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Giovedì, 20 Febbraio 2020

Nel mese di Marzo 2013 si è svolta una campagna esplorativa subacquea organizzata da Ecosfera Diving e finalizzata – con la collaborazione e l'assistenza dei reparti subacquei della Marina Militare e della Guardia Costiera - alla documentazione del relitto della Nave “Groppo”, adagiato sul fondale del porto di Messina su una batimetrica compresa tra i 40 e i 60 metri di profondità.

Nel corso di questa campagna, il team composto dal Tenente di Vascello Giuseppe Simeone (Comandante del Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina), Domenico Crisopulli (operatore subacqueo della Marina Militare) e Domenico Majolino (titolare del Diving Center Ecosfera di Messina), ha effettuato una prospezione allontanandosi dal relitto della Nave “Groppo” seguendo alcuni resti apparentemente appartenenti allo stesso, fino a giungere in prossimità del relitto della Nave Produgal (ex Ruskin). A circa 50 metri di distanza dalla murata di dritta del Produgal, è stato notato un relitto quasi del tutto insabbiato, ad una profondita compresa tra i 55 e i 62 metri, del quale sono visibili i resti della prora e della murata di dritta dove è possibile notare parte del fasciame in legno rivestito da altro materiale; a poppa è presente un ammasso di tubi, compatibili con quelli utilizzati per alimentare una caldaia, che sembra aver subito un’esplosione. Il relitto è stato documentato e rilevato, benché le reali dimensioni siano solamente intuibili in quanto gli elementi costitutivi sono solo in minima parte visibili visto che la maggior parte del relitto si trova coperto dal sedimento. Alle prime immersioni sono seguite ricerche d’archivio, nonché altre indagini con operatori e veicoli subacquei, al fine di cogliere elementi distintivi che potessero consentire una identificazione certa. Nei giorni 23 e 24 agosto 2017, sono state inoltre condotte ulteriori immersioni con il ROV (Remotely Operated Vehicle) in dotazione al Nucleo Operatori Subacquei della Guardia Costiera di Messina al fine di documentare altri utili elementi.

In base ai dati in possesso, il relitto potrebbe essere assimilabile a quello di  un piroscafo in legno del XIX sec., probabilmente utilizzato per il traghettamento tra Sicilia e Calabria.

L'ipotesi identificativa già esistente, alla quale si è pervenuti sulla base delle notizie storiche acquisite, sarà definita a breve, appena conclusi gli studi condotti dalla Soprintendenza del Mare e dalla Guardia Costiera con il Diving Center Ecosfera di Messina.

Dichiarazione del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa:

“Il fantastico fondale interno alla “falce” di Messina, area oggi interamente portuale, continua a incredibilmente a riservare sorprese grazie alla caparbietà dei ricercatori subacquei della Marina Militare, della Guardia Costiera e del Diving Center Ecosfera di Messina con il coordinamento tecnico-scientifico della Soprintendenza del Mare. Già alcuni anni fà questo fondale aveva restituito alla memoria il Produgal, la nave russa legata alla tragica storia del terremoto di Messina poichè furono i suoi marinai a prestare i primi soccorsi alla sofferente popolazione della città distrutta dal sisma. Oggi, nel corso di una campagna di documentazione del relitto della Nave “Groppo”, torpediniera italiana affondata il 25 maggio del 1943, adagiato sul fondale del porto ad una profondità compresa tra i 40 e i 60 metri, compaiono le sembianze di un altro relitto. A circa 50 metri di distanza dalla murata di dritta del Produgal, tra i 55 e i 62 metri, si scorgono i resti della prora e della murata di dritta in legno rivestito. Sulla base delle prime osservazioni ed analisi si tratterebbe del relitto di un piroscafo in legno ottocentesco che speriamo al più presto d’identificare”.

Per la prima volta una giornalista italiana racconta le cronache di vita quotidiana delle donne e degli uomini dello Yemen. Parliamo di Laura Silvia Battaglia e del suo ultimo romanzo “La sposa yemenita”, graphic novel con la sceneggiatura e i disegni dell'illustratrice Paola Cannatella. Un reportage a fumetti da un paese arabo dal grande fascino ma anche luogo di addestramento dei terroristi della strage di Charlie Hebdo. Le autrici, entrambe pluripremiate professioniste catanesi che da anni hanno varcato lo Stretto, presenteranno il libro martedì 3 ottobre alle ore 18.00, all’Excelsior Palace Hotel di Taormina (Via Toselli, 8). Ad introdurre l’incontro sarà Antonella Ferrara, fondatrice e presidente di Taobuk-Taormina International Book Festival, che organizza l’evento.

Nei tredici capitoli del volume edito quest’anno da Becco Giallo, la reporter Laura Silvia Battaglia ci racconta lo Yemen in prima persona, attraverso la vita delle comunità locali, nei piccoli gesti quotidiani che oltrepassano pregiudizi e barriere e rivelano uno straordinario mondo da scoprire, ricco di cultura, storie e contraddizioni. La prima storia è la cronaca di un rito nuziale: un matrimonio durato tre giorni, durante i quali lo sposo e la sposa festeggiano ognuno per conto proprio. La giornalista è invitata e partecipa alla cerimonia riservata alle donne, alla fine della quale riceve in dono dalla sposa una rosa rossa, profezia che la futura sposa sarà proprio lei (e che si avvera due anni dopo, quando Laura sposa proprio un giovane yemenita).

Giornalista professionista freelance e documentarista, Laura Silvia Battaglia è nata a Catania e vive tra Milano e Sana’a (Yemen). Corrisponde da Sana’a per diversi media italiani e stranieri, tra cui l’agenzia turca TRTWorld, il servizio pubblico svizzero (RSI), The Week India, Index on Censorship, Avvenire, Panorama, Rai Tre, Tv2000, D-Repubblica delle Donne. Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano La Sicilia di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto, in particolare in Medio e Vicino Oriente. Ha girato, autoprodotto e venduto sette video documentari, vincendo il Premio Giancarlo Siani e il premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 insegna al Master in Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano e dal 2016 al Vesalius College di Bruxelles. Ha scritto l’e-book “Lettere da Guantanamo” (Il Reportage, 2016).

Catanese è anche Paola Cannatella, fumettista autodidatta, illustratrice, grafica e insegnante di fumetto, che vive e lavora ad Alessandria. Nel 2006 si classifica al primo posto nel concorso Fumetto International-Talent Award indetto da La Triennale di Milano e un anno più tardi esordisce come autrice di graphic novel. Ha pubblicato la biografia a fumetti “Maria Grazia Cutuli – Dove la terra brucia”. Alcuni minicomic da lei realizzati sono apparsi su “La Lettura” del Corriere della Sera.

Si è conclusa sabato scorso la seconda edizione del Festival CineMigrare, che ha visto la partecipazione di registi e autori nazionali e internazionali. La scelta di Taormina è stata strettamente collegata al fatto che la città sia entrata negli ultimi tempi nel dibattito sul tema dei migranti.

La manifestazione si è svolta all’interno dell’Auditorium dell’IISS Salvatore Pugliatti  di Taormina.

Sono stati due giornate intense, ricche di appuntamenti e proiezioni che hanno visto una buona partecipazione di pubblico che ha interagito con gli ospiti, esprimendo le proprie emozioni e i propri pensieri in merito ai loro lavori. Molto apprezzato il corto spagnolo “Lurna” di Nani Matos, il quale ha dichiarato: «CineMigrare è una rassegna che dà la possibilità di dare parola a chi non ce l’ha. Noi registi vorremmo che i nostri lavori possano essere visti e valorizzati. CineMigrare è proprio questo, ci permette di mostrare ciò che noi vogliamo far vedere al pubblico. Grazie a chi organizza questo tipo di Festival, non solo per i registi, ma anche per il pubblico».

Integrazione, cultura, arte: sono questi i cardini attorno al quale si muove “CineMigrare - Rassegna internazionale di cinema senza frontiere”. Un progetto che nasce dal desiderio di portare avanti il tema dell’immigrazione lasciando che a parlare sia il cinema, in tutte le sue forme, ma con il coinvolgimento attivo dei protagonisti di queste dinamiche: membri delle comunità straniere presenti in Italia, italiani residenti all’estero, studiosi e accademici.

A ricevere il Premio CineMigrare 2017 sono stati i registi Davide Vigore con “La viaggiatrice”, già presentato nel 2016 al Festival di Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia; Aldo Iuliano, fresco vincitore della sezione Giovani Autori Italiani alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia e del Globo d’oro 2017 per “Penalty”; il regista e attore spagnolo Nani Matos con “Lurna”; Gabriele Gravagna con il documentario “Io sono qui”; Sebastiano Pennisi con “Tutto il mondo è un paese”. Inoltre, CineMigrare premia per la prima volta uno scrittore, Filippo Brianni con il suo libro All’ombra di un fiore di roccia” ospite per il Caffè Letterario di SPAZIO al SUD.

Il direttivo di NO_NAME, organizzatore della rassegna si è dichiarata soddisfatta dell’intera riuscita della manifestazione: «quando abbiamo iniziato a pensare a questo progetto, avevamo il timore che il messaggio originale non arrivasse a tutti. Invece, grazie alla partecipazione di ospiti nazionali e internazionali e, soprattutto, grazie alle città che ci hanno ospitato, il nostro messaggio di integrazione e cultura sta ricevendo un più che positivo riscontro. Stiamo già lavorando alla terza tappa, questa volta in una città ancora più a sud».

CineMigrare è una rassegna organizzata da “NO_NAME”, in collaborazione con “Hub Italia” e si avvale del patrocinio dell’Università di Catania e di FLAI-CGIL Catania.

"Un episodio gravissimo e intollerabile, un atto feroce e inqualificabile nei confronti della nostra professione che merita attenzione e una verifica immediata delle condizioni di sicurezza in cui ogni giorno, e ogni notte, centinaia di medici lavorano a loro rischio e pericolo": è il commento a caldo di Giacomo Caudo, vicesegretario nazionale della FIMMG (Federazione medici di medicina generale), componente comitato centrale della FNOMCeO (Federazione che riunisce gli Ordine dei medici italiani) e presidente dell'Ordine messinese, che interviene con estrema chiarezza sull'accaduto della scorsa notte a Trecastagni, in provincia di Catania, dove la dottoressa di turno della Guardia medica è stata violentata da un 26enne, già arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Acireale.

"Si tratta dell'ennesimo atto di violenza che vede vittima un medico - prosegue Caudo - e proprio nel catanese, a Nicolosi, già nel febbraio del 2016, avevamo assistito ad un sequestro con lesioni in un'altra Guardia medica. La settimana scorsa altro caso a Pavia. Urge un severo e puntuale controllo delle condizioni di sicurezza e del rispetto delle norme previste dalla legislazione recente soprattutto regionale; è l'unico strumento per tutelare la nostra professione, i medici che svolgono turni di notte, e in particolare le donne, più vulnerabili ai fatti di cronaca così brutali, in grado di segnare a vita una persona. Spesso inoltre casi di questo genere non vengono denunciati per paura o per vergogna".

In particolare l'art. 8bis del decreto regionale "Accordo regionale di continuità assistenziale", del 6 ottobre 2010, prevede l'obbligo delle aziende sanitarie provinciali di garantire la sicurezza del personale rispetto a possibili episodi di violenza. Era prevista una ricognizione sullo stato delle postazioni adibite a sedi di Guardia medica nell’ottica dell’adeguamento alle norme vigenti. Le misure minime di sicurezza da adottare sono: sistemi diretti di allerta con le forze dell’ordine e sistemi di allarme sonoro; illuminazione efficiente, soprattutto all’ingresso delle sedi; videocitofoni e sistemi di videosorveglianza con registrazione atti a riconoscere chi si trova all’esterno; porte antisfondamento; grate alle finestre.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane, un operaio originario di Santa Venerina con piccoli precedenti penali, sarebbe entrato nella guardia medica del paese nel catanese intorno alle 2 di notte con la scusa di farsi curare; dopo aver ricevuto le terapie, è andato in escandescenze, danneggiando arredi della stanza, e ha poi sequestrato e violentato la dottoressa in servizio. Un passante , sentendo urla di donna provenire dalla sede, ha avvisato i Carabinieri, intervenuti subito. Il medico, che sarebbe riuscita a fuggire, è stata soccorsa da militari dell'Arma che hanno fatto irruzione nella sala e arrestato il ragazzo ancora seminudo: un'inchiesta della Procura di Catania è stata aperta. La donna è ricoverata per accertamenti di rito nell'ospedale di Acireale.

Intanto il segretario nazionale Continuità assistenziale FIMMG, Tommasa Maio, ha chiesto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin l'invio di ispettori all'ASP di Catania per controllare le condizioni di sicurezza.

Una collezione unica, originale di vere e proprie opere d'arte provenienti dal Palazzo Marinozzi di Montecosaro (Macerata) e per la prima volta esposta a Taormina, al Palazzo del Cinema, inaugurata il 30 giugno resterà aperta sino il primo ottobre. La mostra "Disegnatori di sogni", organizzata da Taormina Arte in collaborazione con il Museo del cinema a pennello di Montecosaro e curata da Ninni Panzera e Paolo Marinozzi sta ottenendo un grande riscontro di visitatori. La mostra racconta il cinema  attraverso i bozzetti dei manifesti di oltre cento anni di storia del cinema italiano e internazionale. Dipinti rari, vere e proprie opere d’arte, realizzati dai maggiori disegnatori, tra cui: Ballester, Capitani, Martinati, Brini e De Seta ma anche dei loro eredi naturali Ciriello, Cesselon, Nano, Manno, Geleng, Avelli, Iaia, Nistri e Mos.  L'unico museo di bozzetti al mondo che si trasferisce in parte a Taormina, al Palazzo del Cinema, con le sue fantastiche immagini di manifesti di film, per accompagnare il visitatore occasionale o il turista, in un viaggio cinematografico indimenticabile. Un patrimonio di inestimabile valore culturale che raccoglie i quadri e i disegni realizzati a mano prima della stampa della locandina vera e propria in occasione dell’uscita di un film, Ben Hur, I vitelloni, La grande guerra, Colazione da Tiffany, I soliti ignoti, Sedotta e abbandonata, Poveri ma belli, C'era una volta il West, Per un pugno di dollari, La dolce vita e tanti altriSe sono in molti a conoscere il titolo, il regista, l'attore o attrice protagonista, pochi sono invece in grado di identificare gli autori della grafica pubblicitaria. A loro è dedicata questa mostra che con la loro bravura evocativa hanno contribuito a creare la grande magia del cinema.  Due sezioni special in esclusiva per la mostra a Taormina saranno dedicate alla filmografia in Sicilia con i bozzetti dei manifesti di Il Gattopardo, Il giorno della civetta, A ciascuno il suo, Il bell'Antonio, Cavalleria rusticana, ed una dedicata ai film vincitori dei Nastri d’Argento. “Un'occasione straordinaria per tutti coloro che amano l’arte o che semplicemente sono curiosi di vedere i capolavori dipinti per i film che hanno segnato in qualche modo la loro vita” ha dichiarato l’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Anthony Barbagallo che ha sostenuto il progetto fin dall’inizio, ribadendo il valore che la mostra assume anche per il turismo culturale.

Il progetto è sostenuto dall’Assessorato Regionale Turismo, dal Ministero per la Coesione Territoriale, da Sensi contemporanei, dalla Sicilia Film Commission e dai Comuni di Taormina e Messina e la Città Metropolitana di Messina e si avvale della collaborazione del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici italiani.

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