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Venerdì, 29 Maggio 2020

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Donata alla Città di Modica una scultura a forma di barretta di Cioccolato, prodotto che storicamente, culturalmente e artigianalmente rappresenta il territorio in tutto il mondo. 

L’opera realizzata dall’artigiano e artista Rinaldo Armenia è stata donata alla Città di Modica da Antica Dolceria Rizza che dal 1935 produce con artigianalità e innovazione il cioccolato di Modica, facendone apprezzare particolarità e qualità dentro e fuori il territorio. 

Un inno all’arte, desiderato dalla storica azienda, per omaggiare tutti coloro che hanno creduto e si sono spesi in prima linea per promuovere in ogni occasione questo prodotto d’eccellenza fino al raggiungimento dell’importante Certificazione Europea ad Identificazione Geografica Protetta... Questa è Storia!

 

Ieri, durante l’inaugurazione di Chocomodica, la prima con marchio IGP, in Piazza Matteotti, cuore del centro storico di Modica, alla presenza di tutte le istituzioni e delle scolaresche pervenute è stata svelata alla città la scultura che le sapienti mani dell’artista Rinaldo Armenia hanno forgiato e che rimarrà permanentemente in vista alla città e ai numerosi turisti che la visitano quotidianamente enfatizzando a tutti l’importanza del cioccolato di Modica IGP, che non è solo un “dolce” divenuto  simbolo di una città chiamata Modica, ma è storia, cultura e imprenditoria di questo territorio.

 

“Da sempre Antica Dolceria Rizza sposa progetti culturali e grazie alle sapienti mani del Maestro Rinaldo Armenia e alla collaborazione con il Consorzio del Cioccolato di Modica - spiega Giuseppe Rizza, CEO dell’azienda - è un onore donare questa opera alla Città, perché il Cioccolato di Modica IGP, che noi creiamo da ben quattro generazioni, con passione non è solo un semplice cioccolato... è unico. Grazie a lui questo territorio si è sviluppato anche lavorativamente, offrendo a molti, ognuno con le proprie particolarità, lavoro e sviluppo, incrementando negli ultimi decenni il turismo in maniera esponenziale. Aveva ragione Leonardo Sciascia quando celebrava l’inarrivabile sapore già nel lontano 1983, disvelando l’inimitabile barretta. Il grande giornalista e scrittore aveva la capacità di guardare oltre, e oggi, che inauguriamo la prima edizione a marchio IGP, possiamo dire che anche qui Sciascia aveva visto ciò che poi sarebbe accaduto: essere riconosciuti nel mondo per la particolarità del nostro cioccolato che si è fuso con questo territorio”.

 

Il dono scolpito dall’artista Rinaldo Armenia e la cui creazione è stata supportata dall’Antica Dolceria Rizza è stato apprezzato magnanimamente da Ignazio Abbate, sindaco della Città Capitale Europea del Cioccolato, da Nino Scivolato direttore del CTCM, da Grazia Dormiente, direttore culturale del CTCM e da tutta la cittadinanza che da adesso ha un monumento che rappresenta il prodotto del territorio.

 

Saranno tante le iniziative golose e culturali che si svolgeranno sino a domenica e oggi pomeriggio, giovedì 5 dicembre, alle ore 18 all'interno della suggestiva location del Palazzo della Cultura sede del Museo del Cioccolato, in onore di Leonardo Sciascia che ha celebrato il Cioccolato di Modica e che tanto amava questi vicoli pieni di barocco e storia, verrà intitolata a trent’anni dalla scomparsa del celebre giornalista, una sala a Palazzo della Cultura, già sede del Museo del Cioccolato. 

Non potrà mancare la barretta a edizione limitata che Antica Dolceria Rizza ha dedicato qualche anno fa integralmente a Sciascia, il cui cioccolato è un mono origine Ghana 65% e la cui confezione ideata da un’artista modicana rappresenta il viso del giornalista che amava Modica e il suo Cioccolato. Durante l’iniziativa saranno degustati i cioccolatini Carrè, innovazione sottile del cioccolato di Modica, e i famosi Cigni di Bellini, prodotto gourmet dedicato ai gusti che rappresentano la Sicilia e alle opere del compositore catanese che possono essere ascoltate grazie al qr code posto sulla confezione.

Le delizie e creazioni al Cioccolato di Modica IGP di Antica Dolceria Rizza vi aspettano durante l’edizione 2019 del ChocoModica da oggi 5 fino all'8 dicembre nello stand in piazza Matteotti e nell’androne del Palazzo della Cultura, oltre che come sempre negli storici negozi di Corso Umberto.

Fiori campanellini rossi. Con foglie verdi alla base. Realizzati con tessuti speciali. Non è mai abbastanza la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. E così, domenica scorsa, in piazza Duca degli Abruzzi, a Marina di Ragusa, all’insegna dello slogan “L’amor non uccide”, i Gruppi di acquisto solidale e la cooperativa Proxima, a distanza di una settimana dalla giornata internazionale sul tema, hanno regalato dei gadget specifici a tutti gli uomini presenti in piazza. Un gadget con un messaggio simbolico molto forte, come testimoniato dai fiori rossi, che è quello di puntare i riflettori su un fenomeno che continua a mietere vittime come se nulla fosse. “No alla violenza contro le donne – sottolinea la presidente di Proxima Ragusa, Ivana Tumino – è stato il principale messaggio della giornata per mettere in rilievo il quale abbiamo avviato questa iniziativa di sensibilizzazione, in collaborazione con Gas Mazzarelli, affinché si capisca finalmente che di questo tipo di violenza non si può continuare a morire come purtroppo le cronache quotidiane riportano senza un istante di tregua. La nostra ha voluto essere una iniziativa che si prefigge di spingere alla riflessione e, allo stesso tempo, all’adozione di misure specifiche contro chi continua a macchiarsi di questi efferati comportamenti che, purtroppo, in alcuni drammatici casi conducono alla morte della vittima. Abbiamo potuto appurare come intorno al fenomeno siano cresciuti l’attenzione e l’interesse. E, naturalmente, auspichiamo che appuntamenti del genere, sebbene possano ritenersi come la classica gocciolina nell’oceano, instillino un minimo di riflessione tra tutti i presenti perché è impossibile che si continui a morire in queste circostanze. E’ stato un bel momento, molto significativo, che ci ha permesso di fare conoscere i gadget realizzati attraverso la nostra sartoria sociale la cui responsabile è Letizia Blandino. Speriamo che in futuro si possano promuovere sempre più iniziative del genere perché c’è bisogno di parlare del fenomeno tutti i giorni e non solo il 25 novembre”.

Dalle lodi di San Francesco, attraverso il cantico di Frate sole, agli insegnamenti di Seneca. Un percorso attraverso la lettura che si prefigge di guidare chi ascolta alla scoperta dell’animo umano e, perché no, di indicare quale potrebbe essere la strada per la ricerca della felicità. Il primo ospite di “Raccontami…La cura tra le pagine”, il progetto di lettura che, promosso dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, dall’hospice del Maria Paternò Arezzo e dall’Ordine dei medici della provincia di Ragusa, ha preso il via ieri pomeriggio, è stato il prof. Michele Battaglia, esperto conoscitore della Letteratura italiana classica e moderna, che ha incantato i presenti con le sue riflessioni. Alla presenza del direttore dell’ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, del vicedirettore, Antonella Battaglia, medico oncologo e responsabile dell’hospice, e del segretario dell’ufficio diocesano, Stefania Antoci, psicologa, psico-oncologa e psicoterapeuta, il narratore ha chiarito ai pazienti, ai loro familiari e agli operatori sanitari come il racconto consenta di entrare in empatia con i sofferenti. “E non è un caso – ha detto – che oggi stia leggendo il cantico di Frate Sole che è stato scritto da San Francesco due anni prima delle sua morte, avvenuta nel 1226, proprio quando stava facendo i conti con una malattia, l’aggravarsi di una sofferenza agli occhi”. “Abbiamo proposto questa iniziativa all’Asp che l’ha condivisa – spiega don Occhipinti – perché siamo convinti che la condivisione di questo percorso di cura di corpo e mente attraverso la narrazione con pazienti, famiglie, operatori e cittadini abbia un elevato potere terapeutico ed educativo. Ci consente, quando tutto sembra perduto, di conoscere meglio noi stessi e di affrontare al meglio la realtà che ci circonda”. E la dottoressa Battaglia prosegue ribadendo che immergersi in una storia consente di vedere con occhi che non sono i nostri. “Tutto ciò – aggiunge – ci garantisce nuove prospettive, scoprendo varie risorse e potenzialità. Ecco perché diciamo che la narrazione acquisisce un valore fondamentale, diventando strumento di condivisione e di cura”. Il prossimo appuntamento è fissato per il 2 dicembre, sempre nei locali dell’hospice oncologico.

 

 

Esibizioni raffinate con note che accarezzano l’ascolto e conquistano il pubblico. Ieri sera, sabato 16 novembre, il tema del “Clair de lune” e il concerto che aveva lo stesso titolo, hanno abbracciato in musica i tanti spettatori presenti al teatro Don Bosco di Ragusa per il nuovo appuntamento della 25esima Stagione Concertistica Internazionale Melodica patrocinata dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Ragusa. Assolute protagoniste sono state le bravissime Linda Hedlund al violino e Diana Nocchiero al pianoforte che hanno voluto fare un immenso regalo al pubblico di Melodica miscelando sapientemente delicatezza armonica, grazia ritmica e passione nel programma proposto che spaziava dal barocco di Corelli all’impressionismo di Debussy. Il duo ha creato un’atmosfera magica che ha avvolto e trascinato il numeroso pubblico presente in un mondo di poesia e di elevazione. Le note sembravano volteggiare nell’aria e poi tramutarsi in una pioggia di corpuscoli dorati che ricadendo sugli spettatori, esperti e non, stendevano su tutti un velo di grande emozione.

La magia del violino di Linda Hedlund e la grandiosità del pianoforte di Diana Nocchiero con la loro fresca ed entusiastica interpretazione hanno regalato momenti di intensa emozione palpabile in tutti i presenti colpiti da tanta bellezza!

Le opere suonate si sono susseguite dolci come il gorgoglio di un ruscello e a volte scroscianti come l’impeto di una cascata. Il temperamento e la dolcezza della Hedlund e la forte personalità della Nocchiero hanno reso possibile tutto ciò.

Graditissima e molto apprezzata la presentazione delle opere nel loro contesto storico. Un’appassionata standing ovation ha avvolto alla fine le artiste in un caloroso abbraccio.

I bis concessi di Monti e Massenet, interpretati con rara bravura, hanno concluso questa grande serata artistica che qualcuno ha commentato così: “Avere partecipato a questa serata con questa  forma di espressione artistica, capace di inserirsi nelle pieghe più profonde della nostra sensibilità, ci fa sentire al centro dell’universo“. Tanti applausi, tutti meritatissimi. Prossimo appuntamento con Melodica per sabato 30 novembre ore 20,30 con il concerto “Canzoni e romanze romantiche” con il soprano Ilaria Iaquinta e il pianista Sergio Gabbi.


Centosessanta partecipanti, in rappresentanza delle principali aziende del settore, hanno approfondito ieri i temi della ricerca scientifica e le prospettive commerciali del comparto del pomodoro: a Comiso, si è svolto il 3°”International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region”. L’evento, organizzato dal mensile “Agrisicilia”, ha trattato i temi della trasformazione industriale del pomodoro, ma ha anche conosciuto la realtà delle colture orticole in Turchia. I relatori sono stati Bonaventura Giuliano, di Anicav, Francesco De Sio, del Centro Colture sperimentali di Angri e l’imprenditore ennese Francesco Pecorino. La delegazione turca era composta da Aydin Atasayar, direttore del “Reasearch and Development Department” e Kamil Yelboğa, segretario generale del Fide Üreticileri Alt Birliği. Nel pomeriggio, gli approfondimenti sulle colture fuori suolo - con particolare riferimento all’aeroponica e ad un progetto sperimentale portato avanti da Crea e Svimed Ragusa - è stato presentato da Antonio Giovino e Giovanni Gugliuzza, mentre Gianluca Caruso ha presentato lo studio sull’applicazione di microrganismi alla colture di pomodoro plum.

«Il terzo Symposium ha visto come paese ospite la Turchia – ha detto il direttore di Agrisicilia, Massimo Mirabella – nelle precedenti edizioni erano stati Israele e Spagna. La Turchia né una realtà produttiva ed imprenditoriale importante. Negli ultimi anni ha fatto passi da gigante spingendo sulla crescita vivaistica di qualità. Ma abbiamo voluto approfondire anche gli aspetti scientifici dell’aeroponica, dei microrganismi utili alle piante, ma anche i metodi di trasformazione del pomodoro che possono dare una “seconda vita” al pomodorino siciliano che, libero dalle fluttuazioni del mercato, potrebbe trovare, per una parte della produzione, uno sbocco industriale. La realizzazione di sughi pronti siciliani può trovare un mercato stabile di vendita nei paesi europei».

I DATI DEL CONVEGNO

La trasformazione industriale del pomodoro

 Bonaventura Giuliano, di Anicav, la sigla che accomuna la maggior parte delle grosse industrie del settore, ha presentato il comparto della trasformazione del pomodoro, un’industria di eccellenza in Italia: 4,8 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato, su 64.500 ettari messi a coltura. La produzione è ben distribuita nel paese, con 28.000 ettari al centro sud e 36.000 nel Nord. Vi operano circa 115 aziende industriali, che impiegano 10.000 lavoratori e circa 25.000 stagionali. Il fatturato complessivo è di 3,3 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi derivanti dall’export. I numeri fotografano la realtà di un settore di punta dell’economia italiana: il nostro paese oggi rappresenta il 13 per cento della produzione mondiale e il 50 per cento della produzione europea. L’export è diretto per il 68 per cento in Europa, il 10 per cento è destinato all’Asia, il 9 per cento va in America, il 9 per cento in Africa ed il 4 per cento in Oceania.

Non solo trasformazione, però: al Symposium stati diffusi dati importanti sulla produzione di pomodoro cherry e sulle sue caratteristiche, che lo rendono idoneo alla realizzazione di sughi e conserve. A parlarne è stato Francesco De Sio, della Stazione sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari di parma (sezione di Angri). De Sio ha fornito importanti suggerimenti scientifici: il settore può avvantaggiarsi se si utilizza il pomodoro cherry. «Il pomodorino – ha detto De Sio – ha un gusto caratteristico, gradevole al palato, ma ha anche un più basso costo di produzione rispetto al pomodoro tondo. Il pomodorino fresco ha valori solidi solubili del 7 per cento circa, ben al di sopra del 4,5 del pomodoro tondo. Per la produzione della passata e della salsa, si raggiunge almeno la soglia di 8. Questo significa che, se si utilizza il pomodorino, il quantitativo di acqua da eliminare è inferiore per raggiungere la giusta concentrazione del pomodoro, con evidenti risparmi di costi». Al convegno ha portato la sua esperienza l’imprenditore ennese Francesco Pecorino, di “Gustibus”. Pecorino ha confermato che il settore è in forte crescita, soprattutto per le richieste dall’estero ed ha auspicato che anche in Sicilia si determini un cambiamento culturale che possa orientare verso la trasformazione industriale del prodotto.

Il settore orticolo in Turchia

Momento clou della giornata l’incontro con la delegazione turca, con Aydin Atasayar, direttore del “Reasearch and Development Department”, Ad-Rossen Tarim AS e Kamil Yelboğa, Secretary General Fide Üreticileri Alt Birliği. Ad accompagnare la delegazione asiatica c’era il Console onorario della Turchia in Sicilia, Domenico Romeo.

Atasayar ha presentato la situazione generale del comparto agricolo in Turchia: 300 milioni di ettari per l’agricoltura, con una distribuzione geografica in tutto il territorio. Si coltivano ortaggi a sud e nell’ovest della Turchia, patate in Cappadocia e cereali a est. La facoltà di Agraria è presente in varie città: si esporta in prevalenza in direzione di Russia, Ucraina e Iraq. L’export interessa anche le sementi e raggiunge anche l’Italia, da dove però proviene anche un certo quantitativo delle sementi utilizzate in Turchia.

Yelboga ha puntato l’attenzione sull’industria dei vivai, che in Turchia è molto cresciuta. Oggi si produce per il 20 per cento in serre in vetro, per il 47 per cento in serre in plastica. Sono impiegati 1000 agronomi e 10.000 lavoratori. Per ciò che riguarda la produzione, il 46 per cento è rappresentato dal pomodoro fresco, il 54 per cento è destinato alla trasformazione industriale, un settore che impiega, per il 90 per cento, manodopera femminile. Ci sono dei prestiti per investimenti a tasso agevolato che sostengono il settore e questo ha permesso la crescita di questi anni. La crescita è stata dovuta anche alle favorevoli condizioni climatiche. Inoltre, molte aziende sono a conduzione familiare e questo permette di prendere delle decisioni immediate. Un forte handicap è stato invece rappresentato dalla crisi economica e politica che ha rallentato il settore. Altro elemento di debolezza sono i laboratori diagnostici accreditati che spesso non forniscono i risultati in tempi brevi.

Un ulteriore approfondimento è stato dedicato al “Tomato brown rugose fruit virus” (ToBRFV), un virus identificato per la prima volta in Giordania nel 2015, che si sta diffondendo celermente nel mondo. Di recente, è stato trovato anche in Sicilia ed in provincia di Ragusa. Le piante hanno una crescita molto rallentata, la produzione si abbassa, il prodotto non raggiunge la piena maturazione e colorazione ed è quindi impossibile destinarlo alla vendita.

L’aeroponica e l’utilizzo dei microrganismi in agricoltura

La sessione pomeridiana dei lavori, moderata da Biagio Di Mauro, responsabile dell’Ispettorato per l’Agricoltura di Caltanissetta, ha trattato i temi delle colture in aeroponica, con la presentazione di Antonio Giovino  e Giovanni Gugliuzza, del Crea di Bagheria. È stato presentato il progetto INTESA, avviato in via sperimentale in provincia di Ragusa, con la collaborazione di Svimed: un dibattito si è sviluppato tra i fautori di questo innovativo metodo colturale e chi lo considera ancora poco vantaggioso. Da più parti, si è auspicato l’avvio di una fase scientifica sperimentale che consenta di studiare a fondo le tecniche colturali e di valutarne adeguatamente gli effetti. Infine, Gianluca Caruso, docente del Dipartimento di Agraria Federico II di Napoli, ha presentato gli studi sull’applicazione di microrganismi utili su pomodoro plum: in particolare sono state analizzate le “micorrize”, un tipo di associazione simbiotica tra fungo e pianta superiore, capace di favorire il ciclo vitale della pianta apportando benefici sia nutrizionali che di difesa.

Al convegno hanno partecipato anche un gruppo di studenti dell’Istituto professionale Agrario Grimaldi di Modica, che hanno interagito e dialogato proficuamente con i relatori. Un’altra scuola di Comiso, l’Istituto paritario Bufalino (CERM), ha organizzato un coking show e curato il welcome coffee del mattino. 

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