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Lunedì, 25 Maggio 2020

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Nell’ambito del progetto Fari 3, messo in atto dalla cooperativa sociale Proxima Ragusa e finanziato dal dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, è stata avviata un’azione di sistema in Nigeria. L’intento è quello di incrementare la consapevolezza dei rischi connessi al fenomeno della tratta. Questa speciale missione ha preso il via con una serie di incontri istituzionali che si sono tenuti presso la capitale nigeriana Abuja. I rappresentanti di Proxima hanno incontrato il viceambasciatore italiano Tarek Chazli e i membri di Naptip, l’agenzia nazionale per la lotta al traffico degli esseri umani. In un momento successivo, poi, è stato possibile visitare la sede centrale della Croce Rossa. I rappresentanti della cooperativa sociale sono stati ricevuti, in particolare, da Insa Moussa, referente internazionale della Croce Rossa Italiana. Altri incontri molto significativi sono quelli che è stato possibile tenere con i rappresentanti di Oim, l’organizzazione internazionale migranti. Una visita che ha fornito numerosi spunti, inoltre, quella che è stata animata presso gli Idp Camp, vale a dire i campi di rifugiati che ospitano le persone che arrivano dalle zone colpite da Boko Haram. L’azione di sistema è poi proseguita con altri momenti molto intensi e produttivi. “Siamo stati accolti con grande interesse, ad esempio – raccontano i rappresentanti di Proxima – dai ragazzi di una scuola del villaggio di Chicka, collocato vicino la capitale Abuja, dove abbiamo potuto fornire delle informazioni specifiche sul fenomeno della tratta e sui rischi che si corrono intraprendendo un viaggio del genere per arrivare in Europa. Dopo, abbiamo avuto modo di confrontarci con un esponente del progetto A-Tipsom Nigeria, cioè un’azione contro il traffico di persone umane e lo sfruttamento di migranti in Nigeria. E abbiamo altresì incontrato i rappresentanti di Nactal, network contro il traffico, l’abuso e il lavoro dei ragazzi. Anche con loro ci siamo soffermati sullo sviluppo di alcuni punti comuni che possono caratterizzare la nostra attività che possiede la stessa finalità”.

Mille bolle di sapone circondano i piccoli alunni della scuola Ecce Homo di Ragusa. Sono cariche di allegria, gioia e fantasia. Le hanno portate i clown dottori dell’associazione “Ci ridiamo su” che stamattina hanno divertito studenti e insegnanti dell’istituto ragusano con il loro spettacolo “Ci metto il naso in una bolla”. L’iniziativa è stata organizzata in ricordo del dottor Giovanni Baglieri, scomparso due anni fa, con la collaborazione del dirigente scolastico Rosario Pitrolo e del presidente del consiglio d'istituto della Vann'Antò, Sergio Firrincieli. Un medico che nella sua lunga carriera – operava al Reparto Urologia dell’Ospedale Civile di Ragusa – si è sempre preso cura del paziente in quanto persona, facendosi carico dei suoi sentimenti, delle sue paure, dei suoi bisogni, sostenendo che la cura terapeutica deve essere per prima cosa una cura relazionale. La moglie del dottor Baglieri, la signora Delizia, in ricordo del marito promuove ogni anno un’iniziativa che possa portare avanti nella comunità un approccio umano alla malattia, che possa far sentire ancora vivo lo spirito con cui Baglieri ha affrontato la sua carriera professionale prima e la sua malattia poi: rispettare la dignità di ogni persona, sempre e comunque.

Lo spettacolo di stamani alla scuola Ecce Home, proposto in un doppio orario per i bambini della scuola dell’infanzia e per quelli della scuola primaria, è stata l’iniziativa scelta quest’anno: un’occasione di svago, di magia, di felicità regalata ai piccoli studenti, molti dei quali vivono situazioni familiari e sociali difficili.

Un’azione congiunta della quale sarebbe stato particolarmente orgoglioso il dottor Baglieri sempre pronto a dare un aiuto ai meno fortunati. Nel pomeriggio si svolgerà in suo ricordo una messa alla cappella dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, celebrata da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute della Diocesi iblea e caro amico di Baglieri.

I clown dottori di Ci ridiamo su sono presenti al reparto del Day Hospital Oncologico con il progetto “Saturnino” interamente sostenuto dall’affetto e dal sacrificio di sponsor privati: Siet, Despar Sicilia, SAMOT Ragusa Onlus, Samot Onlus, Studio DEA, Agriplast, Ecofaber - L'Ortovivaismo di Qualità, Bibite Polara, Banca Agricola Popolare Di Ragusa, Emporio Pet City, Prima Classe Ragusa e Ragusaoggi.it.

La coffa, l’antica sporta dei contadini siciliani diventa un prezioso pezzo di artigianato. A Comiso, l’intraprendenza di un giovane imprenditore, Roberto Caggia, ha creato un brand di successo: Coffarte. Oggi la coffa è un prezioso accessorio apprezzato sulle passerelle internazionali dell’alta moda. In questi giorni l’azienda festeggia il suo primo anno di attività con un bilancio assai positivo. A luglio, le sue coffe hanno ottenuto vari riconoscimenti regionali e nazionali. A ottobre le sue creazioni sono atterrate a Dubai, al World Fashion Festival Awards, conquistando la platea degli Emirati Arabi e il secondo premio come miglior collezione. In aprile, Caggia ritornerà negli Emirati per un evento destinato unicamente ai vincitori della World Fashion Festival Awards.

Le coffe di Roberto Caggia sono realizzate interamente a mano. Preziose sculture in pietra di Comiso, miniature molto piccole, alcune persino delle dimensioni di cm 1x1, contribuiscono ad arricchirle. Ogni modello è unico. Non ce ne è mai uno uguale a un altro.

Tutto è iniziato tre anni fa, in un piccolo laboratorio a Comiso, quando Roberto, artigiano con la passione per la pietra, rispolvera dalla antica tradizione contadina le coffe, capienti borse realizzate con foglie di palma nana (curina in siciliano) e decide di produrre artigianalmente qualche esemplare, impreziosito con ricami, merletti, decori, stoffe e persino piccolissime sculture e decorazioni in pietra di di Comiso. Il successo è immediato, oltre ogni aspettativa. Le sue creazioni preziose e dai colori vivaci sono richiestissime. La coffa siciliana conquista il mondo della moda, diventa una borsa d’arte. Così nel gennaio 2019 fonda Coffarte, un brand che nasce dal felice connubio di arte, cultura, tradizione, artigianato e moda.


«Ho sempre avuto il pallino dell'arte e della scultura – spiega l’imprenditore - che praticavo nel tempo libero. Quattro anni fa ho acquistato una macchina a controllo numerico, con cui ho cominciato a incidere la pietra, ottenendo delle sculture in miniatura. Dopo 3 anni di studio e sperimentazione è nata l’idea di inserire la pietra naturale incisa sulle borse. La mia compagna cura il design e gli accostamenti dei colori. Questa borsa, usata un tempo come cesta per il foraggio dei muli durante le giornate di lavoro, oggi diventa una borsa ricca di cultura e tradizione, un accessorio moda di lusso e di grande valore».

Il successo di questi mesi non ha cambiato il modo di lavorare di Roberto. «La coffa – afferma - non entrerà mai in un circuito produttivo su larga scala. Sarà sempre un prodotto artigianale e unico». Roberto continua a lavorare nel suo laboratorio, cucendo e assemblando a mano i manici, la fodera, la chiusura, i decori.

«Non pensavamo di raggiungere questi risultati - racconta - Il secondo posto, in una passerella così importante come quella del World Fashion Festival Awards, è stata per noi una sorpresa. Siamo soddisfatti del nostro lavoro, del nostro impegno, della nostra passione. Con il nostro prodotto “made in Sicily” esportiamo anche la storia e la tradizione siciliana, facendone un prezioso accessorio di alta moda».

“Ditegli sempre di sì” è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un’opera vivace, colorata il cui protagonista è un pazzo metodico con la mania della perfezione; una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale. Un’interpretazione straordinaria quella della compagnia Teatro del Pero di Comiso che, ieri sera, alla Badia di Ragusa, per il primo appuntamento della nuova stagione della rassegna “Ragusa Ride”, promossa dall’associazione culturale Palco Uno e il patrocinio dell’assessorato Turismo e Spettacolo del Comune, con la direzione artistica di Maurizio Nicastro, ha fatto registrare il tutto esaurito. La caratterizzazione data alla rappresentazione dal regista Giampaolo Romania ha fatto divertire il pubblico presente ma soprattutto lo ha fatto riflettere. La pazzia del protagonista, Michele Murri, è vera. Infatti, è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa, si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera? “Insomma – commenta Nicastro – una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo De Filippo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza. E’ stato davvero un successo straordinario che, non a caso, gli spettatori hanno applaudito a lungo grazie alla magistrale interpretazione offerta dalla compagnia comisana. Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece, in “Ditegli sempre di sì” il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Davvero meglio di così non poteva iniziare questa stagione di Ragusa Ride”.

 

Momenti molto emozionanti, carichi di un profondo significato religioso, in cui la tradizione ha continuato a farla da padrone, quelli che, ieri, hanno caratterizzato i solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate a Giarratana. Complice anche la bella giornata, soprattutto in occasione delle ore antimeridiane, le due processioni in programma sono state parecchio partecipate dai fedeli. Tutto ciò ha consentito di onorare al meglio una delle figure più venerate nel centro montano degli Iblei. Numerose presenze anche in occasione della tradizionale cerimonia di benedizione degli animali che ha avuto per cornice il sagrato antistante la chiesa Madre. A presiedere i riti religiosi il parroco di Giarratana, don Mariusz Starczewski. Durante la mattinata, il secentesco simulacro è stato portato a spalla per le viuzze della cittadina vecchia prima di fare rientro in chiesa Madre dove si è trattenuto per alcune ore. Qui è stato venerato dai componenti della locale comunità. Quindi, nel primo pomeriggio, il rito speciale, come detto, con la tradizionale benedizione degli animali che rientra nello specifico carisma di Sant’Antonio Abate. La festa, a Giarratana, è molto sentita e affonda le radici in antiche tradizioni. Così come sentita è stata la processione vespertina che, dopo la tradizionale cena con la vendita all’asta dei doni offerti al santo e la solenne celebrazione eucaristica in chiesa Madre, si è snodata per le principali vie di Giarratana durante le ore serali. Durante il periodo dedicato ai festeggiamenti, Confcommercio provinciale Ragusa, con il presidente Gianluca Manenti, si è preoccupata di garantire l’attività di comunicazione a tutti degli appuntamenti che hanno caratterizzato le celebrazioni. E’ stato molto partecipato, inoltre, il momento del rientro della processione serale che ha sancito la conclusione della festa esterna. Non prima dell’estrazione dei biglietti della lotteria dedicata al santo. In particolare, al numero 537 è stato aggiudicato un tablet mentre il secondo premio, un maialino, è stato attribuito al numero 2021. Il comitato ha ringraziato tutti i cittadini per i contributi forniti alla buona riuscita della festa. Rinnovato l’appuntamento per l’edizione del prossimo anno, quella cioè del 2021.

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