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Mercoledì, 20 Marzo 2019

Si è svolta ieri a Villa Niscemi, alla presenza del Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, del Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari, e Country Manager di NetApp Italia (azienda americana che da sempre aiuta i propri clienti a trasformare il mondo attraverso i dati), Marco Pozzoni, la firma di un protocollo di intesa per la realizzazione di servizi innovativi per le smart city, la formazione continua per la Pubblica Amministrazione e la costituzione di un Centro di Competenza per il trasferimento tecnologico e per la diffusione di progetti imprenditoriali innovativi.

Il progetto si inserisce nell’ambito del percorso di trasformazione digitale intrapreso dal Comune di Palermo, anche con riferimento al programma PON Metro, volto a realizzare gli obiettivi dell’Agenda digitale, una piattaforma informatica integrata attraverso cui gestire servizi digitali a favore di cittadini e imprese, in maniera snella ed efficiente. In particolare i servizi riguarderanno la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica, l’inclusione sociale e, più in generale, l’e-government.  Un vero e proprio ecosistema tecnologico metropolitano costituito da un Data Center di nuova generazione, al quale forniranno un contributo rilevante le tecnologie per la gestione dei dati di NetApp, potenziato e ridisegnato per archiviare e gestire in completa sicurezza ed efficienza dati e informazioni, componenti IoT (Internet of Things) e servizi in cloud.  Il servizio di archiviazione, fruibile in cloud, di tutte le informazioni e i servizi relativi alla Pubblica Amministrazione consentirà di renderli disponibili anche ai Comuni dell’hinterland coinvolti nel progetto PON Metro Città di Palermo, ai loro cittadini, alle imprese e ad altre PA, creando così una vera e propria smart city interconnessa.

“Il Comune di Palermo intende proseguire sul cammino intrapreso da anni di innovazione dei servizi digitali a beneficio del territorio e dei cittadini. La sottoscrizione del presente Accordo è un’occasione per accelerare il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, ma anche di stimolo all’insediamento sul territorio di nuove imprese e/o allo sviluppo di quelle già esistenti, grazie alle sinergie che potranno crearsi con l’Università di Palermo e con NetApp”, ha dichiarato il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Il Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, dal canto suo, ha sostenuto: “L’Università degli Studi di Palermo, per tradizione e vocazione, da sempre intesse solidi rapporti con il territorio in genere e il Comune in particolare, e le imprese. Il presente MoU sancisce tale vocazione grazie alla collaborazione che potrà instaurarsi con un’azienda del calibro di NetApp, con la quale verranno avviati progetti di ricerca relativamente alle tecnologie Cloud e per la sicurezza dei dati, attività di formazione su tali tematiche, nonché la costituzione di un centro di competenza per il trasferimento tecnologico”.

“Siamo molto soddisfatti di essere, con le nostre soluzioni tecnologiche e competenze, al fianco del Comune di Palermo, dell’Università e di tutte le realtà coinvolte nella realizzazione di questo importante progetto di trasformazione digitale. L’innovazione tecnologica e la gestione dei dati che sempre più ricoprono un ruolo strategico, sono un asset fondamentale per migliorare la qualità dei servizi della PA e per lo sviluppo sociale ed economico di qualsiasi territorio”, ha dichiarato Marco Pozzoni, Country Manager di NetApp Italia.

Il progetto prevede inoltre lo sviluppo di competenze ICT e di sicurezza digitale del personale della Pubblica Amministrazione e la creazione, con il supporto del Comune, dell’Università degli Studi di Palermo, di Sispi e di NetApp, di un Centro di Competenza con laboratori aperti a personale specializzato, agli studenti universitari e alle imprese del territorio per lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi per la PA.

Il direttore e pianista Wayne Marshall torna sul podio del Teatro Massimo dopo il grande successo del Concerto di Capodanno 2018.

Gershwin / Ellington è il concerto che sabato 3 marzo alle 20.30 al Teatro Massimo vedrà protagonista Wayne Marshall nella doppia veste di solista al pianoforte e di direttore alla testa dell’Orchestra del Teatro Massimo. In programma alcuni grandi classici di George Gershwin come l’Overture dal musical Girl Crazy, il Concerto in Fa per pianoforte e orchestra e An American in Paris, e la Nutcracker Suite di Duke Ellington.

Nati a distanza di un anno alla fine dell’Ottocento, George Gershwin e Duke Ellington sono due esempi del fascino dirompente che la musica americana, incarnata prevalentemente nel jazz, ha esercitato nel Novecento. Ma si tratta anche di due eccezionali musicisti che con la loro musica hanno saputo confrontarsi con la tradizione della grande musica classica: è quello che fa Duke Ellington quando, nel 1960, riscrive in versione jazz la Suite Lo schiaccianoci op. 71a di Čajkovskij, tratta dal balletto omonimo, trasformando la danza della Fata Confetto in Sugar Rum Cherry e il Valzer dei fiori in una Danse of the Floreadores. Ma anche George Gershwin, tanto nel Concerto in Fa che nel poema sinfonico An American in Paris, si confronta con le grandi forme della musica classica. Il Concerto in Fa, composto nel 1925, fu eseguito in prima europea all’Opéra di Parigi nel 1928, insieme al Concerto in La di Franz Liszt. Fu proprio durante questo soggiorno parigino che Gershwin sviluppò An American in Paris, dove l’influenza della Ville Lumière è non solo negli elementi di colore (il suono dei clacson dei taxi parigini, ad esempio, che Gershwin volle inserire in orchestra) ma anche nel linguaggio, dove la tinta jazz e blues delle melodie si sposa, come rivendicava lo stesso compositore, all’influenza di Debussy e del Gruppo dei Sei.

Wayne Marshall, direttore, organista e pianista inglese, è direttore principale della WDR Funkhausorchester di Colonia, organista della Bridgewater Hall di Manchester e direttore ospite dell’Orchestra Verdi di Milano. Di recente ha lavorato con orchestre come Leipzig Gewandhausorchester, Konzerthausorchester Berlin, Wiener Symphoniker, Orchestre Philharmonique du Luxembourg, Orchestra del Teatro Carlo Felice, Orquesta Sinfónica de Castilla y León, Czech Philharmonic Orchestra oltre a progetti con la WDR e recital d’organo in tutto il mondo. In Italia dirige regolarmente a Santa Cecilia, con l’Orchestra Cherubini, alla RAI di Torino, al Comunale di Bologna, al Teatro La Fenice e ha appena diretto con grande successo West Side Story al Teatro Carlo Felice di Genova. Tra gli impegni come direttore trova il tempo per indimenticabili recital d’organo in celebri sale e chiese come Duomo di Firenze, Notre-Dame de Paris, Royal Albert Hall, Stiftskircher Stuttgart e  National Grand Theatre di Pechino. Nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Bournemouth University e nel 2010 è stato nominato Fellow of the Royal College of Music.

Biglietti da 25 a 10 euro. La biglietteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima e fino a mezz’ora dopo l’inizio.

Wayne Marshall

Direttore, organista e pianista inglese, è direttore principale della WDR Funkhausorchester di Colonia, organista della Bridgewater Hall di Manchester e direttore ospite dell’Orchestra Verdi di Milano. Nella stagione 2016/17 ha lavorato con orchestre come la Rotterdam Philharmonic Orchestra, Leipzig Gewandhausorchester, Orchestre National du Capitole de Toulouse, Konzerthausorchester Berlin, Wiener Symphoniker, Orchestre Philharmonique du Luxembourg, Orchestra del Teatro Carlo Felice, Orquesta Sinfónica de Castilla y León, Czech Philharmonic Orchestra oltre a progetti con la WDR e recital d’organo in tutto il mondo. Tra l’attività recente ricordiamo i concerti a Bergen, Taipei e Kuala Lumpur, Islanda, Lipsia, Stoccolma, Mosca, una ripresa di Wonderful Town a Colonia, il debutto all’opera di Montreal con Dead Man Walking, seguita da nuove produzioni di Porgy and Bess, Candide e Mahagonny alla Deutsche Staatsoper Berlin. In Italia dirige regolarmente a Santa Cecilia, con l’Orchestra Cherubini, alla RAI di Torino, al Comunale di Bologna, al Teatro La Fenice e ha appena diretto con grande successo West Side Story al Teatro Carlo Felice di Genova. Tra gli impegni come direttore trova il tempo per indimenticabili recital d’organo in celebri sale e chiese come Duomo di Firenze, Notre-Dame de Paris, Royal Albert Hall, Stiftskircher Stuttgart e  National Grand Theatre di Pechino. Nel 2004 ha ricevuto una laurea honoris causa dalla Bournemouth University e nel 2010 è stato nominato Fellow of the Royal College of Music.

 

 

Nasce a Roccapalumba la Sede di BCsicilia, l’Associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Il gruppo, che conta più di cinquanta iscritti, ha tenuto l’assemblea dei soci per l’elezione degli organi sociali. Presidente della sezione cittadina è stato scelto all’unanimità Giovanni Pravatà, Vicepresidente Giovanna Albanese, mentre Segretario sarà Saverio Di Sparti, Economo Anna Maria Modica e Responsabile della formazione Giuseppa Maria Marretta. All’incontro erano presenti Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia e Rita la Monica Vicepresidente regionale di BCsicilia. Ricco e interessante il programma di attività per il 2018 predisposto dalla sezione locale di BCsicilia di Roccapalumba.  Per l’anno in corso prevede, tra le altre iniziative, lo studio e la valorizzazione dell’interessante complesso geologico della Rocca, con il coinvolgimento delle istituzioni universitarie, inoltre la ricerca e la documentazione dei siti archeologici presenti nel territorio di Roccapalumba, ancora lo studio delle piante autoctone del territorio utilizzate nella  medicina  tradizionale popolare e infine in programma una Rassegna del teatro amatoriale in collaborazione con la F.I.T.A.

Grande successo per Don Chisciotte di Marius Petipa con le musiche di Ludwig Minkus, in scena martedì 20 febbraio alle ore 20.30 per la stagione del Teatro Massimo, e in replica fino al 25 febbraio. Applauditissimi la coreografia originale di Petipa ripresa da Lienz Chang, il direttore Aleksej Baklan sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, il Corpo di ballo del Teatro Massimo e in modo particolare i due artisti ospiti Leonid Sarafanov e Olesja Novikova. L’allestimento è dell’Opera di Tbilisi con scene e costumi di Vyacheslav Okunev. Lo spettacolo di ieri era dedicato alla memoria di Elisabetta Terabust, scomparsa da poco.

Tra il pubblico presente in sala vi era anche il coreografo francese Angelin Preljocaj, che dopo lo spettacolo si è congratulato con Lienz Chang, con i solisti e con il Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Don Chisciotte è uno dei tanti frutti della collaborazione del geniale coreografo Marius Petipa con il compositore Ludwig Minkus: rappresentato per la prima volta nel 1869 al Teatro Bol’šoj di Mosca, conobbe poi una seconda versione nel 1871 per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. La storia è ispirata ad alcuni capitoli del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes: il “cavaliere dalla trista figura” e il suo scudiero Sancho Panza sono infatti testimoni della storia d’amore tra il giovane Basilio e la bella Kitri, alla quale il padre vorrebbe imporre un ricco sposo: i due innamorati tentano di fuggire insieme e nel secondo atto vengono ospitati in un campo di zingari, dove ritrovano Don Chisciotte. Dopo aver combattuto contro un mulino a vento, Don Chisciotte si addormenta e sogna di correre in soccorso della Regina delle Driadi; come ricompensa Cupido gli mostra la sua amata Dulcinea. All’alba il padre di Kitri riesce a raggiungere i due innamorati e riporta a casa la fanciulla; il terzo atto si apre con i preparativi per il matrimonio di Kitri e del suo ricco fidanzato: ma Basilio finge di uccidersi per la disperazione e ottiene così finalmente il consenso per le nozze. Il balletto si conclude quindi nel giubilo generale.

Nel ruolo di Kitri è Olesja Novikova, prima ballerina del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo, vincitrice dell’International Vaganova-Prix Competition di San Pietroburgo nel 2002. È nata a San Pietroburgo dove si è diplomata all’Accademia Vaganova per poi entrare nel Balletto del Teatro Mariinskij nel 2002. Al Teatro Mariinskji ha interpretato tutti i grandi titoli del balletto classico.

Accanto a lei nel ruolo di Basilio Leonid Sarafanov, primo ballerino del Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo. Nato a Kiev, si è diplomato alla Scuola Coreografica di Kiev, nel 2002 è entrato a far parte del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo. Dal 2011 fa parte del Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo. È stato vincitore di diversi Concorsi internazionali di balletto nel corso della sua carriera, tra i quali il Concorso Internazionale di danza “Rudolf Nureyev” (Budapest, 2000). Nel 2006 è stato insignito del premio “Benois de la danse” e del premio “Spirit of Dance” nella categoria "Star" dalla rivista Ballet, e nel 2010 del premio Teatrale Nazionale di Mosca nella categoria “Migliore ruolo maschile nel balletto”.

In scena insieme a loro Benedetto Oliva (Don Chisciotte), Giuseppe Rosignano (Sancho Panza), Monica Piazza (Dulcinea), Gaetano La Mantia (Lorenzo), Marcello Carini (Gamache), Riccardo Riccio (Espada), Francesca Davoli (Mercedes), Francesca Bellone e Jessica Tranchina (Due amiche di Kitri), Annalisa Bardo (Regina delle Driadi), Yuriko Nishihara (Cupido), Daniele Chiodo (Capo degli zingari), Gianluca Mascia (Zingaro) e Giorgia Leonardi (Zingara).

Repliche fino a domenica 25 febbraio; giovedì 22 e sabato 24 febbraio danzeranno Linda Messina (Kitri) e Alessandro Staiano (Basilio) con Fabio Correnti (Don Chisciotte), Emilio Barone (Sancho Panza), Diego Mulone (Espada), Giorgia Leonardi (Mercedes), Annalisa Bardo (Regina delle Driadi).

Biglietti da 85 a 14 euro. La biglietteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima e fino a mezz’ora dopo l’inizio.

Concluse le operazioni di monitoraggio del relitto della nave da sbarco HMS LST-429 nel Canale di Sicilia, la cui presenza era già nota alla Soprintendenza del Mare, a seguito di segnalazione di Pietro Faggioli e del compianto Andrea Ghisotti, fin dal 2007. Il team di studi composto dal centro subacqueo Blue Dolphins di Lampedusa, guidato da Alessandro Turri, e del centro subacqueo Ecosfera di Messina, guidato da Domenico Majolino.
Nel corso dei sopralluoghi è stato realizzato del materiale video-fotografico utile per la concreta identificazione del relitto e per la valutazione delle condizioni dello stesso. Tutto il materiale è stato consegnato alla Soprintendenza del Mare nell’ambito di una attenta e proficua collaborazione per la preservazione e divulgazione dei beni storici-culturali presenti nelle acque che furono teatro dei violenti scontri durante la seconda guerra mondiale.
La nave da sbarco LST-429, classe mk2, nasce per la Marina Americana presso i cantieri Bethlehem-Fairfield Shipyard Inc. di Baltimora nel 1942. Fu varata l’11 gennaio 1943 e non entrò mai in servizio per gli Stati Uniti in quanto subito trasferita alla Royal Navy Britannica. Il 3 Luglio 1943 affondò nelle acque internazionali del Canale di Sicilia, a causa di un incendio di causa imprecisata (fonti ufficiali).
Il relitto giace su un fondale di circa 38 m, avvolto da reti da pesca, e spezzato in due tronconi. Il troncone di poppa si trova in assetto di navigazione; le due eliche e i due timoni, caratteristici dei mezzi da sbarco, si sono mantenute integre così come la torretta. Alle spalle del ponte di comando sono ben visibili le due difese, ricoperte da fitte concrezioni biologiche. Il troncone prodiero giace parallelo a quello di poppa, capovolto, con la prua rivolta verso le eliche. All’interno sono identificabili i mezzi gommati parte del carico.
Alla spedizione hanno partecipato: Alessandro Turri, Domenico Majolino, Monica Tentori, Mauro Bombaci, Antonio De Carlo, Marco Ruello, Francesco Donato, MariaGiovanna Piro, Stefano Saleri, Giorgia Pelegalli.

Per il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa: “Il monitoraggio del relitto della nave da sbarco della Seconda guera mondiale nel Canale di Sicilia, reso possibile grazie al contributo di volontari, dimostra ancora una volta la giustezza della scelta di questa Soprintendenza nel cercare un rapporto di collaborazione con le associazioni e le istituzioni private. Crediamo che essi rappresentano una grande risorsa per la ricerca, la conoscenza e la salvaguardia dei nostri beni culturali sommersi e un lavoro comune, nel rispetto dei reciproci ruoli, non può che rappresentare la via maestra per il futuro. Il nostro mare è uno straordinario forziere che ospita un patrimonio che va dalla preistoria fino ai nostri giorni e da solo l'ente pubblico, anche per le scarse disponibilità economiche, non può affontare: è quindi necessario e irrinunciabile attivare sinergie con altre realtà. E questo non ha solo un valore tecnico ma anche culturale. Salvaguardare la nostra memoria storica non è un compito demandato solo ad ufficio pubblico ma un impegno a cui ognuno di noi deve dare un piccolo contributo. E riteniamo che a partire da questo confronto con il passato che si può ricostruire una rete di solidarietà, tolleranza e speranza nel futuro”.

 

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