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Venerdì, 20 Aprile 2018

FOTO N. 1

 

Martedì 23 luglio 2013 presso Palazzo “Zanca”, sede del Comune di Messina, ha avuto luogo la riunione, organizzata dall’Associazione Culturale “AURORA”, per la definizione delle misure di coordinamento e delle modalità di dettaglio necessarie per la realizzazione del Corteo Storico Navale in occasione della quinta edizione della Rievocazione Storica dello sbarco a Messina di don Giovanni d’Austria (4 agosto 2013).

L’Associazione “AURORA” in sinergia con le Guardie Ambientali di Messina si occuperà degli aspetti logistici. L’architetto Nino Principato, regista e autore della sceneggiatura, colonna portante di ogni edizione della manifestazione, ha illustrato i momenti salienti in cui si articolerà l’esibizione del corteo: luoghi di partenza e soste, momento dello sbarco al Molo del Marina del Nettuno, composizione e ordine di sfilamento, arrivo nella Cittadella Fieristica.

Anche la quinta edizione della manifestazione ha preso, quindi, forma e sostanza grazie alla sinergia attuata, non solo con le Istituzioni, ma anche con Associazioni e privati che ormai da anni garantiscono la propria presenza in questo evento di alta valenza storico-culturale. L’Associazione “Carrozze Storiche Molonia” metterà a disposizione una carrozza che simulerà l’antica carrozza senatoria oggi custodita presso il Museo Regionale di Messina. Il corteo si comporrà di figuranti (circa 150) in costumi d’epoca della “Compagnia d’Armi Rinascimentale della Stella” (Messina), presieduta dal cav. Giuseppe Amato autore delle armature e dei pregevoli costumi, del Gruppo “Arte e Costumi Marinesi” (Marino Laziale), del Gruppo siciliano rievocazioni storiche “La Corte di Aragona” (Catania), dei “Tamburi d’Aragona” (Castelvetrano), del Gruppo Corteo Storico del Comune di Nicosia e del Comune di Troina (Enna). I personaggi storici saranno impersonati dagli attori Pippo Luciano (Stratigò), Mauro Failla (don Giovanni d’Austria), Pippo Castorina (mons. Reitana) e Nunzio Barbera (Francesco Maurolico).

Il corteo trova fondamento storico nelle cronache del tempo, descritte nel volume di G. Arenaprimo "La Sicilia nella Battaglia di Lepanto", recentemente ristampato dalla EDAS alle quali si ispiro la prima rievocazione storica del 1903: “[…] reiterandosi la salva dell’artiglieria, così dalle fortezze della città come dai navili del porto, et precisamente dalle Galeazze, seguita dall’archibugeria dei soldati don Giovanni d’Austria, con i dignitari della sua corte, seguito dai generali e capitani romani, veneti e spagnuoli, veniva ricevuto sopra un ricchissimo palco messo a mare, presso il forte di S. Giacomo, dirimpetto la porta della città che d’allora in poi si disse di Portareale, dai signori don Girolamo Romano, don Domenico Saccano, don Annibale Alifia, don Onofrio Giurba, don Girolamo Marullo, don Antonio Maurolico, componenti l’Illustrissimo Senato della Città, e da numerose quadriglie di cavalieri della nobiltà,messinese, nei loro abiti più sfarzosi e mirabili per la stranezza, delle foggie, per la varietà degli ornamenti, per le pinnacchierie variopinte imposte ai berretti, per la bizzarria delle bardature e delle gualdrappe, ond’erano coperti i loro cavalli […]".

FOTO N. 2

 

Per ulteriori informazioni relative alle attività culturali poste in essere in questi anni dall’Associazione “Aurora” (“don Giovanni d’Austria a Messina per la battaglia di Lepanto”) è possibile consultare il sito internet www.sullerottedilepanto.it .

FOTO N. 2

 

Il 19 luglio 2013 presso la Sala Blu del Museo di Letojanni ha avuto luogo una sentita cerimonia, organizzata dal Lions Club “Letojanni Valle d’Agrò”, per la consegna di una barella spinale “Tango” (pediatrica/adulto) alla Fraternita di Misericordia “S. Giuseppe” di Letojanni.

All’evento erano presenti la dott.ssa Daniela Fileti (Assessore con delega alla Cultura, Istruzione, Formazione professionale, Politiche attive del lavoro, Pari opportunità, Rapporti con l’associazionismo del Comune di Letojanni), il dott. Giuseppe Garaffo (Presidente del Lions Club “Letojanni Valle d’Agrò”), il dott. Alessandro d’Angelo (Governatore della Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni), l’avv. Marilena Moschella (past president del Lions Club “Letojanni Valle d’Agrò”), il sig. Rosario Percipalle (titolare della Ditta “EMERSYSTEM”) e una nutrita rappresentanza sia dei soci del Lions Club che dei volontari della Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni.

Dopo i saluti del dott. Giuseppe Garaffo e della dott.ssa Daniela Fileti, che è intervenuta a nome dell’Amministrazione Comunale del Comune di Letojanni, e una breve dimostrazione pratica sull’utilizzo del presidio, ha preso la parola l’avv. Marilena Moschella, promotrice e leader trainante della raccolta dei fondi necessari per l’acquisto della barella, la quale ha sottolineato l’aspetto importante del ruolo del volontariato nella nostra società. Ha, inoltre, voluto porgere i dovuti e sentiti ringraziamenti a tutti coloro (ditte e/o privati) che con il proprio contributo hanno consentito, durante il suo mandato quale presidente del Lions Club “Letojanni Valle d’Agrò”, di realizzare questa e altre similari iniziative a sfondo sociale. Al termine, l’intervento del dott. Alessandro d’Angelo, il quale ha ringraziato e si è complimentato con il Lions Club “Letojanni Valle d’Agrò” per la fattiva e concreta sinergia realizzata in questi anni, sottolineando che: “[…] Importante è vincere le gelosie e le invidie personali per potersi donare agli altri con animo sereno e massimo impegno […]”.

Numerose le iniziative portate avanti dalla Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni in favore della cittadinanza. Giova ricordare la recente quinta edizione del “Luglio di Prevenzione”, lo scorso 7 luglio 2013. Nell’occasione, al termine delle attività ambulatoriali, la Misericordia, in collaborazione con la ES Emersystem, ha donato, nell’ambito del Progetto “Città Sicura Letojanni nel Cuore”, all’Amministrazione Comunale, presente il sindaco Alessandro Costa, tre cardio-defibrillatori, da posizionare sul territorio del Comune di Letojanni. Vivo e sentito l’apprezzamento per i volontari della Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni, i quali, in quella giornata, hanno ancora una volta dimostrato professionalità, disponibilità e spirito di servizio: Francesca Celi, Liliana D’Agostino, Rosalba Gullotto, Carmela Sterrantino, Santina Bartolotta, Roberto De Clò, Roberto Curcuruto, Concettino Puglia, Manuela Trischitta, Carmelo De Luca, Francesco De Luca, Antonino Longo, Antonia Curcuruto, Natala Cappa, Daniela Ardizzone, Maria Grazia Mileti, Maria Concetta Brundo e Lorenza Garufi (Medico, Direttore Sanitario Misericordia “San Giuseppe”), nonché gli “aspiranti” Giusy Cilla, Antonino Leopardi e Sebastiano Galifi. La manifestazione è stata organizzata dalla Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni, con il patrocinio del Comune di Letojanni, in sinergia e fattiva collaborazione con il Gruppo Interforce Jonica (GIJ), il Lions Club “Letojanni-Valle d’Agrò”, la Fondazione “Germano Chincherini” ONLUS, il Centro Diagnostica per Immagini “dott. Francesco Fiumara”, l’Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali Socio Sanitarie (AVULSS Taormina ONLUS), l’Associazione per il “Supporto e la Ricerca sull’Alzheimer e le Demenze” (A.RI.A.D. ONLUS), il Gruppo Donatori Sangue “Fratres” di Letojanni, la ditta AG System e la Società di Intermediazione Creditizia “Mutuora”.

Il Gruppo Interforce Jonica (GIJ - www.gruppointerforcejonica.it), ha quale fine principale il coordinamento delle organizzazioni aderenti (Gruppo Comunale di Protezione Civile di Giardini Naxos, Misericordia “S. Giuseppe” di Letojanni, Misericordia di Spadafora, Radio Valle Alcantara di Taormina, Rangers International delegazioni di Letojanni, Mongiuffi Melia e Roccafiorita, Gruppo Comunale di Furci Siculo) nell’ambito delle attività di Protezione Civile, di salvaguardia dell’ambiente naturale e antropico e di tutela dei Beni Culturali.

Maria Grazia Cucinotta

 

A  quasi vent’anni dalle riprese de “Il Postino”, torna a Salina da guest star Maria Grazia Cucinotta, ospite di MareFestival venerdì 2 agosto per il “Massimo Troisi Day”.

La proposta del direttore artistico Massimiliano Cavaleri di intitolare al protagonista una strada e un’opera destinata a perpetuare il ricordo di quel capolavoro cinematografico, ha trovato pronta adesione nel sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo, e nel soprintendente ai beni culturali Salvatore Scuto, che ha già esitato il progetto dell’installazione. Così il lungomare del Porto prenderà il nome di “Passeggiata M. Troisi” e nello slargo, fra il vialetto per gli aliscafi e la piazza principale, sarà collocata la scultura “Oltre il tempo” del maestro Antonello Arena, seguito nel percorso artistico dall’esperto della Provincia, Saverio Pugliatti. La suggestiva icona della bicicletta, cui lo scultore si è ispirato, ha convinto i critici Teresa Pugliatti e Luigi Ferlazzo Natoli, e le loro riflessioni sull’espressività del simbolo prescelto sono riportate nel catalogo del Festival.

L’installazione, destinata a diventare uno dei simboli dell’isola, è larga circa 2 metri, alta 1,20; ricoperta di resina e intonaco bianco tipico dello stile eoliano. Di impatto visivo immediato per il visitatore: la bici del portalettere (donata dalla Famiglia Molonia) si staglia sul manifesto originale della pellicola, strappato al “corso del tempo” e vivo nel ricordo di chi ha apprezzato il film, divenuto subito un successo internazionale.

A  tagliare il nastro non poteva che essere una delle attrici più amate del grande schermo, la “Beatrice” di cui il postino s’innamora. Maria Grazia Cucinotta riceverà il Premio Troisi MareFestival, istituito da Cavaleri assieme a Patrizia Casale e Francesco Cappello, per legare ancor di più il nome dell’attrice a Salina. La motivazione: “Talento, bellezza e sensibilità: icona del cinema italiano nel mondo”. Fra gli altri ospiti, Nicolas Vaporidis, considerato fra gli interpreti più incisivi della nuova generazione di attori, accanto alla Cucinotta in “Last minute Marocco”.

Il momento inaugurale, cui prenderanno parte anche gli imprenditori Filippo Miracula e Giuseppe Pedulla, che hanno voluto sponsorizzare la scultura, è previsto alle 18,30 di venerdì 2. Di sera in piazza, verrà proiettato il film, che ebbe 5 nomination agli Oscar del ’96 e vinse una statuetta per le musiche di Luis Bacalov. A seguire uno spettacolo dedicato a Troisi: interpreti della colonna sonora, il chitarrista Gianluca Rando e la cantante venezuelana Carla Andaloro; Matteo Tosi reciterà una poesia scritta dall’attore napoletano. Infine una mega – torta, da guinness dei primati, che ripercorre le scene principali della pellicola, realizzata dalla cake design artist Francesca Zanghì: sarà tagliata dagli ospiti della seconda giornata, fra cui Federica De Cola, John Real, lo scenografo Pippo Miraudo, il fotografo Gianmarco Vetrano, e offerta al pubblico.

FOTO N. 1

 

 

Mercoledì 18 luglio 2013, con inizio alle ore 10.45, presso la Capitaneria di Porto di Messina ha avuto luogo la riunione del Tavolo Tecnico convocato per l’organizzazione della quinta edizione della Rievocazione Storica dello sbarco a Messina di don Giovanni d’Austria. La manifestazione si svolgerà dal 1 al 4 agosto 2013. In particolare, nel corso della riunione sono state poste in essere intese, accordi e modalità di dettaglio per la realizzazione del Corteo Storico-Navale e del Palio d’Agosto.

Novità di quest’anno è il Palio d’Agosto, organizzato dalla Sezione di Messina della Lega Navale, in collaborazione con l’Associazione “AURORA”, coordinatrice della manifestazione, e dalle Contrade Marinare della riviera nord peloritana (Pace, Paradiso e Ganzirri). Alla Contrada vincitrice andrà il Gonfalone del “Trofeo Don Giovanni d’Austria – Città di Messina”, che lo custodirà fino alla successiva edizione. La gara avrà inizio domenica 4 agosto 2013 dalla rada antistante la Chiesa di Grotte, seguita dalla Nave di Don Giovanni d’Austria e dalle imbarcazioni della marineria messinese che vorranno accodarsi al Corteo Navale.

Al tavolo tecnico, presieduto dal C.V. Antonino SAMIANI (Comandante della Capitaneria di Porto AMS di Messina), oltre al dott. Fortunato Manti e al prof. Vincenzo Caruso (Associazione Culturale “AURORA”), erano presenti l’Assessore alle Politiche del Mare del Comune di Messina, il Comandante del Distaccamento di Messina della Marina Militare, il Comandante della Polizia Municipale di Messina, il Presidente della Sezione di Messina della Lega Navale Italiana, e le rappresentanze del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza, del Comando Provinciale di Messina dei Vigili del Fuoco, dell’Autorità Portuale di Messina, della ditta “Picciotto srl”, della Società MARVERO, della Guardia Costiera Volontaria, delle Guardie Ambientali di Messina, dell’Associazione Culturale “Arsenale di Messina”, nonché i presidenti delle Associazioni che collaborano per la riuscita dell’evento.

Vivo compiacimento per le iniziative presentate da parte Il C.V. Antonino Samiani, l’assessore Filippo Cucinotta, e il C.V. Giacomo Legrottaglie, hanno manifestato il loro vivo apprezzamento per l’iniziativa che rappresenta, come sottolineano il dott. Fortunato Manti e il prof. Vincenzo Caruso, “[…] un occasione per celebrare il secolare rapporto della Città di Messina col suo Mare, ricalcando ciò che avviene a Venezia durante la Regata Storica con lo Sposalizio del Mare […]”.

Per ulteriori informazioni relative alle attività culturali poste in essere in questi anni dall’Associazione “Aurora” (“don Giovanni d’Austria a Messina per la battaglia di Lepanto”) è possibile consultare il sito internet www.sullerottedilepanto.it .

padre TATI'

 

Anche se in ritardo è mio dovere rendere omaggio a padre Giuseppe Tatì D'Urso, un caro amico scomparso improvvisamente il 1 gennaio di quest'anno, conosciuto semplicemente come “padreTatì”, sacerdote e parroco per oltre sessant'anni della parrocchia Maria SS delle Grazie di S. Alessio, paese balneare della Riviera Jonica messinese. Ho dovuto attendere il mio ritorno in Sicilia perché a Milano non avevo i suoi libri e i bollettini.

Da qualche anno padre Tatì viveva nell'ospizio per sacerdoti anziani di “Collereale” di Messina. Lo avevo sentito per telefono giusto il giorno di Natale e ho avuto la sensazione che aveva fatto fatica a riconoscermi. Il mio rammarico è per non aver potuto partecipare al suo “veloce” funerale.

Negli anni 80, nello stesso periodo che ho conosciuto mia moglie a Santa Teresa, io che provenivo dalla piana di Barcellona P.G, ho avuto modo di incontrare padre Tatì e di parlargli. Successivamente dopo il mio trasferimento in Sicilia, fin dal 1991 ho collaborato con lui e con la Parrocchia. In particolare sono stato per tanti anni collaboratore del Bollettino Parrocchiale “La Verità vi farà liberi” fino all'ultimo numero di pubblicazione, il n. 2 (luglio-ago-sett. 2006), quello dell'addio alla parrocchia.

Non credo di esagerare se dico che il bollettino parrocchiale è stato un fiore all'occhiello del suo apostolato, un segno di riconoscimento, anche se i parrocchiani e, purtroppo, anche certi confratelli, forse non ne furono completamente consapevoli: qualcuno, infatti, lo biasimava. Eppure avere un foglio parrocchiale o un sito internet, oggi, è straordinariamente importante come si legge, ad esempio, nell'Opera Omnia de ”l'Apostolato dell'Edizione” di Giacomo Alberione, al Capo XX viene indicato un posto eminente per il periodico della parrocchia o “bollettino parrocchiale”. A questo proposito scrive il fondatore delle Paoline: il bollettino “è l'altoparlante del Parroco e delle opere parrocchiali, la campana di carta che chiama silenziosamente i figli della parrocchia, la comune casa paterna nella quale si è nati alla vita spirituale, ove si vivono i momenti più solenni, ed ove si dovrà passare defunti per averne i primi suffragi. E' il veicolo della carità del pastore che vuol fissare sulla carta la sua parola rivolta ai figli, perché teme che la dimentichino. E' l'estensione dello zelo pastorale che oltrepassa le mura del tempio per giungere a tutte le anime, anche a quelle che non frequentano la chiesa, che sono lontane da Dio”. Peraltro, per don Alberione, tra i tanti scopi che dovrà avere il bollettino, è quello di portare la parola del Papa ai parrocchiani, inoltre “è desiderabile che in esso non manchi un'apologia popolare delle verità della fede, fatta però con coscienza e chiarezza”. E mi sembra che il giornale di padre Tatì non è mai venuto meno a questi scopi, come invece purtroppo capita in altri fogli parrocchiali o più in generale religiosi.

Il bollettino di padre Tatì è stato pubblicato per ben 36 anni e per molto tempo è stato punto di riferimento del territorio e forse l'unica pubblicazione religiosa. Mediamente venivano stampati 1500 copie per ogni numero, alcuni di questi sono arrivati ad avere ben 6 pagine, il giornale veniva spedito fino in Australia e in Sud Africa, era probabilmente un ottimo strumento di collegamento per i tanti emigrati sparsi nel mondo. Mi è capitato più volte avere contatti con persone che conoscevano “padre Tatì” proprio tramite il bollettino parrocchiale. Ricordo bene, infatti, la cura attenta che prestava alla preparazione del giornale e ogni volta che portavo il “pezzo” da pubblicare, lui mi raccomandava di accompagnarlo con qualche foto.“Il giornale mi dà molto lavoro ma vi attendo con cura e passione(...)è ricercato, voluto e conservato dai privati e nelle Biblioteche comunali(...)ma anche nella Biblioteca Painiana e nell'Archivio Storico di Messina, ma è criticato, contestato(...)” (Sac. Giuseppe Tatì D'Urso, I miei 50 anni di sacerdozio, stampato da Kopygrafica Service di S. Teresa di Riva in collaborazione con la Furcigrafica di Furci Siculo1996)

chiesa di s.alessio

 

Oltre alla collaborazione con il bollettino voglio ricordare i diversi “seminari” di studio organizzati da me e Alleanza Cattolica, nella sua Parrocchia; generalmente si svolgevano in estate, presso i locali del “Marianum”, nell'ampio auditorium, di fronte alla Grotta della Madonna di Lourdes; poi, nell'ultimo periodo, ci furono le brevi conferenze in Chiesa, prima delle S. Messe domenicali per rilanciare la Nuova Evangelizzazione.

Padre Tatì era un combattente, coraggioso e caparbio nella sua missione di sacerdote: io l'ho visto sempre in abito talare anche in estate perché, se l’abito non fa il monaco, serve però a renderlo “visibile” a tutti, e ciò è buona cosa. Per la verità in una fotografia in Piazza S. Pietro, a Roma, eccezionalmente indossava i pantaloni. La mia collaborazione con padre Tatì non si è mai interrotta, è durata fino alla sua cessazione forzata (ufficialmente per limiti d'età) del suo ministero presso la Parrocchia. Ricordo che non era per niente entusiasta di lasciare la “sua” chiesa di S. Alessio, me lo diceva sempre, anche se subito affermava:“fanno paura gli anni”. A volte, lo scrive esplicitamente in un suo testo, ha dovuto affrontare l'indifferenza e l'ostilità proprio di uomini e donne che magari si fregiavano di essere credenti. Non è nuovo criticare un parroco, capita spesso in certi ambienti, e a volte senza nessun motivo. Padre Tatì ha mantenuto quella fermezza che San Girolamo chiedeva a un sacerdote:“Rimani fermamente attaccato alla dottrina tradizionale che ti è stata insegnata, affinché tu possa esortare secondo la sana dottrina e confutare coloro che la contraddicono”. Ecco padre Tatì durante il suo esercizio sacerdotale ha mantenuto questa fermezza.

La mia collaborazione con padre Tatì non si è mai interrotta, è durata fino alla sua cessazione forzata (ufficialmente per limiti d'età) del suo ministero presso la parrocchia. Ricordo che non era per niente entusiasta di lasciare la “sua” chiesa di S. Alessio, me lo diceva sempre, anche se subito affermava:“fanno paura gli anni”.

Dopo, padre Tatì è vissuto in una sorta di “esilio”, nella sua casa in via Regina Margherita a S. Teresa di Riva, dove andavo spesso a trovarlo specialmente in estate quando ritornavo da Milano. Qui potevo continuare le lunghe chiacchierate che solitamente facevamo prima in sacrestia o nella canonica parrocchiale a S. Alessio. Padre Tatì era una mente fine, da buon prete e confessore, riusciva a dare giudizi precisi su fatti e personaggi pubblici locali e nazionali. Era un grande studioso di Storia, leggeva molto, ha scritto due testi di storia locale, possedeva un'ottima e vasta biblioteca personale. A proposito della conoscenza storica scriveva, parafrasando il grande Cicerone: “Sconoscere cosa sia accaduto prima della nostra nascita è lo stesso che rimanere sempre fanciulli”.

Nell'ultimo periodo della sua vita non avendo più l'impegno del bollettino, collaborava con il mensile locale Jonionotizie di Massimo Cicala. Interessanti le due opere storiche locali che ci ha lasciato:“Motta Camastra e la Vallata dell'Alcantara” e “Capo S. Alessio”, in pratica i suoi due paesi dove ha vissuto. Nella prefazione di quest'ultima opera, Angela Maria Vecchio scrive:“ Sant'Alessio non poteva trovare un ricercatore più paziente e più tenace, uno storico più meticoloso ed informato del reverendo Don Giuseppe Tatì, a cui va il mio apprezzamento e la mia profonda ammirazione per l'impegno e la saggezza da lui distribuiti nel saper puntualizzare, in maniera così coerente ed espressiva la vera e naturale essenza della nostra ferace e munifica Trinacria”. (In “Capo S. Alessio”, Progetto grafico e stampa “Graphic Point” Messina 2006).

E a proposito della meticolosità e puntualizzazione di padre Tatì, leggendo il testo su Motta Camastra, (forse quella più riuscito) oltre alle varie, interessanti e ricche digressioni, sul dialetto, sulla toponomastica dei luoghi, sui personaggi storici, un particolare mi ha colpito, il viaggio nel territorio alcantarino di Papa Urbano II, (quello della I Crociata). Il testo, (capitolo XVII, pag.159), del sacerdote mottese segue il viaggio del Papa fino a Randazzo con un pizzico di fantasia. Dopo aver descritto l'ipotetico attraversamento di Papa Urbano II dei territori intorno a S. Alessio e Taormina, cavalcando una mula, arriva ad ammirare il fiume Alcantara: (...)il corso dell'acqua limpida e cristallina e ne sentiva il dolce mormorio; ammirava i platani, celebrati già dal Bembo e soffermatosi nel territorio basso del nostro paese, oggi Fondaco-Motta, ove esisteva un posto di ristoro, si sarà rifocillato”. Attenzione il passaggio “plastico” che ci offre padre Tatì: “Ripreso il viaggio, avrà dato uno sguardo (certamente) a destra e vedere la Motta, appoggiata su rocce eterne e ne avrà portato impressione certo meravigliosa; avrà accolto i sentimenti religiosi e di speranza di un minuscolo ed umile popolo, che, ignaro, forse, di sì singolare evento, attendeva ai lavori dei campi”.(in “Motta Camastra e la Vallata dell'Alcantara”, stampato da Progetto Grafico: Graphic Point di Roberto Viola; www.messinanet.com 2001).

Padre Tatì fino alla fine ha voluto essere aggiornato sui fatti religiosi socio-politici, era abbonato a riviste, ultimamente era legato particolarmente alla rivista Il Timone. Tra l'altro, acquistava e sosteneva la rivista “Cristianità” che io puntualmente gli portavo. Durante il suo esilio a S. Teresa stava lavorando per la pubblicazione di un'opera a cui teneva molto, “I Vescovi cittadini Messinesi. Pastori nella propria terra” , la storia dei vescovi originari della città di Messina a cominciare dal primo, San Bacchilo. Più di un pomeriggio mi ha sottoposto a leggere e commentare i vari capitoli e le digressioni. Tanti fogli dattiloscritti, appunti, fotografie, raccolti con cura. Ogni volta cercavo di stimolarlo a dare l'ultima limatura e a pubblicarlo. C'era solo un problema bisognava trovare uno sponsor, qualche mecenate sensibile alla cultura, magari un amministratore comunale, ma non era facile, lui stesso era scettico, conoscendo il nostro ambiente poco sensibile alla Storia e poi quella dei vescovi messinesi a chi poteva interessare? Del resto le due opere che ha scritto le ha dovute pubblicare a sue spese.

 

 

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