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Edizione N. 7

15 settembre 2014

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Santa Teresa di Riva - Festeggiata la Madonna del Carmelo

Messina

santuario madonna del carmelo

Il Santuario della Madonna del Carmelo

A costo di passare per un guastafeste vorrei fare qualche riflessione critica sulla Festa in onore della Madonna del Carmelo. Anche quest'anno ho partecipato a buona parte della processione dietro la vara della Beata Vergine Madonna del Carmelo, una processione massacrante lunga che dura circa 4 ore e mezzo e credo che diventi stancante perfino per il fedele disposto a farla tutta...E come quando il celebrante della S. Messa fa durare la predica quasi 25 minuti di orologio, anche il fedele ben disposto ad ascoltarlo dopo un po' perde la pazienza e si distrae. Credo che sarebbe opportuno di anno in anno selezionare le vie dove far passare la processione, così da farla durare ragionevolmente qualche ora in meno.

Seconda riflessione la banda musicale. Spero di essere capito, premetto che il mio intento non è di offendere o invalidare nessuno. A mia memoria, ogni anno il servizio dietro la vara della Madonna viene svolto dalla solita banda musicale locale, la “Vincenzo Bellini”, che con tutta la buona volontà dei ragazzi musicisti, monotonamente suona marcette a dir poco insignificanti; qualche anno fa un brano addirittura evocava il flamengo spagnolo, con un olè finale.

Non sono un esperto musicale ma credo che per una manifestazione religiosa è opportuno suonare dei brani adatti, anche marce militari, invece ogni anno la solita noia e i soliti e ripetuti brani caricaturali. Ripeto non ce l'ho con la banda locale che fa il suo mestiere, ma con le scelte fin troppo abitudinarie operate dal comitato parrocchiale, a proposito è possibile che non c'è nessuno sensibile alla musica? Basterebbe spendere meno soldi per i fuochi d'artificio, o per altri inutili spettacoli da cortile...si possono vedere in tv, per destinarli a una banda come Dio comanda.

Una festa, forse la più importante della riviera jonica, meriterebbe una banda musicale all'altezza della situazione, penso a quelle pugliesi del Salento, ma anche in Sicilia se ne trovano buone e qualificate.

primo_piano madonna

 

La scomparsa del Palio dei giovani. Ogni anno per due settimane in occasione della festa del 16 luglio, si svolgeva una interessante manifestazione popolare giovanile. Vedere tanti giovani impegnati più o meno seriamente in diverse squadre a gareggiare per le vie della cittadina jonica, sembrava un vero miracolo della natura, una così grande e bella iniziativa popolare doveva essere sostenuta anche economicamente dalla “politica” santateresina, naturalmente con un atteggiamento sussidiario, invece a quanto pare è fallita.“Il Palio, silenziosamente ma inesorabilmente, era più di una tradizione, era un rinnovato senso di identità, tanto sociale, che religioso, che territoriale - scrive Massimo Cicala - Era pericoloso, perché fatto di popolo. E quando vedi una moltitudine che va da qualche parte, la cosa più sensata è mettercisi davanti, come recita un gustoso, anonimo, ma azzeccato aforisma. In qualsiasi altro contesto “normale” al mondo, la politica si sarebbe messa al servizio di questo “fenomeno”, anche la Chiesa avrebbe fatto lo stesso, quella stessa parrocchia che da 49 anni anelava a un “oratorio” mai potuto realizzare, e che soffriva, tra tante altre, di strati giovanili che le crescessero attorno anziché buttaniare in giro per la riviera. E invece, i fatti sono sotto agli occhi di tutti”(G.Massimo Cicala, Palio del Carmine, 11.7.2011 Jonialife.it)

A questo proposito, sarebbe interessante aprire un dibattito serio sul tema Palio- giovani, si dovrebbe ritornare ad affrontare anche quelle critiche che qualche anno fa il primo cittadino di S. Teresa aveva avanzato nei confronti dei giovani, secondo lui poco sensibili alla cura del patrimonio urbanistico. Non so se ricordate, il sindaco era intervenuto presso una tv locale e lanciava l'allarme sociale sui giovani, dopo l'ennesimo atto vandalico nei confronti proprio di alcune strutture della piazza Madonna del Carmelo. Avevo affrontato l'argomento sui vari giornali online dove collaboro (trovi il mio intervento del 9.3.2010, qui sotto).

Addirittura il sindaco auspicava un corso intensivo di educazione civica per i giovani di S. Teresa di Riva. Ma che cosa ha fatto la “politica” per i giovani di S. Teresa, se i segnali sono quelli del fallimento del Palio, c'è da essere poco allegri. Certo, non è tutta colpa di politici e amministratori che magari pensano ad altro, più che all’educazione, ci mancherebbe! Il problema è molto più complesso e chiama in causa famiglie, parroci, parrocchie (a proposito, dove sono gli oratori?), partiti, quei pochi movimenti o gruppi che esistono e le scuole con una domanda precisa: quali sono stati, in tutto questo mondo variegato, i presupposti etici?

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