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Venerdì, 29 Maggio 2020

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Un pomeriggio dedicato alle letture solidali. Alcune pagine dei libri di Davide Camarrone sono state lette da Sergio Russo nel contesto dell’iniziativa promossa dall’agenzia assicurativa Allianz di Isabella Schininà. L’appuntamento tenutosi alla Scar di via Achille Grandi a Ragusa ha avuto un fine solidale tanto è vero che la scelta adottata è stata quella di sostenere la cooperativa sociale Proxima di Ragusa che, dal 2003, realizza progetti finalizzati all’assistenza e all’integrazione sociale per le vittime di tratta e grave sfruttamento. Alla Scar, inoltre, Proxima ha allestito un banchetto con tutti i manufatti della Sartoria sociale, molti dei quali realizzati in pieno spirito con le imminenti festività natalizie. In più, durante l’appuntamento di ieri sono state illustrate le finalità degli orti sociali. “Abbiamo messo in evidenza – dice Letizia Blandino, responsabile della Sartoria sociale Proxima – come ci occupiamo di realizzare e vendere oggetti artigianali unici, realizzati a mano dai beneficiari dei progetti della cooperativa. Che il mondo imprenditoriale della città di Ragusa si stia accorgendo delle ricadute sociali dei nostri interventi è un fatto molto positivo. Ringraziamo Isabella Schininà e Allianz per l’attenzione che ci è stata rivolta. Cercheremo di ripagare questa fiducia svolgendo ancora al meglio la nostra attività di supporto e di sostegno a chi ha bisogno”. Il banchetto della Sartoria sociale potrà essere fruito anche oggi, sempre alla Scar di via Achille Grandi a Ragusa, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30.

Uno straordinario momento di incontro. Che assume un significato ancora più speciale per i soci dell’Uici di Ragusa. E’ quello tenutosi venerdì pomeriggio quando è stata celebrata la ricorrenza liturgica della vergine e martire Santa Lucia, protettrice della vista. Nella sede di via Fucà, si è svolta la santa messa presieduta da padre Giovanni Cavalieri. Subito dopo, un incontro ricreativo che ha permesso a tutti di calarsi in una suggestiva atmosfera natalizia caratterizzata anche da un momento conviviale, con tutti i non vedenti e gli ipovedenti presenti, a base di rustici, panettone natalizio e spumante. “E’ un appuntamento – sottolinea il presidente Uici Ragusa, Salvatore Albani – a cui teniamo parecchio perché la figura di Santa Lucia, per non vedenti e ipovedenti, assume i connotati di una protezione dall’alto valore simbolico. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e soprattutto padre Giovanni Cavalieri che, ogni anno, risulta essere vicino alla nostra realtà associativa. Speriamo che questi significativi momenti di condivisione siano serviti a farci rendere conto di quanto fondamentale sia lo stare assieme e il senso dell’essere comunità. Noi andiamo avanti lungo questo percorso che, tra l’altro, in vista delle imminenti festività natalizie, sarà caratterizzato da altri momenti aggregativi di sicuro rilievo e molto interessanti”.

 

 

Dai presepi mignon, uno addirittura contenuto in un uovo di struzzo, a quelli in estensione, sino a 2 metri e 40, oltre a quello a grandezza quasi naturale. Tutti con un comune denominatore: la valenza artistica. E’ il leit motiv della straordinaria mostra che ha aperto i battenti domenica scorsa nel convento dei Padri cappuccini annesso alla parrocchia di San Francesco d’Assisi. Presepisti di livello nazionale hanno contribuito alla realizzazione di un percorso emozionale il cui allestimento è stato ideato da Donatella Pluchino e curato da Giuseppe Petriglieri. A presenziare alla cerimonia d’avvio di questa esperienza, oltre al parroco, don Nicola Iudica, anche i presepisti espositori Bartolo Mineo, Giovanni Scifo, Vito Greco, Giuseppe Distefano e Davide Dimartino. “La Natività nell’arte presepiale”, così il titolo della kermesse, ospita anche tre presepi realizzati dall’Anffas di Ragusa: uno frutto della micromanipolazione dei laboratori di ceramica che aiutano l’inclusione della persona con disabilità intellettive e relazionali: l’altro che risulta essere una conseguenzialità di carta, colla e carta mentre un terzo sviluppatosi attraverso un lavoro più specifico. Il percorso allestito rende onore al presepe di Greccio realizzato da San Francesco nel 1.223. Infatti, la paglia utilizzata ha lo scopo di garantire un caratteristico odore così come altri inserti vegetali, quali il timo e l’asparago selvatico, scelti perché molto utilizzati, in passato, nei presepi che si realizzavano nell’antica Contea di Modica e, quindi, anche nelle case nobiliari, e non solo, della città di Ragusa. I presepi proposti si rifanno soprattutto alla tipologia del presepe tradizionale. C’è anche una composizione rinchiusa in una teca che richiama la tradizione napoletana del presepe. Inoltre, un pezzo pregiato in movimento ha catturato l’attenzione dei numerosi visitatori che hanno presenziato alla cerimonia d’inaugurazione. La caratteristica, tra l’altro, di questa mostra è che, grazie alla cartapesta, quasi in ogni cella è stato utilizzato l’uscio come piattaforma per la creatività del presepista. Un effetto straordinario destinato ad essere apprezzato da tutti coloro che hanno avuto modo di visitare il percorso. La mostra resterà fruibile sino al 6 gennaio e sarà aperta il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 20 (esclusa la pausa messa alle 18), mentre il sabato dalle 16 alle 21 (anche in questo caso occorre considerare la pausa messa). Gli orari di festivi e prefestivi sono: la mattina dalle 12 alle 13 e il pomeriggio dalle 16 alle 21.

Sono stati come sempre numerosi i fedeli che, ieri sera, hanno animato la processione in onore dell’Immacolata, ultimo atto di una festa che, a Ragusa, affonda le radici nelle tradizioni dei secoli andati (è fatto risalire addirittura al 1743 la recita dell’atto di affidamento della città alla protezione della Vergine, lo stesso celebrato la sera della vigilia). All’uscita dalla chiesa di San Francesco in piazza Chiaramonte, nel quartiere di Ibla, l’incedere del simulacro della Santa Madre di Dio è stato salutato da grida di giubilo e da una pioggia di cartigli colorati con la scritta “Viva Maria”. Ma anche i palloncini colorati di bianco e di azzurro, i colori che sono accostati alla Vergine, hanno rappresentato un elemento scenografico di indubbio valore. Poi il tradizionale corteo, con la recita delle preghiere e la banda musicale “San Giorgio” che ha contrappuntato i momenti di vuoto attraverso l’esecuzione di alcune marce. Un richiamo insostituibile per i devoti. Ma anche per i turisti che, così come accade ormai con frequenza, hanno fatto capolino tra i fedeli per ammirare lo straordinario passaggio del simulacro. La processione è stata anche un modo per mettere in evidenza la santità e la purezza di Maria. Lo ha ricordato il rettore della chiesa di San Francesco all’Immacolata, padre Pietro Floridia, parroco del Duomo di San Giorgio, durante l’omelia che ha preceduto il corteo religioso. Quest’ultimo si è snodato per le principali vie del quartiere barocco. I fedeli hanno poi fatto ritorno in chiesa dove il simulacro è stato riposto. Non prima, però, di avere avuto l’opportunità di ammirare i fuochi pirotecnici. “Anche nel corso di questa edizione – dicono i componenti del comitato organizzatore – abbiamo cercato di rendere questi significativi momenti di fede un appuntamento irrinunciabile per i credenti. E siamo contenti che la partecipazione continui ad essere consistente, un modo per condividere assieme a noi la devozione nei confronti della Madre di tutti. Significa che i messaggi lanciati nel corso degli ultimi anni hanno colto in qualche modo nel segno”.

 

 

A Troina si rinnova l’antico rito della “transumanza”. Cento asini ragusani e venti cavalli sanfratellani hanno lasciato i pascoli del bosco di Troina per spostarsi più a valle, dove le temperature sono più miti ed i pascoli più accessibili ed adeguati. Sono gli asini ed i cavalli di proprietà dell’Azienda Silvo Pastorale, costituita a Troina nel 1963 per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo: circa 4200 ettari di bosco, splendidi terreni sui Nebrodi, che la città di Troina ebbe in proprietà 900 anni fa, per un dono di Ruggero il Normanno, che ne fece la prima capitale della Sicilia. Quei boschi, per decenni affidati in affitto ad alcune aziende, ritenute vicine ad ambienti malavitosi, oggi vengono gestiti direttamente dall’Azienda Silvo Pastorale e vi lavorano sei giovani. Si è cominciato con i primi 1000 ettari. Gli asinelli sono arrivati da Chiaramonte Gulfi, venduti dalla cooperativa “Nostra Signora di Gulfi”: sono gli “asini della legalità”. Il presidente della cooperativa, Gianvito Distefano, ha partecipato, egli pure, alla transumanza. Era in prima fila, insieme al sindaco di Troina, Fabio Venezia.

La transumanza è un’antica tradizione della civiltà pastorale, molto diffusa in Sicilia e nelle regioni del sud. All’inizio della stagione fredda, il bestiame o le greggi venivano spostati in cerca di nuove zone di pascoli, nelle zone dove la temperatura è più mite e può consentire di affrontare i rigori della stagione invernale. In primavera si invertiva il percorso. La tradizione della transumanza, negli anni, era stata abbandonata. Oggi, il trasferimento delle greggi e del bestiame è affidato ai più comodi mezzi di trasporto.

A Troina, domenica scorsa, la transumanza è stata rinnovata. I centoventi esemplari hanno lasciato i boschi dei Nebrodi per trasferirsi più a valle, in località San Francesco. Un tratto di circa 22 chilometri, percorso interamente a piedi, con un alto significato simbolico ed un messaggio: la legalità. La transumanza è iniziata alle 5,30 del mattino: l’alba era ancora lontana quando i cavalli e gli asinelli sono partiti dalla zona di contrada Sambuchello nel cuore dei Nebrodi (1500 metri sul livello del mare), terreni in territorio di Cesarò, ma di proprietà del comune di Troina. La carovana si è poi diretta verso Troina, attraversando l’antico ponte normanno sul fiume omonimo e, poco prima di mezzogiorno, il centro abitato. Poi il gruppo ha proseguito verso valle, in località San Francesco (800 metri). Per tutta la stagione invernale, i cavalli saranno ospitati nelle stalle dell’azienda Agrima, di proprietà dell’Oasi di Troina. Per quest’ultimo tratto più di 300 persone ha accompagnato la “transumanza”. Confcooperative ha sostenuto l’iniziativa.

Gianvito Distefano ha detto: «Quando un sindaco ci mette la faccia, mette a rischio la sua vita, al punto di dovere oggi camminare con la scorta, per difendere il territorio siciliano, per difendere l’opportunità di lavoro dei nostri giovani, le cooperative, i presidenti delle cooperative che operano nel sociale devono essere al suo fianco. Devono supportare aiutare e sostenere questi sindaci, questi amministratori. Solo così possiamo riprenderci la nostra dignità di siciliani. Tutti, il privato sociale, le amministrazioni pubbliche, qualunque forma di società civile devono unirsi nel combattere tutte le mafie, la malavita, tutto ciò che è “disordine nel fare”. Dobbiamo unirci, ognuno con il proprio ruolo, nel lavoro per una società più dignitosa e più legale. Abbiamo bisogno di legalità, di serenità, di regole: ci sono e vanno rispettate. Anch’io ho deciso di esserci in prima persona. Le cooperative sane, quelle senza scheletri nell’armadio, devono essere in prima fila in questo sforzo per la legalità e sostenere questi amministratori».

«Questa transumanza è stata molto sentita della popolazione – afferma il presidente dell’Azienda Silvo Pastorale, Angelo Impellizzeri – c’è stata una grande partecipazione. Un gruppo si è unito a noi alla partenza, altri successivamente. Lungo il percorso sono stati organizzati dei punti di ristoro spontanei per offrirci bevande calde e dolci. C’erano alcuni dipendenti della cooperativa Nostra Signora di Gulfi di Chiaramonte ed il presidente Gianvito Distefano: trovare delle sinergie impensate, per una battaglia così importante, anche a notevole distanza, rappresenta per noi un segnale notevole».


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