Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 27 Febbraio 2020

FAM, in primo piano bozzetto macchina scenica di Pomodoro x Gibellina, sx Pusateri, Soldano, Meneguzzo, LGT

 

Inaugurata sabato sera alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento la mostra “Vite da Gallerista. Nino Soldano” (17 settembre – 11 novembre 2011, ingresso libero) che, tramite l’avventura umana e professionale di Soldano - sensibilissimo gallerista siciliano trasferitosi a Milano negli anni Sessanta – racconta una lunga parabola dell’arte contemporanea italiana e ripercorre parte della stagione felice di Gibellina, la nascita del suo Museo d’arte contemporanea – che dopo la prima donazione di Soldano oggi raccoglie 1800 opere – e l’epopea delle Orestea del 1984 con le straordinarie macchine sceniche di Arnaldo Pomodoro e i testi di Eschilo tradotti dal greco in siciliano da Emilio Isgrò.

Curata da Marco Meneguzzo per conto dell’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento guidata da Antonino Pusateri, la mostra delle Fabbriche Chiaramontane è stata omaggiata sabato sera dalla presenza di un pubblico accreditato di rappresentanti istituzionali, collezionisti, giornalisti specializzati e appassionati d’arte contemporanea. Fra i visitatori numerosi artisti di primo piano fra cui il maestro Elio Marchegiani, Michele Canzoneri, Umberto Mariani, Rossella Leone, Claudio Verna, Cosimo Barna e Milo Sacchi. Da parte sua, Soldano, nel salutare gli ospiti, ha lanciato un messaggio alle istituzioni del territorio perché “non abbandonino il progetto di ricostruzione di Gibellina nel segno dell’arte e del teatro”.

“Una mostra pilota – commenta il presidente Antonino Pusateri - questa delle FAM che indaga il ‘sistema dell’arte’ e indugia sulla figura mai totalmente esplorata del gallerista e degli artisti che, come satelliti, gravitano intorno a lui. Una prima sperimentazione che, nelle nostre intenzioni, diverrà un appuntamento costante delle Fabbriche Chiaramontane”.

Da Meneguzzo un ringraziamento particolare alla memoria di Ludovico Corrao, recentemente e tragicamente scomparso, che nei mesi ha preso parte attivamente alla realizzazione del progetto: numerose, infatti, le opere in prestito dal Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina.

FAM, sx Verna, Soldani, Pusateri, Marchegiani, Barna, Meneguzzo, Sacchi, Mariani, ph. Pitrone (LGT)

 

Quattro le fasi individuate da Meneguzzo, critico d’arte e docente dell’Accademia di Brera a Milano - che per le FAM ha firmato le ricognizioni attraverso l’Astrattismo (Astrazione Siciliana, 2010) e l’Arte Concettuale (Sulla Parola, 2011) – per l’indagine su Soldano di cui documenta l’incessante attività di ricerca e di proposta culturale a Milano e nella sua Sicilia, cui è sempre rimasto legato partecipando attivamente a progetti di impegno civile come quello del Museo di Gibellina. Si comincia con “La protesta”, per il periodo del ’68; quindi “L’Analisi” che raccoglie le opere del periodo analitico; poi “La Sicilia” con gli artisti suoi conterranei che Soldano ha promosso e sostenuto a Milano; e infine “Fuori Schema” dove sono riunite le opere come quelle di Isgrò, Chiari e Plessi non catalogabili.

La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale. Media partner delle FAM è Class Editori di Milano.

Gli artisti in mostra, in ordine alfabetico, sono: Baratella, Barna, L. Bartolini, Battaglia, Bruno, Camorani, Chiari, De Filippi, G. Biasi, Gastini, Germanà, Guerresi, Isgrò, Marchegiani, U. Mariani, Masi, Morales, Ortelli, Panseca, Pinelli, Plessi, A.. Pomodoro, Sacchi, Schifano, Senesi, Sottile, Spadari, Verna, Vigo, Zappettini.

Immagine 002 rip

 

“Il parco per eccellenza dei catanesi, Villa Bellini, diventa a buon diritto europeo” così l’assessore alle Attività produttive Franz Cannizzo nell’ avviare ufficialmente alla villa Bellini il primo collegamento wifi gratuito della città. Nell’occasione erano presenti i rappresentanti di Wired, Michela Calabresi e Rafael Meira Maniglia che insieme ad Unidata stanno presentando l’iniziativa in 150 comuni italiani , il consigliere Manlio Messina presidente della commissione consiliare cultura, Giacomo Pesce p.o .web, Paolo Arena e Maurizio Dell’Aria del Servizio Sistemi informativi del comune di Catania.

“ Si tratta di un primo importante risultato, - ha detto l’assessore Cannizzo- per mettere la città al livello di qualsiasi altra d’Europa, è un’importante opportunità per catanesi e turisti che potranno collegarsi per 120 minuti gratuitamente”. Il progetto “150 piazze WIFI”, cui ha aderito il Comune di Catania nasce per estendere l’uso di internet, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato avviato con la collaborazione dell’azienda Unidata e la rivista di settore Wired, e realizzato tecnicamente dal Servizio Sistemi Informativi comunali

. “ Pensiamo di estendere - ha continuato Cannizzo- quanto prima questa opportunità a tutto il centro storico, essere <collegati> con le altre realtà è importante perché confrontarsi con gli altri è sempre un momento di crescita anche sociale”.

La procedura per collegarsi è semplice ed uguale per tutte le 150 città dove si potrà navigare con la stessa password ricevuta al primo collegamento. Si opziona il collegamento W150 _ Catania, si aprirà la pagina web dove si effettua la registrazione, compreso il numero di cellulare con cui si farà uno squillo ad un numero di rete fissa. Immediatamente alla propria posta elettronica saranno inviate le credenziali d’accesso che saranno un anno.

Immagine 004rip

 

 

 

“Il ministro Galan predisponga un intervento urgente per la messa in sicurezza del tetto e per il consolidamento della struttura della chiesa San Francesco di Licata”. È quanto chiede Angelo Capodicasa, deputato del Pd, in un’interrogazione al ministro ai Beni Culturali, sottoscritta anche dai deputati del Partito Democratico Giuseppe Berretta, Daniela Cardinale e Alessandra Siragusa.
“Il tetto della chiesa di San Francesco, – denunciano i deputati Pd nell’interrogazione – rischia di crollare. La chiesa è in stato di abbandono da anni, sono cadute nel vuoto tutte le segnalazioni effettuate alle autorità competenti”.
“Si tratta - spiega Capodicasa (Pd) - di un significativo monumento del barocco siciliano, nel pieno centro della città agrigentina”.
“L’indifferenza e l’incuria hanno già compromesso numerose opere d’arte contenute nella chiesa, ogni ulteriore colpevole ritardo nell’intervenire rischia di provocare danni incalcolabili”.
“Speriamo, almeno per una volta, di non assistere al solito copione dell’indignazione, degli interventi straordinari e delle promesse miracolistiche quando ormai è troppo tardi. Si intervenga subito – conclude Capodicasa - per prevenire la deturpazione del centro storico di Licata”.

“La parola nell’arte è una delle forme di libertà rimaste in una società globalizzata che non attiva le differenze. La parola, invece, attiva le differenze perchè le parole sono tutte diverse”. A parlare è Emilio Isgrò, 73 anni, artista e intellettuale siciliano autore dell’opera “La Costituzione Cancellata. Rappresentazione di un crimine” presentata nel novembre scorso a Verona e intorno alla quale è sorta subito una vivace polemica che gli ha fatto dire: “Io rappresento la situazione attuale (...) saranno le coscienze a decidere”. Il maestro ha preso parte nei giorni scorsi ad Agrigento all’inaugurazione di “Sulla Parola. Isgrò, Salvo Germanà e gli altri. Le parole nell’arte tra Sessanta e Settanta”, la mostra delle Fabbriche Chiaramontane promossa dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento e curata dal critico e docente dell’Accademia di Brera di Milano, Marco Meneguzzo. L’ingresso è gratuito e sarà visitabile fino al 26 giugno.

Sessant’uno le opere in mostra, in prestito alle FAM da collezioni di tutta Italia. Ventisette quelle realizzate dai tre artisti siciliani da cui prende spunto l’indagine che, spingendosi fino a tutto il decennio successivo, estende la ricerca ad altri artisti contemporanei.

Fra i presenti, insieme al vicesindaco di Agrigento, Massimo Muglia, e a rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale della città, anche una decina fra galleristi, fondazioni, e prestatori attratti ad Agrigento anche dalla contemporanea inaugurazione della mostra di Igor Mitoraj per l’Ente Parco Valle dei Templi, che ha condiviso, patrocinandolo, il progetto espositivo delle FAM. Da Piazza Armerina, dove era impegnato per la consegna di una parte della Villa del Casale, ha mandato i saluti l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Missineo, che ha dato il patrocinio alla mostra delle FAM. “La sfida che attende la Sicilia – ha detto Missineo – è quella di recuperare la propria identità storica e artistica rendendola attuale e condivisa. Occorre reinterpretare il passato attraverso l’arte contemporanea: è la felice intuizione di cui oggi sono testimoni, con la propria attività, le Fabbriche Chiaramontane e il Parco della Valle dei Templi con le installazioni di Mitoraj.

“E’ una mostra di rottura”, si schermisce Antonino Pusateri, presidente dell’Associazione amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento nel presentare l’esposizione ai visitatori dell’inaugurazione. “Non so quale sarà la sensazione del nostro pubblico, quello consueto e quello di passaggio ad Agrigento. Di certo sappiamo che l’indagine sulla produzione dei siciliani negli ultimi duecento anni non poteva trascurare questo periodo così delicato dell’arte internazionale. Era necessario andare avanti nella nostra attività di ricerca per poter vedere e proporre cose differenti”.

Prosegue il curatore Meneguzzo: “Abbiamo voluto rendere un’atmosfera tipica di quegli anni, quando la parola, il “logos” irrompe nell’arte e trova nuovi alfabeti, che qui intendiamo in senso letterale. Di questa indagine Emilio Isgrò è la spina dorsale. Lo affiancano Salvo, di origine ennese, per il quale il momento puramente concettuale si è concluso con la serie memorabile delle “lapidi”. Pochi invece sanno degli esordi concettuali del catanese Mimmo Germanà, poi molto più noto per la sua pittura assimilabile a Guttuso e alla Transavanguardia del decennio degli Ottanta: provate a vedere alle FAM quel suo curioso e profetico “Ritratto di ignoto”, datato 1999. L’artista racconta se stesso e data l’opera vent’anni dopo la imprevedibile sua morte. Ed è solo la “parola” a proiettare Germanà in un futuro che non gli appartiene”.

Accanto a quelle dei tre siciliani figurano opere di Vincenzo Agnetti, Carlo Alfano, Alighiero Boetti, Adriano Altamira, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Ugo Carrega, Giuseppe Chiari, Bruno Di Bello, Vincenzo Ferrari, Ugo La Pietra, Ketty La Rocca, Fabio Mauri, Maurizio Nannucci, Luca Patella, Gianni Emilio Simonetti, Aldo Tagliaferro, Franco Vaccari, Emilio Villa.

Alla mostra, che com’è consuetudine delle FAM ha ingresso gratuito, è dedicato il catalogo di Silvana Editoriale. “Sulla Parola” ha il patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Ente Parco Valle dei Templi, della Provincia Regionale e del Comune di Agrigento. Sponsor tecnico Hotel della Valle di Agrigento.

Le opere di “Sulla Parola” sono prestiti di: Fondazione Marconi (Mi), Fondazione Berardelli (Bs), Associazione Culturale l’Attico (Rm), Galleria Ca’ di Fra (Mi), Galleria Colombo (Mi), Galleria Giacomo Guidi (Rm), Galleria Martano (To), Galleria Milano (Mi), Galleria P420 (Bo), Galleria Peccolo (Li), Galleria De Crescenzo & Viesti (Roma).

 

 

Le principali mostre nei dieci anni delle FAM

 

2001, “Ottocento Siciliano”, Dipinti di collezioni private agrigentine

2004, “Passo di Corsa”. Espressioni futuriste in Sicilia

2005, “Dentro e fuori la caverna”. Pietro Zambuto

2006, “Le ferite dell’essere”, Solitudine e meditazione nell’arte siciliana degli anni Trenta

2007, “Sguardi”, Pittura e ritratti in Sicilia tra ‘800 e ‘900

2007, “Poliorama Pittoresco”, Dipinti e disegni dell’800 siciliano

2008, “Il Gruppo di Scicli”

2009, “Futurismo”

2009, “Fabbriche/Leto”, Alfonso Leto

2010, “A volo d’Uccello”, Rossella Leone

2010, “Astrazione Siciliana.1945-1968”

2010, “Konvolut. Biblioteca infinita”, Michele Canzoneri

2011, “Guccione. Il Mediterraneo”

 

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI