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Caltagirone ha detto grazie a chi ha dato una mano durante i momenti più difficili dell’emergenza – Coronavirus. L’ha fatto con la cerimonia svoltasi all’interno della Galleria “Luigi Sturzo”, tradottasi nella consegna degli attestati di benemerenza alla Polizia municipale, alla Protezione civile, ai Servizi sociali, alla Diocesi, alla Croce rossa, al Gruppo comunale, alle associazioni impegnate in prima fila e a quanti altri, con generosità, hanno fornito il proprio apporto.

Sono stati il sindaco Gino Ioppolo, l’assessore al Welfare e vicesindaco Concetta Mancuso e il presidente del Consiglio comunale Massimo Alparone a esprimere sentimenti di gratitudine e un auspicio che è, nel contempo, un impegno:  quanto costruito – hanno sottolineato i tre nei loro interventi – rappresenta la forza più significativa della nostra comunità, un patrimonio di valori  importante che non va disperso, anzi va alimentato ogni giorno.

 

Significativo riconoscimento per Caltagirone, indicata per il biennio 2020/2021 come “Città che legge” nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, sotto l’egida dello stesso Ministero e d’intesa con l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani. Caltagirone rientra nell’elenco dei Comuni premiati perché indicati come quelli in cui le Amministrazioni si sono impegnate a svolgere con continuità una serie di attività di promozione della lettura, proponendo un modo di concepire la cultura “quale strumento indispensabile per trasformare l’identità dei luoghi e dei suoi abitanti”. Alla base dell’iniziativa premiata dal Centro per il libro e la lettura vi è il “Patto locale per la lettura”, vale a dire l’accordo che ha attivato la collaborazione continuativa fra il Comune, le sue biblioteche, le scuole, le librerie, le associazioni, gli enti sociali, i soggetti privati e i rappresentanti della filiera del libro “per realizzare un’azione coordinata e collettiva che renda libri e lettura parte del desiderio quotidiano dei cittadini”. Il contributo connesso al premio ammonta a circa 30mila euro.                                “Siamo soddisfatti per questo riconoscimento – sottolinea il sindaco Gino Ioppolo – che evidenzia l’alto valore che la lettura e la cultura hanno nella nostra città e l’impegno concreto della comunità, nelle sue diverse articolazioni, dalle istituzioni pubbliche ai soggetti privati, a fare sempre di più e meglio per affermare questi valori condivisi”. “E’ un gran bel risultato, per il quale ringrazio gli uffici e la dirigenza della biblioteca – afferma l’assessore alle Politiche culturali Antonino Navanzino – Le risorse in questione saranno utilizzate per piccoli, ma assai utili interventi strutturali all’interno della biblioteca Taranto, per dotarla di wi-fi e per l’acquisto di nuovi volumi, in modo da accrescerne la capacità di rispondere con sempre maggiore efficacia alle nuove esigenze”.

Il sindaco Salvo Pogliese ha collocato una corona d’alloro in ricordo delle vittime dei bombardamenti aerei degli Alleati dell’8 luglio 1943, davanti alla lapide posta nei pressi dei resti della cripta di Sant’Euplio, nell’omonima via intitolata al martire compatrono di Catania.

Il primo cittadino, nel 77° anniversario, ha ricordato il nefasto evento bellico in cui nella sola città di Catania si registrarono oltre trecento vittime, sostando in raccoglimento coi vigili in alta uniforme e una rappresentanza delle vittime civili di tutte le guerre.

Successivamente il sindaco Pogliese è sceso nella cripta di Sant’Euplio affiancato dal presidente del comitato dei festeggiamenti agatini Riccardo Tomasello: “Quest’anno - ha detto il primo cittadino - il ricordo dei tragici bombardamenti del 1943, assume un significato ancora più denso per le gravi perdite in termini di vite umane subite nelle scorse settimane per il Covid-19. Siamo una comunità che non dimentica i propri figli e da quando sono sindaco ho voluto si riprendesse quest’antica tradizione di ricordare l’eccidio di centinaia di cittadini catanesi, vittime innocenti della violenza della guerra”.

 

Ricostruire e ripartire: questo l’obiettivo comune annunciato da Architetti, Ingegneri e Geometri catanesi. Frutto dell’analisi dell’ordinanza “Danni lievi” nel corso dell’incontro “Ricostruzione Terremoto Santo Stefano”.

«Un progetto che ha preso vita lo scorso gennaio grazie all’importante coinvolgimento del commissario straordinario Salvatore Scalia - incaricato per la ricostruzione dell’area etnea dopo il terremoto che il 26 dicembre 2018 ha colpito le aree dei comuni alle pendici del Vulcano - e che consentirebbe una ricostruzione veloce e un risparmio considerevole di risorse destinate al patrimonio edilizio privato», hanno commentato Alessandro Amaro (Architetti), Giuseppe Platania (Ingegneri), Mauro Scaccianoce (Fondazione Ingegneri) e Agatino Spoto (Geometri).

Il provvedimento offre infatti l’opportunità di procedere prioritariamente all’esecuzione di interventi di riparazione in immobili destinati ad abitazione principale, che hanno subito danni lievi, al fine di consentire nei tempi più brevi e nel maggior numero di casi possibile il rapido rientro dei residenti nelle proprie abitazioni, ricostituendo così il tessuto sociale della zona terremotata e riducendo la spesa relativa ai contributi per l’autonoma sistemazione.

I lavori sono stati aperti dal massimo rappresentante degli Architetti: «L’ordinanza rappresenta un’occasione importante per consentire ai cittadini di tornare nelle proprie case – ha spiegato Amaro - Allo stesso tempo può dare linfa vitale al settore edile e ai professionisti, snellendo gli iter burocratici. A patto che tutti abbiano chiari i passaggi da seguire, anche e soprattutto nella presentazione dei progetti, per evitare inutili rallentamenti derivanti dalle eventuali integrazioni alla documentazione».

«Abbiamo raggiunto un ottimo risultato – ha proseguito il presidente degli Ingegneri Giuseppe Platania - Un ringraziamento particolare va al commissario straordinario Scalia. È grazie alla sua tenacia e interessamento che finalmente possiamo iniziare questo percorso, seppur limitato nel numero di interventi. Il nostro Ordine e quello degli Architetti subito dopo il sisma si sono mobilitati recandosi all’Unità di crisi, dove è scattata una gara di solidarietà che ha visto attivi i professionisti dell’area etnea e della Sicilia. Abbiamo effettuato continui sopralluoghi e mappato ogni edificio, tentando di avviare quel procedimento che oggi trova terreno fertile grazie all’Ordinanza».

«Ancora una volta, tutti gli ordini professionali dimostrano di avere una visione univoca – ha commenta Mauro Scaccianoce – Credo che questa ordinanza rappresenti un grande passo in avanti per la nostra società e per la ricostruzione, aggiungendosi ad altre opportunità che ci si presentano davanti. Non ultima quella del Sismabonus. Queste sono occasioni da non perdere. Per questo siamo stati e continueremo a essere presenti nel percorso di formazione dei professionisti, con incontri come quello di oggi».

«È stato un lavoro sinergico in cui crediamo molto e che ha coinvolto attivamente tutte le parti coinvolte – ha sottolineato Spoto – un ringraziamento va a tutti coloro che hanno fatto la loro parte sin dal primo giorno, mettendo a disposizione la loro esperienza e professionalità». A chiudere i lavori – a cui ha preso parte anche Salvatore Cocina, direttore regionale della Protezione Civile della regione Siciliana – proprio il commissario straordinario Scalia: «L’idea ha messo radici lo scorso gennaio e ha incontrato l’ostacolo del Coronavirus, ma siamo in dirittura d’arrivo. Questa potrà davvero essere un’ottima opportunità per tutti se verranno seguiti i criteri di sicurezza riportati nell’ordinanza e dettati da questo delicato momento».

 

Conclusi gli ultimi esami con la “VI Classe Enotecnico” all’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi-Eredia” di Catania. Un traguardo importante per i ragazzi che potranno investire il loro titolo conseguito presso le varie aziende agrarie della Sicilia e non solo. “Passata questa Maturità- spiega la dirigente scolastica prof.ssa Maria Giuseppa Lo Bianco– è tempo di fare bilanci per una prova che, sotto molti aspetti, è stata inedita per tutti. Esami caratterizzati da un rientro a scuola in piena sicurezza con un protocollo rispettano da tutti nei minimi particolari”. Colonnine con il gel disinfettante davanti l’entrata della scuola e delle aule dove si stavano tenendo gli esami, ingressi e uscite da porte separate, mascherine, plexiglass nel punto informazioni, professori a distanza e una segnaletica specifica sul pavimento per indicare il percorso da seguire. “ Tutto è andato nel migliore dei modi perchè gli studenti e le commissioni d'esami hanno rispettato alla lettera le procedure messe in atto- continua la dirigente- da qui partiremo per preparare il rientro a scuola, previsto per il prossimo settembre, dove andremo anche a computare le distanze tra i vari alunni. Non sarà semplice ma il nostro obiettivo resta quello di garantire un anno didattico sereno e costruttivo per tutti”. Dal primo settembre all’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi-Eredia” di Catania si terranno le riunioni collegiali mentre gli studenti dovranno riprendere tutti quegli argomenti che non sono riusciti a recuperare durante la didattica a distanza. Solo il 14 settembre l'istituto riprenderà a pieno regime il nuovo anno didattico.

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