemi, ma nel nuovo ruolo di Capo dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco.

 

Entrano in giunta l’editore milanese Giorgio Grasso, storico collaboratore di Sgarbi e suo assistente quando il critico d’arte ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura a Milano, oggi responsabile nazionale del movimento politico «Liberal Sgarbi». Grasso si occuperà dei rapporti istituzionali e di quelli con il consiglio comunale. Il sindaco gli ha affidato, tra le altre cose, il compito di «ricucire il rapporto con i consiglieri comunali di maggioranza che hanno sostenuto nel 2008 la candidatura di Sgarbi e valutare le prospettive politiche per le amministrative del 2013».

L’altro assessore è Nicolas Ballario, già assistente personale di Oliviero Toscani, uno degli ideatori del Museo della Mafia, nonchè componente del gruppo di lavoro che ha supportato Sgarbi nell’allestimento del Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Per Ballario si tratta dunque di un ritorno. Il sindaco gli ha chiesto di rimettere su il «Laboratorio della Creatività» voluto da Sgarbi e Toscani nel 2008. Sgarbi ha inoltre «richiamato» a Salemi Elisabetta Rizzuto, che del «Laboratorio della Creatività» è stata fino a pochi mesi fa la coordinatrice.

 

Confermati il Vice Sindaco Antonella Favuzza e gli assessori Bernardo Tortorici e Nina Grillo. Nei prossimi giorni Sgarbi assegnerà, formalmente, le rispettive deleghe.

 

Vittorio Sgarbi replica al Partito Democratico che in una nota diffusa alla stampa attacca il sindaco di Salemi «colpevole» di essersi difeso, con un esposto alla Procura di Marsala, dalle accuse del questore di Trapani Carmine Esposito e dal maresciallo dei carabinieri della locale stazione Giovanni Teri. Accuse contenute in alcuni rapporti investigativi confluiti nell’indagine «Salus Iniqua» a carico dell’ex deputato della Democrazia Cristiana Pino Giammarinaro.

 

«Il Pd, anche per smentire la sua proverbiale doppiezza, rivolga la solidarietà agli investigatori e ai magistrati che indagano sui suoi deputati siciliani arrestati con l’accusa di intascare tangenti, o a quelli che indagano sui soldi presi da Penati, già capo della segreteria di Bersani.

E’ finto il moralismo del consigliere del Pd Venuti che, utilizzando i privilegi di leggi insensate che alimentano sprechi e distorsioni di ogni tipo, fa un uso davvero eccessivo dei permessi retribuiti consentendo al suo datore di lavoro, un ente di formazione professionale di Palermo, di chiedere e ottenere dal Comune di Salemi rimborsi per circa 18 mila euro. Questo per me è lo scandalo, non il mio legittimo diritto alla difesa che esercito anche contro investigatori di cui diffido. Rinunci il consigliere del Pd Venuti a questi rimborsi; solo dopo il suo moralismo potrà apparire convincente.

Ho appreso di riunioni per promuovere una fiaccolata politica, spacciata per «solidarietà alle istituzioni», contro di me. E del tentativo, fallito perché è subito sembrata chiara la matrice politica, di chiedere l’adesione della locale chiesa.

Mi rallegro del fatto che a promuoverla sia Biagio Grimaldi, ex sindaco democristiano di Salemi proprio in quota a Pino Giammarinaro. Siccome Grimaldi non si è mai pubblicamente dissociato da Giammarinaro – di cui è stato non solo abituale frequentatore ma seguace politico negli anni in cui l’ex deputato era considerato dagli investigatori il «ras della sanità» che decideva nomine e incarichi negli ospedali – ne deduco che a dare solidarietà al maresciallo Teri sono proprio gli amici di Giammarinaro. Se la fiaccolata è dunque un raduno di amici ed ex amici di Giammarinaro, parteciperò anch’io.

Facciano, comunque, tutte le fiaccolate che vogliono, ma non le spaccino per «solidarietà alle istituzioni».

Non posso non rilevare, infine, come questo Grimaldi, frequentatore del maresciallo Teri, è lo stesso che, da amministratore di un gruppo di discussione di Facebook, non fa altro che screditare il mio operato di sindaco e quello della mia giunta. Lo fa in autonomia o perché indotto ? C’è forse una «regia occulta» ? Mi auguro che Teri apra un’indagine, chiedendo di intercettare l’utenza telefonica del suo amico Grimaldi.

La prima settimana di ottobre incontrerò il Procuratore della Repubblica di Marsala Alberto Di Pisa. E, oltre a riferire delle ricostruzioni fantasiose degli investigatori e delle falsità dichiarate da Oliviero Toscani, mi difenderò anche da queste azioni politiche dagli obiettivi in parte chiari in parte oscuri»

 

Vittorio Sgarbi ha inviato un esposto al Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, il magistrato inquirente Alberto Di Pisa, contro il maresciallo dei carabinieri della locale Stazione Giovanni Teri, e il questore di Trapani Carmine Esposito.

Ecco qui di seguito alcuni stralci dell’esposto:

 

«…Sono abituato a riconoscere i falsi e le opere non autentiche; per questo, dopo tre anni di impegno di Sindaco a Salemi, mi vedo costretto a denunciare la sistematica falsificazione, a mio danno, della realtà amministrativa del Comune di Salemi da parte di rappresentanti delle Forze dell’Ordine come il questore di Trapani Carmine Esposito e il maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Salemi Giovanni Teri. I due, per finalità a me non chiare, ma di evidente efficacia politica, hanno rappresentato un’immagine totalmente distorta e infedele delle realtà politica ed amministrativa di Salemi.

A margine di un’inchiesta per riciclaggio su un noto esponente politico locale, l’ex deputato Giuseppe Giammarinaro, sulle cui vicende penali non voglio entrare, hanno arbitrariamente e mendacemente ipotizzato una «regia occulta» e «un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l’attività amministrativa del Comune di Salemi».

 

Ora, si dà il caso che non sia affatto «occulto» che il detto Giammarinaro, nella funzione dichiarata (con nomina della segreteria provinciale di Trapani del 9 giugno 2007) di Commissario comunale della Democrazia Cristiana, sia stato l’animatore e il sostenitore della mia candidatura a sindaco, come risulta su tutti gli organi d’informazione dell’epoca e in un mio libro, «Clausura a Milano. Da Suor Letizia a Salemi. E ritorno», e dalle stesse premesse nelle indagini della Questura di Trapani e della Stazione dei Carabinieri di Salemi.

Avendo vinto le elezioni ed essendo il gruppo politico di Giammarinaro maggioranza in Consiglio comunale con l’elezione di 12 consiglieri, è inaccettabile e in perfetta malafede interpretare e presentare come «regia occulta» la normale attività politica e la dialettica trasparente tra sindaco, assessori e consiglieri comunali di maggioranza.

 

Le riunioni politiche assolutamente ordinarie, vengono successivamente dipinte come incontri clandestini tra uomini controllati da Giammarinaro, il quale, nella ridicola ricostruzione dei carabinieri, si sarebbe alzato il bavero del giubotto «come per volersi nascondere alla vista del Maresciallo Teri».

 

Tutta la ricostruzione del Questore e del Maresciallo dei Carabinieri è in senso contrario, palesemente e gravemente diffamatoria nei confronti degli amministratori del Comune, con il ridicolo alibi di agire a mia tutela descrivendomi come un ingenuo circondato da famelici gruppi di interesse che «si contendono l’egemonia politica del Comune e la gestione di risorse e finanziamenti». Conclusioni palesemente non vere dal momento che neppure la maggioranza eletta è stata messa da me nella condizioni di potere esercitare alcuna egemonia. E non risulta in alcun modo che nessuna delle persone arbitrariamente indicate come «mafiose» abbia gestito o ottenuto risorse o finanziamenti.

 

Nell’azione deviata, densa di pregiudizi, e nelle conclusioni del Questore e del Maresciallo dei Carabinieri, si cerca di avvalorare una realtà inesistente di condizionamenti con il continuo riferimento alla status, ripetuto con malizia, di «ex sorvegliato speciale» di Giuseppe Giammarinaro, come per attribuirgli una pericolosità prevalente sul riconoscimento delle regole democratiche e dei diritti costituzionali di ognuno.

 

Per questo risultato si è messa in atto una abnorme attività investigativa con intercettazioni sulla mia e altre utenze, come quella del vice Sindaco Antonella Favuzza, per arrivare a conclusioni insensate e contraddittorie. Nella fattispecie, pur essendo io dotato di scorta, che mi ha seguìto in ogni mio movimento, si è disposto un servizio di videoripresa in prossimità dell’ingresso del mio albergo a Mazara del Vallo per registrare le persone da me convocate a una riunione né segreta né clandestina.

 

Una indagine pleonastica, oltre che inutile, essendo mia consuetudine fare riunioni a Mazara come altrove, fuori orario, e di contenuto politico e amministrativo.

 

L’inutilità di una misura come questa è dimostrata dalle ridicole conclusioni che rivelano come «frutto delle intercettazioni» ciò che era stato in realtà pubblicamente dichiarato proprio al momento della mia candidatura senza alcuna reticenza o mistero. Non è tollerabile allora leggere, a riprova dello spreco di indagini insensate, le conclusioni: «Dalle intercettazioni e dalle altre indagini è infatti emerso che la candidatura a sindaco di Salemi di Vittorio Sgarbi è stata sostenuta proprio da Giammarinaro Giuseppe».

E’ il colmo: sprecare soldi pubblici per scoprire ciò che è di dominio pubblico ed è stato dichiarato, in mille occasioni, coram populo.

 

…L’interpretazione di intercettazioni e le insinuazioni gravi sul vice Sindaco Antonella Favuzza, hanno portato a iniziare un procedimento contro il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Teri per calunnia, perché mostrano uno stravolgimento grave della realtà politica salemitama e un tradimento delle funzioni giudizarie di garanzia delle Forze di Pubblica Sicurezza.

 

…La concessione dell’accesso agli atti, su proposta di un Prefetto ingannato e orientato in una direzione sbagliata e non corrispondente al vero, deriva da una rappresentazione falsata della realtà, assolutamente arbitraria e diffamatoria, ed è conseguentemente strano e sospetto che ad esercitare l’acquisizione e il controllo degli atti del Comune siano stati incaricati gli stessi uffici della Questura e dei Carabinieri che hanno condotto le indagini in modo superficiale, approssimativo e non fededegno. Ispirate da pregiudizi e non da verifica dei fatti, al punto da considerare i consiglieri comunali di maggioranza, regolarmente eletti, complici, se non per perversa conseguenza, «associati di mafia».

 

…Chiedo di procedere nei confronti del Questore, per evidente incapacità, abuso d’ufficio, calunnia, diffamazione, mistificazione della realtà e falso ideologico, e contestualmente nei confronti del Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Salemi, Giovanni Teri…

 

Sono reati gravi la falsa testimonianza di un Pubblico Ufficiale, la falsificazione della realtà e, parimenti, l’utilizzazione di maldicenze o di leggende con il continuo e ridicolo richiamo ai cugini Salvo per creare arbitrariamente eredità «mafiose» inesistenti.

Si processi Giammarinaro, ma non si trasformi la sua attività politica in una interferenza criminale.

Se la mafia c’è, si combatte; se non c’è, non la si inventa…»

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