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Sabato, 29 Febbraio 2020

La proposta legislativa sulla riforma della PAC (Politica Agricola Comune) da parte del commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos penalizza l’agricoltura italiana, il segretario provinciale della Uila Uil di Taranto Antonio Trenta ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

“La proposta per la riforma della Pac illustrata dal commissario europeo all’agricoltura Ciolos rispecchia tutte le nostre peggiori previsioni, perché premia l’agricoltura estensiva di una volta e penalizza quella intensiva che produce di più e con maggiore qualità, come il mondo invece richiede. È un progetto di ritorno al passato in cui l’Italia perde su tutti i fronti. Riceverà, infatti, meno finanziamenti, pur essendo grande contribuente netto della Pac e dell’Ue, e di altri non ne usufruirà perché la futura Pac è studiata per aziende di grandi dimensioni e con bassa capacità produttiva.

Mancano indicazioni innovative e ambiziose necessarie ad affrontare la nuova situazione internazionale. È un progetto che vola basso nel quale la più grande novità introdotta è la ripartizione delle risorse comunitarie in base al numero di ettari di terra posseduti dagli agricoltori. Mancano gli strumenti per combattere la volatilità dei prezzi, le risorse e le norme per promuovere i prodotti agricoli europei nel mondo. Il lavoro rimane il grande sconosciuto di questa proposta di riforma: vino, latte, pesche e grano continuano ad essere prodotte da fantasmi.

In questa partita il ruolo del nostro governo deve essere più incisivo, per giocare nel parlamento europeo una battaglia diversa in modo da cambiare i connotati di questa riforma affinché si muova verso le vere esigenze dei cittadini europei: maggiori produzioni agricole, più qualità, minore tensione sui prezzi e maggiore sicurezza per il futuro. Ci auguriamo soprattutto di poter riproporre con forza in parlamento, la centralità del lavoro dipendente nella futura Pac”.

Vale Brasil, la più grande porta rinfuse del mondo, celebra oggi il suo arrivo in Italia per la sua prima operazione commerciale. La nave ha attraccato lo scorso 14 luglio al molo 4 del Porto di Taranto e sta attualmente procedendo alle operazioni di scarico di più di 400.000 tonnellate di Carajas Sinter Feed destinate alle acciaierie Ilva Spa, cliente e partner commerciale di Vale da più di quattro decenni. Commissionata ai cantieri navali sud coreani Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering, la Vale Brasil – con una capacità di più di 400.000 tonnellate per 362 metri di lunghezza e 65 metri di larghezza – è la prima di sette porta rinfuse ordinate dalla compagnia brasiliana, per un valore complessivo di 748 milioni di dollari.

Lo sviluppo di questo progetto ha rappresentato un’importante sfida tecnologica per la Vale in termini di innovazione, ed i risultati ottenuti rappresentano un successo. La Vale Brasil consente, infatti, di svolgere le operazioni di carico e scarico in tempi molto brevi, può essere utilizzata in qualsiasi porto ed ha un sistema di drenaggio particolarmente efficiente. La nave consente, inoltre, un abbattimento delle emissioni pari al 35% per ogni tonnellata di minerale trasportata e lo scorso maggio ha vinto il riconoscimento internazionale “Nor-Shipping Clean Ship Award”.

Un sistema logistico altamente efficiente costituisce un elemento chiave per la competitività del mercato del minerale di ferro. Al fine di massimizzare l’efficienza delle proprie operazioni commerciali ed assicurare le forniture richieste dal mercato stesso, Vale sviluppa numerose iniziative che consentiranno l’ottenimento di economie di scala. Le navi commissionate, ad esempio, saranno una parte della strategia commerciale dell’azienda ed assicureranno i collegamenti tra i terminal brasiliani e i clienti Europei e Asiatici. Tutte le porta rinfuse sono caratterizzate da alti standard di sicurezza e contribuiranno alla riduzione dei costi di trasporto del minerale di ferro attualmente sostenuti dai produttori di acciaio.

“Con la nostra flotta contribuiremo a diminuire il livello di volatilità del mercato del trasporto merci, un elemento che influisce pesantemente non solo sul prezzo di quest’ultimo, ma anche sul prezzo del minerale. Grazie all’utilizzo delle nuove navi crescerà la stabilità del mercato del trasporto, di pari passo a quella del mercato dei materiali, creando condizioni favorevoli per l’azienda e per i suoi clienti” ha affermato José Carlos Martins, Executive Director of Marketing, Sales and Strategy della Vale.

Vale ha anche commissionato la costruzione di altre 12 porta rinfuse al cantiere navale cinese Rongsheng Shipbuilding and Heavy Industries, ciascuna con una capacità di carico di 400.000 tonnellate ed un investimento complessivo di 1.6 miliardi di dollari. Oltre ad una flotta di 19 grandi navi da trasporto, Vale avrà anche a disposizione 16 nuove navi delle stesse dimensioni, che opereranno esclusivamente per contratti a lungo termine stipulati con i partner proprietari della flotta. Le 35 navi verranno consegnate tra il 2011 e il 2013.

La Vale Brasil consolida così il lungo processo di investimento intrapreso che ha giocato un ruolo fondamentale nella competitività del mercato del minerale del ferro brasiliano. “Non smetteremo di investire e di innovare. Gli investimenti di Vale nelle infrastrutture di trasporto - afferma Eduardo Bartolomeo, Integrated Operations Executive Director della Vale - sono i più significativi mai intrapresi nella storia del Brasile. Negli ultimi sei anni abbiamo investito oltre 9 miliardi di dollari e, solo nel 2011, ne investiremo altri 5 per lo sviluppo di un sistema di trasporto integrato”.

 

“Nonostante la provincia di Taranto sia quella con il rapporto posti letto/abitanti più basso della regione e tra i più bassi d’Italia (2,87 per mille), si è deciso di penalizzarla ulteriormente con tagli sfrenati alla Sanità e con la chiusura degli ospedali di Massafra e Mottola. Ma la cura dimagrante pare non avere mai fine e si è arricchita del blocco ai turnover di medici e infermieri e dei tagli alla Sanità privata. Il tutto condito da numeri impietosi riguardo alla spesa pro-capite per investimenti in edilizia ospedaliera: anche in questo caso la Regione Puglia non ha dimostrato particolare attenzione alla provincia ionica, limitandosi a una spesa pro-capite di 3,56, nettamente la più esigua della regione e decisamente umiliante se paragonata con quella di Bari (36,30)”.

Il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, snocciola i numeri deficitari del sistema sanitario pugliese. Numeri che, secondo il Segretario Generale della UIL regionale, “sollevano perplessità su un’operazione la cui unica certezza è una variante del piano regolatore di Taranto che permetterà di trasformare un terreno storicamente destinato all’attività agricola in zona edificabile: un regalo all’immobiliare dell’ex Iri sul quale attendiamo ancora, ogni giorno sempre meno fiduciosi, spiegazioni dalle istituzioni locali”. Aldo Pugliese si riferisce, ovviamente, all’operazione San Raffaele. “A Milano – spiega Pugliese – si è accumulato circa un miliardo di debiti, che ha portato la struttura sanitaria al bordo dell’abisso del fallimento. Eppure in Puglia, nell’agosto dell’anno scorso, non si è lesinato un finanziamento da 60 milioni di euro, prima rata di un’operazione complessiva da più di 200 milioni, per il San Raffaele del Mediterraneo. Pur tuttavia, non sono state ancora sgombrate le nuvole nere del dubbio sul futuro che attenderebbe l’ospedale SS Annunziata e il Nord di Taranto, oltre ai rispettivi dipendenti, qualora la costruzione del San Raffaele dovesse andare in porto. E nessuna precisazione è giunta sul parere del Nucleo di Valutazione e Verifica sugli Investimenti Pubblici regionale, che ha chiesto molti approfondimenti tra i quali sull’utilizzo del leasing in costruendo sulla proprietà immobiliare e la congruità sulle proiezioni finanziarie”.

“Non si scorgono proiezioni ottimistiche per il futuro della Sanità tarantina – chiosa Pugliese – intanto permane l’offesa spudorata ai cittadini della provincia ionica, penalizzati da un servizio precario e incapace di rispondere alle necessità degli stessi. Una riflessione profonda da parte della Regione e un cambio di direzione a 360 gradi non sarebbe una sconfitta, ma un semplice atto di buon senso nei confronti della provincia intera”.

 

Nella giornata odierna ha avuto luogo il passaggio di consegne al comando del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto.

Il Tenente Colonnello Rocco Nicola SAVINO, proveniente dal Comando della Stazione Navale di Manovra di Taranto, è subentrato nel comando del Reparto al Colonnello pilota Francesco Saverio GUARINI, designato a capo della missione estera in Albania quale Comandante del Nucleo Frontiera Marittima in Durazzo.

Il Comando Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto rientra nella componente aeronavale d’altura del Corpo ed, unitamente agli altri quattro Gruppi Aeronavali di La Spezia, Cagliari, Trapani e Messina, dipende gerarchicamente dal Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare.

L’area d’interesse operativo del Comando Gruppo Aeronavale di Taranto va ben oltre i confini della regione Puglia, abbracciando tutto il Mare Adriatico ed il bacino dello Ionio settentrionale, sul quale opera in cooperazione e coordinamento con i reparti aeronavali costieri del Corpo presenti nelle regioni affacciate su questi mari.

Dotato dei mezzi aerei e navali tecnologicamente più evoluti e di maggiore autonomia operativa è orientato ad esercitare l’azione di vigilanza in alto mare, in forza del diritto internazionale, ove la presenza istituzionale del Corpo si rende necessaria, ponendo in essere un attività di prevenzione attraverso il monitoraggio, da un lato, del traffico marittimo di passaggio dal mare aperto ai bacini interni e, dall’altro, operando proiezioni in profondità per acquisire obiettivi di interesse specifico.

Il reparto è infatti deputato a sviluppare l’innesco di attività di polizia economico finanziaria in acque internazionali, con particolare riguardo alla prevenzione e repressione del contrabbando, funzione propria ed esclusiva della Guardia di Finanza a tutela degli interessi economici e finanziari nazionali e comunitari.

Compito primario è il contrasto ai traffici illeciti provenienti dall’alto mare, costituendo, questo Reparto, grazie alla sua specificità, la linea più esterna contro le minacce rivenienti dal traffico di sostanze stupefacenti, dal traffico d’armi e di rifiuti tossici e nocivi nonché dall’immigrazione clandestina.

Proprio tale specificità ha portato alla proiezione internazionale del comparto aeronavale d’Altura della Guardia di Finanza ed alla sua alta considerazione in ambito FRONTEX, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, che si è avvalsa di uomini e mezzi, anche del Gruppo Aeronavale di Taranto, per l’invio in missioni di cooperazione in Grecia, Spagna e Francia.

Per il corrente anno, inoltre, a seguito della ripresa e notevole incremento di sbarchi di clandestini sulle coste del Salento e su quelle ionico calabresi, nonchè dei notevoli successi conseguiti nello specifico settore, grazie al perfetto coordinamento ed alla collaborazione con i due Reparti Aeronavali regionali di Bari e Vibo Valentia, che ha portato al sequestro complessivo, nei soli primi mesi dell’anno di nr.21 imbarcazioni di vario tipo, all’arresto di nr.27 scafisti ed al fermo di nr. 1714 migranti, il Gruppo Aeronavale è stato prescelto quale “Local Coordination Center” dell’operazione “AENEAS 2011”, voluta e finanziata da FRONTEX per contrastare tale fenomeno presente alle frontiere meridionali d’Europa, cui partecipano, oltre alle unità aeronavali del Corpo e delle altre Forze di polizia operanti sul mare, anche assetti aerei stranieri.

 

 

 

 

Stamattina presso il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara di Taranto è stata raggiunta l’intesa, tra i 27 lavoratori stagionali e il Consorzio, alla presenza del Segretario provinciale della UILA UIL Antonio Trenta, del Commissario dott. Vito Latorre assistito dal dott. Francesco Fatone e dal Direttore Generale dott. Angelo D’Andria.

La protesta degli stagionali era iniziata il 24 maggio con il blocco del “casello 4” a Castellaneta e proseguita nei giorni successivi con un sit in presso la sede del consorzio in Viale Magna Grecia a Taranto poiché il consorzio aveva comunicato ai lavoratori un taglio del 50% delle giornate di lavoro rispetto all’anno precedente, per effetto del “patto di stabilità” una legge imposta dal governo nazionale.

…”Oggi, dopo una trattativa durata circa due ore, chiariti alcuni aspetti sull’applicazione della suddetta legge e con la disponibilità del Consorzio, abbiamo concordato che ai 27 lavoratori stagionali dello Stornara e Tara sarà garantita l’occupazione per 70 giornate, pertanto le aziende agricole non avranno nessun disservizio per quanto riguarda l’irrigazione”.

Nei prossimi giorni saremo impegnati ad affrontare una questione ancora più delicata che riguarda la legge di riforma dei consorzi e la stabilizzazione del personale stagionale. I Sindaci dei comuni della zona occidentale della provincia di Taranto, in una nota sottoscritta congiuntamente qualche giorno fa, hanno già dimostrato il loro impegno politico affinché si possa modificare la proposta di legge.

Pertanto, ci aspettiamo, in occasione della discussione in Consiglio Regionale per l’approvazione di tale Legge, un forte impegno politico di tutti i consiglieri regionali della provincia di Taranto atto a modificare il requisito delle “453 giornate”, al fine di consentire anche ai lavoratori stagionali dello “Stornara e Tara”, che attualmente sono gli unici esclusi, di raggiungere la stabilizzazione.

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