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Venerdì, 03 Luglio 2020

Un Auditorium Floridia al completo accoglie Claudio Santamaria e Francesca Barra, ospiti della mini rassegna letteraria “InTeatroLibri” firmata dalla Fondazione Teatro Garibaldi di Modica, con il patrocinio del Comune di Modica. Una domenica pomeriggio, quella appena trascorsa, in compagnia di una storia appassionante che l’attore e regista e la moglie, nota giornalista e scrittrice, hanno raccontato nel romanzo “La giostra delle anime” (ed. Libri Mondadori).

Una storia di mistero, di magia, di fuoco, di amore, ambientata tra i sassi della Basilicata, terra natia della Barra. La platea ha accolto i due ospiti con un lungo applauso e ne ha seguito gli interventi con molto interesse, rapita dal racconto, ma anche dalla sintonia dei due autori, nella vita appunto marito e moglie, che per la prima volta insieme si sono cimentati nella scrittura del libro che presto diventerà anche un film, come annunciato dallo stesso Santamaria. L’Auditorium Floridia si è così raccolto attorno alle vicende delle due gemelle dai capelli rossi Eva e Anna che sin dall’infanzia sviluppano poteri magici, della figlia Adele e della nipote Angelica. Un libro particolare, appassionante e denso di colpi di scena e intrecci inaspettati.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Salvatore Cannata.

La rassegna “InTeatroLibri” è realizzata in collaborazione con la libreria Mondadori Bookstore in mediapartnership con Video Regione.

Dopo il successo dello scorso anno che ha coinvolto e appassionato tantissimi bambini e giovani in un percorso di crescita, aggregazione e avvicinamento allo sport, torna a Vittoria il progetto di inclusione sociale Facciamo Meta, realizzato dalla cooperativa Metaeuropa, Centro di Prossimità di Fondazione Ebbene.

Nato dal sogno di un gruppo di giovani cooperatori sociali, che scelgono di non abbandonare la loro terra, dal quale spesso si scappa per mancanza di futuro, ma trasformarla in uno spazio produttivo e inclusivo, Facciamo Meta si presenta come un Grande Laboratorio di sport e arte, capace di aggregare tutti senza guardare alle disabilità ma alle abilità di ciascuno.

Il cuore e l’energia di Facciamo Meta è riuscire a mettere insieme le forze del territorio, mondo produttivo, Istituzioni e realtà associative per garantire sport, cultura e divertimento ai bambini e ragazzi disabili o che vivono in condizioni disagiate e non possono permettersi di frequentare attività post-scolastiche.

Dalle partite di calcio a quelle di basket passando per lezioni di danza e karate. E ancora laboratori di pittura, musica e lettura, anche quest’anno il programma si presenta come un mosaico di attività e iniziative, che puntano sull’inclusione sociale e accompagnano le famiglie del territorio nella crescita culturale ed educativa dei propri figli.

«Anche quest’anno Facciamo Meta vuole trasformare l’idea astratta di “tempo libero” in un luogo da vivere - commenta Emanuele Cirignotta, Presidente di Metaeuropa -. Spesso pensiamo che il disabile o chi vive in condizioni economiche difficili abbia bisogno soltanto di ciò che definiamo primario, dimenticando invece che socializzare e condividere il proprio tempo libero sono elementi fondamentali per la crescita di un bambino e contribuiscono al suo benessere complessivo».

L’obiettivo di Facciamo Meta è integrare i bambini con disabilità o svantaggio socio cultuale in attività ben strutturate e in ambienti tutelati ma non riabilitativi. Tutti i ragazzi inseriti nel progetto seguono, infatti, le attività insieme ai loro coetanei, affiancati da uno staff multidisciplinare che insieme agli operatori sportivi delle varie strutture costruiscono un programma specifico di avvicinamento allo sport e di inclusione. 

Così si potrà “crescere in musica” imparando a suonare chitarra e pianoforte, indossare tutù e scarpette di danza e accendere il ritmo a passi di zumba. Spazio anche alle attività sportive più tradizionali come basket, calcio e karate e ai laboratori di lettura per stimolare la curiosità dei più piccoli.

 

Clown, animazioni, dolcetti e regali per tutti i piccolissimi ricoverati al reparto pediatrico dell’Ospedale Giovanni Paolo II sono stati i veri protagonisti, questo sabato mattina 19 ottobre, grazie all’iniziativa “SorrisoTerapia” indetta dal Lions Club Ragusa Host. La giornata, voluta fortemente dalla presidente Letizia Gerotti, e subito sposata con gioia dalla Direzione Generale dell’Asp di Ragusa, rientra all’interno dell’iniziativa internazionale “New Voices” indetta dal Lions International e destinata alla promozione della parità di genere e della diversità, mirando ad incrementare il numero di donne e di giovani all’interno del mondo dell’associazionismo. Proprio per questa nobile motivazione, il Lions Club Ragusa Host organizzerà un’altra giornata durante il prossimo marzo questa volta dedicandola interamente alla figura della donna. Due giornate intense e speciali che hanno come scopo quello di dare voce, da qui il nome “New Voices”, a coloro che troppo spesso non vengono considerati. Con questo programma il Lions Club International vuole celebrare il contributo unico che le donne danno al mondo intero e, ampliando la missione, comprendendo anche i giovani e le altre minoranze. Durante l’iniziativa di oggi ad accompagnare i soci Lions ed i Leo sono stati i bravissimi cantanti Mirko Marsiglia, Milana Di Rosa e la volontaria clown Paola Moscuzza. Hanno in un primo momento regalato animazioni con musica e scenette, per poi concludere l’intensa mattinata con la distribuzioni a tutti di libri e dolcetti in regalo. Una giornata felice e divertente che ha, almeno per poche ore, regalato leggerezza e spensieratezza ai giovani ricoverati all’interno del reparto diretto dal dottor Rosario Salvo ed a tutti i loro familiari.

Una cena speciale. Per scoprire cosa vuol dire essere disabili visivi ma giocando e divertendosi. La seconda edizione dell’iniziativa promossa dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Ragusa nel locale “A Vineria” è stata salutata da un bel successo. “E’ una esperienza emozionante per chi la vive – sottolinea Carmelo Gurrieri, socio Uici, che si occupa, assieme ad altri, dell’organizzazione dell’appuntamento – perché cenare senza alcun riferimento, non conoscendo neppure il locale, senza vedere quello che si mangia, potenzia in qualche modo gli altri sensi, favorendo la conoscenza con gli altri commensali in una maniera differente dal solito. Noi abbiamo affiancato le persone che hanno vissuto la nostra esperienza, scoprendo odori e sensazioni diverse dal solito”. Anche il titolare de “A Vineria”, Angelo Cafiso, si dice soddisfatto dell’esito di questa cena al buio. “Lo scorso anno abbiamo cominciato quasi per gioco – afferma – però abbiamo appurato che è stata una esperienza molto interessante. E per questo, facendo tesoro di quanto accaduto in passato, abbiamo voluto proseguire, organizzando un altro appuntamento che è stato baciato dal successo. L’approccio giusto di tutti i commensali ha senz’altro favorito questo speciale percorso”. Il presidente Uici Ragusa, Salvatore Albani, commenta: “Ringrazio i soci che hanno promosso questa iniziativa che rappresenta per tutti noi un modo di vivere la disabilità visiva in una maniera differente dal solito. Spero che possano esserci altre iniziative del genere destinate a favorire l’interazione tra normodotati e non vedenti, con i primi, però, che continueranno a mettersi dalla parte di questi ultimi”.

 

 

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