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Lunedì, 01 Giugno 2020

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Si cammina in silenzio. E ci si affaccia a spiare nelle vite degli artigiani, delle famiglie, delle donne intente ad impastare con amore il pane, dei contadini che si riposano dopo una giornata di lavoro. E i visitatori si accorgono nella maniera più spontanea possibile che non tutto si svolge dentro le case. Basta stare un poco attenti, per accorgersi che anche nelle stradine la vita continua, che un paio di bambini corrono felici, che due innamorati chiacchierano in un angolo. Insomma, sono davvero speciali le emozioni che il presepe vivente di Giarratana, giunto alla 29esima edizione, è in grado di regalare. E non è un caso che la cura e la sapienza con cui sono stati allestiti i quadri viventi, abbiano riscosso grande interesse da parte del pubblico. “Domenica 29 dicembre – afferma il presidente dell’associazione “Gli Amici ro Cuozzu”, Rosario Linguanti – abbiamo staccato oltre 1.700 biglietti. Significa che in giro, a Giarratana, c’erano almeno 2.000-2.500 persone. Un numero di persone che non ci aspettavamo visto il freddo che era stato annunciato. Tra gli ospiti, anche il deputato regionale Nello Dipasquale. Rispetto alla prima giornata, quando siamo stati letteralmente presi d’assalto con un numero di persone al di sopra di ogni più rosea delle nostre previsioni, stavolta ci siamo organizzati nella maniera migliore e non ci sono state sbavature. Tutto ha funzionato per il meglio e chi ha voluto godere lo spettacolo del presepe vivente lo ha potuto fare senza problemi di alcun tipo. Tutto è riuscito per il meglio e, adesso, ci stiamo preparando per le rappresentazioni del nuovo anno”. Il presepe vivente di Giarratana, infatti, tornerà di nuovo in scena domenica 5 e lunedì 6 gennaio. L’ingresso è previsto dalle 17,30 mentre la biglietteria in piazza, proprio dinanzi al palazzo municipale, è operativa dalle 17 e sino alle 20,30. Per tutti i visitatori ci sarà l’opportunità di apprezzare l’attività dei numerosi figuranti che animano il presepe e che rendono questa edizione della rappresentazione sacra a Giarratana tra le più riuscite di sempre.

 

Ottocento ballerini hanno animato, domenica scorsa, la Coppa interprovinciale di danza sportiva promossa da Csen danza Sicilia, dall’Anmb e dal comitato provinciale Csen Ragusa al PalaRizza di Modica Alta. Un evento baciato da un grande successo come è stato testimoniato dalle numerose presenze e dall’alto livello delle competizioni che ha impegnato i giudici più del dovuto per emettere verdetti che potessero essere in grado di soddisfare le legittime aspettative di tutti i partecipanti sulla base del merito. I concorrenti sono arrivati praticamente da tutta la Sicilia con una leggera predominanza delle scuole di danza sportiva presenti sul territorio provinciale di Ragusa. Le discipline interessate sono state le danze latino americane, le danze standard, il liscio unificato, il ballo da sala, le danze caraibiche, il duo synchro latin specialità a tema, solo latin, le danze coreografiche. Sono state interessate le varie categorie di età. La competizione ha preso il via alle 9 del mattino e si è conclusa dopo 12 ore di ininterrotta attività. In mezzo le cerimonie di premiazione per le varie competizioni. Ad impegnarsi per la piena riuscita dell’evento tutti i dirigenti di Csen danza Sicilia e Csen Ragusa: Salvo Falcone, Tony Mantello, Federico Leli, Giovanni Perone, Raffaele Furnaro, Sergio Cassisi, Gianni Di Caro, Rocco Romano, Vito Scollo, Giovanni Zambuto, Eliana Curiali, Stefania Padalino e Michael Bianchi. “E’ stata – afferma il presidente provinciale Csen Ragusa, Sergio Cassisi – una grande prova di capacità organizzativa da parte del Csen a livello locale e regionale. Siamo soddisfatti della riuscita dell’evento perché è naturale immaginare come non sia facile gestire una competizione con ben 800 persone. Però possiamo dire che non solo la macchina organizzativa è ben rodata ma che la stessa è stata allestita con accorgimenti tecnici di ultima generazione che consentono un’automatizzazione dei sistemi di valutazione delle varie gare che consentono di eliminare, di fatto, i tempi morti. Insomma, una grande prova di gruppo che ci permette di guardare al futuro e ai prossimi impegni regionali con piena consapevolezza dei nostri mezzi”.

C’è quello realizzato in marmo ma anche quello fatto con i frutti secchi. C’è, poi, l’altro creato dentro una caffetteria per non parlare di quello allestito all’interno di un ditale. Insomma, hanno proprio dato libero spazio alla fantasia e alla creatività i concorrenti che partecipano alla sesta edizione della mostra concorso denominata “Il presepe in miniatura nella città dei musei” che è stata inaugurata domenica scorsa al museo di Arte sacra in piazza Duomo a Chiaramonte Gulfi. A tagliare il nastro l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Veronica Sammatrice, con Vito Sammatrice dell’associazione L’Arco, alla presenza del vicesindaco Paolo Battaglia e del presidente della Pro Loco Lucio Molè. A rendere ancora più interessante l’appuntamento, la musica dello zampognaro Nino Perna che ha intrattenuto i visitatori con le più classiche nenie natalizie, creando una straordinaria atmosfera che non ha mancato di attirare l’attenzione. “La mostra – sottolinea Vito Sammatrice – è stata allestita con molta cura e sono parecchi i pezzi meritevoli di attenzione. In parecchi, quest’anno, hanno deciso di cimentarsi e di mettersi alla prova con la realizzazione di un manufatto tra i più tradizionali per eccellenza, vale a dire il presepe. Però lo hanno fatto con la consapevolezza di dovere garantire qualche novità. E devo dire che le particolarità, tra i pezzi esposti, non mancano. Ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto, a cominciare dall’amministrazione comunale, con il sindaco Sebastiano Gurrieri in testa, ma anche la Pro Loco e tutti i visitatori che decideranno di venirci a trovare. Abbiamo dimostrato, qualora ce ne fosse di bisogno, che davvero l’allestimento del presepe riesce a calamitare l’attenzione di appassionati e meno appassionati. E’ un simbolo speciale che merita di essere celebrato al meglio proprio durante il periodo delle festività”. La mostra potrà essere visitata sino al 6 gennaio: nei giorni feriali dalle 18 alle 20, il sabato e la domenica dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 20, i festivi dalle 17 alle 20.  Intanto, è ancora possibile iscriversi al concorso comunale, giunto all’ottava edizione, rivolto a comunità religiose, associazioni e privati cittadini che esporranno i presepi al pubblico sul territorio di Chiaramonte Gulfi. C’è anche un’altra categoria, quella, cioè, riservata ai cittadini che realizzeranno il proprio presepe in casa e quella degli istituti scolastici, sezioni o classi. Per partecipare c’è ancora tempo sino al 20 dicembre presentando l’apposito modulo presso l’ufficio Turismo del Comune di Chiaramonte, in corso Umberto al civico 65. Il modulo di iscrizione è scaricabile dal sito dell’ente locale all’indirizzo del sito web del comune. Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio Turismo del Comune di Chiaramonte, telefono 0932.711256 oppure all’associazione L’Arco, telefono 329.6692232.

 

“Noi siamo un racconto”: così il sacerdote cappuccino, Giovanni Salonia, psicologo e psicoterapeuta, direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt, ha voluto concludere l’ultimo appuntamento con il progetto di lettura “Raccontami…la cura tra le pagine” promosso dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, in collaborazione con l’Asp 7, tenutosi ieri pomeriggio all’hospice oncologico dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. E’ intervenuta anche il presidente dell’Ordine dei medici, Rosa Giaquinta. “La cura autentica è possibile – ha affermato padre Salonia – se si è interessati all’altro e se siamo disposti ad ascoltare le parole dell’altro. Dietro un’emozione, dietro una parola, c’è una storia, un racconto che vale la pena di essere narrato e vale la pena di essere ascoltato, con amore e per amore dell’importanza che possiamo avere per noi stessi e per l’altro. E’ nel “tra”, nell’incontro che fiorisce la relazione, missione per il curante, dono per il curato”. L’attenzione di padre Salonia è stata rivolta ai pazienti e ai loro familiari che hanno partecipato all’iniziativa. Un momento ricco di emozioni. “Emozioni – dice il segretario dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, Stefania Antoci, psicologa e psicoterapeuta – che vibrano nei corpi di ciascuno di noi, un regalo fatto con il cuore quello che ha avuto modo di donarci Giovanni Salonia che nel suo “avere a cuore” la sofferenza dell’essere umano, ci ha insegnato a fare del nostro lavoro una vera e propria missione”. “Vogliamo ringraziare padre Salonia – sottolinea il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhpinti – per avere riassunto con grande saggezza e sapienza il senso della “cura tra le pagine”, dando piena dignità alle cure palliative e alla vita. Ringrazio ancora una volta il responsabile dell’hospice oncologico, la dottoressa Antonella Battaglia, e Stefania Antoci, che opera nella stessa struttura, per il sostegno fornito a questa iniziativa che è partita come una scommessa e che si è rivelato un appuntamento fonte di numerosi spunti di riflessione anche per il futuro”. Tanto è vero che ieri pomeriggio, durante la messa della novena, tenutasi al Pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II, don Occhipinti ha caratterizzato la propria omelia con il racconto sull’origine del presepe, un racconto che ha catturato la maggior parte dei presenti.

 

Il Symposium internazionale del pomodoro guarda al futuro. Conclusa la terza edizione del convegno, che si è svolto a Comiso, si prepara già la quarta edizione che, in via eccezionale, abbandonerà la cadenza biennale e si svolgerà nel 2020.

Il successo ottenuto nell'edizione del 2019 e la forte partecipazione di tecnici ed addetti ai lavori, in rappresentanza di circa 180 aziende e, al contempo, le problematiche ancora aperte per un settore in forte crescita, hanno convinto gli organizzatori ad anticipare la data del prossimo Symposium.

La quarta edizione si svolgerà ancora nel ragusano, luogo principe per le colture del pomodoro. Il team del mensile Agrisicilia, che promuove il convegno, è già al lavoro per programmare la prossima edizione.

«Visto il successo dell'edizione 2019 – ha detto il direttore di Agrisicilia, Massimo Mirabella – per la qualità dei relatori, la platea ed il numero dei partecipanti in rappresentanza di oltre 180 aziende di produzione ortofrutticola e vivai intervenuti, abbiamo deciso di rilanciare e raddoppiare la nostra offerta culturale. Anticipiamo al 2020 la rassegna prevista per l'anno successivo e puntiamo su un nuovo programma e nuovi allestimenti per rendere sempre più accattivante e utile il nostro momento formativo sul pomodoro. Il tema prescelto sarà la semente e tutto quanto ruota intorno ad essa in chiave di ricerca, sviluppo e qualità».

Numerose le novità. Nascerà il 1° TOMATO VILLAGE di Italia: un'installazione scenografica accattivante e un allestimento logistico innovativo: vi saranno degli spazi chiusi  a disposizione di ogni sponsor dove, autonomamente, potranno organizzare sia dei momenti convegnistici che proprie presentazioni. Una gamma di convegni tematici, quindi, sarà farà da corollario  all'evento principale, che chiuderà la sessione dei lavori con una assise plenaria. Il 4° Symposium si svolgerà in due giorni: venerdì e sabato di fine ottobre. L'assise finale concluderà così la due giorni di lavori.

Ancora una volta, saranno la formazione e l'innovazione la chiave di lettura di questo appuntamento, divenuto ormai punto di riferimento per il settore della produzione del pomodoro. Mutano anche le modalità di accesso al convegno. «La formula su invito diretto da parte del giornale Agrisicilia e degli  sponsor - aggiunge Mirabella - ha sempre funzionato garantendo la presenza di una platea selezionata e attenta. Per la prossima edizione abbiamo confermato questa formula, per ciò che riguarda il convegno principale e le conclusioni dell'evento, integrandola però con delle novità. Il Tomato Village adotterà la formula delle "porte aperte": tutti i professionisti del settore e le persone interessate, durante la due giorni, potranno visitare gli stand e partecipare a tutte le attività che vi si organizzeranno: mini convegni tematici, degustazioni, cooking show dedicati al pomodoro e una mostra pomologica. Tutte queste attività saranno ad accesso libero. La nuova edizione prevederà un accordo con l’ordine degli Agronomi e l’intervento attivo degli istituti agrari e professionali alberghieri della zona».

Il paese partners sarà la Francia, paese da cui provengono la maggior parte dei semi certificati distribuiti anche in Italia, realtà che detiene una leadership incontrastata sia per quanto riguarda la produzione sementiera, sia per ciò che attiene alla ricerca e l’innovazione tecnologica che in questi anni ha fatto passi da gigante.

Nelle edizioni precedenti paesi partners, lo ricordiamo, sono stati Israele (2015), Spagna (2017) e Turchia per l’edizione 2019 appena conclusa.

Il mensile Agrisicilia, inoltre, ha deciso di lanciare il progetto: "2020 anno del seme”. Scelta, questa, che impegnerà gli organizzatori e i giornalisti della redazione, in una serie di attività ed eventi (mostre fotografiche, incontri e dibattiti pubblici) che si svolgeranno nel corso del prossimo anno.  Sono già aperte le iscrizioni per sponsorizzare l’evento con una call rivolta ad aziende sementiere, partner istituzionali e aziende della protezione del pomodoro in convenzionale e in bio.

 

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