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Domenica, 17 Gennaio 2021

Lo scorso giovedì 5 novembre si è tenuta una videoconferenza tra il Comitato della Rg-Ct e il viceministro Cancelleri dopo le sollecitazioni dello stesso comitato; erano presenti anche l’on. Stefania Campo e il sindaco di Ragusa Peppe Cassì con l’assessore Giovanna Licitra. L‘incontro è stato organizzato dalla segreteria del viceministro per fare il punto sui passaggi burocratici e sui singoli aspetti tecnici utili a definire i tempi necessari per l’apertura dei cantieri del raddoppio della Rg-Ct.

Ci corre in primis l’obbligo di ringraziare la disponibilità al confronto del viceministro e dei partecipanti.

La nuova procedura pubblica prevede in questa fase due percorsi: un iter tecnico di redazione del progetto esecutivo dell’opera e un iter politico di nomina del commissario straordinario dell’opera.

Il progetto esecutivo è stato affidato da Anas alla società di progettazione Sintagma già dal mese di settembre ed è in piena fase di elaborazione per la consegna entro il mese di febbraio 2021. Il viceministro ha affermato che, per accelerare i tempi di realizzazione, la scelta progettuale prevede l’ipotesi di 4 lotti funzionali e non 8, come precedentemente annunciato. 

Il passaggio burocratico con il ministero dei Trasporti prevede una procedura semplificata rispetto alle fasi precedenti e le famose “ottemperanze” che dipendono dai vari ministeri e da enti pubblici/privati saranno di verifica e confermative rispetto alle prescrizioni indicate dal Cipe nella delibera con efficacia dal 30 giugno 2020.

Per quanto riguarda il commissario straordinario, la norma contenuta nel decreto semplificazioni all’art. 9, definisce i singoli interventi istituzionali e ne regola la loro tempistica. Il presidente Giuseppe Conte ha già consumato i passaggi nella maggioranza ottenendone la condivisione; i nomi, di competenza del ministro De Micheli, sono già stati esplicitati e saranno di natura prettamente “tecnica”. Questa scelta è dettata dalla primaria esigenza che gli stessi devono avere competenze e capacità di usare i poteri assegnati dalla legge senza indugi e inutili perdite di tempo; entro venti giorni dal passaggio della lista dei nomi presso le commissioni parlamentari si potrà emanare il decreto di nomina definitivo da parte del Governo nazionale.

A questo punto il commissario potrà espletare con efficacia, efficienza e quale “organo monocratico” i poteri assegnati sin dall’approvazione del progetto esecutivo. Lo stesso viceministro Cancelleri ci ha rassicurato che eventuali incomprensioni di natura politica sono già in fase di definitivo chiarimento ed ha tenuto a sottolineare che il lavoro sarà di “squadra” ad iniziare dalla Regione, dagli enti locali e dai territori coinvolti in un rinnovato clima di stima e fiducia che è già in atto ai massimi livelli istituzionali.

Il cronoprogramma che Anas ha sul tavolo prevede l’apertura dei cantieri entro il 2021 e forse anche prima, compatibilmente con alcuni risparmi di tempo che possono essere messi in campo. L’emergenza Covid-19 sembra non abbia fatto regredire di un passo l’azione di governo sul tema delle infrastrutture.

Le gare d’appalto saranno espletate secondo due modalità che prevedono tempi certi e contingentati: o con le norme europee per un tempo massimo di 15 giorni, o con procedura negoziata con invito diretto delle ditte anche in soli pochi giorni. In questa fase sarà centrale il ruolo del commissario per agire, coordinare e decidere secondo legge in scienza e coscienza.

Il tempo della realizzazione dell’opera prevede il termine massimo, comprimibile, di 4 anni. Siamo dello stesso parere del viceministro: dovremo fare “squadra” per il monitoraggio, la verifica e il controllo ma anche per collaborare affinché i tempi si riducano rispetto ai 48 mesi e per mitigare gli inevitabili sacrifici della percorrenza del tragitto Rg-Ct durante i lavori di costruzione che imporranno l’uso di una viabilità provvisoria fino all’apertura definitiva.

Il viceministro ha tenuto ad esprimere la necessità di aggiornarci periodicamente e ha garantito un incontro presso il comune di Ragusa a valle del decreto di nomina del tecnico alla presenza del commissario, delle rappresentanze istituzionali e del comitato per il pieno coinvolgimento del territorio.

Riteniamo dunque che, il già da noi definito “virtuoso metodo” rilanciato da Cancelleri a ottobre dello scorso anno presso la nostra città, stia producendo risultati utili per cittadini e imprese.

Il 17 novembre il “comitato” compie 17 anni di attività e continuerà a seguire con spirito di servizio tutti i passaggi fino all’arrivo dell’obiettivo finale di percorrere in efficienza, sicurezza e in tempi certi la “Ragusa-Catania”.

L’arte non riguarda solo i grandi capolavori (della pittura, scultura, musica, ecc.). È arte anche la cura con cui ci si veste in qualche occasione particolare, o il modo di imbandire la tavola per un pasto di festa. Quando si prova a fare le cose bene, tutti noi compiamo azioni con arte, anche senza rendercene conto. Allo stesso modo anche la celebrazione liturgica, che è esperienza di alleanza, di incontro tra Dio, in Cristo, e il suo popolo chiede di essere vissuta con arte: l’“arte di celebrare”. E’ questo il messaggio che, ieri sera, ha voluto lanciare il sacerdote Davide Paglia, direttore dell’ufficio liturgico della diocesi di Caltagirone, durante il suo intervento sul tema “L’arte del celebrare”, tenutosi ieri pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Ragusa in occasione degli appuntamenti programmati per il 55esimo anniversario dell’istituzione canonica della parrocchia. Chiesa piena al massimo della capienza, naturalmente nel rispetto delle prescrizioni anticontagio. Attenzione puntata soprattutto sulla nuova edizione del Messale romano in lingua italiana. L’utilizzo del nuovo Messale sarà obbligatorio in Italia a partire dalla domenica di Pasqua, il 4 aprile 2021, ma sarà possibile utilizzarlo da subito. La terza edizione del Messale in lingua italiana arriva a cinquant’anni dalla pubblicazione del primo Messale romano di Paolo VI. Questa ultima edizione del Messale presenta in realtà poche modifiche rispetto alla precedente seconda edizione (molto innovativa rispetto alla prima): nuove traduzioni dei testi latini e alcune aggiunte, alcune modifiche ai testi precedenti e nuove preghiere. Il nuovo Messale romano mantiene sostanzialmente invariata la struttura della precedente edizione. Si apre con una presentazione generale a cura della Conferenza episcopale italiana che contiene spunti, suggerimenti ed indicazioni su diversi aspetti liturgici e pastorali. Tra questi la possibilità di pregare il Padre Nostro con le braccia allargate e il divieto di utilizzare musica registrata e di inserire avvisi e preghiere devozionali dopo la Comunione. Nessuna modifica è stata apportata nelle parti recitate dall’assemblea tranne che nel Gloria, nel Padre nostro e nel “Confesso”, dove sono stati modificati alcuni vocaboli. “Molto interessanti – sottolinea il parroco, il sacerdote Marco Diara – le spiegazioni fatte da don Paglia su un aspetto che, molto spesso, si tende a trascurare. Le nostre celebrazioni per il 55esimo anniversario proseguiranno sabato quando si terrà, alle 18,30, la santa messa celebrativa del 55esimo anniversario”.

Diverso, ma sempre intenso. Il clima d’incertezza non ha scalfito la profondità emotiva del Festival ibleo della Tragedia Greca “3drammi3” che si è concluso ieri a Ragusa Ibla. La particolare situazione sanitaria con i relativi avvicendamenti normativi che si sono susseguiti repentinamente negli ultimi giorni ha minacciato ma non compromesso lo spessore e la ricchezza della manifestazione organizzata dal Teatro Donnafugata in stretta sinergia con l’Inda e con l’Adda di Siracusa. Spirito saldo, capacità di modularsi alle restrizioni imposte e la quinta edizione è andata in scena con successo, proponendo un omaggio corale alla tragedia greca. Sempre preziosa la collaborazione con l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, che in questi anni si è consolidata. Conversazioni interessanti e ricche di spunti e aneddoti, la meravigliosa mostra dedicata a più di un secolo di evoluzione nelle arti sceniche e visive al Teatro Greco aretuseo, persino una passeggiata culturale, la proiezione del film Medea e poi la performance teatrale dell’Inda e la messa in scena della tragedia Medea: il festival “3drammi3” 2020 come mai finora ha proposto un approfondimento impegnato e variegato. Ospiti illustri, come il professore Uccio Barone, il critico cinematografico Danilo Amione, il professore Damiano Bracchitta, Roberto Cafiso, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Siracusa, il regista Walter Manfrè, Fulvia Toscano, docente e direttrice artistica di Naxoslegge, Margherita Rubino e Manuel Giliberti, entrambi consiglieri dell’Inda, hanno dato il loro contributo allo spessore delle conversazioni. Tra i momenti attesi e più che apprezzati l’inaugurazione della mostra “La scena ritrovata – Da Cambellotti ai contemporanei” al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, la cui visita è d’obbligo per addentrarsi nella storia del Teatro Greco di Siracusa e quindi in oltre 100 anni di spettacoli e di dietro le quinte, godendo di un’atmosfera suggestiva ed elegantemente sospesa. Costumi meravigliosi, molti dei quali realizzati dal maestro Duilio Cambelotti a cui il festival ibleo ha dedicato diversi momenti, ma anche oggetti scenici e testimonianze varie resteranno allestiti al Teatro Donnafugata fino al prossimo 22 novembre (venerdì-sabato-domenica /17.00-22.00).

Poi la performance teatrale “La scena ritrovata. Le origini dell’Inda” a cura dell’Accademia dell’Arte del Dramma Antico che ieri sera ha concluso il festival, tra letture di documenti e stralci di opere, ma soprattutto la tragedia Medea andata in scena sabato sera nel sublime contesto dell’ex Distretto di Ibla. L’impeccabile regia di Walter Manfrè e l’intensità degli attori in scena hanno regalato un momento di toccante introspezione: il palco crudo ha accolto nella freddezza di una cella carceraria la vita che continua a esserci pur senza anima: vita che dà e poi toglie la vita stessa, perché Medea è oggi e sarà domani.

“La tragedia greca si è impossessata del palco, ha ricevuto omaggi e applausi: ce l’ha fatta anche quest’anno, nonostante tutto, e per questo siamo molto felici e soddisfatte – commentano Vicky e Costanza DiQuattro, direttrici artistiche del Teatro Donnafugata - Il sipario che si chiude sulla quinta edizione del Festival “3drammi3” tuttavia è appesantito dall’incertezza del futuro, dalla preoccupazione delle sorti del teatro in questa situazione così complicata. Resta una platea vuota che però vogliamo credere si riempirà presto di nuovi spettatori, di nuove storie, sentimenti. Continuiamo a confidarlo e lavoreremo affinché ciò si realizzi”.

Il festival “3drammi3” ha goduto del contributo della Regione Siciliana - Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, del patrocinio dell’Assessorato agli Spettacoli del Comune di Ragusa e della collaborazione dell’Università degli Sudi di Catania. Sponsor: Banca Agricola Popolare di Ragusa. Sponsor tecnico: Andrea Licitra.

Un adulto si lascia andare ai ricordi da bambino. La città è in fibrillazione per l’arrivo di un grande artista, forse il più famoso dell’epoca. Henry Blondeau, si chiama, e farà divertire tutti i ragusani impegnati a festeggiare il loro patrono San Giovanni. È iniziato così, dal sagrato della Cattedrale ragusana, l’evento speciale “Blondeau – L’ultimo volo”, promosso nel fine settimana appena trascorso dal festival Ibla Buskers nel 130° anniversario dalla morte del noto aeronauta. Tre giorni durante i quali il capoluogo ibleo si è ritrovato a celebrarne il ricordo: un racconto intenso tradotto in uno spettacolo profondo, a tratti più leggero, che ha ripercorso quei drammatici giorni di fine estate 1890, dall’arrivo in città dell’artista per i festeggiamenti di San Giovanni del 29 agosto fino alla sua morte avvenuta il 3 settembre. Impeccabile la regia di Roberto Nobile, eccezionale poi sulla scena nel ruolo di Giorgio Migliorisi, detto don Ciaciò Quarantiedu, personalità di spicco nella comunità ragusana del tempo e a capo del comitato dei festeggiamenti per la festa patronale, che chiamò Blondeau a esibirsi e che, pressato dalla folla, lo spinse a lanciarsi con la sua mongolfiera nonostante il forte vento per quello che poi fu, appunto, l’ultimo volo. Bravissimo Massimo Leggio nel ruolo di Blondeau, padre, marito e artista orgoglioso e rispettoso del pubblico fino a sacrificarsi sotto le sue richieste pressanti. Intenso Alessandro Sparacino, l’adulto che si abbandona alle reminiscenze dell’infanzia: cuore al passato, a quell’incontenibile attesa dello spettacolo che diventa delusione di fronte ai tentennamenti e che si fa angoscia e paura davanti alla disgrazia. Commoventi Ambra Denaro e Alessia Gurrieri, la giovane figlia Lina e la moglie, incinta, Adele, testimoni attonite della morte in diretta del loro caro.

Al testo magnificamente scritto e alla recitazione impeccabile con stralci in dialetto ragusano che hanno rapito la platea, ordinata e rispettosa delle disposizioni anticovid, si è affiancato l’immancabile spettacolo circense con le acrobazie della bravissima trapezista Lucia Fusina a interpretare sia il talento ginnasta della giovane Lina che a omaggiare lo stesso Blondeau nel suo ultimo spettacolo. Ad accompagnare la narrazione la bellissima musica della Banda Blondeau, guidata da Vincent Migliorisi, che ha firmato anche le musiche, e composta da Sergio Battaglia, Peppe Sarta, Rino Taverna, Sergio Spadola ed Esther Ansaldi. Ibla Buskers finalmente ha dato compimento al sogno di dare il giusto tributo a Henry Blondeau e a una missione: far capire a ciascun spettatore del pubblico di oggi, in qualche modo discendente di quel pubblico di ieri, la necessità di ragionare con la propria testa piuttosto che accodarsi passivamente a quanto chiede la maggioranza anche quando quella richiesta è una pretesa insensata.

Ragusa del presente ha guardato a quella del passato e si è consegnata al futuro: tutta la documentazione storica che è stata recuperata, le testimonianze, i disegni originali, le foto dell’epoca saranno infatti consegnati alla biblioteca civica e così alle generazioni che verranno. All’interno dell’evento speciale, sono state molto apprezzate anche le due passeggiate organizzate dall’associazione naturalista Kanimannira che, tra percorsi scoscesi e antiche scalinate, hanno ripercorso lo stesso tragitto che i soccorritori fecero per recuperare il corpo di Blondeau.

 

 

Una macchina letteraria inarrestabile, l’undicesima edizione di “A Tutto Volume”. Un turbinio di incontri, dibattiti, approfondimenti ha animato per due giorni Ragusa superiore e ieri Ragusa Ibla, secondo un format di successo che vede autori e lettori in simbiosi in un momento di forte condivisione. Quest’anno più lontani del solito e senza strette di mano nel pieno rispetto delle norme anti-covid per quella che è stata un’edizione decisamente speciale, solo in parte ridotta ma con maggiori sforzi organizzativi. Dopo i vari incontri pomeridiani, ieri sera conclusione con il doppio incontro (vista la grande richiesta da parte del pubblico) con lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio che ha presentato il suo libro "Della gentilezza e del coraggio" che parla di vita democratica e di costruzione di una società civile debitamente consapevole. “Il conflitto fa parte della nostra dimensione collettiva, è uno strumento per il progresso – ha spiegato rispondendo alle domande di Massimo Cirri - Non c’è progresso senza conflitto. Di fronte al conflitto si può reagire con la vigliaccheria, con la mitezza o con la violenza. Tuttavia, io suggerisco la possibilità di utilizzare lo strumento della gentilezza per trasformare il tutto in una energia positiva.

È come imparare l’arte marziale: non oppongo la mia forza alla forza dell’avversario, bensì cedo alla sua forza e cerco di trovare con lui un punto d’incontro. Così si crea la forza cooperativa". Per “A Tutto Volume” è tempo di bilanci per questa undicesima edizione che ha visto anche tre eventi speciali come l’anteprima a Comiso dedicata a Gesualdo Bufalino, l’evento “L’alba di Montalbano” in collaborazione con Sellerio e la mostra delle opere del maestro Mimmo Paladino. "È stata un'edizione particolare, la più difficile a causa della situazione che stiamo vivendo, ma forse per questo la più gratificante – commenta Alessandro Di Salvo, direttore artistico dell’evento – La ricorderemo come l'edizione della rinascita culturale, della voglia di stare insieme accanto ai libri, nonostante le nuove regole di comune convivenza. Per questo vorrei ringraziare il nostro affezionato pubblico che quest'anno più che mai ci ha mostrato tutto il suo calore e che ha rispettato col massimo rigore le disposizioni anti-covid: è stata la nostra spinta e la nostra forza. Ci tengo a ringraziare anche tutti gli autori ospiti che hanno impreziosito questo lungo fine settimana di incontri. Ci fermiamo qualche settimana e poi ci rimettiamo a lavoro: diamo infatti appuntamento a giugno con la dodicesima edizione di A Tutto Volume". Pubblico pienamente soddisfatto anche grazie al sistema di prenotazione online servita a regolare i flussi e tanti commenti positivi da parte degli autori presenti. “È stata una bellissima esperienza, una città accogliente – commenta il giornalista e conduttore Giovanni Floris che ha inaugurato il festival venerdì pomeriggio - Un bellissimo dialogo con la platea e credo anche una forte empatia, mi sono trovato benissimo, e grazie”.

Colpita “dall’impeccabile organizzazione e dalla calorosa partecipazione del pubblico” la scrittrice Sara Rattaro mentre per lo scrittore Diego De Silva, protagonista di un reading nella serata d’apertura del festival e già ospite anni fa della manifestazione, viene “confermata anche quest’anno la qualità inossidabile dell’offerta culturale di A Tutto Volume. Anche alla faccia del Covid!”. E se per Romana Petri si è dinnanzi a un “indimenticabile festival, dove ogni incontro è un successo”, per Luca Bianchini è un chiaro invito a visitare Ragusa nei giorni del festival, come ha suggerito sui suoi canali social trasformandosi in un ambasciatore di questo territorio: “Ragusa è meravigliosa: ricca di storia, di arte, di gentilezza e di luce. Era da tempo che volevo visitarla, ma devi venirci apposta, non ci capiti. Ne vale la pena”. E del resto gli incontri, quasi tutti in sold out, l’entusiasmo dei lettori e degli appassionati, la qualità degli autori ospiti, rapiti dall’accoglienza della gente e dalla bellezza del territorio ibleo, confermano “A Tutto Volume” come occasione di promozione turistica di questo lembo di Sicilia e appuntamento apprezzato e di prestigio dal mondo letterario nazionale. “A Tutto Volume” è organizzato dalla Fondazione degli Archi, con il sostegno del Comune di Ragusa, del Libero Consorzio di Ragusa, della Regione Siciliana, dell’Ars, della Camera di Commercio del Sud Est e dell’Asp di Ragusa e con il patrocinio dell’Università di Catania e di Confcommercio di Ragusa. Media partner Radio 3 Rai.

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