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Giovedì, 19 Settembre 2019

L'incresciosa vicenda della chiusura della casa di riposo comunale di Taormina, “Carlo Zuccaro” ha del clamoroso e dell'incredibile; non si capisce come si possa arrivare al punto di chiuderla e mettere 28 anziani in strada. Tutto si è deciso in questi primi giorni dell'anno.

La regione Siciliana (assessorato alla famiglia) dopo un sopralluogo dell'Asp, ha disposto la cancellazione immediata dall'albo regionale dei centri autorizzati. Tuttavia le avvisaglie della chiusura c'erano già dalla fine di novembre.

La casa di riposo è del Comune di Taormina, che ha dato in gestione all'”Associazione Istituto S.Alessio”, che da tempo aveva avvisato il Comune  sull'umidità le infiltrazioni d'acqua in diversi ambienti e della mancanza di energia elettrica. Addirittura l'ente era costretto ad utilizzare il gruppo elettrogeno per 24 ore al giorno, con aggravio di spese e costante ansia per un imminente eventuale guasto dovuto ad eccessivo utilizzo e per la salute degli utenti, visto il freddo di questo periodo. Tutto questo, secondo il presidente dell'associazione,“nella totale indifferenza del Comune”.“Siamo stati lasciati da soli - afferma il presidente dell'associazione - e ci siamo dovuti occupare degli anziani sostituendoci in tante cose a quanto avrebbe dovuto fare il Comune. Abbiamo fatto il massimo per tenere aperta questa struttura e per stare vicini agli anziani. Purtroppo il sopralluogo Asp ha riscontrato le evidenti problematiche in atto, non riconducibili a nostre mancanze”.

Intanto da parte del Comune, il vice sindaco risponde di aver fatto tutto il possibile, facendo intervenire l'Ufficio Tecnico per risolvere gli inconvenienti. Ma nello stesso tempo però si rende conto della gravità, della chiusura,“Certamente c’è tanta amarezza per come sono andate le cose in questo istituto che, da parte nostra, abbiamo cercato di difendere anche quando era facile prevederne la chiusura. Abbiamo adottato tutti gli strumenti possibili a tutela dei ricoverati, cercando di tamponare le molteplici criticità. Non abbiamo mai abbandonato questa struttura. Ci sarà adesso un prevedibile rimpallo di competenze e saranno i legali a far luce sulla vicenda sulle situazioni specifiche”.

Comunque sia, la deportazione e l'esilio da Taormina dei poveri anziani è già iniziata, naturalmente con tutte le tragiche conseguenze psicologiche che ne seguiranno per l'abbandono delle abitudini e della casa.

Al di là delle colpe e delle responsabilità, la chiusura della casa di riposo non è un bel biglietto da visita per la “Perla dello Jonio”. A questo proposito Emanuele Cammaroto di TaorminaToday, scrive“Nell’anno del G7, mentre comincia il conto alla rovescia verso i cantieri, all’alba dell’evento che metterà Taormina al centro del mondo, è arrivata una notizia che macchia quella ribalta col senso della mortificazione di un’intera comunità e si porta appresso un carico di evidente amarezza collettiva”.

Tra l'altro il redattore del blog taorminese, suggerisce una soluzione per i 28 vecchietti che consiste nel chiamare le Suore Francescane e chiedere la struttura di via Bagnoli Croce/via Pirandello per mettere lì gli anziani. Questa soluzione permetterebbe di rimanere nella città e soprattutto eviterebbe agli anziani di essere trattati come “pacchi postali” da inviare in altre strutture. Secondo Cammaroto, “proprio lì, dalle Suore, una struttura di ricovero e assistenza per anziani esisteva e funzionava perfettamente sino a qualche anno fa. Le Suore avevano reso il più antico convento francescano di Taormina una vera oasi di pace per i vecchietti, e con quella iniziativa portavano avanti al meglio la loro missione di bontà, di pace e di amore, come San Francesco d’Assisi insegnò”. Personalmente ho un ricordo positivo di quel centro per anziani, gestito dalle suore, infatti, quando insegnavo alla scuola Primaria di Mazzeo (Frazione del Comune di Taormina), lo visitammo con gli alunni e fu un'esperienza estremamente positiva.

Tuttavia, la chiusura della casa di riposo taorminese, ci spinge a fare delle riflessioni più ampie sullo stato di salute della nostra società. Mi avvalgo di una raccolta di  discorsi di Papa Francesco, curati da Giuliano Vigini, “Francesco. Cari genitori, cari bambini” , pubblicato da Mondadori, (2015).

Il Papa è convinto che oggi la nostra società fondata sull'efficienza, ignori gli anziani;  già Benedetto XVI, il suo predecessore, durante una visita ad una casa per anziani, disse:“la qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune” (12 novembre 2012). E' vero, l'attenzione per gli anziani fa la differenza di una civiltà. Papa Francesco si interroga, o meglio, ci interroga:“nella nostra società c'è attenzione per l'anziano?”. Forse. Pertanto, secondo il Papa:“in una civiltà in cui non c'è posto per gli anziani o sono scartati perché creano problemi, questa società porta con sé il virus della morte”.

La nostra civiltà ormai sta invecchiando e quindi sta morendo. I figli diminuiscono, i vecchi aumentano. E' una situazione che ormai caratterizza la società occidentale e questo per Papa Francesco è una grande sfida. Da tempo i demografi, gli studiosi di economia ci mettono in guardia sulla denatalità, sull'inverno demografico del nostro Paese, che sta diventando sempre più vecchio. Le conseguenze sono molto gravi. Muoiono le persone, ma possono morire anche le nazioni, le civiltà. Lo scrive bene in un interessantissimo libro uno storico francese, Michel De Jaeghere, “Gli ultimi giorni. La caduta dell'impero romano”, purtroppo non è stato ancora pubblicato in Italia. Lo storico francese sostiene che l'impero romano è crollato, si è suicidato, soprattutto perchè non faceva più figli ed era talmente invecchiato che ha dovuto subire invasioni su invasioni. Il testo forse potrebbe dare una scossa alla nostra civiltà morente, magari per non ripetere gli errori degli antichi romani.

Ritornando a papa Francesco; il Papa riscontra nel nostro mondo una diffusa cultura del profitto, che“insiste nel far apparire i vecchi come un peso, una 'zavorra'. Non solo non producono, pensa, questa cultura, ma sono un onere: insomma, qual è il risultato di pensare così? Vanno scartati”. E questo è peccato, è vile questa abitudine alla cultura dello scarto. Invece gli anziani dovrebbero rappresentare “la riserva sapienziale del nostro popolo!”. Il Papa è molto severo nei confronti di tutti quei figli che non vanno a visitare i propri genitori, che fanno passare molto tempo dall'ultima visita.“Questo si chiama peccato mortale, capito?”.

Il Papa insiste sul bagaglio di sapienza, che appartiene agli anziani.”Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna[...]”Attenzione, “L'anziano non è un alieno. L'anziano siamo noi: fra poco, fra molto, inevitabilmente comunque, anche se non ci pensiamo”. Pertanto, “se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così tratteranno noi”.

Papa Francesco ricorda le pagine belle e commoventi del Vangelo, degli anziani Anna e Simeone, che aspettavano da lunghi anni, ogni giorno la venuta di Dio con grande fedeltà. Il peso dell'età sparì, quando riconobbero il Bambino. Il Papa invita i nonni di oggi a mettersi sulla scia di questi vecchi straordinari. Papa Francesco ci invita a guardare a Benedetto XVI, che ha scelto di passare nella preghiera e nell'ascolto di Dio l'ultimo tratto della sua vita. Infine il papa auspica “una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani!”. Papa Francesco ci ricorda: “I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perchè porteranno avanti la storia, gli anziani perchè trasmettono l'esperienza e la saggezza della loro vita”. E' un rapporto, un dialogo tra generazioni,“è un tesoro da conservare e alimentare!”

La Basilica Santuario S. Antonio dei Padri Rogazionisti di Messina, ha ospitato il concerto di beneficenza che ha visto protagonisti gli studenti della scuola media “Gaetano Martino” di Messina. L’evento, curato dalla Gea Universitas (Associazione di giovani universitari che si occupa di volontariato, scambi culturali e iniziative a favore dei bambini), è stato organizzato in favore della Casa famiglia “La Glicine” di CIRS Onlus di Messina. 

Dopo il saluto di Andrea Celi, Presidente dell’Associazione Gea Universitas, il concerto si è aperto con l’esibizione del Piccolo Coro G. Martino, diretto dalla Prof.ssa Maria Intelisano, che ha eseguito alcuni brani natalizi secondo un modello canoro ben strutturato che ha alternato voci soliste e doppi cori all’ensamble corale, formata dagli studenti delle classi quarte e quinte elementari e dai ragazzi della prima media dell’Istituto.

Il Piccolo Coro G. Martino, un nuovissimo progetto di continuità didattica appena avviato all’interno dell’Istituto Comprensivo di Tremestieri, ha dimostrato precisione e compattezza corale e vocale, riscontrando il favore del pubblico presente che ha applaudito entusiasta all’esibizione.

A seguire l’esibizione dei ragazzi della scuola media, affiancati dal Coro dei Docenti, con il supporto di una piccola ensemble strumentale (xilofono, campane tubolari e flautini ad uso didattico), guidati dalla Prof.ssa Rosalba Longo. Alla tastiera l’accompagnamento pianistico della Prof.ssa Grazia Maria Spuria. L’esibizione, sotto forma di racconto di Natale, ha alternato momenti di recitazione ai brani corali, riscuotendo anch’essa il favore del pubblico.

Soddisfatta la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Tremestieri di Messina, dott.ssa Giuseppina Broccio, che al termine del concerto ha espresso grande entusiasmo per le nuove iniziative musicali intraprese all’interno dell’Istituto. Presente anche la vice preside, Prof.ssa Maria Concetta Totaro, che si è congratulata con gli studenti e con i Docenti dell’Istituto. L’evento si è concluso con il sentito ringraziamento da parte della Dott.ssa Patrizia Raciti, direttrice della casa Famiglia La Glicine di Messina, struttura verso cui sono state devolute le libere offerte raccolte durante il concerto. 

 

«Abbiamo voluto dare continuità e rinnovato slancio ad un’attività che non può considerarsi un mero esercizio commerciale, ma una vera e propria officina culturale, e perciò in grado di garantire risultati eccellenti in un luogo che rappresenta un brand mondiale di cultura e turismo». Con questa motivazione, costruttiva e pertinente, l’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio, ha annunciato che la Libreria Bucolo sarà ospitata in una parte dei locali di Palazzo Ciampoli, gioiello dell’architettura gotico-catalana di proprietà del demanio regionale, che domina l’omonima scalinata affacciata sul corso principale di Taormina.

La nuova collocazione consentirà a breve la ripresa dell'attività della storica libreria, l'unica nel raggio di 50 chilometri, avviata e gestita da Santina Bucolo e dalla figlia Antonella Ferrara fin dal 1998, e tuttavia chiusa in ottobre per l'impossibilità di fare fronte all’oneroso canone di locazione. Il tempestivo sostegno dell'Assessore regionale dei Bbcc eviterà di privare più a lungo la città e i paesi limitrofi di quello che si è rivelato negli anni un importante presidio culturale. Vermiglio ha approfittato degli Stati generali del Turismo Siciliano, ospitati nei giorni scorsi proprio nella Perla dello Jonio, per comunicare la notizia agli operatori del settore e alla stampa: «Puntiamo in particolare - ha sottolineato - sullo scambio orizzontale tra la programmazione di Palazzo Ciampoli e l'apporto che la Libreria Bucolo ha dimostrato di saper fornire. Questa sinergia sarà fondamentale per creare un efficiente centro di aggregazione culturale, in grado di attuare tutta una serie di iniziative che verranno prodotte di concerto: bookshop in occasione delle mostre, sala di lettura, reading, incontri con grandi autori, riservando specifica attenzione al periodo invernale, in un’ottica di efficace destagionalizzazione».

Si scioglie così il nodo principale di una vicenda che da mesi suscitava solidarietà e indignazione nel mondo della cultura, ed era stata perciò portata all’opportuna conoscenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali e del Turismo Dario Franceschini, ricevendo da entrambi riscontro rispetto a quello che è subito apparso come un caso emblematico della sorte che affligge e minaccia le librerie storiche del Paese.

Se da più di un anno il problema della sede vedeva le titolari della Libreria Bucolo cercare collaborazione nel settore pubblico e privato, la sensibilizzazione ha raggiunto l'acme in giugno con un animato flash mob ed una petizione suffragata da migliaia di firme di appassionati lettori, tra i quali spiccavano scrittori, artisti, intellettuali. Fino al giorno di svuotare gli scaffali dai libri e chiudere, nonostante le sentite dimostrazioni di consenso e nonostante le maggiori testate nazionali (tra cui “Il corriere della sera”, “La stampa”, i Tg Rai) avessero lanciato il grido d’allarme per scongiurare la chiusura dell’unica libreria attiva in una città come Taormina, patria elettiva da sempre di illustri letterati.

L’ampia risonanza mediatica di questi fatti ha senza dubbio messo ulteriormente il dito nella piaga della difficile situazione logistica e finanziaria che ha portato in Italia alla dismissione di tante, troppe librerie storiche. Una moria determinata da negative concause: l’attuale stato di crisi generale rende sempre più insostenibile l’affitto del punto vendita, difficoltà aggravata dalla contrazione dei consumi, dovuta a sua volta al radicale cambiamento del mercato del libro a seguito della trasformazione tecnologica dell’editoria, con la conseguente concorrenza proveniente dalla diffusione degli e-book e dal proliferare dei siti di e-commerce. Per le librerie resistere è sempre più difficile. La chiusura degli esercizi può però essere fermata grazie ad interventi come quello attuato per la Libreria Bucolo dall'Assessore regionale ai Bbcc Vermiglio, che ha agito in linea con le misure adottate nella penisola per altri casi di rilievo, come ad esempio le agevolazioni da parte delle Istituzioni che hanno consentito a Milano di mantenere le sedi in cui operano le storiche librerie Bocca e Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele e la Libreria Mondadori di piazza Duomo, che insistono tutte in immobili assegnati dalle pubbliche amministrazioni.

Allo stesso modo, la Libreria Bucolo, grazie al trasferimento a Palazzo Ciampoli, potrà riprendere e proseguire a condizioni sostenibili l’attività interrotta un paio di mesi fa per cessata locazione e l’impossibilità di procedere all’esoso rinnovo. Tale interruzione, rivelatasi per fortuna temporanea, segnava una sconfitta sul piano soprattutto culturale e sociale, trattandosi di una libreria storica e peraltro la sola, come si è anticipato, a servire il vasto circondario. Si prospetta ora un lieto fine che Santina Bucolo e Antonella Ferrara hanno perseguito con tenacia e promettono di tradurre in traguardi sempre più ambiziosi a beneficio della comunità, in sintonia con la vocazione turistica e culturale di Taormina: «Moltiplicheremo il nostro impegno - assicurano le due indomite librarie, vero esempio di come l'amore per i libri si possa trasmettere di generazione in generazione - attivando 12 mesi l’anno un’intensa circolazione di idee e prevedendo la presenza di prestigiosi nomi della letteratura e dell'arte, con eventi di rilievo internazionale per un’offerta adeguata a soddisfare i residenti e i visitatori, oltre un milione, che ogni anno scelgono la Città del Centauro».

Si ripristina così lo stretto legame tra la Libreria Bucolo e la città, un rapporto foriero di rimarchevoli sviluppi e felici iniziative, tra le quali spicca il festival letterario Taobuk, manifestazione di autentico spessore internazionale, fondato e presieduto dalla stessa Antonella Ferrara.

 

Si è conclusa la 21esima edizione del Festival del Film per Ragazzi di Giardini Naxos con l’assegnazione del Premio Naxos – Cavalluccio Marino a Papa Francesco, al sindaco di Messina Renato Accorinti, a Mons. Luigi Benigno Papa, Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela e al regista Daniele Luchetti.

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